Apple: confermata la condanna per il cartello degli e-book

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La Corte d’appello ha confermato la multa di 450 mln di dollari imposta ad Apple per aver creato un cartello per alzare il prezzo degli e-book

Nel 2013 Apple è stata condannata a pagare una multa da 450 milioni di dollari dall’Antitrust statunitense per aver artificialmente modificato il prezzo degli e-book al fine di sfavorire Amazon. Oggi la Corte d’appello di New York ha confermato la sentenza del giudice distrettuale Denise Cote per due voti a uno. La Mela continua a dichiararsi innocente ma i tribunali sono di tutt’altro avviso.

Apple e il cartello degli e-book

Tra il 2009 e il 2010 Apple ha stretto accordi con le case editrici Hachette, HarperCollins, Mcmillan, Penguin e Simon & Schuster, per innalzare i prezzi degli e-book e riportarli in linea con quelli dei libri tradizionali. La mossa aveva lo scopo di colpire Amazon, i cui prodotti letterari erano venduti online ad un prezzo di 9,99 dollari contro i 12-14,99 dollari che Apple avrebbe voluto imporre. Il patto segreto era stato confermato da una e-mail del fondatore della Mela Steve Jobs al CEO di Harper Collins James Murdoch, in cui il defunto luminare della tecnologia gli proponeva di aumentare i prezzi dei libri digitali. Circa tre anni dopo, le case editrici coinvolte hanno patteggiato  risarcendo i consumatori per 160 milioni di dollari mentre ad Apple è stata imposta una multa di 450 milioni di dollari.

“Siamo delusi che il tribunale non abbia riconosciuto l’innovazione e la scelta che l’iBook Store ha portato ai consumatori. – scrive la Mela in una nota – Sappiamo di non aver fatto nulla di male nel 2010 e stiamo valutando i passi successivi”.

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