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I dispositivi wireless inviano costantemente informazioni su ciò che stanno facendo i poliziotti, monitorando le loro mosse

Il Bluetooth è in grado di rivelare dove si trova la polizia? Secondo alcuni ricercatori si. Tutti i dispositivi Bluetooth hanno un identificatore univoco a 64 bit chiamato indirizzo MAC. Spesso una parte di quell’indirizzo è composta da un identificatore univoco organizzativo, essenzialmente un modo con cui un dispositivo può dire da chi è stato realizzato. Uno sguardo ai device IoT utilizzati da molte forze di polizia ha portato l’azienda Hicks ad Axon, nota soprattutto per produrre i taser degli organi di controllo, a individuare modi con cui i moderni kit della polizia diventano oggetto di monitoraggio da parte di terzi. Nel caso delle body cam, se il dispositivo inizia a registrare, in genere invia un segnale Bluetooth ad altri dispositivi. Se un poliziotto accende una telecamera (o un Taser o un altro dispositivo IoT), qualcuno che esegue u’app specifica, RFParty, potrebbe raccogliere questi dati per registrare i dettagli dell’incidente. Il tutto è molto simile alle onde radio: chi ha l’attrezzatura per superare le stazioni di musica e notizie nelle bande utilizzate dal personale di pronto intervento può ascoltare radio della polizia per sapere degli arresti e dove la polizia potrebbe pattugliare. 

Gli utenti stanno già utilizzando RFParty per scopi di tracciamento della polizia. In un discorso al DefCon 31 lo scorso agosto, Meekins ha mostrato cos’è RFParty e ha fornito privatamente una demo dal vivo di come un utente esperto potrebbe sfruttare le informazioni. Naturalmente, avere questi dati storici a portata di mano per scopi di responsabilità richiede che le persone gestiscano RFParty nelle vicinanze di potenziali abusi del potere di polizia, ed è improbabile che l’app diventi popolare su una scala in cui tali dati saranno disponibili per quasi tutti gli incidenti di questo tipo. Tuttavia, in un mondo in cui i poliziotti hanno il potere di usare la tecnologia contro quasi chiunque, è interessante vedere la situazione ribaltata.

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iOS 11: perché i nuovi menu non funzionano https://www.datamanager.it/2017/09/ios-11-perche-nuovi-menu-non-funzionano/ Fri, 22 Sep 2017 08:59:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131458 Il gap con Android sembrava colmato con l’arrivo dei toggle per accendere o spegnere il Wi-Fi e il Bluetooth in maniera veloce. La verità è che non fanno ciò che promettono Tra le magie della realtà aumentata e le nuove potenzialità di Siri, la novità più attesa di iOS 11 era un’altra: il menu con […]

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Il gap con Android sembrava colmato con l’arrivo dei toggle per accendere o spegnere il Wi-Fi e il Bluetooth in maniera veloce. La verità è che non fanno ciò che promettono

Tra le magie della realtà aumentata e le nuove potenzialità di Siri, la novità più attesa di iOS 11 era un’altra: il menu con l’accesso rapido alle impostazioni di connettività. Una funzione da anni presente su Android sbarcata su iPhone e iPad per consentire a tutti, in un paio di mosse, di accendere e spegnere il Wi-Fi, il Bluetooth o la rete dati. Tutto troppo bello per essere vero. E infatti il ricercatore di sicurezza di F-Secure Andrea Barisani, ha scoperto che in realtà i due specifici toggle non spengono le rispettive antenne, lasciandole attive e ancora in grado di consumare batteria, sempre necessaria quando si è in giro e si tentano vari modi per risparmiarla. Insomma, se si crede di poter guadagnare qualche percentuale di autonomia disattivando le due icone dovrete ricredervi.

