Industry 4.0, ELSA in Industrial Robotics

Azione, senso, calcolo e autonomia. Non chiamate robot una lavastoviglie

Uomini e robot che interagiscono fisicamente in uno spazio di lavoro comune. Ma quali sono i requisiti per una buona progettazione di cobot? L’efficienza e l’instancabilità dei robot bilanciano la fragilità umana, mentre la flessibilità e l’intelligenza umana compensano la mancanza di comprensione dei robot

Il professore Alan Winfield e il dottore Matthew Studley del Bristol Robotics Laboratory (University of the West of England, Bristol, UK), hanno pubblicato una interessante e completa review, per la rivista Current Robotics Reports di Springer, sugli aspetti etici, legali e sociali della robotica industriale.

Come tutti sanno, l’industria sta cambiando e le tecnologie convergenti consentono una quarta rivoluzione industriale, in cui si prevede che i robot lavoreranno a fianco degli umani. In questo contesto, la review ha analizzato come il settore della ricerca, attraverso progetti, studi e pubblicazioni, stia affrontando gli aspetti etici, legali e sociali (ELS) dei nuovi robot applicati all’industria.

Gli autori si sono concentrati sulla comprensione dell’industria come produzione di beni materiali, cioè la fabbricazione, includendo gli effetti della robotica sul mondo del lavoro, con un focus principalmente europeo, perché è qui che il nuovo paradigma è emerso per la prima volta. ll GDPR ha dimostrato che la legislazione dell’UE può avere una portata globale.

La review riporta un numero crescente di studi sulla necessità di identificare una metodologia che definisca i requisiti di una buona progettazione di cobot per la collaborazione con umani. In questa visione, l’efficienza e l’instancabilità dei robot bilanciano la fragilità umana, mentre la flessibilità e l’intelligenza umana compensano la mancanza di comprensione dei robot. Questa collaborazione rimuove necessariamente la separazione tra uomo e robot, ed ecco perché la review indica un alto numero di studi e ricerche sulla prevenzione dei rischi, come dimostra una breve, e non esaustiva, raccolta dei progetti in corso nell’UE:

  • dy si concentra sulla previsione delle azioni del partner umano di un cobot per promuovere un co-lavoro sicuro ed efficiente.
  • Co4Robots ha come obiettivo di sviluppare una pianificazione dei compiti decentralizzata, in tempo reale e automatizzata per sistemi semi-autonomi con agenti collaboranti, inclusi gli esseri umani, i manipolatori fissi e le piattaforme robotiche mobili.
  • CoLLaboratE esplora una nuova forma di co-lavoro in cui i compiti di assemblaggio sono automaticamente condivisi tra esseri umani e robot.
  • SHERLOCK sviluppa applicazioni HRC (Human-Robot Cooperation) con robot sicuri, capaci di previsione delle intenzioni umane e di azioni basate sulla comprensione del contesto operativo.
  • COVR mira ad aumentare il volume dei cobot schierati affrontando i problemi di sicurezza, fornendo un toolkit per identificare e minimizzare i rischi rilevanti.
  • INCLUSIVE mira a migliorare la cooperazione uomo-robot attraverso la Human Robot Interaction (HRI) adattiva, con particolare attenzione a supportare le diverse capacità ed esigenze degli umani.
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Come mostra questo breve elenco dei progetti europei, la robotica industriale collaborativa presenta gli stessi tipi di problemi che si incontrano nella robotica assistiva e di servizio: comprendere le istruzioni e i bisogni nonché prevedere e interpretare le intenzioni e le azioni future degli umani al fine di partecipare con un valore aggiunto in modo efficiente e sicuro nelle attività quotidiane.

I robot industriali sono più che manipolatori pre-programmati e l’industria è più della semplice produzione. La robotica industriale e di servizio stanno convergendo verso applicazioni collaborative che permetteranno un uso più diffuso dei robot. La conclusione e la raccomandazione della review riguardano il fatto che la crescente importanza della Human Robot Interaction (HRI) riduce la differenziazione tra la robotica industriale e altri settori della robotica, e che le principali sfide per innovare la collaborazione umani-robot sono soprattutto politiche ed economiche. Gli standard emergenti e i quadri giuridici possono essere impalcature di questo successo, ma è evidente che sottovalutare i problemi etici, legali e sociali potrebbe avere ripercussioni in grado di durare per generazioni.


Gianmarco Veruggio scienziato robotico – www.veruggio.it