Belgio – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 20 Feb 2018 16:00:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Belgio – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il Belgio vieta a Facebook di tracciare i suoi cittadini https://www.datamanager.it/2018/02/belgio-vieta-facebook-tracciare-suoi-cittadini/ Tue, 20 Feb 2018 19:30:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141464 Senza un permesso del giudice il social network non può raccogliere i dati dei belgi quando sono al di fuori del portale Sappiamo benissimo che Facebook non finisce all’uscita dal sito e relative app per smartphone e tablet. Anche quando siamo fuori dai recinti costruiti da Mark Zuckerberg, continuiamo a produrre dati utili alla compagnia […]

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Senza un permesso del giudice il social network non può raccogliere i dati dei belgi quando sono al di fuori del portale

Sappiamo benissimo che Facebook non finisce all’uscita dal sito e relative app per smartphone e tablet. Anche quando siamo fuori dai recinti costruiti da Mark Zuckerberg, continuiamo a produrre dati utili alla compagnia per aumentare il database su ognuno di noi. Se da qualche parte una simile attività non è regolamentata e dunque risulta sempre fattibile, ci sono governi più attenti alla privacy dei navigatori, che proprio non vogliono lasciare via totalmente libera ai soprusi digitali delle multinazionali. È il caso del Belgio, dove un tribunale ha ordinato a Facebook di bloccare la raccolta di informazioni sugli iscritti quando sono su siti terzi, che pure ospitano parti di codice condivise con il gigante USA.

Cosa succede

Per il giudice del Tribunale di primo grado di Bruxelles, l’attività di monitoraggio di Facebook viola la legge europea sulla privacy e dunque va terminata all’interno del paese altrimenti potranno arrivare sanzioni da 250 mila a 100 milioni di euro, per un’inadempienza quotidiana a quanto deciso dalla corte. Si tratta di una sentenza storica, di certo la più netta che colpisce il gruppo statunitense. Basti pensare che l’avvio delle indagini è partito nel 2015 su iniziativa del garante della privacy belga.

Non sappiamo in che modo Zuckerberg darà seguito alla richiesta anche perché è complicato mettere fuori uso strumenti, come i cookie, che per il social sono vitali nel funzionamento quotidiano cucito su misura per ogni utente. Secondo l’accusa, Facebook non ha utilizzato trasparenza nel comunicare ai clienti come usa i dati raccolti mentre da parte sua la compagnia scarica addosso alle terze parti la necessità di informare i navigatori di quanto accade durante il browsing.

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Il Belgio attacca Facebook: “Ci spia come la NSA” https://www.datamanager.it/2015/09/il-belgio-attacca-facebook-ci-spia-come-la-nsa/ Wed, 23 Sep 2015 14:13:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84210 Il Garante della privacy del Belgio accusa Facebook di utilizzare senza consenso i cookies per raccogliere dati sugli utenti a scopo pubblicitario Lo scandalo Datagate che ha coinvolto l’intelligence statunitense ha portato alla luce il problema della protezione della privacy online. Le rivelazioni di Edward Snowden sembravano aver scoperchiato la trama dello spionaggio digitale ma […]

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Il Garante della privacy del Belgio accusa Facebook di utilizzare senza consenso i cookies per raccogliere dati sugli utenti a scopo pubblicitario

Lo scandalo Datagate che ha coinvolto l’intelligence statunitense ha portato alla luce il problema della protezione della privacy online. Le rivelazioni di Edward Snowden sembravano aver scoperchiato la trama dello spionaggio digitale ma in Belgio alcuni sono convinti che non è solo la NSA a violare l’intimità dei cittadini. La Commission de la Protection de la Vie Privée (CPVP), ovvero il garante della privacy locale, ha accusato Facebook di utilizzare impropriamente i cookies per tracciare le attività degli utenti a loro insaputa. Oggi il caso è arrivato nelle aule di tribunale.

Il Garante belga: “Facebook spia gli utenti a scopo pubblicitario”

“Quando si è saputo che la NSA stava spiando le persone di tutto il mondo, tutti sono rimasti sconvolti: Facebook sta facendo la stessa identica cosa, ma in un modo diverso”, ha dichiarato in tribunale l’avvocato che rappresenta la CPVP. Il social di Menlo Park ha rilasciato qualche mese fa nuove policy in materia di privacy che gli consentono di rastrellare i dati degli utenti anche utilizzando senza consenso esplicito dell’utente appositi plugin. Il Garante della privacy ha quindi chiesto al giudice di “non farsi intimorire” e pretende che Facebook si adegui alla normativa locale sulla privacy.

