Che l’IoT ti protegga

Con l'aumento degli attacchi alle infrastrutture critiche, la sicurezza OT richiede un ripensamento

Orange Business Services è in grado di adattare alla tutela del lavoratore molte delle tecnologie oggi utilizzate nelle fabbriche e nella logistica 4.0

Come si può dedurre dalla qualifica di IoT industry business expert di Pier Giuseppe Dal Farra, Orange Business Services inserisce la sua offerta rivolta alla sicurezza fisica delle persone e degli impianti nello stesso ambito tecnologico dell’Industry 4.0. Anche in ottica di riuso di determinate soluzioni già implementate negli ambienti della produzione e della logistica, Orange punta spesso a far leva sui progetti esistenti per estenderne la copertura anche a un ambito critico come la salvaguardia della salute e delle condizioni di lavoro nelle realtà industriali più difficili.

Sistemi di tracking

«Alcuni esempi riguardano gli strumenti di asset tracking adottati nei siti di produzione e di logistica dei materiali» – spiega Dal Farra. «Ve ne sono di tipologie diverse, adatte per applicazioni indoor e outdoor, o in grado di fornire informazioni in tempo quasi reale o consuntivi una o più volte al giorno, o ancora per tenere sotto controllo ed eventualmente confinare i materiali pericolosi, come gli esplosivi e le sostanze infiammabili». Ovviamente, come avverte l’esperto, quando si incrociano con gli obiettivi di controllo e tutela delle persone, queste applicazioni si scontrano con i vincoli imposti, specie nelle nazioni occidentali, dalle normative sulla riservatezza. In questi casi, si devono utilizzare opportuni accorgimenti sulla gestione delle identità delle persone, disaccoppiandola rispetto ai tag e ai sensori di tracciamento. «Queste tecniche hanno avuto molto successo in questo periodo, perché possono favorire il rispetto del social distancing. Gli stessi sensori che ci aiutano a tenere gli operatori distanti da luoghi o impianti ostili o pericolosi, servono a misurare la distanza interpersonale e a ricostruire i movimenti in caso di contagio».

Realtà aumentata

Un altro filone è quello della realtà aumentata, su cui si basano occhiali e caschetti “rugged”, in grado di resistere a urti e condizioni ambientali aggressive. «Sono strumenti di uso frequente per il supporto ai lavoratori remoti o per il training. L’estensione all’ambito della sicurezza è immediata» – sottolinea Dal Farra. Così come le tecnologie di computer vision e riconoscimento automatico, che Orange Business Services applica con profitto alla verifica del corretto impiego dei DPI, i dispositivi di protezione individuale. «Nei siti industriali, dove possono avere accesso centinaia di persone, anche per la presenza di numerosi terzisti, la visione computerizzata è in grado di riconoscere e allertare le persone che non indossano un casco protettivo». Uniti a dispositivi wearable e ai sensori, questi sistemi possono dare un notevole contributo alla sicurezza complessiva di un impianto. La divisione di Dal Farra viene chiamata a risolvere problematiche di salvaguardia della salute nelle situazioni più difficili, come all’interno delle navi De Beers che trivellano i fondali degli oceani alla ricerca dei diamanti. «La nostra missione è rispettare esigenze e geografie specifiche con progetti che assicurino la massima scalabilità» – afferma Dal Farra. Le soluzioni Health & Safety possono essere adottate anche dalle imprese di piccole e medie dimensioni. Magari attraverso formule as a Service che limitano i costi in un ambito che tendenzialmente non dovrebbe essere soggetto alle tradizionali considerazioni sul ROI.

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