Data4 punta dritto all’obiettivo del green data center

Data4 punta dritto all’obiettivo del green data center

Con il responsabile della filiale italiana, Davide Suppia, sul tema delle infrastrutture allineate a un modello di business che rispetta l’ambiente e le esigenze sociali del nostro tempo

«La digitalizzazione, se da un lato offre grandi vantaggi alle aziende e alle persone, dall’altro non è a impatto zero sull’ambiente. Lo stesso cloud, basato su server e data center che consumano energia e scaldano, non può essere considerato un modello tecnologico pulito dal punto di vista delle emissioni». A dirlo è Davide Suppia, country director Italia di Data4 uno dei principali operatori e investitori europei nel mercato dei data center. Il Gruppo, il cui quartier generale è a Parigi, è in costante crescita, soprattutto in Italia e Spagna. Di recente è sbarcato anche in Polonia.

Secondo i dati forniti da GreenIT, il 4,2% dell’elettricità mondiale è consumata dal settore digitale, e il 30% di questo 4,2% dipende proprio dai data center, che quindi sono responsabili dell’1% del consumo mondiale di energia elettrica. A livello di Unione Europea, uno studio ha calcolato che il consumo elettrico dei data center nell’UE27 passerà da 40 a 43 TWh all’anno entro il 2025. Una recente prescrizione dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) sottolinea come il rispetto dell’Accordo di Parigi sul clima esigerà dal settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC) una riduzione delle emissioni del 45% tra il 2020 e il 2030. La disposizione guiderà le aziende del settore a ridurre le emissioni fino a raggiungere il tasso richiesto per arrivare all’obiettivo prefissato dall’Accordo di Parigi nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), ossia quello di limitare il riscaldamento climatico a 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali.

I data center verso l’efficienza energetica

Passando ai numeri, in Italia il mercato data center vale circa 3 miliardi di euro ed è in piena espansione, con circa 60 tra player nazionali e internazionali sul territorio nazionale. I data center con infrastruttura fisica in Europa sono 1.830 e l’Italia, con i suoi 190, ha una quota del 9% ed è il quarto paese dopo Germania con il 22%, la Francia con il 14% e i Paesi Bassi con il 13% (fonte Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano). Inoltre, il cloud computing è un tema centrale del PNRR, sia come base per l’evoluzione della PA, sia per lo sviluppo del Polo Strategico Nazionale (PSN). «Per questo motivo il mercato Data Center si sta affermando tra i settori trainanti della digital economy e ne va quindi regolato con urgenza l’impatto ambientale» – sottolinea Suppia. «Per le aziende del settore, avere una corporate social responsability molto forte sul fronte ambientale è importante perché la potenza elettrica è molto concentrata nelle zone in cui si opera».

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Un esempio: il campus di colocation data center Data4 situato a Cornaredo, in provincia di Milano, offre housing dei server in un’area di 10 ettari sviluppando 67 MW di potenza, pari al fabbisogno elettrico di circa 25.000 famiglie. Da qui l’esigenza che i data center targati Data4 siano poco energivori e garantiscano il minore impatto ambientale possibile. Ma in che modo? «Puntiamo a rendere i data center il più efficienti possibile attraverso una serie di tecnologie avanzate e mettiamo a disposizione dei nostri clienti un sistema, in fase di evoluzione, che genera un flusso di informazioni continuo sull’impatto ambientale delle attrezzature utilizzate. Inoltre, cerchiamo di costruire le strutture in maniera ecocompatibile, a partire dal cemento green a basso contenuto di carbonio, e di renderle facilmente riciclabili per quando diventeranno obsolete».

