IoT vs Industrial IoT: quali differenze?

IoT vs Industrial IoT: quali differenze?

L’IoT, ovvero l’Internet of Things, è uno degli argomenti caldi di questo periodo, in cui la digitalizzazione delle imprese è un tema al centro dell’attenzione. Spesso, complice anche la poca differenza a livello di scrittura, si parla come sinonimi di IoT o di IIoT, che sta invece per Industrial Internet of Things.
Ma, al contrario di quanto possa sembrare, non sono la stessa cosa: facciamo chiarezza sulla differenza tra questi due termini.

IoT

Quando si parla Internet of Things, ovvero di Internet delle cose, si intende un insieme di tecnologie che permettono a un oggetto (thing) di comunicare dei dati attraverso una connessione Internet. Più precisamente, si tratta di una comunicazione bidirezionale, che prevede quindi che attraverso la rete, l’oggetto sia in grado sia di ricevere che di comunicare informazioni.

Perché?

La bidirezionalità dell’informazione è fondamentale perché l’IoT prevede la creazione di un flusso di informazioni tra più oggetti intelligenti, interconnessi tra di loro. Questi oggetti, appunto scambiandosi dati, saranno in grado di svolgere delle funzioni o delle azioni sulla base dei dati che hanno ricevuto, e allo stesso modo invieranno dati relativi alla propria attività che saranno utili ad un altro oggetto.

Un esempio pratico

Un esempio pratico può essere quello della domotica: mettiamo di installare in casa un nuovo impianto per l’abbassamento automatizzato delle tapparelle, azionabile tramite app dallo smartphone. Poniamo adesso di acquistare anche un sensore crepuscolare, a cui chiederemo di far abbassare le tapparelle quando inizia a fare buio. Ecco che i due oggetti avranno stabilito tra di loro un collegamento di comunicazione essendo collegati tra loro esclusivamente dalla rete internet.

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La parola Industrial conferisce però all’IoT un significato diverso. Vediamo cosa cambia.

Industrial IoT

L’Industrial IoT può essere definito come un sottoinsieme specifico del mondo più ampio dell’Internet of Things, che nasce appunto nel contesto delle aziende ed è strettamente interconnesso con il concetto di Industria 4.0, in cui oggetti “intelligenti” entrano a far parte del reparto produttivo rivoluzionando i processi in un’ottica di ottimizzazione e automatizzazione, sfruttando i dati. L’industrial IoT nasce infatti con lo scopo di ottimizzare i processi produttivi creando una rete di interconnessione tra le macchine e sfruttando i dati che le macchine stesse producono attraverso la propria attività. Vediamo le principali funzioni derivanti dall’introduzione dell’Industrial IoT in un’azienda:

  • Automatizzazione dei processi: l’Industrial IoT consente di rendere molti processi automatici, in parte oppure del tutto. Il lavoro autonomo delle macchine prevede, di conseguenza, anche che queste siano in grado di far fronte a imprevisti ed eventuali guasti, o addirittura essere in grado di segnalarli prima che essi si verifichino.
  • Garantire un alto livello di sicurezza: le macchine “intelligenti” sono in grado di garantire anche un alto livello di sicurezza perché sono in grado di monitorare costantemente il livello di specifici parametri, prevenendo appunto guasti, malfunzionamenti e altri inconvenienti. Ma non solo: sono predisposte anche per proteggere i dati che comunicano in grande quantità, gestendo le informazioni aziendali in sicurezza.
  • Digitalizzare impianti preesistenti : alcune tecnologie rendono oggi possibile far diventare “intelligenti” anche macchine preesistenti, magari anche datate, per far sì che si possa introdurre l’Industrial IoT anche laddove macchine nuove vengono inserite appunto all’interno di impianti preesistenti ma non per questo da sostituire, consentendo però l’avanzamento digitale dell’azienda. Un esempio è quello di un tornio anni ‘50, che smeup ha fatto diventare una vera e propria “macchina 4.0”.