Interazione uomo-macchina, il futuro è più organico

Interazione uomo-macchina, il futuro è più organico

Nuove tecnologie permettono ai robot di riconoscere il tocco umano, analizzando le ombre del corpo

Gli scienziati della Cornell University hanno sviluppato un modo che permette ai robot di identificare le interazioni fisiche semplicemente analizzando le ombre di un utente. Il sistema ShadowSense utilizza una fotocamera per catturare le ombre prodotte dai gesti delle mani sulla pelle di un robot; gli algoritmi classificano quindi i movimenti per dedurre l’interazione specifica di una persona.

L’autore principale dello studio, Guy Hoffman, ha affermato che il metodo fornisce un modo naturale di interagire con i robot senza fare affidamento su sensori grandi e costosi. “Il tocco è una modalità di comunicazione così importante per la maggior parte degli organismi, ma è stata praticamente assente dall’interazione uomo-robot. Uno dei motivi è che richiedeva un numero enorme di sensori e quindi non era pratico da implementare. Questa ricerca offre un’alternativa a basso costo”. 

Come funziona

I ricercatori hanno provato il sistema su un robot con una telecamera sotto la corazza. Hanno addestrato e testato gli algoritmi di classificazione con immagini ombra di sei gesti: toccare con il palmo, prendere a pugni, toccare con due mani, abbracciare, indicare e non toccare. L’IA ha distinto con successo i gesti con una  precisione tra l’87,5% e il 96%, a seconda dell’illuminazione disponibile.

“Se il robot può vederti solo sotto forma di ombra, può rilevare ciò che stai facendo senza acquisire immagini ad alta fedeltà del tuo aspetto” ha detto Hoffman. “Questo restituisce un filtro fisico e fornisce un certo comfort psicologico”. A questo punto, i ricercatori immaginano robot che utilizzano la tecnologia per rispondere a diversi gesti, come voltarsi verso un essere umano quando rileva un tocco e allontanarsi quando l’ombra sparisce.

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