Cosa succede

Quello che accade nel momento in cui si spengono i menu rapidi citati è un’immediata disconnessione del telefono (o dell’iPad) dagli accessori abbinati, che si tratti di casse, uscite audio, cuffie, autoradio e così via. Apple lo sapeva ma ancora non si era espressa a riguardo, uscendo allo scoperto solo dopo il post su Twitter del ricercatore. La Mela ha confermato la modalità di spegnimento soft accessibile dal Centro di Controllo di iOS 11 per un motivo chiaro: “Sia il Wi-Fi che il Bluetooth continueranno a funzionare per permettere ad attività essenziali di essere disponibili. Tra queste AirDrop, AirPlay, Apple Pencil, l’uso di Apple Watch e dei servizi di localizzazione”. Per spegnere completamente le connessioni non utilizzate bisognerà, come al solito, entrare nelle Impostazioni e cliccare sulle voci relative. Insomma, un decennio per attendere un collegamento rapido che nemmeno fa ciò che promette. Forse in iOS 12…

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Android Oreo slitta per colpa del Bluetooth https://www.datamanager.it/2017/09/android-oreo-slitta-colpa-del-bluetooth/ Tue, 05 Sep 2017 09:35:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129898 Il big update sarebbe dovuto arrivare a breve ma ritarderà per consentire agli sviluppatori di Google di risolvere alcuni bug audio Una delle più grandi qualità di Android 8 “Oreo” è che può gestire senza alcun problema i dispositivi con chip Bluetooth 5. Questo vuol dire connettere allo smartphone o al tablet più di un’uscita […]

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Il big update sarebbe dovuto arrivare a breve ma ritarderà per consentire agli sviluppatori di Google di risolvere alcuni bug audio

Una delle più grandi qualità di Android 8 “Oreo” è che può gestire senza alcun problema i dispositivi con chip Bluetooth 5. Questo vuol dire connettere allo smartphone o al tablet più di un’uscita audio per passare dal suono delle cuffie a quello dello speaker domestico oppure dell’auto, semplicemente scegliendo la cassa preferita tra quelle disponibili e già collegate. Purtroppo, il big update del sistema operativo sta riscontrando più di un problema con il particolare supporto, tanto da richiedere un intervento di ottimizzazione da parte degli sviluppatori e un probabile ritardo nel rollout dell’aggiornamento a livello globale.

Cosa succede

In particolare, chi ha installato la beta finale di Oreo pare sia incappato nell’impossibilità di accoppiare il Bluetooth con quello dell’automobile e comunque in grossi problemi di compatibilità. Gli stessi che vivono gli utenti con certi tipi di auricolari e cuffie senza fili, necessari su smartphone, come il Pixel 2, sprovvisti del jack audio classico. Per il momento non c’è granché da fare se non segnalare le difficoltà a Google, che ha aperto una sezione all’interno del forum di aiuto dei Nexus (i primi con i Pixel a ricevere Android 8). Bisognerà dunque pazientare ancora per la finalizzazione dell’OS da parte della compagnia e le successive personalizzazioni degli OEM. Queste, come sappiamo, prendono sempre un bel po’ di tempo. Plausibile quindi che a bordo dei top di gamma (LG, Samsung, Huawei, OnePlus) Oreo non arriverà prima della fine dell’anno.

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Raspberry Pi Zero W: ecco il microcomputer da 10 dollari https://www.datamanager.it/2017/03/raspberry-pi-zero-w-microcomputer-10-dollari/ Wed, 01 Mar 2017 19:00:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120198 La Fondazione aggiunge un nuovo modello al già ricco portafoglio di prodotti per sviluppatori e maker con la novità della connessione Bluetooth 4.0 Ne ha fatta di strada dal 2012. La Raspberry Foundation aveva lanciato cinque anni fa il suo primo Pi, microcomputer destinato a semplificare il panorama del coding casalingo e anche quello più […]

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La Fondazione aggiunge un nuovo modello al già ricco portafoglio di prodotti per sviluppatori e maker con la novità della connessione Bluetooth 4.0

Ne ha fatta di strada dal 2012. La Raspberry Foundation aveva lanciato cinque anni fa il suo primo Pi, microcomputer destinato a semplificare il panorama del coding casalingo e anche quello più ampio dei maker e sviluppatori. Con un prodotto economico (sui 35 euro) ed estremamente versatile, la Fondazione aveva assicurato a chiunque di potersi gettare nel campo del development senza troppe remore. Lo scorso settembre, dopo aver raggiunto, e oltrepassato, il traguardo di 10 milioni di pezzi venduti, la compagnia ha lanciato uno starter kit vantaggioso, al prezzo di 130 dollari, per dare ai suoi clienti un ecosistema hardware leggermente più fornito. Ma i festeggiamenti non sono finiti, visto che Raspberry ha intenzione di ricordare ogni piccolo passo della sua storia in rapida ascesa, compresa la quinta candelina appena raggiunta.

