L’iperautomazione, chiave per la digitalizzazione delle imprese nel 2021

L'iperautomazione, chiave per la digitalizzazione delle imprese nel 2021

L’iperautomazione è la combinazione di diverse tecnologie e strumenti con l’obiettivo di ampliare le possibilità di automatizzare processi complessi. Secondo Minsait, questo sarà l’elemento chiave per la digitalizzazione delle imprese nel 2021

Minsait, società di Indra, ritiene che l’iperautomazione sarà un elemento chiave nel 2021 per la digitalizzazione delle imprese. Le aziende che adotteranno questo ecosistema di soluzioni otterranno vantaggi decisivi sia nell’efficienza sia nell’agilità delle loro operazioni.

Valorizzazione del talento umano, agilità nei processi e protezione di infrastrutture critiche sono solo alcuni dei benefici a disposizione delle imprese che intraprendono la via dell’iperautomazione, secondo la società.

Stando ai dati di Minsait, queste soluzioni migliorano la produttività dei processi amministrativi fino al 90% grazie all’automazione robotizzata e al 2.500% di esecuzione dei processi grazie alla migrazione al cloud. Inoltre, offrono fino al 30% di risparmio sui costi grazie alla gestione unificata dei documenti.

Ad oggi, secondo Minsait, la Robotic Process Automation (RPA) e il Case Management sono state alcune delle principali tecnologie utilizzate dalle aziende per essere più efficienti. Tuttavia, la costante evoluzione del contesto odierno, segnato dalla pandemia e caratterizzato dall’ineludibile trasformazione digitale, dalla necessità di snellire i processi minimizzando gli errori, e dall’aumento dei volumi di informazioni e dati, richiede l’adozione di nuove soluzioni che contribuiscano a rispondere a queste esigenze in modo efficace e affidabile.

“Nel nuovo scenario di continuo cambiamento, l’iperautomazione emerge come un alleato fondamentale del presente e del futuro del business perché offre la possibilità di incorporare e unificare il funzionamento di diverse tecnologie per ottenere risultati migliori. L’obiettivo è che l’intelligenza artificiale, l’apprendimento automatico o l’RPA lavorino insieme per eseguire compiti operativi di bassa, media e alta complessità con poca o nessuna supervisione umana, in modo che le persone possano concentrarsi sull’analisi e sul decision making”, ha detto Alberto Bazzi, direttore di Tecnologie Avanzate della Minsait in Italia.

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In Italia, secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2019 il mercato dell’Intelligenza artificiale ha raggiunto il valore di 200 milioni di euro. Ripartita tra i diversi settori (in testa quello bancario e finanziario, seguito dalla manifattura, dalle utility e dall’assicurativo), il 33% della spesa complessiva è dedicato a progetti di Intelligence Data Processing, mentre il 28% è ripartito su Chatbot, assistenti virtuali e Natural Language Processing.

Inoltre, un sondaggio di Gartner indica che entro il 2022, il 65% delle organizzazioni che hanno implementato la RPA introdurrà l’intelligenza artificiale, compresi il machine learning e gli algoritmi di elaborazione del linguaggio naturale. Inoltre, secondo questo studio, entro il 2024 le organizzazioni avranno ridotto i loro costi operativi del 30% combinando queste tecnologie.

Maggiore efficienza operativa

L’iperautomazione si riferisce ad un ecosistema di soluzioni E2E (End-to-End) che combina diverse tecnologie con l’obiettivo di acquisire o potenziare le capacità di analizzare, progettare, automatizzare, misurare, monitorare e rivalutare i processi su cui si basano le decisioni strategiche delle aziende. L’efficienza operativa è quindi il risultato finale dell’iperautomazione, poiché il margine di errore si riduce e si ottengono informazioni più precise, il che contribuisce a raggiungere gli obiettivi in minor tempo.

Le aziende che scommettono sull’iperautomazione ottengono che i loro sistemi, interfacce e software eseguano processi operativi sempre più complessi e si evolvano da soli per adattarsi ai nuovi cambiamenti, il che si traduce in un’opportunità per una gestione più efficace del talento umano. In questo senso, la corretta articolazione con gli altri sistemi tecnologici consente di liberarsi di oneri operativi, ripetitivi e di routine per concentrarsi sugli aspetti strategici del business a partire dall’interpretazione di informazioni già elaborate.

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Questo, però, non significa meno posti di lavoro: stando sempre ai dati diffusi dall’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il 96% delle aziende che hanno implementato soluzioni di AI non registra effetti di sostituzione del lavoro umano da parte delle macchine. Inoltre, quasi un terzo delle aziende rilevano che le attività sostituite dall’AI hanno permesso al personale umano di concentrarsi con maggiore dedizione alle attività rimanenti.

Storie di successo in tutti i settori

Attraverso l’iperautomazione, Minsait ha già fatto grandi passi avanti in alcuni settori di attività. “Ottimizziamo i processi front e back di vendita e di gestione degli incidenti negli operatori di telecomunicazioni, generando un risparmio di decine di milioni di euro. Abbiamo contribuito a gestire l’inondazione delle applicazioni della pandemia di Covid in modo tempestivo per le pubbliche amministrazioni, grazie alla combinazione di Robotica, Natural Language Processing e Chatbots. Abbiamo liberato decine di migliaia di ore all’anno nei processi di registrazione e di comunicazione con i clienti di alcune delle principali compagnie di assicurazione. Aiutiamo alcune delle più grandi aziende energetiche del mondo a ottimizzare i processi aziendali e a proteggere le infrastrutture critiche con la visione artificiale e la robotizzazione. E abbiamo anche ridotto del 60% il tempo necessario per l’iscrizione al credito negli istituti finanziari del settore automobilistico di 8 paesi europei”, ha spiegato Alberto Bazzi.

L’iperautomazione può essere utilizzata e sfruttata da qualsiasi azienda che gestisce e deve elaborare grandi volumi di informazioni o dati (strutturati, non strutturati, fisici o digitali), indipendentemente dal settore delle sue attività economiche. La conversione di questa grande quantità di informazioni in conoscenze preziose per il processo decisionale si traduce nella generazione di valore per l’azienda.

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In questo senso, settori come Energia, Petrolio e Gas, Telecomunicazioni, Assicurazioni, Finanza e Industria hanno maggiori probabilità di richiedere e implementare strategie globali di iperautomazione per gestire le informazioni provenienti dalle loro diverse aree (Operazioni, Vendite, Supporto e Manutenzione, Servizio Clienti, Finanza, Contabilità, Risorse Umane e IT).