Shadow AI, quasi un manager su due usa l’intelligenza artificiale senza dirlo ai colleghi

L’intelligenza artificiale è ormai entrata nelle aziende, ma non sempre alla luce del sole. Secondo una nuova ricerca di Sharp Europe, la cosiddetta “Shadow AI” – ovvero l’utilizzo di strumenti di AI al di fuori delle policy aziendali o senza informare colleghi e management – non riguarda più soltanto i dipendenti, ma coinvolge sempre più anche dirigenti e top manager.

Lo studio, realizzato su 2.500 dirigenti di PMI in dieci Paesi europei, evidenzia come il principale ostacolo all’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale non sia la tecnologia, bensì la cultura organizzativa.

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La Shadow AI arriva fino al top management

La ricerca fotografa un fenomeno in rapida espansione: l’uso “silenzioso” dell’intelligenza artificiale è ormai diffuso a tutti i livelli aziendali.

Tra i dati più significativi emerge che:

  • il 44% dei dirigenti utilizza strumenti di AI per apparire più competente sul lavoro senza comunicarlo ai colleghi;
  • il 45% dei dipendenti adotta applicazioni di intelligenza artificiale senza informare il management;
  • il 37% dei manager ha utilizzato l’AI in progetti aziendali senza coinvolgere il proprio team;
  • il 33% dei leader teme che dichiarare apertamente l’utilizzo dell’AI possa essere interpretato come una mancanza di professionalità;
  • il 31% riconosce che un utilizzo non controllato dell’intelligenza artificiale rappresenta un rischio concreto per l’organizzazione.

Il fenomeno mostra quindi una contraddizione evidente: l’AI viene utilizzata sempre di più, ma continua a essere percepita come qualcosa da nascondere.

Il problema non è la tecnologia, ma la cultura aziendale

Secondo Sharp Europe, il motivo principale è che molte organizzazioni hanno investito rapidamente negli strumenti di intelligenza artificiale senza costruire allo stesso tempo un quadro di riferimento condiviso fatto di regole, formazione e fiducia.

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Non sorprende quindi che il 35% dei dirigenti dichiari di non sentirsi sufficientemente preparato dal punto di vista tecnico. La stessa percentuale afferma di non fidarsi completamente dei risultati prodotti dall’AI, mentre il 33% teme che un utilizzo esplicito dell’intelligenza artificiale possa ridurre la propria autorevolezza.

In altre parole, la tecnologia è disponibile, ma manca ancora una cultura organizzativa che ne favorisca un utilizzo trasparente e consapevole.

Servono governance e fiducia

Secondo Roland Singer, Vice President di Sharp DX Europe, il problema non riguarda singoli comportamenti scorretti, ma l’assenza di modelli condivisi.

“I leader non si esprimono sull’IA non perché stanno facendo qualcosa di sbagliato, ma perché la maggior parte dei quadri normativi, delle policy e della visione comune su come utilizzare correttamente l’intelligenza artificiale non esiste ancora. Queste non sono le preoccupazioni di chi resiste all’IA, ma di chi cerca di orientarsi in materia senza un supporto adeguato.”

Singer sottolinea come le aziende abbiano adottato rapidamente nuovi strumenti, ma abbiano investito molto meno nella costruzione di fiducia, trasparenza e linee guida condivise.

La prossima sfida sarà rendere l’AI trasparente

Per Sharp Europe, la fase successiva dell’adozione dell’intelligenza artificiale non riguarderà tanto l’accesso agli strumenti quanto la capacità delle aziende di creare ambienti in cui il loro utilizzo sia dichiarato, regolamentato e accettato.

Governance, cybersecurity, infrastrutture cloud e formazione dovranno procedere insieme per consentire un’integrazione dell’AI realmente sostenibile.

Secondo Singer, il cambiamento deve partire proprio dal management.

“I leader sono nella migliore posizione per dare l’esempio su questo. Non perché abbiano tutte le risposte, ma perché dimostrano apertamente come utilizzano essi stessi l’intelligenza artificiale. Questo cambia la cultura più rapidamente di qualsiasi politica.”

L’obiettivo diventa quindi trasformare la Shadow AI in un utilizzo trasparente e governato, capace di valorizzare il contributo dell’intelligenza artificiale senza generare nuove aree di rischio per le organizzazioni.

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