Facebook, che, ha ribadito che le sue policy rispettano le leggi irlandesi in materia (Il social network ha la sua sede fiscale europea a Dublino) e ha sottolineato che il sistema di raccolti dati è utilizzato per proteggere gli utenti da “spam, malware e da altri tipi di attacchi”.

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Il Belgio interroga Facebook sulle policy della privacy https://www.datamanager.it/2015/02/belgio-interroga-facebook-sulle-policy-privacy/ Wed, 25 Feb 2015 14:56:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70272 In Belgio, Facebook è accusato di utilizzare impropriamente i dati degli utenti e di non rispettare le regole europee sulla protezione dei dati La commissione belga per la privacy ha attaccato Facebook in merito alle nuove policy riguardanti la gestione dei dati degli utenti. Il parere delle autorità è che il social network, il cui […]

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In Belgio, Facebook è accusato di utilizzare impropriamente i dati degli utenti e di non rispettare le regole europee sulla protezione dei dati

La commissione belga per la privacy ha attaccato Facebook in merito alle nuove policy riguardanti la gestione dei dati degli utenti. Il parere delle autorità è che il social network, il cui collegamento è sparito dalla posta di Outlook, non rispetta le normative europee in materia e non informa correttamente i suoi iscritti su come vengono immagazzinati e utilizzati i loro dati. A sostegno di questa tesi è stato realizzato uno studio da parte delle università di Leuven e Bruxelles.

Facebook e i problemi con la privacy

Il 30 gennaio Facebook ha introdotto nuove policy sulla privacy che permettono alla piattaforma di tracciare le attività degli utenti e di usarne le foto, già messe in pericolo da un bug, a scopi commerciali. Secondo il rapporto dei due atenei belgi, per gli iscritti è difficile fare ricorso all’opt-out per disattivare questo tipo di attività e il social network non li informerebbe in modo esaustivo sull’utilizzo dei loro dati per fini pubblicitari. In passato anche il CEO di Apple Tim Cook aveva accusato il servizio di Menlo Park di lucrare sulla privacy degli utenti.

Facebook si difende

Facebook, che permette di lasciare in eredità il proprio profilo dopo la morte, si è difeso affermando che le policy sulla privacy sono state supervisionate dal commissario irlandese per la protezione dei dati e ha sottolineato la piena conformità alle normative Ue. “Abbiamo recentemente aggiornato le nostre condizioni d’uso e policy per renderle più chiare e concise, per rispecchiare le nuove funzioni di prodotto e per evidenziare come stiamo ampliando il controllo che le persone hanno sull’advertising.  – ha spiegato un portavoce di Menlo Park – Siamo sicuri che gli aggiornamenti siano conformi con le leggi applicabili”.

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Google News chiude in Spagna ma gli editori si pentono https://www.datamanager.it/2014/12/google-news-chiude-in-spagna-gli-editori-si-pentono/ Mon, 15 Dec 2014 19:00:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66848 Gli editori spagnoli (Aede) sono riusciti a far passare la Google Tax. Big G ha risposto chiudendo Google News locale e ora i media si sono pentiti Quella raggiunta dagli editori spagnoli (Aede) nei confronti di Google è stata una vittoria di Pirro. Con loro grande soddisfazione, il governo iberico ha approvato una legge che […]

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Gli editori spagnoli (Aede) sono riusciti a far passare la Google Tax. Big G ha risposto chiudendo Google News locale e ora i media si sono pentiti

Quella raggiunta dagli editori spagnoli (Aede) nei confronti di Google è stata una vittoria di Pirro. Con loro grande soddisfazione, il governo iberico ha approvato una legge che dal prossimo anno costringerà i motori di ricerca a pagare per poter pubblicare i link ad articoli o parti di testo. Il problema è che Google ha risposto con forza alla nuova normativa chiudendo googlenews.es a tempo indeterminato. La decisione di Big G, che ha aggiornato Android Wear con Lollipop, ha provocato agli editori un ingente danno economico.

L’Aede fa marcia indietro su Google News

Secondo quanto riporta il quotidiano The Spain Report, la Aede ha scritto una lettera alle autorità spagnole ed europee in materia di Antitrust per chiedere la riapertura di Google News. Gli editori infatti sottolineano come la decisione di Big G, che continua a essere definita un’azienda che abusa della sua posizione dominante nel mercato delle ricerche online, “avrà senza dubbio un impatto negativo sui cittadini e sulle imprese spagnole”. Anche gli editori tedeschi poco tempo fa avevano provato a costringere Google a pagare per pubblicare i loro contenuti. Dopo che l’azienda aveva risposto riducendo al minimo i contenuti disponibili su googlenews.de, alle fine anche loro si sono arresi al gigante del web.

