Breve storia del mainframe: dalle schede perforate alla digital economy sostenendo mezzo secolo di innovazione

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Quattro generazioni di sviluppatori alle prese con il Big Iron affrontano un futuro sempre più agile

Di Véronique Dufour-Thery, Regional Director di Compuware

7 aprile del 1964, questa è la data in cui IBM ha introdotto il System/360, una famiglia di cinque computer sempre più potenti che giravano con lo stesso sistema operativo utilizzando le stesse 44 periferiche. Erano gli anni del “baby boom” e da allora quattro generazioni di sviluppatori si sono susseguiti nell’affrontare le sfide crescenti e le continue innovazioni che ha caratterizzato questa piattaforma. Attraverso un’infografica e con una breve panoramica vogliamo raccontarvi com’è cambiato il mainframe in questi anni e quali crediamo saranno i suoi sviluppi futuri.

I primi passi verso il successo

L’IBM System/360 rappresentava una sorta di “nonno” dei mainframe di oggi, veniva utilizzato principalmente perle schede perforate e l’elaborazione in batch dei processi contabili, di fatturazione e di inventario. Negli anni ‘60, durante la fase di infanzia del IBM System/360, i primi sviluppatori specializzati imparavano i fondamenti della programmazione nelle scuole tecniche.

Dieci anni dopo, lo scenario era già radicalmente cambiato. I programmatori erano “amanti del calcolo” e iniziavano a frequentare i college. Il mainframe ora era diventato un supporto indispensabile per il mondo della finanza, per le assicurazioni e le linee aeree. È in quegli anni (1973) che nacque Compuware e in cui lanciò Abend-AID (1977), la sua prima soluzione software pensata per individuare i bug e suggerire le azioni per correggerli.

In un balzo arriviamo così agli anni ‘80, quando il mainframe era ormai diventato una realtà consolidata e gli sviluppatori di questa piattaforma si erano creati una propria nicchia nel mondo del lavoro, mentre quelli della generazione X si divertivano ancora con Pac-Man. Anche in quel decennio, il mainframe affrontò un’evoluzione profonda, insieme al moltiplicarsi dei linguaggi di programmazione.

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Forse il declino?

Agli inizi degli anni 90’, il regno del mainframe come re del data center si trovò ad affrontare una minaccia che minava la sua sopravvivenza: la proliferazione di server UNIX e Intel a basso costo. Proprio allora Stewart Alsop di InfoWorld predisse l’imminente scomparsa del mainframe, che a suo avviso sarebbe arrivata a brevissimo, entro il 1996.

Perché non avvenne? Una serie di tecnologie di enorme impatto nacquero proprio in quegli anni, a partire dall’accesso sempre più indiscriminato al World Wide Web e dalla nascita dell’e-commerce con Amazon.com. Per questo nel 1996, Stewart Alsop dovette rivedere le sue previsioni e scrivere “Avevate ragione e io avevo torto”. La scalabilità e l’affidabilità del mainframe avevano vinto permettendo alla piattaforma di affrontare nuove sfide mai pensate fino ad allora.

La rinascita

Arriviamo agli anni 2000, quando il ruolo del mainframe nella gestione delle operazioni di business e i dati sulle transazioni divenne ancora più strategico. Si affermò il linguaggio Java per mainframe e i Millennials iniziarono a unirsi alla forza lavoro. In questi anni il mainframe iniziò ad avere a che fare sempre più con i consumatori, da chi effettuava operazioni in banca a chi prenotava un viaggio e faceva i propri acquisti dal computer di casa.
Per l’IT tutto questo iniziò a comportare sfide crescenti, chiamato sempre più in causa per prevenire i possibili crash dei sistemi dovuti alla crescita nel numero delle richieste. È in questo contesto che nel 2003 vide la luce MySpace, e poi Facebook decretando una vera e propria esplosione dei social media.

Il progresso continua

Nel 2008 i telefoni cellulari superano i PC come principale dispositivo per l’accesso a Internet in tutto il mondo*, pilotando verso il mainframe carichi di lavoro inimmaginabili fino ad allora. Ma è il 2010 che decreta definitivamente l’avvento dell’economia digitale e l’era del consumatore, mettendo sempre più sotto pressione il mainframe. Gli sviluppatori degli anni del baby boom, inoltre, che hanno visto il mainframe crescere e diventare sempre più strategico nella gestione dell’IT, iniziano ad andare in pensione creando un divario di competenze enorme e potenzialmente disastroso. Per la prima e unica volta in 40 anni, i responsabili IT devono fare i conti con una dura realtà: la piattaforma a cui si sono affidati per garantire affidabilità e sicurezza subirà nei prossimi anni un turnover in termini di risorse dedicate del 70%.Il 2010 è anche l’anno in cui Compuware ha lanciato il suo Interactive Development Environment (IDE) per aiutare i nuovi sviluppatori mainframe ad essere più produttivi ed efficienti.

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Le tecnologie dirompenti continuano a spingere le aziende verso un cambiamento rapido e continuo nel modo in cui fanno il proprio business per non rischiare l’estinzione. Basti pensare che, nel 2011, i consumatori negli Stati Uniti trascorrono più tempo alle prese con le applicazioni rispetto a Internet.

Nel 2015 arriva il nuovo mainframe z13 di IBM, pensato per gestire 2,5 miliardi di transazioni al giorno!
Nello stesso anno, Compuware si trasforma in un’azienda privata diventando leader nel software mainframe. Con un impegno continuo verso l’innovazione, grazie all’introduzione di una nuova release di prodotto ogni tre mesi, cosa mai fatta da nessun vendor mainframe fino ad oggi, Compuware accelera il progresso del settore e giunge a decretare l’era del “Mainframe Agile”.

Uno sguardo al futuro

Le applicazioni mainframe rappresentano ancora un valore inestimabile e insostituibile per le aziende e rimarranno tali per almeno un altro decennio. Come testimonia questo breve racconto, che copre 60 anni, la forza lavoro addetta al mainframe si è profondamente trasformata. Oggi più che mai, dato che buona parte dello staff mainframe si sta avvicinando al pensionamento, il rischio che la conoscenza e la proprietà intellettuale associata alle applicazioni mainframe svanisca è reale. Si tratta, da questo punto di vista, di un momento estremamente critico che apre però una nuova grande opportunità per il settore.

In futuro non ci sarà più un team di sviluppo mainframe specifico ma sarà l’intero staff di sviluppo a essere disponibile e in grado di lavorare su compiti mainframe. Toccherà aalle aziende fornire gli strumenti di sviluppo che offrono un’esperienza coerente per il programmatore, indipendentemente dalla piattaforma e, nel caso del mainframe, offrire una comprensione specifica rispetto alle applicazioni anche più complesse.

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Il futuro dell’economia digitale richiederà sempre più agilità e il software e il mainframe dovranno necessariamente evolvere, ancora una volta, in questa direzione perché per ottenere una reale trasformazione digitale è indispensabile integrare pienamente lo sviluppo applicativo, la gestione dei dati e le operation della piattaforma mainframe e del mondo distribuito.