Sicurezza informatica e brand protection: il ruolo delle estensioni .eu per le imprese

Sicurezza informatica e brand protection: il ruolo delle estensioni .eu per le imprese

Federico D’Aguanno, Marketing Manager di Serverplan, illustra le strategie del provider per agevolare la registrazione dei domini europei

Nell’era dell’IA generativa e dei motori di ricerca tradizionali che potrebbero essere sostituiti dai chatbot conversazionali, la gestione dei nomi di dominio resta un elemento centrale per la sicurezza e l’infrastruttura delle organizzazioni. Federico D’Aguanno, Marketing Manager presso Serverplan, società che opera come provider accreditato per la registrazione diretta senza intermediari, sottolinea l’impatto dei recenti adeguamenti normativi su questo settore.

“Oggi il dominio è parte integrante dell’infrastruttura digitale di un’organizzazione” afferma D’Aguanno, precisando che “già focalizzandoci sugli obblighi europei legati alla cybersicurezza, l’identità digitale e ai piani di resilienza, il controllo del dominio .eu associato al proprio brand migliora la reputazione in ambito europeo e mette l’organizzazione al sicuro”.

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La campagna avviata da Serverplan è focalizzata sull’estensione .eu, e D’Aguanno ne spiega le ragioni. Non si tratta solo di marketing, ma di un contesto normativo che sta cambiando le priorità delle aziende europee. “Con l’entrata nel 2026, ci sono margini per rilanciare l’estensione in modo particolare per quanto riguarda la parte normativa legata alla direttiva NIS 2, che viene gestita insieme alla sicurezza digitale europea”. Il punto è che il dominio non è più soltanto uno strumento di comunicazione, ma un elemento dell’infrastruttura digitale di un’organizzazione, soggetto agli stessi obblighi di resilienza e cybersicurezza previsti dalla normativa europea”.

La prevenzione delle frodi informatiche, e del phishing in particolare, rappresenta un ulteriore parametro di valutazione per le aziende nella scelta dei domini. Acquisire il controllo del proprio marchio con estensioni specifiche impedisce ad altri soggetti di sfruttare la medesima nomenclatura per comunicazioni ingannevoli.

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“Molto spesso, quando si legge un’email e si lavora quotidianamente ricevendo decine di messaggi al giorno, può capitare che nella fretta — in determinati momenti — si apra una comunicazione malevola, che in altri momenti si sarebbe spostata nel cestino. Ecco allora che avere il controllo sulle estensioni principali diventa un valore aggiunto”. In questo ambito, l’estensione .eu è supervisionata dal registro Eurid, ente che opera in conformità al quadro normativo dell’Unione Europea. “Per molte organizzazioni un ulteriore elemento di adempimento in direzione dell’infrastruttura digitale a livello europeo”, aggiunge D’Aguanno.

La soluzione di Serverplan

Per favorire la tutela dei marchi aziendali, Serverplan ha implementato da circa sei mesi un nuovo sistema di check-out progettato per evidenziare immediatamente la disponibilità delle varianti europee in fase di ricerca. D’Aguanno descrive il funzionamento della piattaforma: “Ad un utente che effettua la ricerca di un’estensione comune, subito sotto il risultato per quel termine, se disponibile un .eu, viene mostrato di default”.

L’aggiornamento dell’interfaccia ha generato un riscontro misurabile in termini di adozioni. Secondo i dati riportati dal manager, “il 2025 è stato un anno importante per il numero di registrazioni ma il 2026, sulla base del confronto con i primi 5 mesi dello scorso anno, sta andando molto bene”.

Oltre all’ottimizzazione del processo di acquisto, il provider ha aggiornato l’area clienti per semplificare le procedure di mantenimento, introducendo funzionalità avanzate per il rinnovo automatico e un protocollo di avvisi che prevede sei comunicazioni a partire da sessanta giorni antecedenti la scadenza del dominio.

Riguardo agli sviluppi futuri della piattaforma, l’azienda si sta focalizzando sulle necessità di operatori del settore e professionisti. “Stiamo lavorando ad una sorta di versione due dell’area clienti di Serverplan, che sarà dotata di strumenti business per agenzie e società che potrebbero eseguire operazioni massive, ad esempio trasferire o registrare mille domini in una sola volta”, conclude D’Aguanno. Non si lascia niente indietro, insomma, guardando ad un mercato in continua evoluzione.

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Il quadro è quello di un provider che non si limita a vendere un servizio tecnico, ma lavora attivamente per educare il settore, semplificare processi complessi e mettere a disposizione soluzioni che aiutino imprese e professionisti a proteggere e gestire la propria identità digitale in modo consapevole. In un momento in cui la sovranità è sempre più al centro del dibattito, scegliere con attenzione dove e come registrare il proprio dominio non è mai stato così rilevante.