Wired-wireless, il futuro delle reti aziendali

daniela rao_idc

La connessione wireless in azienda sarà sempre meno un accessorio e richiederà un approccio unificato per le reti cablate e senza fili

Negli ultimi anni, si è parlato molto delle diverse evoluzioni dell’IT. I quattro “pilastri” dell’information technology – mobility, cloud, big data & analytics e social – alla base dell’ultimo stadio evolutivo, in altre parole la Terza Piattaforma secondo la definizione di IDC, sono ormai leve di innovazione per tutte le imprese. Tali trasformazioni, che rivoluzionano l’ambiente applicativo, si riflettono tuttavia anche sui livelli sottostanti e, fra le altre cose, richiedono profondi cambiamenti alle reti aziendali.

IT e network non sono più soltanto argomenti per addetti ai lavori, ma interessano sempre più le Line of Business (LOB). Recenti survey IDC condotte a livello mondiale, infatti, illustrano come gli investimenti per reti e IT siano legati in modo prioritario al miglioramento dei processi di business, prima ancora che alla riduzione della struttura dei costi e all’aumento della produttività degli addetti.

Cloud, video e mobile device

Sono numerose le tecnologie che continuano a “stressare” la rete, aumentando la criticità dei network aziendali. Il cloud, ad esempio, con la sua recente diffusione e la crescente adozione, sia fra i dipartimenti IT che fra le LOB, negli ultimi anni ha richiesto alle reti prestazioni e livelli di affidabilità sempre maggiori. A questo si è aggiunta la proliferazione di tecnologie di collaborazione e videocomunicazione, spinte da nuove tecnologie a basso costo, oltre al già citato cloud, e ad applicazioni pienamente integrate fra desktop e mobile device. Tuttavia, l’approccio alla videoconferenza è cambiato: non è più un’esperienza immersiva di un gruppo di persone, ma un insieme di sessioni singole distribuite in cui l’end-point non fa la differenza, che esso sia un sistema avanzato di videoconferenza, un pc o un mobile device. Garantire una user experience a molti utenti distribuiti rappresenta una sfida per le reti aziendali, in particolare dal momento che la complessità si sposta sempre più verso gli estremi, lontano dal core e dal data center.

Leggi anche:  Le soluzioni wireless Spectralink premiate ai DECT Awards 2021

Bisogna aggiungere, infine, che quanto detto per il cloud e le videocomunicazioni viene amplificato dalla proliferazione dei device mobili, che in molti casi sono diventati i mezzi privilegiati per la fruizione di applicazioni di unified communication e collaboration (UC&C). In questo caso, la trasformazione delle reti aziendali deve essere totale: è necessario fornire una connessione e un supporto di alto livello a un numero e a una varietà di end-point che non conosce un limite, oltre a gestire il traffico da essi generato.

Nuovi requisiti, nuove soluzioni

I trend di mercato sopra accennati spingono i dipartimenti IT a ripensare il modo in cui finora sono state progettate le reti aziendali. Il motivo principale sta nell’incapacità delle reti attuali di supportare le implementazioni di applicazioni enterprise, a causa delle scarse performance della rete, della mancanza di resilienza e della complessità nella gestione. Ciò si traduce nella scarsa scalabilità e nell’impossibilità di supportare più utenti, nuovi device e applicazioni e in definitiva un traffico maggiore. L’aumento di traffico real-time e del numero di device connessi in rete si traduce in nuovi requisiti riguardo a larghezza di banda, quality of service e scalabilità delle reti, che possono essere soddisfatti soltanto aggiungendo nuova “intelligenza alla rete”, per gestire flussi di traffico variabili ed eterogenei. Davanti alla necessità di una trasformazione della rete aziendale, che trova ora un ruolo di primaria importanza non solo all’interno della strategia IT, ma anche per lo sviluppo dei modelli di business e dei processi, è importante che i network manager e le LOB collaborino nel momento di assessment, valutando i potenziali benefici dell’evoluzione della rete e dei sistemi che supportano il business.

