Orchestrare l’Alm con Serena Software

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La società specializzata nel software per lo sviluppo di applicazioni annuncia nuove soluzioni integrate. Ce ne parla Claudio Monzini, responsabile Iberia e Italia

«Uno degli ambiti in cui Serena Software sta investendo molto, sempre rimanendo all’interno del suo focus principale e cioè l’Application Lifecyle Management, è l’interpretare l’Alm come un’orchestration», afferma Claudio Monzini, Iberia & Italia Area manager della società, che abbiamo incontrato perché ci illustrasse le novità appena annunciate.

Sostanzialmente vuole orchestrare tutto quello che già offre come proposta Alm. «Vogliamo andare a orchestrare le richieste, le domande, il deploy, il change come un unico processo».

Nell’ambito di questa offerta di orchestrated Alm, una delle caratteristiche che sono state implementate sono le dashboard che consentono di dare visibilità agli utenti su tutti gli strumenti in uso e soprattutto sui processi. «In particolare ci stiamo orientando verso i dashboard per l’interoperabilità delle persone all’interno dei processi, dunque all’interno dei singoli ruoli, e ci stiamo concentrando in modo via via più verticale su quelle che sono le aree all’interno dell’Alm, in particolar modo ci stiamo focalizzando sulla parte di Requirement Management e su quella di Development Management».

Attraverso Dimension RM11, appena rilasciato, Serena Software è riuscita a integrare «tutte le funzionalità che sono afferenti alla gestione dei requisiti, dalla richiesta iniziale fino alla messa in produzione – spiega Monzini -, aggiungendo un passaggio che riteniamo molto importante, cioè la prototipizzazione dal punto di vista business e non solo da quello applicativo. Una volta inseriti i requisiti si riesce a “vedere” quale può essere il risultato finale lato business».

Prima di questo annuncio Serena offriva uno strumento separato che aveva delle possibilità di connessione con la soluzione di Requirement Management. La domanda si fermava al Prototype Composer e non permetteva di fare il passo successivo, «invece adesso la soluzione è completa perché comprende sia l’uno che l’altro ed è orchestrata. La possibilità di orchestrare le cose avviene grazie al fatto che abbiamo introdotto la tematica di orchestrazione attraverso uno strumento chiamato SBM (Serena Business Manager) che consente di veicolare questo processo di orchestrazione attraverso i vari strumenti», precisa il manager.

«Rispetto alla concorrenza – aggiunge - stiamo offrendo una soluzione D2D (Demand-to-Deploy) integrata che consente anche di essere verticalizzata. All’interno di una soluzione completa offriamo infatti una segmentazione molto specifica. Un’altra peculiarità importante, basata sul fatto che siamo focalizzati da anni sull’Alm, è che siamo in grado di offrire delle soluzioni che sono attuabili in tempi rapidi: con le nostre soluzioni non realizziamo un disegno che poi ha bisogno di molto codice, bensì implementabile molto rapidamente e con un approccio incrementale. Dietro i concetti ci sono delle soluzioni già collaudate da anni dal mercato e presso i nostri clienti».

«Avendo fatto tesoro della metodologia Agile – prosegue Monzini - e introducendone alcuni concetti tipici nelle nostre soluzioni, abbiamo ottenuto vantaggi notevoli nella velocità di implementazione e realizzazione dei processi, elemento oggi determinante, che possono essere disegnati, tracciati, visualizzati e soprattutto resi disponibili all’interno delle applicazioni».

L’altra novità è la Development Manager Suite che integra la nuovissima versione di Serena Dimensions CM e Serena Business Manager. «Si tratta della prima soluzione di fascia enterprise per l’orchestrazione di tutte le fasi di sviluppo»; le principali funzionalità includono Platform-Proof Traceability, per affrontare le problematiche legate alla compatibilità attraverso la tracciabilità automatica, Process-Based Development, per accelerare le fasi di sviluppo identificando, misurando e risolvendo i cosiddetti “colli di bottiglia”, e Globally-Proven Scalability, per facilitare l’amministrazione e condividere i dati relativi allo sviluppo fra team di lavoro e partner.

«I nostri utenti sono per definizione dei grandi clienti, negli Usa quasi tutti i componenti la lista Fortune 100 – spiega Monzini-, in Italia le principali telco e tutte le primarie banche, che hanno nostre soluzioni, alcune solo sulla parte open, altre su tutta la linea, compreso il mainframe; inoltre tra i nostri clienti ci sono molte aziende manifatturiere e diverse imprese che hanno necessità di software embedded; tutto il comparto aerospace; insomma, l’ambiente mission critical in generale».