Bill Gates – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 14:15:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Bill Gates – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Marck Zuckerberg è il terzo uomo più ricco al mondo https://www.datamanager.it/2018/07/marck-zuckerberg-e-il-terzo-uomo-piu-ricco-al-mondo/ Mon, 09 Jul 2018 16:59:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150922 Mark Zuckerberg, CEO e co-fondatore di Facebook, ha superato Warren Buffet diventando il terzo uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato di più di 81 miliardi di dollari Mark Zuckerberg, numero uno di Facebook, è entrato ufficialmente nell’elite dei Paperoni mondiali. Bloomberg ha confermato che l’ex studente di Harvard è il terzo uomo […]

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Mark Zuckerberg, CEO e co-fondatore di Facebook, ha superato Warren Buffet diventando il terzo uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato di più di 81 miliardi di dollari

Mark Zuckerberg, numero uno di Facebook, è entrato ufficialmente nell’elite dei Paperoni mondiali. Bloomberg ha confermato che l’ex studente di Harvard è il terzo uomo più ricco a livello globale con un patrimonio stimato di 81,6 miliardi di dollari. Zuckerberg ha superato per 373 milioni il più importante value investor di sempre Warren Buffet, conosciuto anche come l'”oracolo di Omaha”. Il CEO di Facebook, che ha acquisito la startup Bloomsbury AI per combattere le fake news, è riuscito in questa scalata grazie all’aumento del valore delle azioni del social network (+ 2,4%) dopo che lo scorso marzo lo scandalo Cambdrige Analytica aveva provocato un crollo dei titoli a Wall Street.

Questa è la prima volta che il podio delle persone più ricche del Pianeta si compone solo di esponenti del settore della tecnologia. Al primo posto troviamo il patron di Amazon Jeff Bezos, che è convinto di poter costruire le future colonie lunari grazie alla sua agenzia spaziale Blue Origin, con 142 miliardi di dollari di patrimonio personale. La seconda posizione è invece occupata dal fondatore di Microsoft Bill Gates, che dopo aver abbandonato la guida del colosso di Redmond si è dedicato a progetti umanitari. Gates, che nonostante anni di battaglie commerciali ha ammesso che Apple è un’azienda straordinaria, sul proprio conto bancario avrebbe 94,2 miliardi di dollari.

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Bill Gates ammette: “Apple è un’azienda straordinaria” https://www.datamanager.it/2018/05/bill-gates-ammette-apple-e-unazienda-straordinaria/ Tue, 08 May 2018 16:59:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147144 Il fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha descritto Apple come una “società straordinaria con la posizione di profitto più forte di tutte” in ambito tecnologico Apple e Microsoft sono rivali da sempre così come lo sono stati i rispettivi fondatori. Alcune delle scaramucce verbali tra Bill Gates e Steve Jobs hanno fatto la storia ma […]

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Il fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha descritto Apple come una “società straordinaria con la posizione di profitto più forte di tutte” in ambito tecnologico

Apple e Microsoft sono rivali da sempre così come lo sono stati i rispettivi fondatori. Alcune delle scaramucce verbali tra Bill Gates e Steve Jobs hanno fatto la storia ma tra i due c’è sempre stata una sorta di rispetto reciproco e ammirazione, nonostante non si siano mai risparmiati quando si è trattato di criticare gli avversari. Ora che Gates ha lasciato Microsoft per dedicarsi a progetti in campo umanitario la sua posizione nei confronti della Mela, che entro la fine dell’anno potrebbe raggiungere una capitalizzazione di 1 trilione di dollari, si è decisamente ammorbidita.

