L’UE dice addio al GPS grazie a Galileo

Galileo rete satellitare europea

Giovedì 15 il sistema satellitare Galileo dell’Unione Europea inizierà la sua attività con una precisione molto superiore al GPS

Questo giovedì il sistema satellitare Galileo sviluppato dall’Esa e dall’Unione Europea diverrà ufficialmente operativo. La nuova tecnologia consentirà al Vecchio Continente di svincolarsi dal GPS statunitense e dal russo GLONASS per quanto riguarda la geolocalizzazione. I primi satelliti del progetto Galileo sono stati lanciati nel 2011 e quando la rete sarà completata nel 2020 diverranno 30 in totale. Attualmente sono in orbita 14 satelliti più altri 4 in fase di test. Il sistema può contare su due centri di controllo indipendenti che si trovano a Oberpfaffenhofen, vicino a Monaco di Baviera, e sull’altopiano del Fucino in Abruzzo.

Galileo è costato all’Unione Europea molto più di previsto (10 miliardi di euro) ma offre innegabili vantaggi economici e tecnici. Gli esperti stimano che la rete satellitare nei primi 20 anni di funzionamento garantirà 90 miliardi di euro di ricavi, considerando la crescita dei servizi che sfruttano la localizzazione. Galileo inoltre non solo può lavorare in parallelo a GPS e GLOMASS ma è anche più preciso. Il sistema statunitense ha un’accuratezza di 5 metri mentre quello europeo arriverà fino a 1 centimetro a livello governativo. Per quanto riguarda la compatibilità con i prodotti attuali, già oggi diversi dispositivi elettronici sono in grado di gestire i dati forniti da Galileo con un semplice aggiornamento firmware.

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