La strategia green di Data4 Good

Per raggiungere l’obiettivo “zero emissioni nette entro il 2030” previsto dal Climate Neutral Pact, firmato da Data4, e che vede coinvolti 25 operatori e 17 associazioni di categoria, il Gruppo imposta la propria strategia lavorando su due assi principali. Il primo asse prevede la riduzione delle emissioni, ottenuta attraverso diverse azioni, tra cui l’uso di due strumenti complementari: il bilancio delle emissioni e l’analisi del ciclo di vita degli impianti, entrambi i quali consentono di individuare le leve su cui agire. Un’altra linea di azione è l’impiego di energia elettrica no-carbon, con tanto di certificati di Garanzia dell’Origine, lo sviluppo di partnership con i fornitori per testare le ultime innovazioni tecnologiche e una migliore gestione dei rifiuti, con un approccio rivolto all’economia circolare. Il secondo asse prevede la compensazione delle emissioni residue attraverso l’impiego di pozzi di carbonio, cioè sistemi in grado di assorbire più carbonio di quello che emettono.

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Data4 ha lanciato quindi “Data4 Good”, un programma di sviluppo sostenibile che ripensa l’intero modello di business per garantire che la sua crescita sia volta a uno sviluppo digitale ed economico responsabile. Con questo programma, Data4 mira a dimostrare che la crescita economica e le attività legate al mercato del digitale possono essere conciliate con un modello di business sostenibile che rispetta le esigenze ambientali e sociali del nostro tempo. Per raggiungere gli obiettivi di carbon neutrality, Data4 interviene sulle emissioni legate al consumo di energia e al ciclo di vita degli edifici e delle attrezzature, oltre ad accompagnare i propri clienti e partner nel loro percorso verso un basso utilizzo di carbonio.

I 4 focus di Data4 Good

Il programma Data4 Good si focalizza su quattro aree principali di attenzione:

Data4 Environment ha come obbiettivo la riduzione dell’impronta ambientale delle sue attività attraverso la compensazione dell’energia consumata dai Data Center presenti sul Campus con energia 100% rinnovabile, inoltre il gruppo si impegna a studiare soluzioni innovative per ridurre le emissioni dirette di Gas Serra (GHG) e valutare il Life Cycle Assessment (LCA) della sua infrastruttura IT.

Data4 Innovation mira invece a promuovere lo sviluppo di una tecnologia digitale “responsabile” in collaborazione con l’ecosistema di clienti e fornitori di servizi del gruppo.

Data4 Community è stata pensata per contribuire alle sfide sociali e ambientali dei territori in cui si trovano i campus europei, anche attraverso il lancio di diverse iniziative a livello comunale, dipartimentale e regionale. «A Cornaredo, per esempio, abbiamo creato un apiario, donato giochi per i bambini di un asilo realizzati con una plastica ecocompatibile, abbiamo realizzato piste ciclabili e piantato alberi, il tutto con un unico fine: contribuire alla salvaguardia dell’ambiente» – spiega Suppia.

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Data4 People è infine la quarta area di attenzione, concentrata su un percorso lungo il quale il gruppo sta attuando un programma per proteggere la salute e la qualità della vita sul lavoro dei dipendenti e dei partner all’interno dei propri siti, e per rafforzare la parità di genere e lo spirito di squadra.

Un approccio olistico

Data4 sta ottimizzando le sue prestazioni ambientali attraverso un approccio che include vari aspetti: dall’eco-concept al trattamento dei rifiuti, passando per l’eco-costruzione. Data4 attua una politica di riduzione di acquisto del materiale in favore del riutilizzo e del riciclo di quello già a disposizione.

Uno degli elementi chiave della governance è la sensibilizzazione di collaboratori, clienti e partner sull’importanza dello sviluppo sostenibile nell’insieme della catena del valore, non solo per quanto riguarda l’uso dei data center, ma a livello di best practices in un’ottica sostenibile.

A luglio 2022, Data4 ha siglato inoltre la partnership con Fransylva/Cepf, in base al quale collaborerà con un network di oltre 50.000 silvicoltori privati per compensare le emissioni di tutte le filiali del Gruppo. Questi investimenti permetteranno di compensare l’equivalente di buona parte delle emissioni residue di gas a effetto serra legate alle attività svolte nel 2021 dal Gruppo in Europa.