Gates, che ha ammesso di avere in tasca uno smartphone Android, ha mostrato grande ammirazione nei confronti dell’azienda di Cupertino in una intervista per CNBC a margine del meeting del consiglio di amministrazione di Berkshire Hathaway, holding capitanata da Warren Buffet. “È una società straordinaria. […] Le principali compagnie tecnologiche oggi godono di una posizione di profitto decisamente forte, ma Apple è quella che ha la posizione più forte di tutte”, ha detto il fondatore di Microsoft. Anche Buffet ha parlato di Apple, in particolare per quanto riguarda l’aspetto degli investimenti e il rapporto di fiducia che i clienti instaurano con lei. “È il rapporto dei consumatori con il prodotto, quello che ci fanno, come diventa parte delle loro vite, che osservo con maggiore interesse. Apple ha una posizione nelle menti dei consumatori, un’utilità per loro, molto forte e ha inoltre creato un incredibile ecosistema e diverse strade per farne profitto”, ha detto Buffet.

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Bill Gates costruirà la città del futuro in Arizona https://www.datamanager.it/2017/11/bill-gates-costruira-la-citta-del-futuro-arizona/ Wed, 15 Nov 2017 18:30:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135188 Un’azienda che fa capo a Bill Gates ha investito 80 milioni di dollari nella costruzione di una smart city altamente tecnologica in una zona desertica dell’Arizona Bill Gates da quando ha abbandonato Microsoft ha scelto di sfruttare la sua sconfinata liquidità per finanziare progetti finalizzati a migliorare la qualità della vita delle persone non solo […]

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Un’azienda che fa capo a Bill Gates ha investito 80 milioni di dollari nella costruzione di una smart city altamente tecnologica in una zona desertica dell’Arizona

Bill Gates da quando ha abbandonato Microsoft ha scelto di sfruttare la sua sconfinata liquidità per finanziare progetti finalizzati a migliorare la qualità della vita delle persone non solo nell’ambito della salute e della tutela ambientale. Il fondatore del colosso di Redmond, che ha candidamente ammesso di preferire gli smartphone Android a quelli Windows Phone, si interessa anche di urbanistica e smart cities. Il settimanale Business Real Estate ha scoperto che Belmont Partners, società di investimento capitanata da Gates, ha speso 80 milioni di dollari per acquistare 10mila ettari di terreno nella zona zona desertica della West Valley, nei pressi di Phoenix. Qui intende costruire Belmont, una città intelligente con 80mila unità abitative, 1.500 ettari adibiti a uffici e 190 ettari a scuole pubbliche.

Il centro urbano iper tecnologico offrirà l’accesso a una rete Internet veloce e centri dati. La logistica dei vari servizi cittadini sarà completamente automatizzata e i residenti potranno spostarsi su veicoli a guida autonoma come quelli di Google o Uber, che sta addirittura sviluppando il primo servizio di ride sharing aereo. Al momento non c’è una data ufficiale per la conclusione dei lavori di Belmont ma sono già in corso i lavori di costruzione di un’autostrada che collegherà la città a Las Vegas e al New Mexico.

Bill Gates non è l’unico a voler realizzare la città del futuro. Google, tramite l’azienda Sidewalk Labs, ha vinto un appalto per ristrutturare il lungolago di Toronto e trasformalo in un quartiere con servizi hitech, mobilità condivisa e persino un sistema per il controllo del clima. A Columbus, in Ohio, è in corso di costruzione una smart city che ha ottenuto 40 milioni di dollari di finanziamenti dal Dipartimento dei Trasporti USA e 10 milioni da Vulcan, società fondata dal Paul Allen, co-fondatore di Microsoft insieme a Bill Gates. Inoltre in Arabia Saudita il principe Mohammed bin Salman investirà 500 miliardi di dollari per la creazione di Neom, una città avveniristica al confine con l’Egitto i cui servizi tecnologici potrebbero essere forniti da Amazon e Alibaba, che lo scorso weekend ha messo a segno il record di vendite online durante il single day 2017. I lavori di costruzione dovrebbero iniziare nel 2025.

