Kaspersky scopre una nuova tecnica di phishing che sfrutta una piattaforma web basata sull’IA

Kaspersky scopre una nuova tecnica di phishing che sfrutta una piattaforma web basata sull’IA

Kaspersky ha scoperto che gli hacker hanno iniziato a sfruttare un altro servizio legittimo per scopi dannosi. Questa volta si tratta di Tencent EdgeOne Pages, una piattaforma per la creazione e l’hosting di applicazioni web.

I cybercriminali stanno abusando delle sue funzionalità per generare e-mail di phishing rivolte agli utenti aziendali. In precedenza, Kaspersky aveva già descritto attacchi simili che sfruttavano i servizi di Google e le applicazioni web generate da Bubble, una piattaforma di sviluppo di app basata sull’intelligenza artificiale, per sottrarre credenziali aziendali.

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Tra i bersagli risultano dipendenti di diversi settori, tra cui quello industriale, commerciale e pubblico. L’obiettivo dell’attacco è il furto delle credenziali di accesso alle risorse aziendali. Negli ultimi 30 giorni, gli esperti di Kaspersky hanno individuato oltre 8.000 e-mail di phishing che utilizzavano questa tattica, tra cui messaggi in inglese, coreano e russo.

Tencent EdgeOne Pages si presenta come una piattaforma che consente di creare e distribuire rapidamente applicazioni web tramite l’intelligenza artificiale. I truffatori ne sfruttano le funzionalità per generare e pubblicare pagine di phishing in pochi minuti, senza richiedere particolari competenze di sviluppo web.

Gli autori degli attacchi ospitano le pagine di phishing sull’infrastruttura cloud legittima di EdgeOne e utilizzano domini affidabili. Di conseguenza, questi siti possono apparire sicuri e attendibili agli occhi di molte soluzioni di protezione, rendendo il rilevamento degli attacchi più complesso.

Come ha inizio l’attacco

L’utente riceve un’e-mail apparentemente inviata dal “team di assistenza e-mail aziendale”. Nel messaggio viene comunicato che le credenziali di accesso all’account scadranno entro 48 ore e che, in assenza di un aggiornamento, potrebbero verificarsi problemi nella ricezione o nell’invio delle e-mail. Per evitare limitazioni, all’utente viene richiesto di cliccare su un link e inserire le informazioni richieste. Le e-mail di phishing non si limitano a questo scenario e possono veicolare qualsiasi tipo di comunicazione aziendale, come un messaggio proveniente dal reparto Risorse Umane o una notifica relativa a un documento ricevuto da scaricare.

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Esempio di e-mail di phishing

Cliccando sul link contenuto nell’e-mail, si apre una pagina con un modulo in cui la vittima è invitata a inserire nome, indirizzo e-mail e password. Il layout è estremamente semplice e quasi del tutto privo di elementi aggiuntivi.

Una pagina creata dagli hacker per raccogliere credenziali

Una volta inseriti nome utente e password, i dati vengono trasmessi a un server controllato dagli hacker.

“Stiamo assistendo al proseguimento di una tendenza che vede gli hacker utilizzare l’intelligenza artificiale e le piattaforme no-code come parte integrante della loro infrastruttura di phishing. In passato avevamo già osservato uno schema simile che sfruttava la piattaforma Bubble e ora ne abbiamo un altro esempio. Sebbene le comunicazioni utilizzate in questi attacchi di phishing siano tipiche e siano già state impiegate più volte in passato, la tecnica di attacco abbassa notevolmente la barriera all’ingresso per gli hacker e accelera la creazione di risorse di phishing. In passato ciò richiedeva almeno competenze di base nello sviluppo web, mentre oggi è possibile creare un’infrastruttura per e-mail fraudolente in pochi minuti”, ha commentato Roman Dedenok, Anti-Spam Expert di Kaspersky.

Per proteggersi, Kaspersky consiglia di:

  • Formare i dipendenti affinché comprendano che le credenziali aziendali devono essere inserite esclusivamente su piattaforme aziendali ufficiali e verificate.
  • Implementare soluzioni di sicurezza affidabili in grado di bloccare l’accesso a siti di phishing noti o sospetti.
  • Adottare tecnologie anti-phishing avanzate a livello di gateway di posta elettronica per ridurre l’esposizione a messaggi dannosi.
  • Essere sempre aggiornati sull’evoluzione delle tecniche utilizzate dagli hacker e integrare la threat intelligence nelle operazioni di sicurezza.