Agentic payments, quando l’AI compra per noi

Agentic payments, quando l’AI compra per noi

Agenti autonomi, protocolli aperti e nuovi standard globali ridefiniscono il commercio digitale. Ma attenzione, molti sistemi sembrano agentici, pochi lo sono

Immaginate di dire al vostro assistente AI: “Trovami un volo per Berlino a meno di 250 euro, confronta le opzioni e prenotalo con la mia carta.” Nessuna ricerca manuale, nessun confronto tra siti, nessun checkout. L’agente analizza, confronta, paga – e voi ricevete la conferma. Non è uno scenario futuro: nel settembre 2025, OpenAI ha lanciato Instant Checkout in ChatGPT, ampliandolo nel febbraio 2026 a tutti gli utenti e a nuovi partner, consentendo a centinaia di milioni di utenti di acquistare direttamente in conversazione. All’inizio di marzo, Santander e Mastercard hanno completato il primo pagamento end-to-end eseguito da un agente AI in Europa, all’interno di un framework bancario regolamentato. A metà marzo, Visa ha avviato il programma Visa Agentic Ready con 21 istituzioni finanziarie, tra cui Barclays, HSBC, Santander e Revolut. Benvenuti nell’era degli agentic payments: l’intelligenza artificiale non assiste più, ma agisce, negozia e conclude transazioni per conto dell’utente.

MODELLI, PROTOCOLLI E STANDARD

Per comprendere la portata del cambiamento, occorre distinguere tra l’AI generativa e l’AI agentica. La prima produce contenuti in risposta a input; la seconda pianifica, esegue e completa azioni per raggiungere un obiettivo. Nei pagamenti, questa distinzione è cruciale perché agire significa muovere denaro, con rischi legali e finanziari, senza equivalenti in altri domini dell’AI. La nuova tassonomia si articola in due livelli. I pagamenti via-agent vedono l’agente operare come concierge digitale: il consumatore esprime un’intenzione, l’agente ricerca, confronta, seleziona e paga. I pagamenti inter-agent sono transazioni machine-to-machine: un veicolo elettrico che paga la ricarica, un sistema di inventario che ordina forniture quando le scorte scendono sotto la soglia, un drone che negozia tariffe di priorità con un’AI del traffico municipale. Non è automazione: è autonomia economica del software: entità che transano con identità verificabili, credenziali proprie e un portafoglio digitale.

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Due ecosistemi si contendono il linguaggio universale del commercio agentico. L’Agentic Commerce Protocol (ACP) di OpenAI, sviluppato insieme a Stripe come standard open source, alimenta Instant Checkout su ChatGPT. Il meccanismo è diretto: il consumatore esprime un’intenzione in linguaggio naturale, ChatGPT identifica i prodotti da cataloghi strutturati e il pagamento avviene tramite token delegati – monouso, con scadenza e importo limitati – senza esporre le credenziali della carta. Il protocollo è operativo con Etsy e oltre un milione di merchant di Shopify; PayPal porterà decine di milioni di piccole imprese all’interno dell’ecosistema nel corso del 2026.

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L’Universal Commerce Protocol (UCP) di Google, co-sviluppato con Shopify e supportato da oltre 20 partner tra cui Target, Walmart, Visa, Mastercard, Stripe e American Express, adotta un approccio surface-agnostic. Copre l’intero ciclo del commercio – dalla scoperta del prodotto al post-vendita – ed è interoperabile con Agent2Agent (A2A), Agent Payments Protocol (AP2) e Model Context Protocol (MCP). Google lo implementa nell’AI Mode di Search e Gemini, con il merchant che resta il Merchant of Record. La coesistenza dei due protocolli è strutturale: ACP eccelle nella scoperta conversazionale; UCP cattura le query ad alta intenzione d’acquisto. La maggior parte dei brand dovrà supportare entrambi. Microsoft completa il triangolo con Copilot Checkout, mentre Amazon preferisce restare fuori dall’ecosistema aperto, bloccando i crawler di OpenAI e sviluppando agenti proprietari come Rufus AI e Alexa+.

FIDUCIA, IDENTITÀ E SICUREZZA

Se i protocolli definiscono il linguaggio delle transazioni agentiche, i circuiti di pagamento costruiscono l’infrastruttura di fiducia. Il Trusted Agent Protocol di Visa, implementato con Cloudflare secondo lo standard Web Bot Auth (IETF RFC 9421), affronta tre sfide: segnalare l’intento dell’agente (navigazione o acquisto), collegarlo all’identità del consumatore e trasmettere credenziali sicure. Una transazione completa è già stata eseguita: un agente AI ha acquistato un prodotto utilizzando una credenziale Visa emessa da Santander, completando l’autorizzazione, la tokenizzazione e il settlement senza intervento umano. Secondo Visa, il 47% degli acquirenti americani utilizza già strumenti di AI per lo shopping.

Mastercard Agent Pay introduce Verifiable Intent: una prova crittografica che collega identità, intenzione e azione in un record a prova di manomissione. Quando gli agenti AI operano con denaro reale, i consumatori necessitano di chiarezza su ciò che è stato autorizzato e di protezione in caso di errore. Il framework, che registra e autentica gli agenti come partecipanti visibili nel flusso di pagamento, è già operativo negli USA, in Europa e in Australia, e in fase di pilotaggio negli Emirati Arabi. Fiserv integra sia il Trusted Agent Protocol sia l’Agent Pay nella propria infrastruttura, segnalando la convergenza verso standard industriali condivisi.