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Bill Gates ha in tasca uno smartphone Android https://www.datamanager.it/2017/09/bill-gates-tasca-uno-smartphone-android/ Tue, 26 Sep 2017 14:31:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131717 Bill Gates, fondatore e uomo immagine di Microsoft, ha ammesso di possedere uno smartphone Android e di non aver considerato quelli di Apple Gli iPhone sono ormai onnipresenti ma in realtà è Android il sistema operativo mobile più diffuso al mondo con un’utenza che supera l’80%. Tra i clienti che utilizzano il software di Google […]

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Bill Gates, fondatore e uomo immagine di Microsoft, ha ammesso di possedere uno smartphone Android e di non aver considerato quelli di Apple

Gli iPhone sono ormai onnipresenti ma in realtà è Android il sistema operativo mobile più diffuso al mondo con un’utenza che supera l’80%. Tra i clienti che utilizzano il software di Google ce n’è uno insospettabile vista la sua storia. Bill Gates, co-fondatore ed ex CEO di Microsoft, ha confermato in una intervista a Fox News che nelle sue tasche si nasconde uno smartphone Android. Per quanto riguarda i PC invece nessun dubbio, tutti suoi computer sono Windows.

Gates, che pochi giorni fa ha chiesto ufficialmente scusa per la “scomodità” del comando “Ctrl-Alt-Canc”, ha svelato di essere recentemente passato da un dispositivo con Windows Phone Mobile a uno Android senza però rivelarne i nomi. Il miliardario e filantropo ha però sottolineato che il suo nuovo smartphone è dotato di molti dei servizi sviluppati da Microsoft. Dalle sue parole si può quindi dedurre che si tratti di un Samsung Galaxy S8 Microsoft Edition con app preinstallate come Outlook, Office e OneDrive. Quel che è certo è che Gates non ha una predilezione per iPhone nonostante in molte occasioni abbia espresso il suo parere positivo nei confronti dei prodotti Apple. Alla precisa domanda dell’intervistatore “Nessun iPhone?” ha risposto semplicemente “No iPhone”. D’altronde la moglie Melinda qualche anno fa aveva dichiarato che niente di realizzato a Cupertino sarebbe entrato nella sua casa.

La scelta di Bill Gates di non utilizzare uno smartphone Windows lascia intendere la portata del fallimento di Microsoft in ambito mobile. Non è un caso che l’azienda abbia deciso di adottare una nuova strategia modulare con il progetto Andromeda e che il suo smartphone, che in molti hanno già ribattezzato Surface Phone, avrò lo stesso approccio.

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Bill Gates chiede scusa per “Ctrl-Alt-Canc”: “E’ scomodo” https://www.datamanager.it/2017/09/bill-gates-chiede-scusa-ctrl-alt-canc-scomodo/ Fri, 22 Sep 2017 10:39:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131477 Bill Gates ammette che “Ctrl-Alt-Canc” è una combinazione di tasti troppo complicata e declina la responsabilità ai progettisti IBM Nell’era d’oro di Windows praticamente chiunque conosceva il significato di “Ctrl-Alt-Canc”. Questa combinazione di tasti era infatti utilizzata per accendere il PC e in caso di problemi per forzarne il riavvio. La funzione è stata scritta […]

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Bill Gates ammette che “Ctrl-Alt-Canc” è una combinazione di tasti troppo complicata e declina la responsabilità ai progettisti IBM

Nell’era d’oro di Windows praticamente chiunque conosceva il significato di “Ctrl-Alt-Canc”. Questa combinazione di tasti era infatti utilizzata per accendere il PC e in caso di problemi per forzarne il riavvio. La funzione è stata scritta alla fine degli Anni 70 e oggi, a quasi 40 anni di distanza, il fondatore di Microsoft Bill Gates ha ammesso che non è stata una scelta particolarmente felice. Durante il Global Business Forum di Bloomberg, a New York, il miliardario che ora si occupa soprattutto di beneficenza ha ammesso: “Se potessi fare una piccola modifica, farei un solo tasto”.

