Doccia di numeri

Anche un prodotto tecnologicamente “povero” come un sanitario ha una sorta di vita parallela digitale che fa la differenza per un produttore storico come Ideal Standard

Come viene affrontato il tema della digitalizzazione da una azienda multinazionale come Ideal Standard, storico leader della produzione di sanitari e arredi per la stanza da bagno? «I nostri prodotti sono tecnologicamente poveri se li confrontiamo con un’automobile, un condizionatore o un altro elettrodomestico complesso. L’evoluzione ha riguardato soprattutto i materiali, le forme» – risponde Loris dal Magro, IT director dell’area sales & marketing. In questo particolare contesto, la trasformazione è legata alla catena di informazioni che accompagnano i prodotti nel loro ciclo di vita, una sorta di DNA, che anche nelle normative europee relative al cosiddetto Building Information Modeling (BIM), rappresenta quel “guscio” di dati digitali che avvolge ormai ogni prodotto fisico, per quanto tecnologicamente povero possa essere.

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SIM SALA BIM

Secondo Dal Magro chi decide quali prodotti installare in un edificio non residenziale – per esempio un ospedale – deve disporre dei dati residenti nei file BIM. L’informatizzazione, prosegue l’esperto, ha già reso possibile un radicale cambiamento in una realtà che in passato era abituata ai tempi lunghi che intercorrevano tra la prima idea di design, la sua approvazione e le successive fasi di prototipizzazione, la creazione di uno stampo e la produzione in volume. «Oggi, un oggetto che riceve l’ok, grazie alle piattaforme CAD finisce nel giro di una settimana nei prospetti in mano alla forza vendita. Se anche i clienti approvano, si passa quasi subito allo stampo. I tempi si sono accorciati in modo drastico». Ma lo sforzo per implementare una carta di identità digitale che funzioni, che aiuti a governare il ciclo dal design al postvendita non è mai banale.

Al progetto di adeguamento alle nuove modalità produttive, ha contribuito – nel caso di Ideal Standard – il management che ha saputo farsi coinvolgere in modo molto diretto, facilitando il lavoro di squadra tra decisori, innovatori dell’IT e i responsabili delle linee di produzione in fabbrica. Più l’innovazione è autentica, concreta, tanto più facile diventa il ruolo di chi la governa, spiega Eugenio Cecchin, presidente e amministratore delegato di Ideal Standard. «Il top manager è un bravo “giardiniere” che ha la responsabilità di tagliare dei grappoli affinché quelli rimasti sulla vite siano di qualità eccelsa, filtrando il vero cambiamento e dirottando le risorse sull’innovazione tangibile. Per un manager conta molto anche il learning by example, la capacità di mostrare all’organizzazione di essere sempre in prima linea quando si tratta di adottare uno strumento nuovo, che cambia il modo di lavorare».

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BRICK AND CHIP, IL DIGITALE NEL MATTONE

Quali sono i cambiamenti nei confronti del mercato finale? «Anche nel nostro settore esiste il marketing 4.0» – afferma Cecchin. E faticosamente si sta imponendo». Nella value chain della gestione di un progetto edile ci sono figure come il designer, l’impresa di costruzioni, l’installatore e il facility manager. «Oggi, si ragiona molto per silos, ciascuno sceglie nel proprio ambito. Il vero cambiamento sta nella capacità di ragionare con l’intero ecosistema per fare un’offerta vicina il più possibile alla committenza, ma che tenga conto di tutte le varie fasi di specificità della produzione e dell’installazione. Nella scelta di un rubinetto che sia bello e funzionale, non posso prescindere dal fatto che quel rubinetto debba assicurare il risparmio dell’acqua e la semplicità di riparazione. La rivoluzione si avrà quando tutte le fasi dalla progettazione all’uso del manufatto saranno ottimizzate. E i margini di miglioramento ci sono, se pensiamo che il mercato dell’edilizia produce più rifiuti della siderurgia e l’ottanta per cento dei costi di un progetto riguarda la successiva manutenzione». Il Building Information Modeling può rappresentare la chiave di volta della trasformazione, a condizione – avverte Cecchin – che in un contesto importante come la pubblica committenza nascano «regole diverse dalle eterne gare al ribasso».


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