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La barriera principale all’adozione su larga scala non è tecnologica ma giuridica. La PSD2 richiede un’autorizzazione umana chiara per gli ordini di pagamento, senza meccanismi che equiparino un agente AI a un pagatore umano. L’AI Act europeo entrerà in piena applicazione il 2 agosto 2026 con un approccio basato sul rischio; l’AI Omnibus della Commissione ha suggerito di posticipare a dicembre 2027 il regime per i sistemi ad alto rischio. Nel Regno Unito, la FCA sta esaminando le implicazioni dell’AI agentica sul prossimo decennio, incluso il potenziale trasferimento del controllo della relazione-cliente verso i Big Tech. Un sistema AI nei pagamenti opera quindi entro rigorosi limiti operativi: molti sistemi sembrano agentici, pochi lo sono effettivamente.

ADATTARSI O ESSERE AGGIRATI

I primi mesi mettono in evidenza diverse sfide operative. OpenAI abbandona il checkout nativo in ChatGPT, spostando gli acquisti verso le app dedicate dei retailer (Instacart, Target, Expedia). Tra i milioni di merchant Shopify, solo una dozzina sceglie di andare live con Instant Checkout, evidenziando colli di bottiglia nell’onboarding. Sarebbe però un errore leggere queste frizioni come un fallimento: sono le doglie di una transizione paradigmatica. Oltre 100 partner lavorano con Visa nell’ecosistema Intelligent Commerce e la traiettoria resta inequivocabile. La trasformazione dei pagamenti agentici è prevalentemente concettuale: per la prima volta, il momento dell’acquisto può essere separato dalla presenza del compratore. Smart wallet per agenti conterranno logica di delega – limiti di spesa, restrizioni e regole comportamentali – e gli agenti costruiranno reputazioni creditizie, come gli esseri umani. Per le banche centrali e i sistemi di pagamento nazionali, la sfida è adattarsi o essere aggirati: l’infrastruttura dovrà supportare il settlement in tempo reale, le micro-transazioni, l’identità programmabile e il rilevamento delle frodi bot-aware. Per il settore finanziario europeo, l’imperativo è partecipare alla definizione degli standard che regoleranno l’ecosistema. Le istituzioni che integreranno l’AI agentica come architettura fondante plasmeranno un futuro in cui innovazione e protezione del consumatore avanzano insieme. Il futuro dei pagamenti non è invisibile. È intelligente, autonomo e fondato sulla fiducia.

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Riferimenti

[1] Checkout.com (2026). “OpenAI’s ACP and Google’s UCP: What’s the difference?”
[2] Cloudflare (2025). “Securing agentic commerce: helping AI Agents transact with Visa and Mastercard.”
[3] Google Developers Blog (2026). “Under the Hood: Universal Commerce Protocol (UCP).”
[4] Mastercard Newsroom (2026). “Santander and Mastercard complete Europe’s first live agentic payment.”
[5] Mastercard (2026). “How Verifiable Intent builds trust in agentic AI commerce.”
[6] OpenAI (2026). “Buy it in ChatGPT: Instant Checkout and the Agentic Commerce Protocol.”
[7] PayPal Newsroom (2026). “Making Sense of the AI Shopping Protocol Moment.”
[8] PYMNTS (2026). “Visa Launches Agentic Ready Program to Help Banks Test AI Payments.”
[9] Taylor Wessing (2026). “Agentic AI in payments: Key regulatory considerations.”
[10] Visa (2025). “Visa and Partners Complete Secure AI Transactions.”
[11] Zelezkins, N. (2026). “Agentic AI in Payments in 2026.” Finextra.

Dr. Devid Jegerson 

Architetto dell’evoluzione dei Pagamenti Digitali e del Banking, Devid è da oltre 25 anni in prima linea nell’innovazione FinTech, trasformando idee visionarie in realtà di mercato di successo nell’E-commerce e nel Banking.

Dal lancio della prima carta prepagata ricaricabile in Italia (2002) e del primo conto di moneta elettronica (2006), alla creazione di gateway di pagamento con licenza acquiring (2008) e all’introduzione dei pagamenti istantanei P2P (Jiffy, 2014) e delle prime piattaforme di pagamento cloud in Medio Oriente (noon.com, 2016), il suo focus è sempre stato sul costruire ‘il nuovo’.

Il suo percorso include ruoli di leadership e contributi fondamentali in noon.com, PayPal, Fastweb, IWBank, e UBI Banca, dove ha guidato l’innovazione nei pagamenti mobile e ha contribuito alla gestione della normativa PSD2.

Oggi, applica questa combinazione di visione strategica ed eccellenza nell’esecuzione come Membro del CdA di diverse società, guidando la Trasformazione Digitale nel FinTech. La sua passione è supportata da un PhD, un EMBA, una laurea magistrale in strategia e una laurea in economia, dalla pubblicazione del libro (“Pagamenti elettronici. Dal baratto ai portafogli digitali” 2016, goWare).

Appassionato nel costruire il futuro della finanza, Devid rappresenta un punto di riferimento nel settore.