Il “Ctrl-Alt-Canc” è stato creato dall’ingegnere di IBM, David Bradley, per facilitare il suo lavoro di sviluppo software. La combinazione sarebbe dovuta rimanere all’interno dell’ambito aziendale ma involontariamente è stata poi diffusa al pubblico. Bill Gates, che qualche tempo fa ha rivelato di non aver mai amato neanche Xbox, ha raccontato che nel 2013 il team che ha progettato il design della tastiera per PC avrebbe potuto realizzare un solo tasto per il riavvio ma le richieste di Microsoft sarebbero rimaste inascoltate. Il “Ctrl-Alt-Canc” è diventata una vera e propria icona dell’informatica ma nel corso degli anni è stata sostituita da sistemi più comodi e funzionali. La combinazione continua comunque ad esiste e permette di accedere al Task Manager di Windows.

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Jeff Bezos è stato l’uomo più ricco al mondo per un giorno https://www.datamanager.it/2017/07/jeff-bezos-luomo-piu-ricco-al-mondo-un-giorno/ Fri, 28 Jul 2017 09:42:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129657 Jeff Bezos per un giorno ha avuto un patrimonio superiore a Bill Gates ma i conti di Amazon lo hanno riportato in seconda posizione Bill Gates può dormire sonni tranquilli, lo scettro di uomo più ricco al mondo è rimasto saldamente nelle sue mani. Ieri Jeff Bezos, CEO di Amazon, era riuscito nell’impresa di superare […]

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Jeff Bezos per un giorno ha avuto un patrimonio superiore a Bill Gates ma i conti di Amazon lo hanno riportato in seconda posizione

Bill Gates può dormire sonni tranquilli, lo scettro di uomo più ricco al mondo è rimasto saldamente nelle sue mani. Ieri Jeff Bezos, CEO di Amazon, era riuscito nell’impresa di superare il fondatore di Microsoft ma solo per qualche ora. La presentazione dei risultati finanziari per il secondo trimestre del 2017 ha fatto crollare i titoli del sito di e-commerce di quasi il 3%, facendo scendere il patrimonio personale di Bezos sotto i 90 miliardi di dollari.

Per Amazon il periodo tra maggio e giugno non è stato dei migliori. L’utile netto è sceso del 77% a 197 milioni di dollari mentre quello per azione è arrivato a 40 centesimi contro gli 1,78 dollari dello stesso periodo dell’anno scorso. Gli analisti si aspettavano un utile di almeno 1,41 dollari. I ricavi salgono invece a 38 miliardi di dollari (+ 25%) contro i 37,2 miliardi stimati dagli esperti.

A pesare sui conti di Amazon sono state le spese per lo sviluppo del gruppo che sono aumentate a 37 miliardi di dollari (+ 28%). In particolare il colosso dell’e-commerce ha visto crescere i costi nell’ambito della tecnologia (+ 43%) e per il futuro si attendono tempi ancora più duri dal punto di vista economico con un nuovo round di assunzioni e il completamento dell’acquisizione di Whole Foods per 13,7 miliardi di dollari. Le attese di Amazon non sono quindi molto incoraggianti. Nel Q3 l’azienda prevede di perdere fino a 400 milioni di dollari nella più pessimistica delle ipotesi. I ricavi dovrebbero invece crescere fino al 28% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.

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I lavoratori robot? Da tassare, come gli umani https://www.datamanager.it/2017/02/lavoratori-robot-tassare-gli-umani/ Tue, 21 Feb 2017 09:27:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119671 Sono le parole di Bill Gates che disegna un futuro non così roseo per le aziende che scelgono i vantaggi della robotica professionale Robot lavoratori al posto dell’uomo? Possibile, anzi già una realtà, ma che presto potrebbe scontrarsi con qualche cavillo burocratico non da poco. Si tratta dell’idea di futuro delineata da Bill Gates, che […]

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Sono le parole di Bill Gates che disegna un futuro non così roseo per le aziende che scelgono i vantaggi della robotica professionale

