NovaNext, l’integrazione che fa evolvere le imprese

NovaNext, l’integrazione che fa evolvere le imprese

Formazione e competenze per una system integration di valore. Sicurezza, reti e cloud ibrido sono i tre pilastri dell’innovazione integrata di NovaNext. Il direttore vendite Panzanini: «La visione olistica fa la differenza perché l’innovazione non è mai un singolo prodotto»

Negli ultimi mesi l’IT è divenuto indispensabile per dare continuità e far crescere il business, di qualunque forma e dimensione. Tra le varie declinazioni del complesso contesto della trasformazione digitale, sicurezza e nuove reti di trasmissione dati, necessarie a sostenere i nuovi modelli operativi, occupano un posto di primo piano. Dal riparato e confortevole perimetro aziendale, ci si è spostati nel più esteso e vulnerabile mondo del remote working, terreno fertile per minacce di vario tipo. Allo stesso tempo connettività e sicurezza non sono più solo temi relativi a utenti e data center, ma sono aspetti focali anche dei processi, delle fabbriche e del cloud.

Basti pensare che il Rapporto Clusit di marzo ha evidenziato come nel 2020 gli attacchi cyber siano stati messi a segno prevalentemente utilizzando malware (42%), tra i quali spiccano i ransomware, protagonisti in quasi un terzo degli attacchi (29%). La loro diffusione è stata in significativa crescita (erano il 20% nel 2019), sia in termini assoluti che di dimensioni dei bersagli e di danni. Si assiste a una sempre più forte richiesta di progetti in area Sicurezza. Oltre ai già citati temi degli accessi dall’esterno e del remote working, citiamo anche la sicurezza necessaria al mondo dell’Operational Technology, mondo in cui i macchinari e i processi industriali connessi alla rete, così come la compliance alla direttiva europea NIS, rendono necessario che il tema della sicurezza sia affrontato con decisione e urgenza. Se la ripresa economica punta fortemente sulla tecnologia – mantra su cui ha già poggiato buona parte delle iniziative di continuità del business nel 2020 – molto c’è ancora da fare non solo in termini di implementazione ma soprattutto di switch culturale, un cambiamento che richiede un’evoluzione nel mindset, oltre che un aggiornamento dei sistemi.

Su tutto questo punta fortemente NovaNext, che ha chiuso con numeri importanti il suo anno fiscale e che si accinge a sviluppare ulteriormente il suo ruolo di system integrator in questo dinamico scenario. NovaNext progetta e realizza soluzioni in ambito networking, data center, security, collaboration e hybrid cloud, integrando le migliori tecnologie disponibili sul mercato. Attualmente, conta circa 140 dipendenti, tre sedi (Rivoli, Milano e Roma) ed è partner dei più importanti vendor del panorama internazionale. «Il mondo delle imprese ha sempre più bisogno di essere accompagnato verso una comprensione più ampia e olistica della tecnologia, e non solo di soluzioni pronte all’uso» – spiega Paolo Panzanini, direttore vendite di NovaNext. «In vari decenni, abbiamo visto evolversi molte soluzioni hardware e software. Quante di queste, da sole, hanno cambiato la storia di una impresa? Quante, invece, integrate in piattaforme e infrastrutture, sono riuscite a far evolvere il mercato di riferimento? L’innovazione non è un singolo prodotto ma un insieme di idee – che si declinano dalla visione ai progetti – che finiscono con il far esplodere il pieno potenziale della rivoluzione digitale».

Dati confortanti

NovaNext ha chiuso il fiscale con 39 milioni di euro, ovvero con un +14% di crescita anno su anno. È il quinto anno consecutivo di crescita per l’azienda, già PRES (fino al 2018), crescita frutto degli investimenti fatti sia nel campo dello sviluppo del portfolio di soluzioni e servizi che delle competenze interne. «Certo, la crescita di quest’anno è stata disomogenea e non sempre allineata alla nostra pianificazione iniziale, ma ne siamo particolarmente orgogliosi, perché ottenuta in un anno di particolari complessità per noi, ma soprattutto per i clienti» afferma Panzanini. Come anticipato, uno dei focus che ha permesso all’azienda di differenziarsi è stato quello di un approccio consulenziale, in particolare nell’ambito della sicurezza e delle reti. «Si tratta di un settore in cui i clienti hanno tradizionalmente chiesto soluzioni spesso reattive e segmentate. Adesso è il momento di passare a un approccio proattivo al tema, pensando a un’unica sicurezza globale dell’azienda. Non c’è più un singolo fossato dietro cui nascondersi, bisogna proteggere utenti interni ed esterni, reti, sistemi produttivi, dati, cloud, applicazioni, con un unico approccio al tema. L’orchestrazione della sicurezza delle reti, degli utenti e dei dati è un elemento da cui non si può più prescindere».

