Mims, Matteo Salvini e la sfida di raccogliere l’eredità di Enrico Giovannini

Mobilità sostenibile, pubblicato il rapporto del Mims su investimenti, programmi e innovazioni nelle Città metropolitane

Staffetta ministeriale tra Enrico Giovannini e Matteo Salvini o ritorno al punto di partenza? Mentre si compone la squadra dei ministri del nuovo governo Meloni, con il leader della Lega (ormai per certo) alle Infrastrutture, in questi giorni usciranno diversi rapporti predisposti dal Mims guidato fino a questo momento da Enrico Giovannini. Il primo a essere pubblicato è quello sulle politiche per la mobilità sostenibile. E c’è da chiedersi se Matteo Salvini manterrà la denominazione di ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili voluta proprio da Giovannini o se si tornerà al vecchio ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con tutto quello che significa. Lo sapremo presto, e non sarà un dettaglio da poco perché il nome corrisponde a una visione di sviluppo che allinea l’Italia alle attuali politiche europee e ai principi del Next Generation Eu.

Il rapporto sulle politiche per la mobilità sostenibile appena pubblicato descrive il rafforzamento delle politiche per la mobilità urbana sostenibile operata nell’ultimo biennio. «Lo sviluppo di nuovi paradigmi di mobilità – precisa il ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini – sta cambiando il modo di concepire gli spostamenti e la disponibilità di diverse modalità di mobilità integrate e sta incidendo sui comportamenti individuali. Per favorire e accelerare questi processi, in costante dialogo con i Sindaci delle Città metropolitane abbiamo aumentato in modo molto significativo gli investimenti sulle infrastrutture e sui mezzi di trasporto, potenziando anche gli strumenti per gestire la mobilità locale, con l’obiettivo di migliorare i servizi ai cittadini e ridurre l’inquinamento e la congestione».

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Con il report “Investimenti, programmi e innovazioni per lo sviluppo della mobilità sostenibile nelle Città metropolitane”, il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) descrive le politiche, le iniziative, gli investimenti e le innovazioni per la mobilità urbana sostenibile introdotte negli ultimi 20 mesi, in linea con il cambio di visione sancito dal nuovo nome del Ministero. Il rapporto, che segue quello pubblicato a maggio 2022 “Verso un nuovo modello di mobilità locale sostenibile”, parte dall’analisi della domanda e dell’offerta di trasporto a livello locale, illustra gli strumenti a disposizione delle amministrazioni locali per migliorare la mobilità nelle aree urbane e metropolitane, compresi quelli su cui il Mims ha investito nel biennio 2021-2022, e dà conto dei principali piani e programmi per le Città metropolitane e le aree urbane, con un approfondimento sugli investimenti già individuati, o in fase di realizzazione, nei trasporti ferroviari e stradali di alcune Città metropolitane.

Il rapporto mette in chiaro l’impegno del Mims per realizzare una mobilità urbana sostenibile – «un impegno notevolmente potenziato nell’ultimo biennio grazie a nuovi investimenti e nuovi strumenti operativi» – commenta il Ministro, Enrico Giovannini. «Dopo il cambio del nome del Ministero e con l’attribuzione di nuove funzioni sulle politiche urbane, abbiamo sviluppato diverse iniziative che riguardano le città, aprendo un dialogo continuo con i Sindaci delle Città metropolitane, soprattutto in vista dei numerosi e rilevanti interventi infrastrutturali che impatteranno sull’organizzazione e il funzionamento di queste ultime.

«La strategia del Mims per realizzare un miglioramento della qualità della vita nelle città passa per il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi di mobilità locale sostenibile, a partire dal Trasporto Rapido di Massa e il rinnovo degli autobus in senso ecologico, l’aumento della quantità e qualità del Trasporto Pubblico Locale (Tpl), lo sviluppo delle piste ciclabili, l’uso delle tecnologie digitali per i diversi servizi di mobilità, cui si aggiungono quelli per l’edilizia sociale agevolata e la qualità dell’abitare».

In particolare, il rapporto fornisce un quadro completo delle politiche per la mobilità locale sostenibile e testimonia l’intensa attività svolta su questo tema durante il biennio 2021-2022, specialmente per la realizzazione e il potenziamento delle infrastrutture e del sistema dei trasporti locali: 3,6 miliardi per la messa in esercizio di 216 km di nuove metropolitane, tranvie, busvie; 3 miliardi per l’acquisto di 3.000 autobus elettrici/idrogeno nelle aree urbane e 1.500 autobus a metano per il trasporto extraurbano; 200 milioni per la costruzione e messa in esercizio di 565 km di piste ciclabili urbane. Importanti sono state anche le azioni intraprese per incentivare un cambio di paradigma della mobilità verso il modello del Mobility as a Service (MaaS), che prevede l’integrazione di più servizi di trasporto pubblici e privati combinabili tra loro in un unico servizio accessibile digitalmente attraverso piattaforme che offrono differenti opzioni di mobilità in base alle esigenze del singolo utente. Milano, Napoli, Roma, Bari, Firenze e Torino sono state identificate come città capofila per la sperimentazione dei servizi di MaaS e sono destinatarie di contribuiti statali per circa 57 milioni di euro.

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Nel rapporto si legge anche che, tra le iniziative per favorire per l’uso del Tpl, il Governo ha investito 190 milioni di euro per l’erogazione dei “bonus trasporti” per l’acquisto di abbonamenti da parte delle fasce più deboli della popolazione e disincentivare l’uso dell’auto privata, e ha aumentato i fondi per il Tpl con la Legge di bilancio per il 2022. Inoltre, sono state introdotte alcune importanti novità per supportare il lavoro di programmazione dei decisori locali, tra cui il tavolo tecnico sul Mobility Management e il potenziamento delle funzioni dell’Osservatorio nazionale per il supporto alla programmazione e per il monitoraggio della mobilità locale sostenibile, così da migliorare la programmazione dei servizi di mobilità locale in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nonché la sua efficacia a sostegno dei mobility manager d’area, aziendali e scolastici.