Da Selda arriva Registry: per le imprese, uno strumento contro la crisi

Da Selda arriva Registry: per le imprese, uno strumento contro la crisi

La crisi economica portata dalla pandemia mondiale da covid19 continua a mettere a dura prova le imprese di tutto il mondo.

Previsioni di fatturato riviste a ribasso, strategie di business che devono essere corrette, quando non completamente riscritte. Un contesto di incertezza e precarietà, in cui ognuno cerca di restare a galla e di guadagnare quanto più terreno possibile.

Molti imprenditori vedono nella rete un’opportunità per raggiungere nuovi mercati e nuovi clienti, restando aperti anche quando i vari DPCM impongono la chiusura dei negozi fisici. Per altri, invece, internet è equiparabile ad una giungla, in cui la concorrenza è estesa a livello globale, con truffe nascoste ad ogni click.

Per cercare di ottimizzare le opportunità che arrivano dal web, aggirando le principali minacce, oggi le imprese possono contare su RetImpresa Registry, la piattaforma realizzata da Selda Informatica, società consortile con finalità no profit, che da oltre 30 anni si occupa di soluzioni IT, offrendo anche servizi di comunicazione integrata per i soci istituzionali, Fasi, il Fondo di Assistenza Sanitaria dei Dirigenti di Aziende produttrici di beni e servizi e di Previndai, il fondo pensione dei dirigenti industriali il cui rapporto di lavoro è regolato dal CCNL sottoscritto da Confindustria e Federmanager.

“Il nostro ruolo è un po’ atipico, proprio per la natura di azienda no profit, ci rivolgiamo alle nostre parti sociali e ai nostri soci con un approccio di dialogo continuo. Cerchiamo di aiutarli nella crescita tecnologica laddove siamo ingaggiati per progetti che siano innovativi e/o finalizzati alla riduzione di costi per fornire prestazioni sempre migliori per i nostri iscritti e alla riduzione della burocrazia istituzionale – Spiega Donato Staffieri, direttore di Selda Informatica – Per questo motivo abbiamo creato Registry, una piattaforma gestita a livello centrale da RetImpresa, l’Agenzia di Confindustria per le aggregazioni e le reti di imprese, che verrà messa a disposizione dei soci, ovvero le associazioni territoriali e di categoria di Confindustria, per sviluppare iniziative e progetti di collaborazione e aggregazione nell’ambito del territorio e delle filiere di riferimento”.

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Come opera nel concreto Registry?

Il valore aggiunto che abbiamo voluto dare a questo prodotto è l’utilizzo in ambito blockchain, che offre una maggior trasparenza e una tutela in più dei dati, e che fa sì che in futuro possa aprirsi anche ad altre iniziative. Il nostro obiettivo, e quello di Registry, è di mettere in contatto imprese che operano nello stesso ambito o sullo stesso territorio, dando anche la possibilità di proporre e accreditare le proprie idee che vengono registrate con tutti i relativi dati di paternità.

Sostanzialmente la piattaforma opera con tre processi fondamentali. Il primo è l’accreditamento, durante il quale andiamo ad identificare le imprese in pochi semplici step. Attraverso la partita IVA, verifichiamo l’identità, raccogliendo le informazioni di chi vuole iscriversi direttamente dal database di InfoCamere, così da non richiedere la digitazione manuale di tutti i dati. Poi facciamo una verifica dell’identità attraverso la PEC.

Il secondo livello è il marketplace, dove le aziende possono mettere in campo delle idee innovative, che noi marchiamo e certifichiamo, assegnando un’identità digitale. Le imprese aderenti possono poi scegliere di aggregarsi e svilupparla in rete.

L’ultima fase è rappresentata dalla vetrina delle imprese. Ad esempio, una serie di imprese che si sono trovate nel marketplace, si sono messe all’opera insieme e hanno dato vita a un progetto, vengono qui presentate e viene dato loro valore e un certo rating, come una sorta di bollino blu. Questo è utile non solo per presentare i casi di successo, ma anche per raccogliere nuove adesioni a iniziative di lavoro condiviso.

La nostra reputazione oggi è a rischio, soprattutto quella online. Secondo lei perché e in che modo Registry può intervenire?

Da tanti anni si parla di reputazione, un concetto tutt’altro che astratto e molto concreto, che nasce dal rating, dalle misurazioni e dalle interpretazioni, purché accompagnate da dati significativi.

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Nell’ambito delle sue iniziative, Registry mette a disposizione una vetrina delle reti che si sono aggregate e assegna un bollino blu alle idee e alle aggregazioni che hanno avuto successo, rappresentando in questo modo un pezzetto di reputation che può dare maggior valore al lavoro svolto e a tutto il lavoro fatto da Selda e RetImpresa.

Quindi Registry ci sta restituendo una rete più efficiente e più sicura dal punto di vista delle imprese che vogliano utilizzarla per il proprio business?

Assolutamente sì. I tre elementi fondamentali sui quali ci siamo focalizzati per lo sviluppo di Registry sono proprio trasparenza, tutela delle informazioni e sicurezza, quindi la creazione di un’identità su blockchain associata ad un’identità fisica o giuridica inviolabile, la tutela delle idee nel marketplace e informazioni protette e non modificabili. Questi sono sostanzialmente i punti di forza che abbiamo voluto valorizzare nell’ambito del progetto Registry.