L’impatto del Jobs Act sulla gestione delle risorse umane

Digitalizzazione: per l’80% delle imprese è la priorità

La nuova riforma del lavoro voluta dal Governo Renzi spiegata alle aziende da ADP in collaborazione con i Gruppi Regionali dei Giovani Imprenditori di Confindustria nel corso di un tour che ha fatto tappa anche a Milano

Muoversi nell’odierno mondo dell’HR (Human resources), cioè della gestione delle risorse umane, non è affatto banale. Soprattutto se le carte in tavola vengono cambiate in modo importante da leggi dello Stato e decreti attuativi che interpretano in modo nuovo i rapporti tra dipendenti, collaboratori e datori di lavoro – aziende. Tuttavia, chi come ADP ha fatto della gestione delle risorse umane il proprio core business, deve essere sempre aggiornato e riuscire a comprendere, semplificare e rendere immediatamente disponibili ai propri clienti i contenuti delle nuove normative. È proprio in questo spirito che l’Azienda ha organizzato un tour in tre tappe in collaborazione con Confindustria, Gruppi Regionali Giovani Imprenditori a Torino, Milano e Bari. In questi incontri, oltre a delineare un quadro di com’è cambiato il mercato del lavoro in questi anni, ADP ha presentato tre casi di successo di aziende che hanno deciso di implementare politiche innovative di gestione del personale.

Cambiamenti indotti dal mercato sulle HR oggi

Nella sua introduzione all’evento, Stefano Poliani, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Lombardia ha dichiarato che: «Un mercato del lavoro flessibile è alla base della competitività di un Paese». Questo è uno degli obiettivi che si è posto il Governo Renzi con il Jobs Act: rendere più flessibile il mercato del lavoro in Italia. Ma c’è riuscito? Occorre innanzi tutto tenere conto del fatto che: «È cambiato il mercato, sono cambiati i consumatori e anche le abitudini di consumo», come ha sottolineato Nicola Uva, Strategy & marketing director di ADP. L’esplosione delle nuove tecnologie, dalla mobilità ai social network, hanno stravolto il rapporto tra aziende e mercato, mentre oggi in azienda convivono tre generazioni diverse: baby boomer, i nati negli anni ’50-’60; millenials, nati nei primi anni 2000 e la nuova Generazione Z, caratterizzata dal fatto che utilizza soprattutto messaggi scritti per comunicare (le chat).  Inoltre, fenomeni quali la globalizzazione dei mercati e l’internazionalizzazione delle imprese sono ormai pane quotidiano delle aziende attuali. «Occorre premiare la volontà di cambiamento», ha concluso Uva.

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L’analisi del Jobs Act fatta da Roberto Respinti e Sabrina Pagani dello Studio associato Pagani ha poi chiarito alcuni aspetti della legge poco evidenti, quali la scarsa convenienza per i dipendenti che scelgono di farsi liquidare il Tfr in busta paga, in quanto, per esempio, si è soggetti a un passaggio a uno scaglione fiscale superiore con conseguente aggravio (importante) delle imposte.

Aziende di successo

Dopo l’intervento di Ilaria Pozzoli, responsabile istruzione, formazione e lavoro di Confindustria Lombardia, che ha sottolineato l’approccio di apprendimento continuo e le opportunità di formazione offerte da Confindustria, è stata la volta di Sirti, Saipem e Obi, che hanno spiegato nei tre distinti settori di mercato in cui operano (telecomunicazioni, retail ed engineering) come stanno cambiando al loro interno, anche grazie ad ADP, le politiche di gestione del personale, consentendo il raggiungimento di importanti obiettivi aziendali e il consolidamento di un successo già avviato.