Radio digitale: da Trento a Bolzano verso il resto d’Italia

Dalla prossima settimana il progetto Pilota trentino dell’introduzione del broadcasting digitale DAB+ si estenderà anche alla provincia di Bolzano

La radio digitale affiancherà la radio analogica

Non ci sarà uno switch off come nel caso della televisione, ma un passaggio accompagnato dalle frequenze in FM alla nuova tecnologia DAB+ (Digital Audio Broadcasting). I ricevitori in commercio hanno e avranno così la capacità di cambiare automaticamente dalle frequenze digitali a quelle analogiche. Se ne è parlato questo pomeriggio presso il Palacongressi di Riva del Garda in occasione del convegno “The digital radio experience: case studies on going digital” organizzato dal World DMB in collaborazione con la società di sistema Trentino Network e Club DAB Italia.

Il passaggio al digitale inizia dal Trentino

Il processo di diffusione del digitale è iniziato da qualche mese a livello nazionale con un progetto pilota in Trentino e, a seguito del rilascio dei diritti d’uso da parte dell’AGCOM ai consorzi, si estenderà anche nel resto di Italia. A partire dal nord di Italia con la presenza di reti digitali diffuse create direttamente dai consorzi come Club DAB Italia, RAI e da consorzi di radio locali.

In Trentino sono al momento attivi su frequenze digitali diversi programmi, sia di radio locali che nazionali, e nei prossimi mesi se ne aggiungeranno altri ancora. In tutto, infatti, sono disponibili dall’AGCOM 8 frequenze digitali nelle quali è possibile trasmettere molteplici canali radio.

“Il primo passaggio, che si può realizzare dalla prossima settimana, per ampliare il progetto pilota – ha esordito Vincenzo Lobianco, Direttore, Spectrum e pianificazione di rete, AGCOM – è quello di estenderlo a Bolzano, provincia limitrofa a Trento e che vanta una certa esperienza in campo radio digitale”. A Bolzano, infatti, già il 10% della popolazione, quindi circa 20.000 famiglie, ascoltano la radio in digitale. Dal Trentino Alto Adige, poi, si proseguirà estendendo l’assegnazione delle frequenze anche alle altre province italiane.

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Per facilitare la diffusione del digitale si è pensato di impiegare l’eurochip, vale a dire un microprocessore integrato capace di ricevere sia in analogico e sia in digitale. Un microprocessore che si potrà trovare all’interno di smart phone, i-pad, i-pod, e quindi non solo in ricevitori classici, di un certo livello.

Il modello trentino verrà quindi replicato all’interno delle altre province italiane. La scelta di partire da Trento è stata ispirata – come ha riportato l’amministratore delegato di Trentino Network, Alessandro Zorer, anche dal fatto che è una provincia avanzata in campo di nuove tecnologie, dove c’è una cultura digitale molto estesa: “L’opportunità del digitale verrà molto probabilmente accolta dal territorio con favore e potrà servire da trampolino di lancio per l’espandersi di questa esperienza verso il resto d’Italia”.

“Per il passaggio alle altre regioni l’Italia – ha assicurato Vincenzo Lobianco – è stata divisa in diverse aree tecniche, in bacini di trasmissione, presso i quali si procederà con l’attivazione del digitale”. L’Italia sembra comunque essere sulla buona strada. A livello europeo lo standard DAB+ si sta diffondendo rapidamente; quest’anno sono stati venduti 17 milioni di radio DAB+ in Inghilterra, in Norvegia un milione e in Danimarca due milioni e questo perché assicura diversi vantaggi: “Il DAB+ – ha spiegato Jorn Jensen, Presidente, WorldDMB – oltre ad un’alta qualità sonora consente di scegliere la stazione digitando il nome della stessa e non il numero della frequenza, si possono ricevere diverse informazioni dallo schermo della radio, come il titolo della canzone. Inoltre ora il DAB+ si sta diffondendo sulle automobili grazie a semplici dispositivi ibridi e all’avanguardia”.

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Il resto d’Europa

In Germania il primo agosto del 2011 sono stati attivati i servizi radiofonici digitali: “Al momento – ha riportato Michael Reichert dell’ARD – abbiamo due reti, una rete multiplex con 13 programmi attivi, una rete pubblica che arriva all’84% della popolazione e una copertura complessiva che raggiunge il 90% della popolazione tedesca”.

Nel caso della Norvegia, invece, lo switch-off è previsto per il 2017: “Prima della fine del 2014 – ha assicurato Gunnar Garfors di NRK – gli standard DAB e DAB + verranno diffusi su circa il 95% del paese”.

Infine, guardando il Regno Unito si può trovare un semplice modello da imitare: “La copertura radio digitale – ha concluso Laurence Harrison, Direttore di Technology & Market Development, Digital Radio UK – è attualmente del 94% per l’emittente nazionale BBC, dell’85% per le stazioni commerciali nazionali e del 66% per i Digital Audio Broadcaster locali. I progressi della radio digitale all’interno delle automobili inoltre continuano; da gennaio 2013 la BMW ha introdotto la radio digitale di serie”. Nel Regno Unito il governo britannico deciderà entro la fine del 2013 se effettuare la migrazione completa al digitale.