Con ogni probabilità, la diatriba con la Aede si risolverà come è successo in Francia e Belgio. Google pagherà agli editori spagnoli un indennizzo una tamtum “per promuovere la cultura nazionale”.

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Regin: un degno erede di Stuxnet https://www.datamanager.it/2014/12/regin-degno-erede-stuxnet/ Tue, 02 Dec 2014 19:30:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66048 Scoperto a fine novembre, il malware “globale” avrebbe strane connessioni con la GCHQ, la NSA europea Avevamo parlato di Regin solo qualche giorno fa. Quello che sembrava essere solo una pesante minaccia diffusa a livello globale, sembrerebbe invece un potente strumento di spionaggio in mano ad agenzie governative. Dopo il report diffuso da Symantec infatti […]

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Scoperto a fine novembre, il malware “globale” avrebbe strane connessioni con la GCHQ, la NSA europea

Avevamo parlato di Regin solo qualche giorno fa. Quello che sembrava essere solo una pesante minaccia diffusa a livello globale, sembrerebbe invece un potente strumento di spionaggio in mano ad agenzie governative. Dopo il report diffuso da Symantec infatti si leggono altri indizi che farebbero risalite Regin ad alcune attività svolte dal Government Communications Headquarters del Regno Unito, equivalente europeo della NSA. Dai report è emersa una certa connessione tra la campagna di malware internazionale e un episodio in cui la GCHQ avrebbe avuto accesso alle rete di alcune compagnie di telecomunicazioni del Belgio. Ad approfondire la questione è stato il sito The Intercept, fondato dall’ex del Guardian Gleen Greenwald, depositario dei leak del giovane Snowden. Come si legge sul sito, Regin sarebbe uno degli strumenti utilizzati per hackerare le trasmissioni dati della Belgacom, azienda che serve, tra l’altro, le connessioni attive all’interno del Parlamento Europeo, a Bruxelles.

Un nuovo Stuxnet?

Sarà per questo che gli esperti considerano Regin come un legittimo discendente di Stuxnet, non tanto per la tecnologia con cui è stato sviluppato, quanto per gli obiettivi. Se il re dei malware era stato sviluppato da USA e Israele per spiare le mosse nucleari dell’Iran, qui siamo di fronte ad una minaccia creata, probabilmente, dagli stessi americani e britannici per spiare i politici alleati. Un panorama anche peggiore del primo. Secondo Eric King di Privacy International: “Anche se oramai sappiamo molte cose sulle capacità di monitoraggio della sicurezza americana e britannica, non capiamo ancora con quale autorità legale lo fanno”. Ed è proprio questo il punto: capire quando l’Unione Europea si deciderà a regolarizzare, una volta per tutte, l’accesso indiscreto ai dati dei cittadini e politici continentali, senza un adeguato mandato da parte delle autorità competenti visto che dall’altra parte dell’Oceano, il Senato USA ha già votato a sfavore di un ridimensionamento della NSA.

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Il polpo Paul protagonista del doodle di Google per Belgio-Algeria https://www.datamanager.it/news/il-polpo-paul-protagonista-del-doodle-di-google-belgio-algeria-57375.html Tue, 17 Jun 2014 14:33:17 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/il-polpo-paul-protagonista-del-doodle-di-google-per-belgio-algeria/ Google dedica un doodle alla partita Belgio-Algeria con protagonista il polpo Paul, l’animale indovino dei Mondiali di calcio di Sudafrica 2010 Google, che si prepara a sfidare Healthkit di Apple con Google Fit, dedica ancora una volta la propria home ai Mondiali di Calcio 2014, che sono stati anch’essi preda degli hacker di Anonymous. Dopo […]

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Google dedica un doodle alla partita Belgio-Algeria con protagonista il polpo Paul, l’animale indovino dei Mondiali di calcio di Sudafrica 2010

Google, che si prepara a sfidare Healthkit di Apple con Google Fit, dedica ancora una volta la propria home ai Mondiali di Calcio 2014, che sono stati anch’essi preda degli hacker di Anonymous. Dopo il doodle per l’inaugurazione e quello del giorno successivo, Big G ha omaggiato il celeberrimo polpo Paul, il cefalopode che durante i Mondiali in Sudafrica del 2010 aveva pronosticato con un certo successo i risultati delle partite. Nel doodle, un cartoon del polpo Paul con tanto di aureola (l’animale è morto a pochi mesi dalla conclusione dei primi Mondiali africani) è indeciso su quale squadra vincerà nella partita di oggi fra Belgio e Algeria.

