I costi di roaming torneranno in Gran Bretagna

I costi di roaming torneranno in Gran Bretagna

Secondo un rapporto del governo britannico, il mancato accordo sulla Brexit potrebbe ricadere sugli utenti che si recano nei paesi dell’Unione

I dubbi su quando e come entrerà in vigore la Brexit stanno causando parecchi grattacapi a varie industry che hanno a che fare con il Regno Unito, tra cui anche gli operatori telefonici. A quanto pare, secondo un recente rapporto del governo di Londra, i mancati accordi sulle modalità di uscita dall’Unione Europea potrebbero, almeno in un primo momento, reintrodurre i costi di roaming sia per gli europei che si recano in Gran Bretagna che per i cittadini di Sua Maestà che viaggiano fuori dai confini, ma nei paesi della UE. La riunione sul mercato unico digitale del 24 ottobre ha confermato il sospetto che l’attuale libertà di circolazione senza sovrattassa verrà probabilmente eliminata: “Gli operatori dell’area UE27 potranno mettere in atto tariffe di roaming per le telco nazionali, il che vorrebbe dire chiedere ai consumatori britannici di sostenere spese aggiuntive all’estero.

Cosa succede

Prosegue il rapporto: “Il governo non può impedire tale conseguenza ma solo limitarla. E anche in quel caso, gli operatori potrebbero recuperare i costi della Brexit in altre modalità, ad esempio tramite passaggi e portabilità a prezzi più elevati”. L’aumento delle tariffe di roaming avrebbe un effetto significativamente più dannoso per gli operatori che non fanno parte di un gruppo con una presenza commerciale di grandi dimensioni in Europa e i soggetti virtuali (MVNO).

Ma un simile panorama interesserebbe anche internet. Un caso tra tutti la rimozione del divieto di geoblocking nell’area europea, dunque il ritorno allo schema precedente che prevede un blocco dello streaming per quei servizi che potranno essere fruiti solo dal paese di origine del contratto. Un inglese che ha un abbonamento a Netflix o Spotify, varcando la Manica potrebbe vivere concrete difficoltà nell’accesso. Al momento però, senza accordi tutto è ancora sul tavolo, ed è difficile ipotizzare cosa rientrerà nei piani di Brexit e cosa no ma qualcosa dovrà sicuramente muoversi da qui alla fine dell’anno.

Leggi anche:  Rosenberger OSI e l’evoluzione del data center