Samsung Galaxy, gli hacker entrano dalla porta di servizio

Uno sviluppatore di Replicant afferma che diversi modelli di Samsung Galaxy sono dotati di una backdoor che permettere di ottenere i dati del device da remoto senza essere scoperti

C’è grande apprensione fra i possessori di Samsung Galaxy. Paul Kocialkowski, sviluppatore di Replicant, afferma che alcuni device della casa coreana, che realizzerà un Chromebook con retro in pelle, presentano una “backdoor” che permetterebbe a terzi di accedere in remoto ai dati salvati sul device senza che l’utente se ne accorga.

Allarme sicurezza per i Samsung Galaxy

Il problema riscontrato da Kocialkowski è situato nella Baseband, cioè quel sistema che gestisce l’iterazione del sistema operativo con la parte telefonica. Lo sviluppatore è convinto che questa criticità sia stata inserità da Samsung appositamente e ovviamente per scopi non illeciti, ma nulla vieta che si tratti di un clamoroso errore di valutazione. I device che presentano questa “backdoor” sono: Nexus S (I902x), Galaxy S (I9000), Galaxy S II I9100), Galaxy Note (N7000), Galaxy Nexus (I9250), Galaxy Tab 2 7.0 (P31xx), Galaxy Tab 2 10.1 (P51xx), Galaxy S III (I9300), Galaxy Note 2 (N7100). I futuri possessori di un Galaxy S V potranno quindi stare tranquilli.

Samsung ha risposto alle accuse affermando che non esiste nessuna vulnerabilità di questo tipo ma Kocialkowsky ha difeso la sua posizione sul suo blog, sottolineando come il caso Datagate dimostri che le intromissioni nella privacy degli utenti sono all’ordine del giorno.

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