MyNino: una web app per la sicurezza digitale dei senior contro fake news e frodi online

In Italia, il divario di competenze digitali continua a rappresentare una delle principali criticità nel percorso di trasformazione digitale del Paese. Tra i 65 e i 74 anni, solo il 27,4% degli utenti Internet possiede competenze digitali almeno di base, mentre dopo i 75 anni appena il 35,7% ha navigato online negli ultimi tre mesi. Un dato che evidenzia non solo un gap tecnologico, ma soprattutto un rischio crescente in termini di accesso ai servizi, sicurezza e inclusione sociale.

In questo contesto nasce MyNino, la nuova web app gratuita sviluppata da Biblioteche Senza Frontiere Italia con il supporto di Google.org, pensata per contrastare fake news, truffe digitali e disinformazione, con un focus specifico sulla popolazione senior. Il progetto è stato presentato al Milano Luiss Hub.

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Un’infrastruttura digitale per ridurre il digital divide

MyNino non si propone come una semplice applicazione, ma come un’infrastruttura di supporto alla cittadinanza digitale. L’obiettivo è ridurre il digital gap e aumentare l’autonomia delle persone over 65 nell’utilizzo dei servizi online, sempre più centrali nella vita quotidiana, dalla sanità alla pubblica amministrazione.

L’iniziativa si inserisce nel programma “Tech for Social Good” e rappresenta uno degli output di un percorso pluriennale che ha coinvolto cittadini senior, caregiver, operatori sociali ed educatori in diverse regioni italiane, tra Lombardia, Lazio e Campania.

Il progetto è stato sviluppato con il contributo di Seedble, Dataninja e DiTES – Link Campus University, con un approccio orientato all’innovazione sociale e alla progettazione centrata sull’utente.

IA, accessibilità e inclusione: il modello della web app

Secondo Chiara Di Cillo, Head of Impact & Social Innovation di Seedble, il progetto ha integrato strategia di comunicazione, validazione dell’MVP e sviluppo della web app in un unico ciclo di innovazione:

“Abbiamo costruito un’architettura in cui l’IA e il digitale affiancano il contatto umano, per trasformare una sfida tecnologica in un ecosistema di supporto accessibile e inclusivo.”

La logica della piattaforma punta a semplificare l’esperienza utente, ridurre le barriere cognitive e rendere la tecnologia uno strumento di emancipazione digitale, più che un fattore di esclusione.

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Longevità e silver economy: un cambio di paradigma

Il tema si inserisce anche nel più ampio contesto della longevità come driver economico e sociale. Secondo Mattia Olive, ricercatore dell’Osservatorio Longevity & Silver Economy del Politecnico di Milano, la sfida non è solo tecnologica ma sistemica:

“La longevità non è solo una questione demografica, ma una nuova prospettiva per ripensare servizi e politiche lungo tutto l’arco della vita.”

Un approccio coerente con le evidenze dell’Politecnico di Milano, che evidenzia la necessità di progettare servizi digitali inclusivi capaci di rispondere a bisogni sempre più eterogenei: salute, autonomia, relazioni e partecipazione sociale.

Senior sempre più digitali, ma più esposti ai rischi

L’evoluzione dell’utenza senior nell’ecosistema digitale è ormai evidente. Secondo Vitalba Paesano, Editore di Grey Panthers.it, gli over 65 utilizzano sempre più spesso strumenti digitali come SPID, identità elettronica e servizi sanitari online, ma questo comporta nuove vulnerabilità:

“Oggi i Senior sono entrati finalmente nell’ecosistema digitale. Utilizzano SPID, carte d’identità elettroniche, Fascicoli Sanitari, servizi pubblici online. Partecipano a corsi, webinar, percorsi di formazione continua online. Tuttavia, questa integrazione porta con sé nuove criticità alle quali tutti dobbiamo dare risposta: complessità di sistemi, sovraccarico tecnologico, disinformazione e truffe digitali. La vera sfida dei prossimi anni non sarà insegnare ai Senior a usare la tecnologia, ma coinvolgerli nella sua progettazione.”

Un approccio sistemico alla sicurezza digitale

Il caso MyNino evidenzia un cambio di paradigma nell’approccio alla digital inclusion: non più solo alfabetizzazione digitale, ma costruzione di un ecosistema di supporto che integra tecnologia, formazione e relazione umana.

In un contesto in cui i servizi pubblici e privati si spostano sempre più online, iniziative di questo tipo diventano leve strategiche per ridurre il rischio di esclusione digitale e rafforzare la resilienza degli utenti più fragili alle minacce informatiche e informative.

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