Digital collaboration

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Leasing operativo: come ottimizzare gli strumenti di collaborazione digitale in azienda

Gli strumenti di collaborazione digitale collegano le persone e condividono milioni di informazioni attraverso fusi orari e luoghi fisici, rendendo il lavoro più efficiente e produttivo. Ma gli utenti devono essere coinvolti nel modo giusto, prendendo in considerazione le loro esigenze e fornendo prestazioni tecnologiche in continuità per rendere la collaborazione digitale un successo. I problemi tecnici possono ostacolare l’uso ottimale degli strumenti di collaborazione. Quasi due terzi dei dipendenti sono insoddisfatti del modo in cui vengono implementati gli strumenti di collaborazione in azienda; l‘accettazione di uno strumento dipende dall’esperienza dell’utente, e questa è fortemente influenzata dalle aspettative, dai desideri e dai requisiti degli utenti stessi.

«L’introduzione di nuovi strumenti richiede obiettivi di collaborazione chiari, comunicati fin da subito ai dipendenti» spiega Marco Gallo, vice president sales di CHG-MERIDIAN Italia. «Un’azienda che introduce nuovi strumenti deve avere chiari obiettivi di collaborazione digitale e comunicarli ai suoi dipendenti. Inoltre, il management deve spingere nella stessa direzione. E non solo perché deve essere attivamente coinvolto nel cambiamento: la sintonia è cruciale per stabilire una cultura del lavoro che incoraggi l‘autodeterminazione e l‘attenzione all’utente». Cosa si aspettano i dipendenti dal digital workplace? I requisiti minimi includono la possibilità di lavorare a distanza così come si lavora in ufficio, partecipando a riunioni da qualsiasi luogo grazie a un collegamento video.

In generale, l‘aspettativa è di essere in grado di condividere informazioni in modo rapido ed efficiente ovunque nel mondo. Creare una base duratura e performante per la collaborazione digitale richiede più di tecnologie all’avanguardia – i dipendenti devono essere ben disposti all’uso dei dispositivi finali, e la disponibilità dello strumento deve essere sempre garantita. Tutto questo può essere ottenuto senza importanti sforzi economici. «Nel campo dell’ICT, quasi ogni aspetto può essere gestito come servizio (XaaS), incluso il posto di lavoro (WaaS)» continua Gallo. «Il servizio spesso è completo, dai monitor e computer fissi ai laptop e agli smartphone. Tutto ciò ha perfettamente senso, dato che la tecnologia si evolve a un ritmo rapido e le esigenze all’interno dell’azienda possono cambiare in modo repentino. Optando per un ciclo vita di 24 mesi, si beneficia automaticamente di un refresh tecnologico dei dispositivi finali ogni due anni. Tutti i servizi relativi al posto di lavoro digitale, come la manutenzione, il supporto e la cancellazione dei dati per i beni in dismissione possono essere inclusi nel pagamento della rata di leasing operativo. I vantaggi includono la possibilità di iscrivere i costi a bilancio come conto economico invece di ammortamento, associato a modelli di fatturazione come pay-per-use e per centro di costo. Questo rende i processi aziendali più flessibili, sfruttando al massimo il potenziale della tecnologia. WaaS, pay-per-use, e modelli simili sono cruciali per una gestione efficiente della tecnologia, che è ampiamente considerata come la chiave per una trasformazione digitale di successo».

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