Questo è il momento per ripensare lo spazio di lavoro digitale

Questo è il momento per ripensare lo spazio di lavoro digitale

A cura di Francesca Puggioni, AD Orange Business Services

La crisi sanitaria globale ha messo in moto il più vasto esperimento di lavoro a distanza mai visto. I governi si sono affrettati a varare normative che definissero il perimetro legale per il lavoro remoto e flessibile e le imprese italiane, che in linea generale fino a quel momento non erano sembrate molto propense, si sono adeguate alla novità.

La destrezza digitale è fondamentale per creare una forza lavoro resiliente e agile, in grado di far fronte a eventuali crisi future e di supportare cambiamenti rapidi. All’inizio del 2020, l’Italia aveva uno dei tassi di lavoro a distanza più bassi tra i paesi dell’Unione Europea: inferiore al 5%[1]. Tuttavia, secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, i lockdown connessi alla pandemia hanno aumentato di circa 14 volte il numero di lavoratori da remoto: da 570.000 a 8 milioni. Questo ha segnato una svolta nella cultura del lavoro in Italia.

La natura del posto di lavoro non cambia solo per chi lavora dietro a una scrivania. Anche i ruoli più operativi stanno attraversando una trasformazione: settori industriali come il manifatturiero traggono beneficio dalla convergenza tra uomini e macchinari che migliora l’efficienza, riduce i costi e aumenta il valore aziendale. Un braccio robotico, ad esempio, può sollevare i carichi pesanti su una linea di produzione mentre il personale svolge compiti complementari che richiedono l’intelligenza umana, come il controllo di qualità.

Un nuovo modo di lavorare

La pandemia ha portato l’Italia a sperimentare il lavoro da casa. Tuttavia, nel prossimo futuro, le aziende dovranno ripensare lo spazio di lavoro digitale. Per le imprese che si dimostreranno in grado di creare un approccio al lavoro sostenibile e flessibile si spalancano grandi opportunità per raccogliere i vantaggi del digital workspace: aumento di flessibilità, produttività ed efficienza, diminuzione dei costi operativi.

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Secondo IDC, le organizzazioni diventano più solide e resilienti mettendo a disposizione dei lavoratori uno spazio di lavoro digitale intelligente[2]. La società di analisi descrive lo spazio di lavoro digitale intelligente come “un ambiente personalizzato, federato, sicuro, indipendente dal dispositivo e dalla posizione, che fornisce ai lavoratori le risorse necessarie per svolgere efficacemente il proprio lavoro, incluso un facile accesso a dati, tecnologia e collaboratori”.

Nel cosiddetto “new normal” creato dalla pandemia, vedremo sempre più aziende adottare il lavoro ibrido: un modello di lavoro flessibile, che consente ai dipendenti di lavorare come e quando vogliono, dal luogo che preferiscono. Uno spazio di lavoro digitale intelligente sarà essenziale per migliorare la produttività, la resilienza e l’esperienza dell’utente.

Perché uno spazio di lavoro digitale funzioni, però, deve fornire un’esperienza utente unificata, sicura e coerente. Un altro punto da considerare: Gartner prevede che nel 2023 meno di un terzo dei dipendenti degli uffici aziendali digitali sceglierà l’ufficio come luogo di lavoro preferito[3].

La domanda – presente e futura – di competenze digitali

La tecnologia sta rivoluzionando lo spazio di lavoro. Tuttavia, implementare spazi di lavoro digitali è solo l’inizio: per avere un ritorno sull’investimento, gli utenti devono avere le competenze per utilizzare le applicazioni – e la volontà di farlo. È fondamentale, quindi, che i dipendenti abbiano accesso a una formazione dedicata, a partire già dal momento dell’ingresso in azienda.

Le competenze digitali non sono mai state così importanti. Il governo italiano sta già mettendo in atto l’ambiziosa “Strategia 2025 per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese”, di cui fa parte la promozione della tecnologia, per fornire ai lavoratori le conoscenze digitali di cui hanno bisogno per i lavori del futuro e per formare le nuove generazioni.

