Si amplia anche il supporto per i clienti con i Critical National Services Centers (CNSC) in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito
A cura di Gordon Thomson, President, Cisco EMEA
In un’era di trasformazione digitale e adozione dell’AI che avanzano a velocità mai viste prima, la capacità di mantenere controllo e autonomia sui dati e sulle infrastrutture digitali più critiche è diventata un requisito strategico per chiunque gestisca ambienti digitali complessi.
Nelle conversazioni con i nostri clienti di mercati e settori diversi, pubblici o privati, emerge sempre una domanda: come possiamo innovare senza compromettere la sovranità, la sicurezza o la fiducia? Per rispondere efficacemente, servono partner che considerino la sovranità una questione di responsabilità, non solo di tecnologia.
E’ esattamente per questo che alcuni mesi fa Cisco ha presentato la sua offerta Sovereign Critical Infrastructure. Non un singolo prodotto, non una costruzione teorica – una proposta configurabile pensata per allinearsi al percorso specifico di ogni cliente e basata su un principio molto semplice: non esiste un approccio unico adatto a tutti.
Iniziare dall’Europa è stato naturale, dato il focus sulla sovranità digitale nel continente. Ma la richiesta di maggior controllo non è solo europea: anche nelle aree del Medio Oriente e in Africa ci sono realtà pubbliche e private che stanno investendo rapidamente in AI e infrastrutture digitali, per le quali scelta, controllo e resilienza sono egualmente importanti. Oggi, rendiamo disponibili a tutti i nostri clienti dell’area EMEA la nostra offerta Cisco Sovereign Critical Infrastructure.
Una sovranità creata in base alle scelte di ogni cliente
Ho sperimentato in prima persona quanto i nostri clienti si aspettino di poter scegliere. Anche nello stesso paese e in uno stesso settore, le esigenze possono essere molto differenti. Alcuni danno priorità alla creazione di infrastrutture totalmente on-premise e isolate per mantenere il massimo controllo; altri privilegiano la velocità e l’agilità e sfruttano servizi cloud per innovare rapidamente. Per questo motivo, la capacità di scelta è il centro della nostra offerta.
Quando abbiamo lanciato la nostra proposta on-premise sapevamo che avremmo dovuto affrontare tre priorità chiave per gli attori che operano nei settori delle infrastrutture critiche:
– controllo sui dati, grazie ad implementazioni on-premise e isolate (air-gapped) in cui il cliente mantiene completa autorità su localizzazione e accesso ai dati;
– autonomia operativa, con funzionalità e modelli di licenze che permettono ai prodotti di funzionare senza connettività internet o interventi da remoto;
– libertà da dipendenze, con un diritto legale di utilizzo garantito in modo continuativo anche in circostanze eccezionali.
Rispondere a queste tre esigenze significa lasciare saldamente il controllo al cliente, ed è ciò che differenzia l’approccio di Cisco. Un elemento fondamentale che ci permette di offrire sovranità è il nostro solido ecosistema di partner: insieme, offriamo una capacità di scelta e un’ ampiezza di offerta che non hanno eguali.
Siamo in grado di garantire scelta e controllo, sia quando i clienti vogliono creare un ambiente totalmente sovrano, sia quando se vogliono avere la possibilità di implementare la Sovereign Critical Infastructure, in modalità on-premise e air-gapped, accanto a servizi cloud ospitati in ambienti ibridi.
Rendere operativa la sovranità
Hardware e software sono solo una parte del tutto. Per operare un ambiente sovrano servono anche supporto e competenze specifiche. Per rispondere a questa esigenza Cisco ha deciso di ampliare la presenza dei Critical National Services Centers (CNSC) gestiti dal suo team Customer Experience – implementando anche in Regno Unito, Francia, Spagna e Italia un modello già ampiamente collaudato in Germania. Questi centri offrono supporto in modalità strettamente allineate ai requisiti di sovranità dei dati, come l’utilizzo di spazi dedicati, un accesso controllato, l’impiego di personale verificato.
Rendere operativa la sovranità, inoltre, richiede soluzioni adeguate alle certificazioni e standard fondamentali vigenti in Europa e nei singoli paesi. L’impegno di Cisco è quello di garantire una sicurezza elevata e verificabile (High Assurance): la maggior parte dell’offerta di soluzioni on-premise è già conforme agli standard IPv6 Ready e alla certificazione Common Criteria, benchmark globali per la sicurezza più rigorosa. In parallelo, prosegue l’attività per ottenere la nuova European Union Cybersecurity Certification (EUCC) per le varie linee di prodotto. Notevole segnalare che sia la Serie Cisco Nexus 9K (la famiglia di switch per data center ad alte prestazioni) sia la Interisight Appliance on UCS hanno già ottenuto la certificazione EUCC Substantial. Questo processo di certificazione rappresenta un framework di sicurezza di alto livello sia per l’hardware, sia per il software.
Strategie per la sovranità radicate in competenze locali
La fiducia è la moneta corrente su cui si basa tutto e la si mantiene quando agli impegni presi corrisponde una reale capacità operativa, con funzionalità operative negli ambienti dei clienti, in perimetri nazionali o regionali, entro specifici quadri normativi e in linea con le aspettative locali.
Detto ciò, sovranità non significa isolamento. Le strategie di maggior successo si basano sull’equilibrio tra la disponibilità di soluzioni innovative provenienti da ogni parte del mondo, esigenze locali e competenze locali. Per ottenere questo equilibrio servono partner tecnologici che comprendano entrambe le cose.
Il nostro ruolo non è definire cosa sia la sovranità per i nostri clienti: è ascoltare le loro esigenze e aiutarli ad avere controllo sulle loro infrastrutture e sui dati. Questo è il nostro impegno di lungo termine verso i paesi di Europa, Medio Oriente e Africa.


































