Michela Bambara, tutta ufficio, professione e famiglia

Michela Bambara, tutta ufficio, professione e famiglia

In ufficio, con la famiglia, impegnata nelle istituzioni a promuovere la figura del CIO. Conosciamo meglio Michela Bambara, chief digital & information officer di Epta Group

La trovate spesso in ufficio ma anche al parco giochi con il figlio o mentre lo porta a scuola. La incontrate anche a livello istituzionale, nelle stanze dove si contribuisce al posizionamento corretto della figura del CIO. Michela Bambara, laurea in Ingegneria Elettronica, nasce a Milano il 2 dicembre del 1974. Oggi vive a Rho in provincia di Milano, è sposata dal 2007 e ha un figlio di 10 anni. Il lavoro la impegna molto, non è una novità, ma trova il modo di conciliare famiglia e professione.

UFFICIO, PROFESSIONE E FAMIGLIA

Dicevamo del lavoro, della famiglia e degli impegni legati alla professione anche a livello sociale e istituzionale. «Avere un figlio di 10 anni è sicuramente una esperienza totalmente immersiva e quasi tutto il tempo che mi rimane dal lavoro è dedicato a lui. Lo accompagno al parco giochi o alle festicciole di compleanno dei suoi amici delle elementari – ce n’è sempre qualcuna… – e ne organizzo anche io per lui con conseguente gruppo di bambini da gestire. Cerco sempre di inventare qualche gioco o impegno che possa essere alternativo ai videogiochi. Se poi avanzo del tempo, mi piace rilassarmi ascoltando musica o andando a fare shopping con le amiche. Fare passeggiate, meglio se immerse nel verde, alternando qualche conference call di lavoro con belle chiacchierate tra amiche o in famiglia è un passatempo che mi rilassa molto. Nel fine settimana, unico momento in cui trovo realmente del tempo libero, mi piace dedicarmi all’aspetto sociale – per così dire – della mia professione e mi impegno per aiutare lo sviluppo della diversity nel campo digitale in Italia e a contribuire al posizionamento dei CIO, nonché della reale competenza che questo ruolo richiede, a livello delle istituzioni e delle imprese del nostro paese.

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IL WEEKEND UN TASK COMPLICATISSIMO

Come trascorre la giornata non lavorativa tipo di Michela Bambara? «La mattina posso finalmente svegliarmi tardi e fare colazione con calma prendendomi un poco di tempo per riflettere e per tentare di pianificare il weekend organizzando qualche cena o pranzo fuori casa. Un task complicatissimo! Mi occupo quindi delle incombenze casalinghe: faccio la spesa on-line per non sprecare tempo ad andare al supermercato e sbrigo qualche attività amministrativa, che risulta alla fine essere sempre quella che posso rimandare ai giorni successivi. Se delegata dal marito, che ne detiene la leadership ad honorem, mi dedico quindi a controllare i compiti di mio figlio. E qui si conclude la mattinata. Dopo il pranzo, arriva la fase di organizzazione del pomeriggio di giochi, al parchetto con gli amici di mio figlio oppure a casa di qualcuno di loro, a meno che non sia riuscita ad organizzare la famigerata “giornata in centro” o “giornata fuori porta” nella fase creativa del mattino. Se invece piove, ma deve piovere proprio forte, allora si guarda un film in famiglia o ci si dedica ai videogiochi… nel qual caso, non essendo la mia passione, mi rifugio altrove. Dove? Shopping o beauty farm, ma quando ci si riesce…».

SPORT UNA VOLTA, VACANZE APPENA SI PUO’

Come capita a tanti, Michela nel tempo ha un po’ messo da parte la passione per la pratica sportiva. Senza dimenticarsene però.  «Ormai ho abbandonato la mia vena sportiva, ma in casa si segue di tutto, mio figlio e mio marito sono appassionati di praticamente tutti gli sport. In gioventù giocavo abbastanza bene a pallacanestro. Ho abbandonato verso i 25 anni, non ero cresciuta abbastanza…». Capitolo vacanze. «Appena possibile cerchiamo di fare qualche giorno di vacanza: d’inverno, d’estate e nei ponti festivi. La nostra vacanza preferita è un misto tra stanziale e itinerante, alternando villaggi e riposo a qualche visita di tipo culturale. Visto il programma piuttosto eterogeneo e movimentato delle tappe, preferiamo muoverci noi tre in famiglia, ma ci piacerebbe anche con amici. Le mete sono ovunque, l’importante è che siano posti belli e nuovi, oppure quei luoghi di cui conserviamo ricordi belli».

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Luciano Guglielmi CIO, direttore comitato di Indirizzo per la Fondazione per la Sostenibilità Digitale – senior advisor di PwC – Board member and ambassador di CIO AICA Forum