Connesso ed economico

E così ecco arrivare Pi Zero W, una scheda in miniatura molto simile allo Zero visto lo scorso febbraio ma più completa dal punto di vista della connettività. A differenza del predecessore infatti, questa monta un’antenna Wi-Fi 802.11 b/g/n e una Bluetooth 4.0, oltre all’ingresso LAN, per accontentare chi proprio non può fare a meno degli standard che permettono agli artefatti potenziati da Raspberry di comunicare con dispositivi mobili e altre tipologie di oggetti (pensiamo ai sensori, ai rilevatori esterni, e così via). Può sembrare banale, ma l’aggiunta sarà sicuramente apprezzata dai consumatori, per i quali la mancanza rappresentava un vero cruccio, da aggirare collegando a una presa USB un classico dongle wireless o BT, dal costo maggiore del computer stesso. Raspberry Pi Zero W è già disponibile presso i rivenditori ufficiali e online a 10 dollari.

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Ecco Bluetooth 5: velocità raddoppiata e costruito intorno all’IoT https://www.datamanager.it/2016/12/bluetooth-5-velocita-raddoppiata-costruito-intorno-alliot/ Tue, 13 Dec 2016 15:24:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115500 Il SIG ha rivelato le novità del prossimo supporto, in grado di aumentare ritmo di trasmissione e ampiezza. I primi dispositivi entro giugno Bluetooth Special Interest Group è l’organizzazione che presenta le implementazioni della piattaforma BT a livello globale. Qualche giorno fa ha annunciato le migliorie della versione 5, finalmente pronta per il mercato. Tra […]

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Il SIG ha rivelato le novità del prossimo supporto, in grado di aumentare ritmo di trasmissione e ampiezza. I primi dispositivi entro giugno

Bluetooth Special Interest Group è l’organizzazione che presenta le implementazioni della piattaforma BT a livello globale. Qualche giorno fa ha annunciato le migliorie della versione 5, finalmente pronta per il mercato. Tra le novità c’è il raddoppio della velocità di trasferimento dei dati, ora possibili fino a 2 Mbps, un raggio di copertura quadruplicato rispetto al Bluetooth 4.2 e una capacità di trasmissione otto volte superiore la generazione precedente. La feature che risalta più di altre è proprio nella possibilità di raggiungere dispositivi che si trovano anche a 1 chilometro di distanza, semplificando così la costruzione di ambienti molto più connessi, in grado di comunicare in maniera funzionale e intelligente tra di loro. Bluetooth 5 porta infatti con sé una gestione più ponderata dei consumi (già abbastanza bassi con il Low Energy attuale), per soddisfare le esigenze dell’Internet delle Cose.

Cosa cambia

“Tutte le nuove funzioni sono basate sulla tecnologia LE – spiega Martin Wolley del Bluetooth SIG a Inquirer – già utile per accessori come gli Earpods di Apple, fatti per sfruttare al massimo il Bluetooth Low Energy che, con la nascita di ciò che chiamiamo Next Generation BT Audio, raggiunge un livello successivo proprio grazie allo standard 5. Parliamo di una durata della batteria prolungata ma anche della copertura di spazi più ampi, senza perdita di qualità; una connessione migliore con un consumo energetico ridotto”.  Nell’ottica di un mondo sempre più collegato a decine di gadget, il BT 5 promette di eliminare anche le ultime schermaglie di interferenze con altri segnali, come quello del Wi-Fi e delle reti mobili LTE, viaggiando sui soliti canali di trasmissione 2.4GHz con il beneficio di uno spettro più pulito e duttile. I primi device compatibili (auricolari ma non solo) arriveranno entro la prima parte del prossimo anno (tra febbraio e giugno), con una piena diffusione a 2017 inoltrato.