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Soluzioni per la ripresa

Sicurezza dell’azienda, reti su cui viaggiano i dati e cloud ibrido sono i tre filoni dell’innovazione guidata da NovaNext. Il tradizionale confine tra rete, storage e server sta progressivamente perdendo ragione di esistere, visto il sorgere di architetture “ibride”, spesso integrate tra di loro, architetture in cui sempre più lo strato di valore della soluzione viene fornito come software on top all’hardware. «Questi paradigmi vengono affrontati da NovaNext in modalità progettuale, integrandoli con le componenti di servizi. Un approccio che trova tipicamente espressione nelle modalità di fruizione OpEx anziché CapEx e che consente di ottenere a pieno i benefici attesi, senza che la soluzione debba essere necessariamente presente in azienda».

Il ruolo della formazione

Proporre soluzioni ragionate con il cliente vuol dire tornare a svolgere quella dimensione di system integrator che forse si era parzialmente persa con il tempo, quando in molti casi la pura vendita aveva preso il sopravvento sull’aspetto consulenziale. Ma si può essere veri integratori di tecnologia solo se si hanno anche, internamente, le competenze necessarie a trasmettere al cliente il valore e la fruibilità delle scelte e dei cambiamenti. «Nei mesi scorsi, è emersa prepotentemente la qualità che NovaNext ha sempre dato alla formazione» – continua Panzanini. «La stessa idea di formare il personale dei nostri clienti ha subito una sorta di rivoluzione: se prima dedicavamo corsi a figure professionali della divisione ICT dei nostri clienti, oggi, la platea si è estesa notevolmente, fino a comprendere l’intera popolazione aziendale. Anche perché il lavoro da remoto, oggi usato da un elevato numero di dipendenti, richiede una serie di conoscenze, indispensabili per un corretto e sicuro svolgimento delle attività da un luogo esterno all’ufficio.» Inoltre NovaNext ha internamente avviato specifici programmi di “formazione continua”, pensati per fornire un aggiornamento e una crescita costanti e letteralmente “endless”. Non è un caso se NovaNext è Cisco Gold & Learning Partner, Oracle Approved Education Center, Microsoft Learning Partner e IBM Learning Provider, per citare solo alcune delle principali partnership.

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I servizi gestiti

Al pari della system integration, una porzione rilevante nel ventaglio d’offerta di NovaNext è quella dei servizi gestiti. Ciò segue l’idea di visione olistica della tecnologia, dove il percorso al fianco dell’utente non si ferma alla fornitura ma procede senza soluzione di continuità. «Gestire l’operatività dei clienti attraverso servizi gestiti vuol dire integrare le soluzioni con un monitoraggio H24 e con la possibilità di intervento di team verticali dedicati. Installare un firewall è la base, ma lasciare che sia quella l’unica porta chiusa non è certamente ciò che ci aspetta da un system integrator attivo a 360 gradi sulla digital transformation».

Il futuro è già qui

Nel suo esteso raggio d’azione, NovaNext lavora anche per far sì che le tecnologie proposte abilitino l’innovazione nella società. Citiamo ad esempio il progetto con cui NovaNext ha portato a bordo di mezzi pubblici di trasporto la connessione 5G, per offrire servizi WiFi agli utenti a bordo degli autobus. «Un tempo scelta opzionale, è chiaro che con il forte incremento della quantità e della qualità dei contenuti streaming a disposizione, i viaggiatori si aspettano di potersi connettere ad una rete di qualità anche in mobilità. Non solo: dare l’opportunità a chi guida mezzi di trasporto, o mezzi di primo soccorso, di ricevere in maniera affidabile e completa informazioni in tempo reale vuol dire migliorare flussi, ottimizzare i tempi e svolgere meglio lavori con forte impatto sociale. Anche un recente grande progetto di software defined storage (SDS), realizzato su un cliente della PA – progetto che elimina i vincoli hardware e permette massima flessibilità nel governare ed automatizzare centralmente i servizi, rendendo così possibile l’integrazione dei dati e la protezione degli stessi in ambito cloud e private cloud – testimonia di come anche le Amministrazioni Pubbliche stiano attivamente abbracciando l’innovazione ICT». Che è proprio il claim sul quale poggia la lunga storia di NovaNext: “Connecting the future”.