LG potrebbe lasciare il mercato mobile

LG potrebbe lasciare il mercato mobile

Dopo 23 trimestri consecutivi in perdita, il colosso potrebbe uscire dal business smartphone per rimettersi in pista successivamente

LG ha venduto 6,5 milioni di smartphone nel terzo trimestre del 2020, in calo di 7,2 milioni rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Con il gruppo che ha perso circa 4,5 miliardi di dollari negli ultimi cinque anni e detiene solo una quota di mercato globale del 2%, il CEO Kwon Bong-seok ha informato il personale in una nota interna che grandi cambiamenti stanno arrivando. Secondo The Korean Herald: “Poiché la concorrenza nel mercato globale dei dispositivi mobili sta diventando sempre più agguerrita, è giunto il momento per LG di esprimere un giudizio freddo e la scelta migliore” avrebbe detto un funzionario di LG. 

“L’azienda sta valutando tutte le misure possibili, compresa la vendita, il ritiro e il ridimensionamento del business degli smartphone”. LG ha confermato l’autenticità del memo a The Verge. “Il management di LG Electronics si impegna a prendere qualsiasi decisione sia necessaria per risolvere le sfide del business mobile nel 2021″ ha affermato un portavoce. “Ad oggi, nulla è stato finalizzato”.

Un nome storico nel mondo smartphone

La notizia arriva dopo che il sito coreano The Elec all’inizio di questo mese aveva affermato come LG avrebbe annunciato la sua partenza dal mercato degli smartphone. Il responsabile dell’azienda per la divisione consumer, Ken Hong, aveva però definito il rapporto “completamente falso e senza senso. Non giustifico nemmeno tale voce con una dichiarazione”.

Dal modello G5 e il suo alloggiamento modulare, al dual-screen LG G8x e l’innovativo Wing, LG non si è mai tirata indietro con la sperimentazione, in un settore sempre molto competitivo e sempre più di rado che mostra colpi di coda interessanti. Ma quell’innovazione non si è tradotta in una sana strategia commerciale: il business degli smartphone LG ha registrato perdite operative negli ultimi 23 trimestri consecutivi, tale da portare al pensiero di una dipartita, almeno per un certo periodo.

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