Robot lavoratori al posto dell’uomo? Possibile, anzi già una realtà, ma che presto potrebbe scontrarsi con qualche cavillo burocratico non da poco. Si tratta dell’idea di futuro delineata da Bill Gates, che in un’intervista al sito Quartz, ha detto come le macchine potrebbero essere soggette a una tassazione simile a quella degli esseri umani, quando utilizzate a livello professionale, in ambiti produttivi differenti. “Ad oggi un lavoratore in carne e ossa guadagna, diciamo, 50 mila dollari all’anno in una fabbrica (non di certo in Italia ndr.), un reddito sul quale paga le tasse, naturalmente. Se un robot porta al datore un identico vantaggio, non vedo perché non lo si debba tassare allo stesso modo” – ha spiegato il fondatore di Microsoft.

Equilibrio possibile

Secondo Gates, una via burocratica del genere sarebbe il giusto compromesso tra chi vorrebbe accogliere in toto la via della robotica e le aziende ancora legate al personale umano. Non tutte infatti necessitano di tempi di lavorazione più veloci e snelli, resi sicuramente possibili dagli strumenti hi-tech; alcune sono ancora fortemente dipendenti dalla forza lavoro organica sia per motivi di flessibilità che di gestione delle crisi. L’informatica arriverà presto a colmare le lagune tra il cervello umano e quello in silicio ma è evidente che il sopravvento di quest’ultimo non sarà uniforme ovunque, con un medesimo tasso di adozione. L’idea di Gates è di democratizzare l’utilizzo della robotica senza sfavorire le attuali modalità di impiego, che in assenza di regolamentazioni specifiche potrebbero soffrire uno svantaggio competitivo non da poco.

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Bill Gates – L’altra innovazione https://www.datamanager.it/2016/07/bill-gates-laltra-innovazione/ Thu, 21 Jul 2016 14:05:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=106566 Immigrazione e povertà. Se vogliamo cambiare la vita delle persone, dobbiamo lavorare per ridurre le diseguaglianze. Nessuno squilibrio può resistere per sempre «Non si possono alzare muri contro l’immigrazione, l’innovazione e la globalizzazione». Parola di Bill Gates, intervenuto al convegno sul Global Fund, organizzato a Roma all’Istituto Superiore di Sanità. «Come paese in prima linea […]

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Immigrazione e povertà. Se vogliamo cambiare la vita delle persone, dobbiamo lavorare per ridurre le diseguaglianze. Nessuno squilibrio può resistere per sempre

«Non si possono alzare muri contro l’immigrazione, l’innovazione e la globalizzazione». Parola di Bill Gates, intervenuto al convegno sul Global Fund, organizzato a Roma all’Istituto Superiore di Sanità. «Come paese in prima linea sul fronte dell’immigrazione, l’Italia comprende che stiamo vivendo in un mondo interconnesso e che ognuno ha la responsabilità di aiutare le persone più svantaggiate ad accedere a un sistema sanitario migliore, a superare la povertà e a vivere in condizioni di sicurezza. Ci sono molti segni incoraggianti del rinnovato impegno dell’Italia nelle relazioni internazionali, non ultimo quello nello sviluppo dei piani di accoglienza e nella salute globale». La tutela della salute globale e l’equità dell’accesso alle cure sono un imperativo etico imprescindibile per il futuro del Pianeta, ha detto il fondatore di Microsoft e presidente della Fondazione Bill e Melinda Gates, principale benefattore del Fondo, che ha ringraziato gli italiani per la generosità nell’aiutare a ridurre l’ineguaglianza a livello globale. La tecnologia è empowerment. Serve a ridurre le differenze che creano squilibrio. Serve a creare un futuro per chi vuole restare e una nave per chi vuole andare via. La tecnologia permette a un malato di SLA di comunicare e a un bambino che ha perso le gambe di tornare a correre. La tecnologia serve a imparare, a non sentirsi soli, a compiere imprese che sembravano impossibili, dalla ricerca alla medicina. E forse, in un futuro non troppo lontano, servirà anche a dare una speranza a chi scappa dalla guerra o dalle malattie e trova la morte su una carretta del mare.

