BergamoScienza – Un mare di innovazione

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Il Premio Nobel per la Medicina, Sydney Brenner, biologo sudafricano, ha inaugurato la XII edizione di BergamoScienza, con una lezione in onore della grande scienziata italiana Rita Levi Montalcini

Anche quest’anno, il Festival racconta l’avventura della scienza in tutta la sua complessità, con un programma ricco di spunti che abbraccia gli ambiti scientifici più diversi – dalla biologia all’astrofisica, dalla medicina alle neuroscienze, dalla chimica alla robotica – senza paura di contaminazioni o di incrociare, lungo il percorso, altri saperi, come l’archeologia, la sociologia e l’architettura. Tema trasversale di questa edizione è il mare portato in terra orobica grazie alla partnership con la Città della scienza di Napoli. Ma il mare non è soltanto metafora della ricerca scientifica. Studi recenti relativi ad alcune migliaia di esemplari fossili rinvenuti nei giacimenti bergamaschi, testimoniano che il mare è stato una tappa decisiva dell’evoluzione. Roberto Cingolani, direttore dell’IIT, l’Istituto Italiano di tecnologia di Genova, ha parlato dei progressi della capacità computazionale, di robotica umanoide, del famoso iCub e soprattutto di nanomacchine che imitano la natura. Lo scienziato ha spiegato come le nanotecnologie in campo farmaceutico e sanitario cercano di trovare soluzioni a problemi complessi, prendendo a modello le strutture degli esseri viventi che sono efficienti e a bassa richiesta di energia (basti pensare che un cervello elabora miliardi di miliardi di operazioni al secondo utilizzando 100 watt, mentre un computer fa due milioni di operazioni con 150). La ricerca in questo settore porterà a nuovi prodotti e servizi in grado di migliorare la salute umana preservando le risorse e proteggendo l’ambiente. Nei paesi del G10, la vita media si allunga di tre mesi ogni anno, mentre in altri luoghi del mondo l’aspettativa di vita è ferma a 50 anni. «La sfida è guardare ai prossimi vent’anni» – ha detto Cingolani. «La popolazione mondiale arriverà a nove miliardi. Un quarto degli abitanti avrà accesso all’80% delle risorse del Pianeta. Il compito della tecnologia è di applicare i risultati della ricerca scientifica per ridurre gli squilibri insostenibili tra gli esseri umani. Energia e acqua sono le priorità da affrontare e per farlo dobbiamo imparare a copiare la natura».

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