SAS, come i dati e le tecnologie possono supportare il ‘next normal’

SAS, come i dati e le tecnologie possono supportare il ‘next normal’

Ne parliamo con Federico Alberto Pozzi di SAS, Regional AI&IoT Leader, SAS

Si parla, oramai da tempo, di ‘new normal’. Ma come questo concetto si traduca in azioni concrete, dal nostro punto di vista innovative e tecnologiche, non è sempre chiaro. Tra le aziende che meglio possono ‘costruire’ il futuro della nuova normalità, cercando di farcelo comprendere nelle sue forme più interessanti, c’è SAS. Secondo l’accezione voluta dalla compagnia, quello che viviamo oggi è piuttosto il ‘next normal’, con trend già in essere e altri sul punto di esplodere.

Al centro restano, ovviamente, i dati, che però assumono contorni differenti, in contesti che in passato sembravano molto lontani. Ne parliamo con Federico Alberto Pozzi, Regional AI&IoT Leader di SAS. «Pensiamo alla sostenibilità, un argomento oggi inseguito un po’ da tutte le imprese. Come azienda, abbiamo collaborato a diversi progetti che intrecciano, in maniera tangibile, innovazioni tecnologiche e risparmio di risorse. Ad esempio nella realizzazione delle smart road, ossia di quella mobilità che sfrutta sensori sia per ricevere che per inviare informazioni ai mezzi che circolano per strada. Con Volvo Trucks, nel Nord America, abbiamo potenziato la diagnostica da remoto con una piattaforma di analisi avanzata, che riesce a monitorare lo stato dei veicoli che trasportano merci, per migliorare i tempi di intervento e riparazione».

I modelli che si adattano

Ma l’intervento di SAS nel ‘next normal’ valica i singoli segmenti, interessando potenzialmente qualsiasi ambito di intervento. Un insieme di casi riguarda il manifatturiero. «Stiamo lavorando molto nel settore del manufacturing» prosegue Pozzi «per il monitoraggio dei macchinari industriali. Tramite l’installazione di sensori, possiamo applicare modelli di intelligenza artificiale in modo da ottimizzare certi processi. Ma se per addestrare un modello AI bisogna avere dei dati storici, spesso le aziende del manifatturiero non affrontano tante ‘rotture’ delle macchine, così sono prive di quel database che, solitamente, alimenta l’allenamento degli algoritmi». SAS ha dunque scelto un percorso differente: «Addestriamo i modelli sulla ‘normalità’, ossia insegnandoli a riconoscere l’andamento in regime di una macchina, rilevando quando ci sono degli scostamenti importanti di operatività. Quando ci si discosta dal trend solito, il modello applicato ‘capisce’ l’insorgere di una situazione problematica».

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Altro tema è quello della manutenzione degli apparati. «Consideriamo quei contesti in cui è difficile raggiungere fisicamente i sistemi da analizzare, come i tralicci sotto alta tensione. Per rendere le operazioni più sicure e affidabili, abbiamo messo in piedi un modello di computer vision, che può essere ad esempio integrato nel sistema di una telecamera, che riesce a individuare il grado di erosione di cavi ed eventuali protezioni (come le guaine), così da ridurre al minimo l’intervento umano e agire solo quando necessario. Un risparmio sui costi di gestione e un aumento concreto per la sicurezza degli operai».

La normalità più prossima è, per SAS, fortemente intrisa di sostenibilità, forte motore di cambiamento delle organizzazioni e del business stesso. Pensiamo a cosa è diventata la responsabilità sociale, quasi un indice per alcune categorie: «Non di rado, le istituzioni finanziarie vedono di buon occhio l’offerta di finanziamenti a quelle società che soddisfano determinati requisiti, ambientali e sostenibili. Possono arrivare anche a comprendere, nell’offerta, apparati hardware che migliorano il loro grado di risparmio energetico, indirizzando dunque la proposta tradizionale».

Di questo e di molto altro si parlerà all’evento di SAS “Be Curious. Be Innovative. Le domande di oggi, rivoluzione per il futuro”. In programma il 4 novembre alle ore 9.30, in live streaming, l’appuntamento è l’occasione per relatori e partecipanti di confrontarsi sui temi più innovativi in ambito Analytics, Intelligenza Artificiale e trasformazione. Federico Alberto Pozzi terrà uno speech di apertura su una delle sessioni pomeridiane, incentrata sull’intreccio tra Internet of Things, dati e intelligenza artificiale, dalle smart cities all’industry 4.0, dalla mobilità alle infrastrutture, dalla sanità ai sistemi di sicurezza. Un impatto che si riflette fortemente sulle aziende, portandole a cogliere nuove possibilità ma anche nuove sfide.