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Jaap Haartsen nella Consumer Technology Hall of Fame per l’invenzione del Bluetooth https://www.datamanager.it/2016/11/jaap-haartsen-nella-consumer-technology-hall-of-fame-linvenzione-del-bluetooth/ Fri, 25 Nov 2016 14:52:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=114664 Jaap Haartsen riconosciuto come ‘Padre del Bluetooth’ per aver migliorato l’innovazione Plantronics annuncia che l’esperto dei sistemi wireless, Jaap Haartsen, è stato inserito nella Hall of Fame della prestigiosa Consumer Technology Association’s, Consumer Technology (CT) Hall of Fame, per lo sviluppo della tecnologia Bluetooth e per l’impatto straordinario che ha avuto nella nostra società. Il Bluetooth […]

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Jaap Haartsen riconosciuto come ‘Padre del Bluetooth’ per aver migliorato l’innovazione

Plantronics annuncia che l’esperto dei sistemi wireless, Jaap Haartsen, è stato inserito nella Hall of Fame della prestigiosa Consumer Technology Association’s, Consumer Technology (CT) Hall of Fame, per lo sviluppo della tecnologia Bluetooth e per l’impatto straordinario che ha avuto nella nostra società.

Il Bluetooth è diventato il punto di riferimento globale per la capacità wireless a corto raggio ed è un componente fondamentale della connettività della maggior parte dei dispositivi elettronici in uso oggi. Secondo Frost & Sullivan, i dispositivi abilitati Bluetooth supereranno i tre miliardi entro la fine del 2016 ed entro il 2020  saranno oltre 12 miliardi sul mercato.

“E’ un onore essere inseriti nella Consumer Technology Hall of Fame”, ha dichiarato Jaap Haartsen “Il Bluetooth è stato inizialmente ispirato dagli strumenti di un’orchestra, che suonano note che si ‘incastrano’ tra di loro: è particolarmente gratificante vedere l’evoluzione del Bluetooth, che è diventato oggi una parte integrante della vita di tutti i giorni”.

“A nome di Plantronics, porgiamo a Jaap Haartsen le nostre più vive congratulazioni per questo meritato riconoscimento –  commenta Joe Burton, Presidente & CEO di Plantronics. – L’invenzione del Bluetooth ha innescato una cascata di innovazioni e progressi tecnologici, che hanno toccato le vite di miliardi di persone, cambiando radicalmente il modo di lavorare, di connettersi e di comunicare. Sono molto felice di avere Jaap nel nostro team per esplorare nuove opportunità e per proporre nuovi importanti soluzioni di comunicazione ai nostri clienti.”

Da più di 25 anni, Haartsen è attivo nel settore delle comunicazioni wireless e durante questo periodo ha contribuito a creare il Bluetooth Special Interest Group (SIG), che ha promosso l’adozione di questa tecnologia. Come Presidente dell’Air Protocol Group per le specifiche tecniche, ha giocato un ruolo importante per ottenere l’approvazione in tutto il mondo delle normative per il Bluetooth, che ha aperto la strada al successo di questa tecnologia. Haartsen è attualmente Senior Expert Wireless Systems di Plantronics, dove si occupa di ricerca applicata, in particolare lavorando sui sistemi e sulle tecnologie avanzate per la prossima generazione di prodotti wireless.

Haartsen è stato premiato ufficialmente lo scorso 9 novembre 2016 presso la Rainbow Room di New York. La Consumer Technology Hall Of Fame rende omaggio a coloro che hanno contribuito all’innovazione e hanno posto le fondamenta dei prodotti e dei trend più importanti oggi. Creata nel 2000, la Hall of Fame riconosce i professionisti del mercato: dai business executive agli inventori, ai distributori e rivenditori che impersonano lo spirito di invenzione che alimenta la tecnologia.

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Apple reinventa le cuffie con doppio collegamento https://www.datamanager.it/2016/04/apple-reinventa-le-cuffie-doppio-collegamento/ Fri, 22 Apr 2016 16:59:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99786 Apple ha brevettato delle cuffie con doppio collegamento che permettono di gestire al meglio il passaggio dalla modalità wireless al cavo Le cuffie con doppio collegamento, ovvero quelle dotate sia di jack audio sia di connettività wireless, sono una realtà da tempo ma sono caratterizzate da alcuni piccoli problemi. Quando il dispositivo è connesso tramite […]

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Apple ha brevettato delle cuffie con doppio collegamento che permettono di gestire al meglio il passaggio dalla modalità wireless al cavo

Le cuffie con doppio collegamento, ovvero quelle dotate sia di jack audio sia di connettività wireless, sono una realtà da tempo ma sono caratterizzate da alcuni piccoli problemi. Quando il dispositivo è connesso tramite Bluetooth può capitare che il segnale venga disturbato quando sono presenti più device wireless nelle vicinanze. Inoltre, il passaggio da un collegamento senza fili a uno tramite cavo in molti casi comporta lo stop del brano in riproduzione. Apple ha da poco depositato un brevetto che sembra risolva entrambi i fastidi.