La questione dell’immigrazione

L’Europa meticcia spaventa e la paura divide. Ma siamo tutti “stranieri” o “diversi” agli occhi degli altri. L’accoglienza è l’unica arma per disarmare gli integralismi e riconoscerci uguali. I genitori di Pierre Omidyar sono iraniani, quelli di Leonard Bosack erano polacchi. Sergey Brin ha origini russe. Lo stesso Bill Gates è un po’ inglese, scozzese, irlandese e tedesco. Mark Zuckerberg è di origine bulgara. Larry Ellison, un po’ ebreo un po’ italiano. E Steve Jobs era figlio di madre svizzera e padre siriano. L’innovazione nasce dall’incontro e anche dallo scontro con l’altro. Per Bill Gates, l’immigrazione è un tema controverso che richiede un’attenta riflessione sul passato. «Grazie all’immigrazione gli Stati Uniti sono diventati un grande paese. Respingere chi chiede di essere accolto, forse significa rinunciare anche a un pezzo del nostro futuro».

L’uomo che voleva un computer su ogni scrivania e in ogni casa ha compreso che nel futuro le nostre case saranno i computer e che l’integrazione tra l’intelligenza artificiale e intelligenza biologica segnerà i prossimi traguardi dell’industria informatica. Bill Gates dopo aver accumulato uno dei patrimoni più ingenti del mondo, dopo anni in cima alle classifiche, forse condivide con Sandy Weil, l’ex magnate di Citigroup, l’amara verità sulla gloria terrena: «Il lenzuolo che ti avvolge da morto non ha tasche». Bill Gates è un simbolo della nostra età contemporanea, che ha compreso che la ricchezza, come la tecnologia, non può essere fine a se stessa.

In Europa, l’immigrazione rappresenta uno dei temi più caldi. Il racconto “mainstream” amplifica l’immagine di una vera e propria invasione, i numeri però raccontano un’altra storia. In Italia, la ricerca “Migranti, la guerra del Mediterraneo” restituisce ai numeri la verità di una tragedia umana, spesso nascosta dalla contabilità discontinua della cronaca. Ogni anno, migliaia di persone attraversano il Mediterraneo, dirette verso le coste meridionali dell’Europa. Sappiamo molto, anche se non tutto, di coloro che, tra mille difficoltà, sbarcano con il loro carico di speranza, alla ricerca di una vita migliore. Tuttavia, non sappiamo nulla di tutti coloro che partono da qualche parte e in qualche momento, ma non arrivano da nessuna parte. Nulla delle migliaia di storie spezzate, di corpi inghiottiti per sempre dal mare, e che sfuggono a ogni statistica.


Immigrazione e povertà @BillGates Nessuno squilibrio può resistere per sempre
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Lotta alla povertà

Fin dall’inizio, l’Italia è stata una grande sostenitrice del Global Fund, fondato nell’ambito del G8 di Genova del 2001. Il contributo italiano al Global Fund per il prossimo triennio 2017-2019 è di 130 milioni di euro, 30 milioni in più rispetto al triennio 2014-2016. Ogni anno, Aids, tubercolosi e malaria uccidono tre milioni di persone. L’incremento annunciato da parte del Governo italiano contro queste tre malattie è un altro grande segno del fatto che l’Italia sta intensificando il suo impegno per i più poveri e i più vulnerabili. «Fra dieci anni, forse anche prima, potremo contare su un vaccino per l’Aids» – ha dichiarato Bill Gates nel suo intervento. «Questa battaglia è molto importante, perché nel frattempo siamo chiamati ad aiutare milioni di persone ad avere una vita e condizioni di salute migliori». Intanto però anche in Italia nel 2015, secondo i dati Istat, la povertà assoluta è in aumento e cresce il numero anche di quelli che rinunciano a farsi curare.

