Architettura sostenibile

Cattoni Giulia_Urbano Creativo

Come valorizzare l’ambiente urbano utilizzando la realtà aumentata spaziale per vivere le città e riscoprire il paesaggio in modo nuovo

Per Le Corbusier, il rivoluzionario architetto del Novecento, “l’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La costruzione è per tener su, l’Architettura è per commuovere”. E per Frank Lloyd Wright, architetto di pari fama, “ogni grande architetto è necessariamente un grande poeta. Deve essere l’interprete originale del suo tempo, della sua epoca, del suo istante”. Ma allora come ci spieghiamo l’esistenza di tante città indifferenti nei confronti dell’arte e delle emozioni che questa, espressa nelle sue diverse forme, suscita? Viviamo, come ci suggerisce Le Corbusier, in ambienti urbani costruiti, città non più portatrici di valori, ma di notizie, informazioni velocissime; ambienti e luoghi che sono nati e si sono evoluti con poca attenzione verso i valori socio-storici: risultano difficili da interpretare e vivere poiché concepiti per subire o consumare. Ci ritroviamo a fare i conti con un’urbanistica che, impegnata a pianificare fin troppo concretamente il sistema città, spesso tende violentemente a ridurre le espressioni creative. Quel rapporto stretto tra artisticità e ambiente cittadino, che nel passato riusciva a esprimersi, ora manca e ci manca.

Ambiente urbano e arte

Una città deve “formare vie di comoda transitabilità […] fornite di servizi pubblici e di quanto altro sia necessario per offrire condizioni favorevoli alla vita sociale”, recita Treccani. Servizi pubblici, vita sociale, così come eventi e iniziative che possano esprimere la cultura di un territorio e delle sue tradizioni, e valide proposte turistiche, sono dunque parte fondamentale nella valutazione della qualità della vita. Ed è l’esistenza di queste condizioni che fa sì che le città possano essere vissute e che possano poi restituire, in uno scambio reciproco, un ambiente accogliente e quindi attraente. É un circolo virtuoso, che ha bisogno di essere costantemente stimolato. In questo senso, dunque, l’arte potrebbe essere il mezzo attraverso cui riconoscere e apprezzare l’ambiente urbano in cui viviamo. Non passiva tutela e conservazione del patrimonio artistico e del paesaggio, ma soprattutto valorizzazione, che implica un approccio attivo e propositivo. Valorizzare un territorio significa renderlo più interessante non solo per potenziali turisti, ma anche per i cittadini stessi. Non significa solamente aprire un museo minore anche nei giorni feriali o creare una nuova piattaforma tecnologica per raccogliere ogni evento. Significa anche accogliere le novità, ricreare occasioni per liberare espressività e creatività individuali, non “limitarsi” alla fruizione dell’arte, ma far nascere nuovi interessi e stimoli.

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Realtà aumentata spaziale

C’è una tecnica artistica, che fa parte di quella macrocategoria che si definisce street art, dal grandissimo potenziale per installazioni urbane e rappresentazioni artistiche effimere e immateriali. Si tratta del video mapping, detto anche realtà aumentata spaziale: immagini, video, giochi di luci e animazioni vengono proiettati su superfici piatte o strutture più complesse per ottenere inedite scenografie e spettacoli multisensoriali, dando alle architetture una nuova estetica. L’installazione è un’esperienza collettiva che coinvolge attivamente il paesaggio urbano in modo sempre originale per ogni territorio, vista l’unicità degli edifici di volta in volta scelti. Si inganna la percezione visiva di chi fruisce dell’opera, creando un effetto surreale e illusionistico. Il successo e il grande interesse verso questo strumento risiede nella caratteristica di adattarsi a superfici varie e senza mai intaccarle con segni permanenti. La tecnologia, applicata in modo creativo e consapevole ad ambiti come l’arte e la cultura, offre i mezzi per lo sviluppo di un ambiente sostenibile, e a bassissimo impatto. E, non c’è bisogno di specificarlo, il valore aggiunto non sta nella tecnica ma riguarda la valenza culturale che si vuol comunicare con il progetto artistico.

Giulia Cattoni @urbanocreativo