L’animale indovino di quest’anno è invece la tartaruga Cabeçao, che ha pronosticato con successo il vincitore della partita di esordio fra Brasile e Croazia.

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Il Belgio mette fuori legge Uber, l’Ue non ci sta https://www.datamanager.it/news/il-belgio-mette-fuori-legge-uber-lue-non-ci-sta-55663.html Wed, 16 Apr 2014 16:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/il-belgio-mette-fuori-legge-uber-lue-non-ci-sta/ Un tribunale belga ha dichiarato fuori legge il servizio taxi di lusso Uber. Il commissario Ue all’Agenda Digitale, Neelie Kroes, ha definito il provvedimento “vergognoso” Nuovi guai per Uber, la startup di San Francisco più odiata dai tassisti milanesi e francesi. Un tribunale di Bruxelles ha messo fuori legge il servizio, che permette di prenotare […]

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Un tribunale belga ha dichiarato fuori legge il servizio taxi di lusso Uber. Il commissario Ue all’Agenda Digitale, Neelie Kroes, ha definito il provvedimento “vergognoso”

Nuovi guai per Uber, la startup di San Francisco più odiata dai tassisti milanesi e francesi. Un tribunale di Bruxelles ha messo fuori legge il servizio, che permette di prenotare l’auto direttamente da smartphone e di scegliere a priori la tariffa, perché non ha le autorizzazioni necessarie ad operare nel Paese. I conducenti dei taxi di lusso sorpresi a circolare nonostante il bando dovranno pagare una multa di 10mila euro. “Uber – ha dichiarato il ministrod dei Trasporti belga, Brigitte Grouwels – non è compatibile con le nostre leggi, è gestito da guidatori sprovvisti di licenza e non rispetta le regole dei tassisti tradizionali”.

Ue: “Decisione vergognosa”

L’Unione Europea, di cui è stata invalidata la direttiva sulla conservazione dei dati da parte della Corte di giustizia continentale, si è subito scagliata contro la decisione del tribunale. “È una decisione assurda, una cosa vergognosa. Non ha niente a che vedere con la protezione dei consumatori ma piuttosto con la protezione della lobby dei tassisti”, ha dichiarato il commissario Ue all’Agenda digitale Neelie Kroes, che ha messo in luce come il mondo dopo lo scandalo Datagate tema di navigare in Rete.

Da San Francisco arriva invece una risposta dai toni più contenuti: “Uber ha dovuto affrontare molte sfide e ha dovuto vincere molte resistenze in molte delle città dove ha lanciato il proprio servizio”.

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In Belgio niente SMARTwatch in classe: “Aiutano i copioni” https://www.datamanager.it/news/belgio-niente-smartwatch-classe-aiutano-i-copioni-52095.html Fri, 06 Dec 2013 18:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/in-belgio-niente-smartwatch-in-classe-aiutano-i-copioni/ Dagli USA arriva l'app per SMARTwatch che permette di copiare indisturbati. In Belgio un ateneo è corso ai ripari vietando l'uso degli orologi intelligenti durante gli esami

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Dagli USA arriva l’app per SMARTwatch che permette di copiare indisturbati. In Belgio un ateneo è corso ai ripari vietando l’uso degli orologi intelligenti durante gli esami

In Italia per combattere i copioni 2.0 sono stati introdotti nelle aule scolastiche dei rilevatori di smartphone durante l’esame di maturità. In futuro però questo sistema potrebbe non bastare. In Belgio, ad esempio, l’Artevelde College ha deciso di impedire l’utilizzo degli SMARTwatch durante gli esami universitari per paura che gli studenti possano utilizzarli per copiare. Uno studio statunitense sembra confermare questo timore.

ConTest: un’app per copiare dall’orologio

Alex Migicovsky, ricercatore dell’Università del Michigan, ha studiato l’impatto sociale che avranno le nuove tecnologie e in particolare i dispositivi indossabili come gli SMARTwatch, la cui diffusione non sarà così rapida come si pensava. Lo studio ha riguardato soprattutto l’ambito scolastico e ha portato alla creazione di un’app chiamata ConTest.

Il software, utilizzato sull’orologio intelligente Peeble, permette di selezionare la risposta esatta in un test a scelta multipla basandosi sulle opzioni prescelte dalla maggior parte degli altri studenti. Le scelte corrette, scambiate attraverso un server cloud apposito, vengono visualizzate in forma di pixel nell’ora segnata dall’orologio, permettendo così di non essere scoperti dai professori.

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