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L’anno scorso, il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale ha istituito una commissione per preparare i cittadini a questa nuova era. Lo scopo è potenziare le competenze digitali di tutti, fornendo strumenti di apprendimento e di sviluppo personale: il programma prevede diverse iniziative per le competenze digitali, l’upskilling e il re-skilling. Più di 90 organizzazioni, tra cui imprese, comuni ed enti pubblici, hanno aderito alla coalizione. Oggi l’UE conta già 24 di queste commissioni nazionali per promuovere le competenze digitali.

L’Italia sembra essere partita bene: Il Digital Economy and Society Index dell’UE colloca l’Italia al secondo posto per la banda larga mobile e al terzo per la predisposizione al 5G, due presupposti fondamentali per l’esperienza di lavoro digitale.

Creare lo spazio di lavoro digitale

Secondo Gartner[4], uno spazio di lavoro digitale ben congegnato abilita modi di lavorare nuovi e più efficaci, migliorando il coinvolgimento e l’agilità dei dipendenti. L’idea è che dipendenti più coinvolti siano più aperti al cambiamento e disposti ad abbracciare nuove tecnologie in grado di migliorare la produttività e fornire risultati aziendali migliori.

A rendere più facile la collaborazione tramite lo spazio di lavoro digitale sono le tecnologie emergenti come cloud, piattaforme di esperienza digitale, video, intelligenza artificiale (AI), insight engine e analisi dei dati. Gartner definisce queste competenze il “nuovo nucleo di lavoro”.

È importante che la strategia di sviluppo dello spazio di lavoro digitale sia in linea con i risultati di business dell’impresa, lavorando a stretto contatto con tutte le parti interessate e le Risorse Umane per elaborare gli strumenti migliori e immaginare come funzioneranno i nuovi processi. Le tecnologie interoperabili sono la chiave per un’esperienza utente senza soluzione di continuità.

Saranno i dipendenti a utilizzare questa tecnologia, perciò il loro contributo al processo decisionale è essenziale. Senza il coinvolgimento dei dipendenti, lo spazio di lavoro digitale sarà un fallimento.

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È importante tenere a mente, tuttavia, che le iniziative in questo ambito non possono essere trattate esclusivamente come un’iniziativa IT. C’è un grande cambiamento culturale da gestire.

I desktop virtuali sono uno strumento fondamentale

I desktop virtuali svolgono un ruolo cruciale nelle strategie di digital workspace ben eseguite. Utilizzando il cloud e un’infrastruttura desktop virtuale (VDI), un desktop virtuale funziona come il desktop dell’utente in ufficio, diventando lo strumento principe per il lavoro ibrido.

In Orange abbiamo sviluppato una soluzione scalabile che consente agli utenti di spostarsi senza difficoltà tra i cloud, seguendo una strategia multicloud. Inoltre, è possibile scalare in entrambe le direzioni il nostro modello di VDI in base all’utilizzo.

Siamo ben consapevoli che non esistono due aziende uguali: per offrire una soluzione VDI adatta alle loro esigenze specifiche, i nostri team lavorano a stretto contatto con l’impresa durante il processo di implementazione, identificando le applicazioni chiave richieste, le capacità di gestione e i parametri di sicurezza. Eseguiamo anche prove di concetto (PoC) e progetti pilota per garantire che le applicazioni e la piattaforma siano completamente ottimizzate.

Progettare uno spazio di lavoro digitale unificato e sicuro

Lo spazio di lavoro digitale promette flessibilità, maggiore produttività e migliore collaborazione. Ma non bisogna dimenticare l’elemento umano: per questa ragione, l’approccio di un’organizzazione alla formazione e all’apprendimento continuo è fondamentale per il successo degli sforzi di trasformazione.


[1] European Commission Science for Policy Briefs: Telework in the EU before and after COVID-19

[2] IDC Techscape: Worldwide intelligent digital workspace 2020

[3] Gartner digital workspace strategy 2021

[4] Gartner the recipe for a digital workspace