CA Technologies. Maestri di cambiamento

Il responsabile di CA Technologies in Italia racconta il potenziale di innovazione di uno dei brand storici dell’IT nell’attuale contesto informatico. L’azienda protagonista della storia dell’alta tecnologia, oggi, è leader riconosciuto con soluzioni avanzate per la gestione del private cloud, l’identità digitale e la riscrittura in chiave cloud degli applicativi legacy

 

Fabio Fregi country manager e amministratore delegato di CA Technologies ItaliaDallo scorso gennaio, Fabio Fregi è country manager e amministratore delegato di CA Technologies per l’Italia (www.ca.com/it), ruolo che riveste dopo una lunga esperienza in Microsoft e Oracle. Fabio Fregi rivela che uno dei suoi obiettivi consiste proprio nel trovare una chiave narrativa che faccia giustizia dell’unicità della multinazionale statunitense. A differenza di tanti blasonati concorrenti, molti dei quali oggi scomparsi, CA Technologies ha saputo attraversare le diverse fasi dell’informatica assumendo ogni volta il ruolo di leader. «Soprattutto – aggiunge Fregi – ogni volta, ha saputo riconoscere i segni del cambiamento, comprendendolo e riuscendo a rinnovare i propri prodotti e le proprie strategie commerciali». Questa capacità di adattamento rappresenta il fattore competitivo che CA Technologies deve imparare a sfruttare bene, specie in un momento storico in cui le risorse investite in innovazione infrastrutturale sono quanto mai scarse. «Ormai, una percentuale molto significativa della spesa informatica – spiega Fregi – è rivolta alla gestione dell’esistente. Quel poco che rimane deve essere concentrato su progetti che portano vera innovazione e si traducono in valore aggiunto. Su queste tematiche c’è molta attenzione da parte di clienti e prospect e dobbiamo far capire meglio la nostra capacità di dominare il cambiamento e trasferirlo verso gli utenti finali. Non a caso, secondo il report Worldwide Cloud Systems Management Software pubblicato da Idc nel 2012, CA Technologies è il leader di mercato di questo segmento in forte crescita».

 

Posizionamento di mercato

Non è semplice parlare di un provider che si occupa di aspetti così profondamente infrastrutturali. E Fregi lo riconosce. «Molto dipende però dal modo in cui affrontiamo certi discorsi. Descrivere la nostra capacità di mettere in sicurezza le transazioni e rendere disponibili e affidabili le informazioni – dice Fregi – aiuta a capire meglio la nostra funzione nell’abilitare le applicazioni big e open data, che suscitano estremo interesse nelle aziende private come nella pubblica amministrazione».

Un esempio lampante riguarda proprio la sicurezza e il tema dell’identità digitale, due ambiti di specializzazione che vedono CA Technologies – responsabile con CA eComMinder della sicurezza della quasi totalità delle transazioni sui circuiti Mastercard, Visa e American Express – in una posizione di leadership. La possibilità di definire e verificare in ogni momento l’identità degli individui che accedono alle reti per esigenze professionali o personali (due sfere che si confondono sempre di più), senza eccessive complicazioni sia da parte degli utenti che delle aziende, sta rapidamente diventando un fattore altamente competitivo della Net Economy. «Nel 2015, secondo Gartner – spiega Fregi – la metà delle transazioni di commercio elettronico avrà origine utilizzando un profilo di un social network. Un nostro cliente, una grande casa automobilistica europea, ha misurato che il 20% dei visitatori – che attraverso il profilo social di questa azienda personalizzano una prova su strada dal concessionario – decidono di perfezionare l’acquisto: praticamente, una persona su cinque». Secondo Fregi, per rendere il più possibile omogenea e gradevole l’esperienza degli utenti in casi come questi, è necessario che la tecnologia possa gestire in piena sicurezza il passaggio dalla cosiddetta «identità debole» – corrispondente al profilo su Facebook o un altro social network – a una «identità forte» – che permette, per esempio, di effettuare un acquisto tramite carta di credito. Oggi, le soluzioni di identity management distribuita di CA Technologies abilitano scenari di questa complessità e soprattutto l’apertura di nuovi e piu’ evoluti canali di business per le aziende. Anche in questo caso la superiorità delle soluzioni CA Technologies trova una conferma da parte degli analisti. All’inizio del 2013 Gartner, per esempio, posiziona l’azienda in due Magic Quadrant: quelli relativi alle applicazioni di Identity and Access Governance e di User Administration and Provisioning.

 

Leggi anche:  Kirey Group annuncia la partnership con Illumio

Innovazione sul cloud

Fregi mette in particolare evidenza la funzione culturale che la line-up dei prodotti CA Technologies può svolgere in un contesto di bassa innovazione come quello vissuto dall’economia italiana. «Sulle caratteristiche dell’identità – uno dei temi dell’Agenda Digitale – dovremo prendere decisioni importanti e CA Technologies intende partecipare direttamente al dialogo con le istituzioni e i regolatori». La multinazionale di Islandia, New York, è da sempre impegnata a veicolare un messaggio di innovazione in grado di mettere in risalto la funzione dell’informatica e dei suoi responsabili aziendali, concretizzando una diversa relazione tra il top management e i chief information officer. «I chief information officer – avverte Fregi – devono essere riconosciuti come chief innovation officer, devono avere la capacità di raccontare il potenziale della tecnologia, di razionalizzare la spesa e di creare nuove fonti di redditività». È dimostrato che le aziende che investono poco in innovazione sono anche le meno competitive. Per Fregi è particolarmente vero in Italia, dove la capacità di investimento è più bassa anche per la mancanza di competenze che caratterizza un tessuto imprenditoriale ad alta granularità.

