Facebook compra Bloomsbury AI per combattere le fake news

La startup londinese entra nel giro del social network come parte degli sforzi per la lotta alle bufale tramite strumenti di intelligenza artificiale

Facebook non ha mai nascosto di non avere la soluzione definitiva nella lotta alle fake news. In più di un’occasione il social network ha spiegato la necessità di ottenere un mix tra tecnologia e persone per giungere a risultati concreti, senza i quali non può esservi piattaforma impeccabile che tenga. Alcuni paradigmi però possono sicuramente accelerare il processo di individuazione e rimozione delle bufale. Ed è il caso dell’intelligenza artificiale che, tramite i suoi algoritmi avanzati di deep learning, ha tutte le carte in regola per imparare a riconoscere le fondamenta di una fake news, per penalizzarla online e renderla visibile solo a un numero ristretto di persone.

Un’iniziativa a cui Facebook darà maggior seguito grazie a Bloomsbury AI, una startup londinese acquisita da poco. Il campo di azione della compagnia è l’elaborazione del linguaggio naturale finalizzato alla realizzazione di software che possono rispondere a domande partendo dalla comprensione di un asset di documenti. In parole povere, una macchina è in grado di dire se quella che si trova finanzi è una bufala studiando la storia, i numeri e le evidenze su un tema.

Lotta al falso

L’obiettivo di Facebook è di avvalersi di tool del genere per impedire la diffusione delle fake news soprattutto in momenti particolari della società civile, come le elezioni, i referendum e le decisioni comunitarie. Non a caso, è nel periodo immediatamente precedente all’elezione di Donald Trump che gli analisti hanno individuato l’ascesa maggiore delle bufale, propinate soprattutto dalla Russia, con la volontà di destabilizzare l’opinione pubblica.

Quanto possa servire un metodo simile per la lotta al falso è un interrogativo concreto. Non esistono però, almeno ad oggi, soluzioni tout-court per bloccare la viralità di alcune notizie. Certi progetti di cui si è parlato in passato, come il pulsantino per indicare quali dei fatti che scorrono sul news feed non sono veri, non si sono ancora realizzati, probabilmente perché Zuckerberg crede che sia meglio migliorare gli automatismi online piuttosto che chiedere agli iscritti di agire direttamente nella segnalazione, anche perché in assenza di una tale attività, le bufale continuerebbero a circolare. E siamo di nuovo al punto di partenza, a quel necessario mix tra uomo e macchina che può invertire un trend ancora molto pericoloso.

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