Privacy? Le associazioni chiedono un garante

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I gruppi di attivisti per le libertà civili chiedono l’istituzione di un organo competente per la salvaguardia dei cittadini della Rete

In attesa di Obama è meglio muoversi in autonomia. I gruppi in difesa delle libertà civili si sono mossi nei giorni scorsi per chiedere alle Nazioni Unite la creazione di un organo di sorveglianza contro gli abusi di potere nel monitoraggio perpetrato dal governo statunitense. La privacy sta diventando sempre più un miraggio a seguito delle rivelazioni di Edward Snowden che nell’estate del 2013 ha disegnato un quadro decisamente terrificante di come le agenzie federali spiano e gestiscono i dati digitali di cittadini americani e stranieri. Per questo la Electronic Frontier Foundation, lo Human Rights Watch e Liberty hanno firmato assieme a un’altra dozzina di associazioni una lettera per chiedere la creazione di un relatore che tenga alta l’attenzione sulle intrusioni ai database di aziende ed enti che contengono i dati dei navigatori oltre che a rapportare sulla conoscenza di eventuali falle informatiche che possono essere sfruttate da NSA e soci.

Le Nazioni Unite non bastano

In realtà quello che si chiede è una sorta di Snowden “ufficializzato”. Le azioni che il giovane ragazzo americano ha compiuto sono, secondo il gruppo di firmatari, solo il primo passo verso una maggiore trasparenza nel rapporto tra utenti e governi. Il problema è che Snowden ha ottenuto i documenti da infiltrato e non certamente dopo aver rivelato al mondo la sua identità. Un relatore internazionale che libertà d’azione potrebbe mai avere? La lettera afferma come seppur le Nazioni Unite ricoprano un ruolo di guardia per i diritti umani, si riscontra ancora una certa carenza quando si tratta di internet e digitale. Per questo si sente il bisogno di avere una guida appropriata che tuteli i diritti della persona, anche quelli telematici che stanno diventando sempre più basilari.

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