Baidu approda in Silicon Valley

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La Google di Cina espande il suo business nell’area hi-tech per antonomasia con un focus sui veicoli autonomi e l’Intelligenza Artificiale

Baidu come Google, in tutti i sensi. Il gigante delle ricerche web cinese vuole seguire la strada del colosso statunitense, oltre il digitale. Così dalla web economy passa a tanti altri ambiti di studio hi-tech, aprendo nuovi uffici nel Sunnyvale, Silicon Valley. Con l’ufficialità dell’approdo negli States, il presidente della compagnia ed ex di Microsoft, Ya-qin Zhang, assume il titolo di Chairman di Baidu USA. La presenza sul territorio è in parte funzionale alle strategie di ingrandimento del gruppo, che intende individuare giovani forze da inserire nei suoi campus, sia individuando ragazzi nelle scuole che direttamente dalle startup più promettenti. Certo, la necessità è quella di andarsene in Cina, non proprio dietro l’angolo, ed è per questo che Baidu mette sul piatto un’offerta interessante: uno stipendio del 15% più alto di quello che percepiscono a casa, una volta stabiliti oltreoceano.

Ricerca e sviluppo

L’espansione del business in Silicon Valley è dunque prima di tutto a carattere tecnico. Non ci saranno laboratori specifici, non per il momento almeno, visto che la compagine farà soprattutto lavoro di ricerca e scouting di talenti ma è chiaro che prima o poi Baidu dovrà piazzarsi stabilmente negli Stati Uniti se vorrà competere con rivali più temibili, Alphabet in primis. La volontà del gruppo di Pechino è quella di specializzarsi nel campo dei veicoli autonomi e dell’Intelligenza Artificiale. Sembrano infatti questi i due temi principali che l’hanno portata ad aprire una nuova sezione in America. Non è chiaro lo scopo finale ma oggi è difficile pensare a un’azienda che si occupa di tecnologia estranea a due dei filoni principali che segneranno il mondo nei prossimi anni.

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