Si tratta di una tendenza che coinvolge tutto il Vecchio Continente e che riguarda in modo particolare i bambini. In Italia, il 25% dei minori è a rischio povertà, soprattutto nelle regioni del Sud, dove vivono in condizioni di deprivazione materiale e spesso anche culturale, sociale e relazionale. E la povertà educativa è generalmente correlata a quella economica. Il benessere economico dipende da tutti, nessuno escluso. I potenti algoritmi di ricerca confermano una verità, antica come il mondo: sapere è potere. E non si può continuare a far finta di niente. La conoscenza è il nuovo campo di battaglia. L’ICT libera le forze, espande lo spazio, comprime il tempo, ma logora le gerarchie, accorcia la catena della produzione e rende obsoleta l’intermediazione. La trasformazione è in atto e può diventare distruzione o cambiamento. L’innovazione ci porta a capire cose importanti di noi stessi e del mondo. L’economia digitale per funzionare ed essere sostenibile ci chiede in cambio rispetto delle regole, equità e trasparenza. Sapere e non agire significa accettare la responsabilità delle conseguenze. Perché nessuno squilibrio può resistere per sempre.

I programmi del Fondo

Il Fondo globale ha un ruolo di catalizzatore della crescita degli investimenti necessari per raccogliere sfide difficili ma realizzabili nella lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria nei paesi più poveri del mondo. Sfruttando i passi avanti compiuti dalla ricerca scientifica e applicando soluzioni innovative, il Fondo fino ad oggi ha erogato, secondo i cicli annuali, finanziamenti per un totale di 29,4 miliardi di dollari. Secondo i dati pubblicati dall’OCSE, il Fondo si è confermato il principale finanziatore multilaterale nel settore della salute. I programmi sostenuti dal Fondo hanno salvato 17 milioni di vite dal 2002, anno in cui sono stati erogati i primi fondi. In Etiopia, sono stati fatti grandi passi avanti nella lotta contro le tre malattie. I decessi per AIDS sono diminuiti del 70% fra il 2005 e il 2014. Mentre le morti dovute alla TBC e alla malaria sono scese rispettivamente del 49% e 80%. In collaborazione con il Fondo globale, l’Etiopia ha formato oltre 38mila operatori sanitari, che forniscono assistenza e cure nelle comunità rurali.

Questi progetti hanno permesso a migliaia di donne di entrare nel mondo del lavoro e hanno contribuito a trasformare i ruoli di genere nelle comunità. In Afghanistan, il partenariato del Fondo globale sta sostenendo gli sforzi compiuti dal governo per assumere e formare infermiere di comunità. Le infermiere di comunità assicurano servizi essenziali per la lotta contro HIV, TBC e malaria, attraverso la prevenzione e l’educazione sanitaria, l’individuazione di casi sospetti, la segnalazione di soggetti da sottoporre a diagnosi e il sostegno alle cure, e svolgendo anche un ruolo chiave nella lotta contro la malnutrizione e la mortalità infantile sotto i cinque anni. Nel triennio che inizierà dal 2017, la comunità mondiale avrà l’opportunità di accelerare il cambiamento e migliorare ulteriormente i notevoli risultati già raggiunti. L’Obiettivo di Sviluppo del Millennio numero sei relativo alla lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria è già stato conseguito e addirittura superato in molti paesi dove il Fondo globale investe. I decessi dovuti alle malattie sono in calo, come anche i nuovi contagi, a dimostrazione del fatto che il modello del partenariato rappresenta il modo più efficace per garantire la salute globale. Dall’innovazione scaturisce la capacità di valorizzare i progressi più recenti, molti dei quali compiuti durante l’attuale ciclo di finanziamento 2014-2016. I paesi hanno adesso la possibilità di realizzare uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: porre fine alle epidemie entro il 2030.