Le cuffie con doppio collegamento brevettate da Apple sono dotate di un numero identificativo assegnato da iOS e di una memoria buffer. Il primo consente a iPhone, iPad e iPod di riconoscere istantaneamente il dispositivo, eliminando così il problema delle interferenze. La seconda, invece, salva momentaneamente i dati audio e permette la riproduzione del brano senza interruzioni quando si passa dalla modalità wireless al cavo e viceversa. Ultimamente Apple ha anche brevettato un nuovo tipo di cuffie che dovrebbero essere collegate direttamente ad iPhone 7. Il prossimo smartphone della Mela non dovrebbe presentare il classico jack audio, che sarà sostituito dal connettore proprietario Lightning. iPhone 7 potrebbe inoltre essere impermeabile e con una innovativa tipologia di display.

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Internet delle Cose: il futuro è assicurato dal Bluetooth https://www.datamanager.it/2016/02/internet-delle-cose-futuro-assicurato-dal-bluetooth/ Fri, 12 Feb 2016 19:30:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=94473 La compagnia che coordina gli sviluppi della piattaforma di comunicazione wireless ha svelato i piani per connettere milioni di dispositivi IoT al mondo Si chiama Bluetooth SIG ed è l’organizzazione che coordina e promuove gli sviluppi della famosa piattaforma di comunicazione mobile senza fili. Il board ha annunciato una serie di attività volte a far […]

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La compagnia che coordina gli sviluppi della piattaforma di comunicazione wireless ha svelato i piani per connettere milioni di dispositivi IoT al mondo

Si chiama Bluetooth SIG ed è l’organizzazione che coordina e promuove gli sviluppi della famosa piattaforma di comunicazione mobile senza fili. Il board ha annunciato una serie di attività volte a far parlare milioni di dispositivi Internet delle Cose al mondo, unificando in questo modo lo scambio di dati e informazioni con lo standard conosciuto. Per questo il team ha rilasciato un kit di sviluppo che permette a ingegneri, makers, hacker e produttori OEM di creare facilmente connessioni con il cloud in un formato che utilizzato largamente da una serie di prodotti diversi: dagli smartphone ai tablet, passando per gli indossabili, autoveicoli e molto altro.

Possibilità illimitate

“Un sacco di persone non conoscono le potenzialità che ci sono dietro il Bluetooth – ha spiegato ai media Martin Woolley, technical programme manager di Bluetooth SIG – sappiamo, ad esempio, che c’è un produttore che è riuscito a sviluppare un chip in grado di comunicare via BT ad una distanza di 450 metri. Questo ci permette di giocare un ruolo determinante nel futuro dell’Internet delle Cose; con un focus sulle case connesse e gli scenari che in essa possono aprirsi”. Uno dei vantaggi chiave del Bluetooth rispetto alla concorrenza riguarda la funzione “meshing”, ovvero la creazione spontanea di reti di comunicazione. Gli oggetti Bluetooth, grazie all’ultima versione dello standard, possono porsi come punti di contatto per estendere il raggio di azione di un hub BT principale, che si trova vicino solo al primo “trasmettitore”. In questo modo si crea una ridondanza della rete che sfrutta gli stessi smartphone e oggetti supportati sia come ricettori che vettori del segnale.

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Fitbit: così può essere hackerato https://www.datamanager.it/2015/10/fitbit-cosi-puo-essere-hackerato/ Fri, 23 Oct 2015 18:30:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86706 Il valore dell’Internet delle Cose è innegabile così come le minacce a cui è sottoposto. Un esempio è l’indossabile dedicato al fitness Quanto tempo passerà prima che i pericoli evidenziati dalle aziende di sicurezza informatica circa le wearable technologies diventino realtà concreta per molti? La storia insegna che l’utenza non è mai così pronta nel voler affrontare […]

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Il valore dell’Internet delle Cose è innegabile così come le minacce a cui è sottoposto. Un esempio è l’indossabile dedicato al fitness