Ma come è possibile rendere tecnologie tanto avanzate a portata di mano delle imprese più piccole? Secondo Fregi, la risposta è nel cloud. «Il cloud computing è un modello che CA Technologies ha abbracciato completamente, utilizzandolo per erogare i propri prodotti in modalità SaaS». Oggi, non serve implementare un sistema informativo complesso in casa propria. Le stesse funzionalità degli avanzati sistemi Erp e Crm di cui dispongono le grandi aziende, possono arrivare fino all’utenza individuale grazie alle infrastrutture esterne gestite con le soluzioni di Ca Technologies.

Leggi anche:  Il datacenter SUPERNAP Italia ottiene la certificazione SA 8000

Un recente studio condotto da Vanson Bourne per conto di CA Technologies sulla propensione delle imprese nei confronti dell’adozione di tecnologie cloud dimostra un fortissimo interesse unito a una certa preoccupazione nei confronti degli aspetti giuridici, come la proprietà del dato e la giurisdizione in caso di conflitti legali. «Queste problematiche – afferma Fregi – si affrontano tenendo sempre sotto controllo le informazioni e i livelli di servizio garantiti da eventuali provider esterni. I dati raccolti devono essere sempre validati, aggregati e presentati in modo corretto e i contratti con i provider sempre chiari e garantiti, due obiettivi che rappresentano uno dei grandi trend applicativi di CA Technologies nel 2013».

Un altro tema dominante, emerso nel corso dell’ultima edizione di Ca World, ha una denominazione ancora poco nota in Italia, DevOps (development and operations), ma che – secondo Fregi – rappresenta un’area di crescita di immenso valore. «DevOps interpreta una forte esigenza nel mondo dell’IT. La stratificazione degli ultimi decenni – unita alle spinte verso la mobilità dei dati e la consumerizzazione dei dispositivi – ha determinato la necessità di riscrivere completamente interi patrimoni applicativi». Aziende grandi e piccole si trovano alle prese con servizi e dati che risiedono su infrastrutture molto eterogenee. Per renderle utilizzabili, il software deve essere analizzato, modificato e – non di rado – riscritto. Lavoro che richiede fasi di implementazione e testing molto costose, che pesano su sistemi utilizzati per mantenere l’operatività del business.

 

Soluzioni di razza

Le nuove soluzioni CA Technologies rivolte alla riscrittura e al testing delle applicazioni poggiano su tecnologia best of breed, frutto di due acquisizioni strategiche degli ultimi 18 mesi. Al centro dell’offerta c’è CA Lisa – un sistema che inserito all’interno del data center impara a rispondere come i sistemi consolidati e prende il loro posto, permettendo di attraversare la fase di test con la sola interazione con Lisa. «In pratica – afferma Fregi – è una specie di automa, che virtualizza i servizi offerti dai sistemi legacy e riduce i tempi e i costi di sviluppo della metà». A Lisa si aggiunge una soluzione sviluppata originariamente dalla israeliana Nolio, rilevata da CA Technologies lo scorso aprile. Orientata alla continuous delivery delle applicazioni, la tecnologia Nolio isola le singole funzioni di applicativi complessi e permette allo sviluppatore di implementarle passo dopo passo, automatizzando e accelerando la messa in produzione. «Una grande catena retail britannica – nota Fregi – è riuscita a passare dalle 14 settimane necessarie per la messa in linea di una nuova versione del proprio motore di e-commerce a sole quattro ore. Quando lo raccontiamo ai clienti non ci credono. Poi – però – davanti alle demo cambiano idea».

Leggi anche:  Compreremo meno app per colpa del Coronavirus

 

Strategia commerciale

Un simile potenziale di innovazione sta portando a un inevitabile rinnovamento della strategia commerciale. «Il nostro primo asset, quello che spiega la capacità di CA Technologies di adattarsi così bene alle diverse ere tecnologiche – afferma Fregi – è lo straordinario valore del nostro capitale umano, su cui continueremo a investire. Ma anche nei confronti del mercato italiano abbiamo voluto riorganizzarci, gestendo il go-to-market in modo molto diverso rispetto al passato, individuando nuovi segmenti e nuove modalità di approccio».

A questo rinnovamento sono chiamati a un ruolo sempre più attivo, i partner di CA Technologies – soprattutto le realtà locali e di distretto – che avranno una funzione determinante e autonoma nell’indirizzare il mercato Pmi. «L’abilitazione di un canale ancora più collaborativo – dice Fregi – è una delle priorità di questo anno fiscale, insieme alla focalizzazione delle risorse aziendali dirette sui clienti più grandi e alla creazione di segmenti di mercato nuovi tra le aziende di medie dimensioni a maggior potenziale». L’ingaggio dei partner – considerati veri e propri ambasciatori della tecnologia di CA Technologies nell’ampio segmento Pmi – avverrà in maniera sempre più esclusiva, fin dalle primissime fasi dei progetti, generando un patrimonio condiviso di valore e nuove competenze. Due materie prime di cui abbiamo tutti un estremo bisogno.