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Bill Gates non ha mai amato Xbox https://www.datamanager.it/2016/07/bill-gates-non-mai-amato-xbox/ Tue, 05 Jul 2016 11:03:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=104934 Uno dei progettisti di Xbox ha confermato che il fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha considerato per anni la console come un insulto alla sua azienda Si dice che Steve Jobs, il co-fondatore di Apple insieme a Steve Wozniak, non abbia mai voluto una Apple TV. Nonostante le rimostranze del suo guru, la Mela ha […]

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Uno dei progettisti di Xbox ha confermato che il fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha considerato per anni la console come un insulto alla sua azienda

Si dice che Steve Jobs, il co-fondatore di Apple insieme a Steve Wozniak, non abbia mai voluto una Apple TV. Nonostante le rimostranze del suo guru, la Mela ha comunque lanciato sul mercato il suo set top-box. Lo stesso percorso potrebbe essere avvenuto anche tra Xbox e il padre di Microsoft, Bill Gates.

Stando a quanto racconta Ed Fries, uno dei primi creatori della console di Redmond, al progetto avrebbero partecipato due team distinti e indipendenti tra loro. Questi avrebbero lavorato ad alcune aggiunte all’idea iniziale di Gates che lui non ha accolto con favore, tanto da considerare il progetto un vero insulto per la sua azienda. Bill Gates aveva immaginato Xbox come un piccolo PC portatile con Windows come sistema operativo e con un’anima sì dedicata al gaming ma non in modo così totale. L’idea di una console per videogiochi non lo aveva nemmeno sfiorato. Col senno di poi, Xbox si è rivelato un dispositivo vincente e in grado di competere a pieno titolo con PlayStation di Sony. Oggi la console di Microsoft si sta trasformando in una piattaforma sempre più completa grazie a Windows 10 e presto arriveranno nuove versioni in grado di offrire un’esperienza di gioco diversa e migliorata.

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C’è Bill Gates dietro la botnet dei giochi online https://www.datamanager.it/2016/04/ce-bill-gates-dietro-la-botnet-dei-giochi-online/ Mon, 11 Apr 2016 08:18:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98714 Porta il nome del famoso imprenditore il nuovo attacco DDoS che ha messo in crisi diverse piattaforme di online gaming Il malware Elknot è in giro dal 2014. Oggi si è evoluto, acquistando capacità riproduttivo e di creazione botnet. È quanto emerso da un recente report di Akamai che ha individuato BillGates, una botnet in […]

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Porta il nome del famoso imprenditore il nuovo attacco DDoS che ha messo in crisi diverse piattaforme di online gaming

Il malware Elknot è in giro dal 2014. Oggi si è evoluto, acquistando capacità riproduttivo e di creazione botnet. È quanto emerso da un recente report di Akamai che ha individuato BillGates, una botnet in grado di lanciare attacchi DDoS con particolare interesse alle piattaforme di gioco online. L’origine sarebbe asiatica e le prime vittime sembrano essere diversi utenti e siti localizzati in Russia. Cosa c’entra BillGates in tutto questo? È il nome della variante di Elknot individuata da Akamai, capace di recare evidenti danni ai sistemi infettati. “Il Security Intelligence Research Team di Akamai ha inviduato il malware all’interno di diversi attacchi DDoS – spiegano – il primo dei quali individuato su un sito russo nel febbraio del 2014. La minaccia può prendere il totale controllo dei computer attaccati, inserendoli in una botnet”.

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Il problema pare essere che, nonostante l’individuazione, nel tempo Elknot abbia agito senza grossi ostacoli, evolvendosi e divenendo sempre più pericoloso. Per questo la botnet da esso scaturita è cresciuta sempre di più, ponendosi ora come seria minaccia per i siti che offrono servizi di gaming online, quelli presi di mira maggiormente dagli hacker. Come ha riportato Akamai, Elknot (ora BillGates) ha cambiato forma grazie alla possibilità di utilizzare un suo elemento, un Builder, per creare una variante personalizzata che valichi le attuali misure di sicurezza e chiami a rapporto i computer infetti per prendere parte alla Botnet. Il malware è in grado di lanciare attacchi DDoS di livello ¾ e 7, anche tramite un’ampiezza di 100 Gbps e oltre.

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