Wireless as well as wired

L’utilizzo di mobile device per scopi professionali, con applicazioni ad hoc che interagiscono direttamente con i processi aziendali, tuttavia impone, come primo vincolo, una connessione e un accesso ai sistemi aziendali in modalità wireless. Ciò introduce problemi differenti rispetto alle reti tradizionali, dove il principale metodo di accesso era di tipo “wired”, e la rete senza fili era fornita come complemento al cavo LAN, in particolare per utenti ospiti e per alcuni casi estemporanei di connessione del proprio laptop lontano dalla postazione usuale. Data l’evoluzione dello scenario e dei contesti di utilizzo, le reti wireless devono allinearsi alle reti cablate nel garantire sicurezza, copertura di tutto lo spazio aziendale, affidabilità e applicazione delle policy di gestione.

Leggi anche:  NFON presenta Contact Center Hub per le PMI a livello aziendale

Le tecnologie WLAN nei prossimi anni rappresenteranno una delle componenti più interessanti del mercato dell’enterprise networking, spinte dalla necessità delle aziende di implementare infrastrutture dinamiche, che consentano agli addetti di passare senza soluzione di continuità da connessioni cablate a senza fili. Per garantire un’esperienza utente omogenea e l’utilizzo di applicazioni e device con ogni tipo di connessione, diventa necessario un accesso unificato. Una ricerca IDC svolta nel mondo illustra come poco più del 30% delle aziende intervistate abbia adottato il wireless come metodo di accesso predominante in azienda, mentre oltre il 40% delle aziende prevede di sostituire l’accesso “wired” con quello wireless nell’arco dei prossimi tre anni. Ciò si riflette, inoltre, nell’adozione del recente standard 802.11ac, che circa il 40% delle aziende pianifica di introdurre entro il 2015.

I dipartimenti IT, come spesso accade, sono quindi chiamati ad adeguare le reti alle esigenze e alle richieste che provengono dal business e dagli utenti. In questo percorso, sono numerosi gli ostacoli da superare, a partire dalla separazione dei due ambienti, cablato e non, con protocolli, regole e piattaforme di gestione diverse per l’accesso alla rete e per la fruizione di servizi e applicazioni. Inoltre, va garantito lo stesso livello di sicurezza fra le due reti, anche se ogni tipologia di accesso presenta vulnerabilità specifiche. Non sempre le aziende hanno al loro interno le competenze necessarie per gestire in modo unificato l’accesso alla rete. è necessaria una curva di apprendimento, ma spesso è richiesta anche una pianificazione della trasformazione dell’infrastruttura. In questi casi è difficile dimostrare un ritorno sull’investimento, anche se una valutazione costi-benefici che tenga conto dell’automazione dei processi e della sicurezza mostrerebbe indubbi vantaggi.

Leggi anche:  Superati i 10 Tbs di capacità accesa al MIX

Secondo le Worldwide Enterprise Communications and Datacenter Network Infrastructure 2015 Top 10 Predictions di IDC, i dipartimenti IT guarderanno con sempre maggiore interesse e determinazione all’accesso unificato. Inoltre, la diffusione di tecnologie di software defined networking darà spazio a nuove possibilità per l’unificazione di soluzioni wired e wireless consolidate. Le reti wireless, infine, diventeranno necessarie e mission-critical, e il loro sviluppo sarà trainato dal recente standard 802.11ac, che consente alle WLAN attività e prestazioni prima esclusive delle reti cablate.

Da quanto detto finora, si capisce che non è facile approcciare la tematica WLAN. In ogni caso, i dipartimenti IT devono progredire nella curva di apprendimento, cercando di formare i propri addetti su queste tematiche, la cui velocità di evoluzione è molto superiore a quella delle reti cablate. Bisogna sempre ricordare, inoltre, che le piattaforme tecnologiche garantiscono il rispetto delle policy organizzative e abilitano il raggiungimento dei risultati. Gestire una rete non significa soltanto rendere disponibile la connessione in un dato punto, ma soprattutto lavorare sull’autenticazione, l’autorizzazione e la gestione degli account, sul controllo degli accessi e delle prestazioni. Nel momento della scelta, quindi, meglio focalizzare l’attenzione sulle priorità “di business” dell’azienda.

Daniela Rao, TLC research & consulting director – IDC Italia