CWS Digital Solutions compie 35 anni al servizio dell’innovazione tecnologica

Nasce a Abu Dhabi Atlantica Smart Metering Solutions LLC

Fondata dall’attuale presidente Walter Passini il 21 marzo 1987, a Vicenza, come system integrator e software house, dal 2009 è guidata dal figlio Luca Passini che l’ha portata a triplicare il fatturato con 170 tra dipendenti e collaboratori in 5 sedi. L’azienda, realtà tra le più consolidate a livello nazionale, vanta il record della fidelizzazione dei clienti, con referenze in portafoglio da oltre vent’anni 

Compie 35 anni la CWS Digital Solutions, system integrator e software house che supporta le organizzazioni nella digitalizzazione dei processi di lavoro, consumo, intrattenimento e produzione, con soluzioni tecnologiche e creative che integrano spazi fisici e ambienti digitali. Ormai storico e costantemente aggiornato il know-how su temi focali, come Intelligenza artificiale e Big Data, IoT e Cyber Security.

Fondata il 21 marzo 1987, l’azienda è una delle realtà di livello nazionale più solide, con 170 tra dipendenti e collaboratori in 5 sedi, a Vicenza, Milano, Verona, Padova e Torino, 3 delle quali di proprietà.

Gli uffici direzionali sono nel capoluogo piemontese.

CWS è presente in tutti i principali mercati con oltre 3.500 progetti realizzati.

Stesso nome e stessa partita IVA da sempre, CWS Digital Solutions nel 2009 ha visto succedere alla guida dell’organizzazione Luca Passini, attuale CEO, figlio del fondatore Walter Passini, ora al suo fianco come Presidente.

Il passaggio generazionale, affrontato con una comune e coerente vision, improntata a un modello relazionale di customer intimacy, ha segnato un sensibile aumento di fatturato con partnership e sponsor di rilievo come Samsung, Boomi e Microsoft.

Costante la fidelizzazione dei clienti con indici da record: alcune referenze sono in portafoglio dal 1987.

CWS è parte del Polo ICT – nella Filiera Intelligenza Artificiale, ed è stata inserita tra i Fornitori di servizi e tecnologie I4.0 per le imprese delle Camere di commercio lombarde (Digital Experience Center).

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Nel 2012, CWS Digital Solutions ha presentato sul mercato una propria piattaforma di digital signage 2.0 Livion -, sistema su cloud estremamente scalabile e performante, in grado di gestire e sincronizzare dispositivi (in locale o in cloud), da poche unità a un migliaio, in tutto il mondo sia per la condivisione di contenuti su video e monitor, interfacciandosi anche con feed, sia per coordinare la domotica. Ad oggi il prodotto Livion è il cuore di alcuni dei più importanti e famosi musei italiani come Italgas, Alfa Romeo, Football Club di Serie A e il Science Centre Immaginario Scientifico di Trieste. Inoltre, è operativo nel mondo retail in reti distribuite di negozi, con centinaia di punti fisici collocati su tutto il territorio nazionale.

“Supportiamo i nostri clienti nella digitalizzazione dei loro processi di lavoro sfruttando al meglio l’innovazione tecnologica e proponendo soluzioni che si integrano perfettamente con i loro ecosistemi aziendali – spiega il CEO Luca Passini, 42 anni-. Da 35 anni il nostro obiettivo è rimasto lo stesso: essere vicini ai nostri clienti rispondendo alle loro esigenze con metodo, creatività e passione”.

Luca Passini ricorda ancora il primo giorno della CWS. “Alla firma, in Piazza  dei Signori, a Vicenza, c’ero e avevo 7 anni. Poi ho iniziato a collaborare dopo il liceo e sono entrato ufficialmente in azienda al termine degli studi universitari”.

Affidabilità, competenza, spirito di squadra, entusiasmo, collaborazione, tenacia sono le caratteristiche di fondo che contraddistinguono i team CWS, che lavorano in sinergia per sviluppare soluzioni a valore aggiunto per le imprese, in contesti sempre più complessi. “Siamo impegnati nella definizione di una cultura aziendale improntata all’innovazione tecnologica, con una totale apertura al cambiamento non solo per stare al passo con i tempi, ma per anticipare il futuro mantenendo intatti i valori, trasparenza, lungimiranza e creatività. È questa la heritage, ma anche la promessa sempre viva del brand CWS”.

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Diversi gli ambiti di specializzazione tecnica e progettuale dei vari team operativi di CWS: nata nei settori Banking e Insurance, l’azienda ha ampliato la propria offerta con le aree Multimedia, Infrastructure, Data Management, Factory, Mobile & IoT.

Attualmente è mirata al consolidamento delle attuali posizioni e sta investendo per entrare sempre di più all’interno dei mercati Manifatturiero ed Energy & Utilities, con grande attenzione ai temi dell’Industria 4.0.

“CWS non è un centro di sapere generalista – precisa Luca Passini –. Come dimostrano le nostre case history, abbiamo sviluppato veramente una competenza completa nel mondo dell’IT. Per esempio, gestiamo quotidianamente l’invio di decine di milioni di documenti e comunicazioni per i nostri clienti: lo sanno fare in pochi in Italia. E sappiamo essere gli unici interlocutori per progetti complessi senza che il cliente debba barcamenarsi tra troppi fornitori.”

Luca Passini ha mosso i primi passi in questo mondo con una propria società di hardware, filone che CWS non trattava. Dopo la fusione con CWS, questa competenza è diventata la divisione multimediale e di infrastrutture che Luca Passini ha diretto, insieme alla divisione documentale, fino a conquistare il ruolo di CEO grazie ai risultati raggiunti. Tali Business Unit, di fatto, ormai da alcuni anni, rappresentano, con il documentale, un terzo del business di CWS.

“Nel 2009 facevamo 4 milioni e mezzo di fatturato, dopo l’abbiamo più che triplicato”, dichiara il CEO.

“Vedo una grande sfida per il futuro – conclude -. La digitalizzazione rappresenta una svolta pari a quella data da Henry Ford alla mobilità, ma per diversi motivi è ancora recepita a macchia di leopardo. Non si può fare davvero innovazione senza supportare un’adeguata evoluzione culturale. Manca una concreta propensione all’integrazione dei processi perfino dove si realizzano progetti importanti, e i progetti poi deragliano. Le piccole medie aziende faticano ad evolversi. C’è pure un problema normativo. Non tutti si rendono conto del mix di enormi potenzialità, ma anche dei rischi del cloud.

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La gestione dei dati è un ginepraio. Ci sono organizzazioni dove un compartimento ha i dati in cloud magari all’estero e un altro non va in cloud per proteggere la privacy. Gli stessi dati ottenuti con il GDPR finiscono in una banca dati europea, ma quanti italiani ne sono consapevoli? Le persone accettano o meno l’invasività della tecnologia in base alla comodità e ai servizi che offre. Se uno perde il cellulare è felice di non perdere i dati, che sono salvati sul cloud ma, allo stesso tempo, la maggior parte di questi sono potenzialmente utilizzati per tracciare una profilazione precisa e dettagliata dei comportamenti del titolare. CWS in futuro intende fare anche cultura per far maturare la consapevolezza di rischi e opportunità. Per esempio, ai disabili la tecnologia può cambiare la vita. CWS è molto attenta a questi temi, ecco perché sponsorizza dal 2018 la scuola di sci Sauze d’Oulx Project che ha fondato l’associazione SciAbile Onlus per permettere a persone con varie tipologie di disabilità di praticare sci e snowboard in maniera completamente gratuita”.