Quanto tempo passerà prima che i pericoli evidenziati dalle aziende di sicurezza informatica circa le wearable technologies diventino realtà concreta per molti? La storia insegna che l’utenza non è mai così pronta nel voler affrontare questioni di security che riguardano oggetti utilizzati con semplicità durante il giorno. La convinzione è sempre quella che disavventure del genere possano capitare solo nei film e comunque in realtà grandi e distanti da quelle vissute quotidianamente. Eppure non è cosi. I ricercatori di Fortinet hanno dimostrato come gli indossabili stiano diventando sempre più terreno di preda per gli hacker, viste le numerose informazioni sensibili di cui si fanno portatori.

Dimostrazione di debolezza

Axelle Apvrille, ricercatore di Fortinet, ha pubblicato un video, mostrato alla conferenza Hack.lu a Lussemburgo, in cui spiega come è possibile hackerare un semplice Fitbit. I risultati di un attacco hacker ad un oggetto tanto semplice quanto prezioso potrebbero essere davvero rilevanti. Uno riguarda la possibilità di manipolare le informazioni mostrate sul display, compreso il numero di passi effettuati durante un arco di tempo. Più che mettere in confusione l’utente reale, una violazione del genere può essere il preludio a danni maggiori, nel caso in cui il Fitbit compromesso venisse connesso ad un computer. In una situazione del genere il tracker potrebbe fungere da ponte per l’ingresso di malware, inviati da un hacker tramite bluetooth all’indossabile e da questi al computer quando attaccato all’ingresso USB. Il problema principale sarebbe proprio nel Bluetooth; Fitbit infatti cripta le comunicazioni tra i dati rilevati e i server dell’azienda, ma non quelle che riguardano la connessione senza fili con smartphone e altri tipi di dispositivi. Un malintenzionato potrebbe dunque agire, quando si trova nel raggio di azione del BT, per infettare il braccialetto e assicurarsi una porta di ingresso in computer e, con tutta probabilità, cellulari e tablet.

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Google scommette sui beacon BLE https://www.datamanager.it/2015/07/google-scommette-sui-beacon-ble/ Fri, 17 Jul 2015 18:30:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81211 La tecnologia che permette ai dispositivi mobili di interagire con il mondo circostante sarà oggetto del futuro di Big G Google ha stretto diversi accordi con i produttori di beacon per sviluppare un nuovo tipo di comunicazione aperta basato sul Bluetooth a basso consumo (BLE). L’obiettivo è digitalizzare sempre di più le città e gli […]

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La tecnologia che permette ai dispositivi mobili di interagire con il mondo circostante sarà oggetto del futuro di Big G

Google ha stretto diversi accordi con i produttori di beacon per sviluppare un nuovo tipo di comunicazione aperta basato sul Bluetooth a basso consumo (BLE). L’obiettivo è digitalizzare sempre di più le città e gli ambienti, fornendo informazioni contestuali a cittadini e turisti. I beacon vengono già ampiamente utilizzati all’interno di luoghi chiusi, come i musei, per consentire a chi è dotato di uno smartphone di vivere al meglio l’esperienza, ricevendo dati aggiuntivi sulla visita.

Più intelligenza…e sicurezza

Quello che vuole realizzare Google è dare ulteriore significato al Bluetooth via Beacon, fornendo servizi utili per un più vasto raggio di utenti. “Stiamo pensando a come espandere il raggio di azione della tecnologia beacon pubblicando un nuovo formato di BLE aperto chiamato Eddystone che ancora nessuno utilizza – si legge sul blog di Google – si tratta di un supporto robusto ed estendibile che supporta diversi livelli e tipi di dispositivi, senza impattare sull’autonomia degli stessi”. Una grande spinta ad Eddystone arriverà anche al rinnovato approccio alla sicurezza, contesto primario quando si tratta di fornire una via di comunicazione aperta alla massa. Per questo Google ha pensato all’opzione Ephemeral Identifers (EIDs) con cui solo gli utenti autorizzati possono codificare i messaggi ricevuti in automatico. Secondo Google sarà utilissima per ritrovare il proprio bagaglio in mezzo a tanti altri o il mazzo di chiavi perse in ufficio. Il beacon associato potrà interfacciarsi solo con il dispositivo personale così da rendere il mondo più intelligente ma anche discreto.

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