editoria – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 11 Jun 2018 14:49:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png editoria – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Facebook assume giornalisti per un suo canale di news https://www.datamanager.it/2018/06/facebook-assume-giornalisti-per-un-suo-canale-di-news/ Mon, 11 Jun 2018 14:49:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149318 Facebook a partire da questa estate lancerà un canale di informazione curato da noti giornalisti sulla piattaforma di streaming Watch Facebook da anni sta cercando di diventare un vero e proprio editore e a piccoli passi ci sta riuscendo. Tutto è iniziato con Instant Articles passando poi per varie iniziative dedicate alla condivisione di news. […]

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Facebook a partire da questa estate lancerà un canale di informazione curato da noti giornalisti sulla piattaforma di streaming Watch

Facebook da anni sta cercando di diventare un vero e proprio editore e a piccoli passi ci sta riuscendo. Tutto è iniziato con Instant Articles passando poi per varie iniziative dedicate alla condivisione di news. Oggi il social network ha dato un’ulteriore accelerata a questa transizione verso il mondo dell’editoria assumendo giornalisti per creare un canale dedicato all’informazione trasmesso sulla piattaforma di streaming Watch, che col passare del tempo diventerà molto più simile a YouTube. Al momento l’iniziativa è limitata agli Stati Uniti ma a breve potrebbe essere estesa anche in altre parti del mondo.

A partire da questa estate personaggi molto conosciuti negli USA come Anderson Cooper della CNN e altri giornalisti di Abc News trasmetteranno in diretta notizie in modo simile ai canali di all news tradizionali. Facebook, che per errore ha reso pubblici 14 milioni di post che avrebbero dovuto essere privati, si occuperà della produzione dei contenuti mentre le singole testate riceveranno una percentuale sui ricavi derivanti dalla raccolta pubblicitaria. Gli obiettivi di questa iniziativa sono principalmente due. Il primo è quello di trattenere gli editori delusi da Instant Articles attraverso la lotta alle fake news e limitando la dispersione degli utenti, che molto spesso traggono le informazioni che gli servono da piattaforme esterne piuttosto variegate. Il secondo è quello di combattere ad armi pari con la concorrenza. Google infatti ha annunciato che lancerà Newcast, un servizio con immagini e video classificate per argomento. L’organizzazione per categorie avviene tramite l’analisi del linguaggio naturale degli utenti. Snapchat invece ha la sua sezione Discovery.

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Google facilita la modalità di abbonamento alle news e investe nel giornalismo di qualità https://www.datamanager.it/2018/03/google-facilita-la-modalita-abbonamento-alle-news-investe-nel-giornalismo-qualita/ Wed, 21 Mar 2018 18:30:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144079 Con “Subscribe with Google” è possibile accedere agli articoli a pagamento di diverse testate online internazionali utilizzando il proprio account Google Google da diverso tempo sta cercando di supportare il mondo dell’editoria nell’ottica della lotta alle fake news e per fornire ai suoi utenti contenuti di qualità. Questa volta l’azienda di Mountain View si è […]

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Con “Subscribe with Google” è possibile accedere agli articoli a pagamento di diverse testate online internazionali utilizzando il proprio account Google

Google da diverso tempo sta cercando di supportare il mondo dell’editoria nell’ottica della lotta alle fake news e per fornire ai suoi utenti contenuti di qualità. Questa volta l’azienda di Mountain View si è concentrata sulla semplificazione delle modalità di abbonamento delle più importanti testate a livello globale. L’iniziativa si chiama “Subscribe with Google” e viene descritta come “il modo più semplice per abbonarsi a un sito di notizie”. L’utente potrà accedere ai contenuti in modalità paywall utilizzando le credenziali del proprio account di Big G, quindi senza dover inserire ulteriori informazioni in fase di registrazione e autenticazione. Il pagamento verrà effettuato tramite la carta di credito già registrata per accedere ai servizi di Google. Non solo, il colosso statunitense farà in modo di dare maggiore visibilità sul proprio motore di ricerca ai contenuti della testata a cui si è abbonati. Tra le aziende che partecipano al progetto “Subscribe with Google” figurano Le Figaro, Le Parisien, Financial Times, New York Times, Washington Post, The Telegraph, La Nación, Corriere della Sera e La Repubblica.

La novità è parte integrante della Google News Initiative, un piano di finanziamento destinato al giornalismo da 300 milioni di dollari suddivisi nei prossimi 3 anni che andrà a inglobare Digital News Initiative. Gli obiettivi di Big G con questa iniziativa sono dare spazio alle news di qualità per combattere la dilagante disinformazione che corre in Rete, fornire strumenti altamente tecnologici al mondo dell’informazione e individuare nuovi modelli di business per sostenere l’editoria oltre alla pubblicità. “Un ottimo motore di ricerca e risultati di YouTube interessanti dipendono da un ecosistema sano di editori che producono ottimi contenuti digitali. Se non crescono gli editori non cresciamo nemmeno noi”, scrive Philipp Schindler, Chief Business Officer di Google, in un post sul blog ufficiale dell’azienda.

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Feltrinelli, la strategia digitale degli user generated content https://www.datamanager.it/2018/03/feltrinelli-la-strategia-digitale-degli-user-generated-content/ Wed, 14 Mar 2018 11:38:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143569 Nome storico dell’editoria italiana, Feltrinelli non ha certo bisogno di troppe presentazioni: coordinato dalla holding Effe 2005-Gruppo Feltrinelli, si tratta di un gruppo che opera su tutta la filiera del libro, dall’editoria al retail, con 120 librerie in Italia, e con il sito di e-commerce. Oggi, nella galassia Feltrinelli le attività digitali pesano non poco: «Le […]

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Nome storico dell’editoria italiana, Feltrinelli non ha certo bisogno di troppe presentazioni: coordinato dalla holding Effe 2005-Gruppo Feltrinelli, si tratta di un gruppo che opera su tutta la filiera del libro, dall’editoria al retail, con 120 librerie in Italia, e con il sito di e-commerce. Oggi, nella galassia Feltrinelli le attività digitali pesano non poco: «Le strategie digitali occupano un posto sempre più rilevante.

Per esempio, con l’acquisizione di IBS, la nota libreria online del gruppo Messaggerie, avvenuta recentemente, Feltrinelli diventerà uno dei gruppi più europei con una maggiore proporzione nell’online, visto che – combinando le attività di IBS con quelle di Feltrinelli.com – l’online sul fatturato totale del Gruppo pesa per circa il 25 per cento» – esordisce Davide Surace, chief digital officer di Effe 2005-Gruppo Feltrinelli. Il riferimento è alla joint venture siglata a gennaio scorso tra Feltrinelli e il gruppo Messaggerie, che ha dato origine a una nuova società nella quale confluiscono le attività di IBS e quelle online di Feltrinelli.

MARKETING DIGITALE IN ANTICIPO

Anche nell’ambito dell’editoria, più o meno tutti gli operatori hanno da tempo fatto entrare prepotentemente il digitale all’interno delle loro strategie di marketing. «Tutti hanno già fatto tutto, potremmo quasi dire. E di certo, anche noi non ci siamo tirati indietro nel corso degli anni, mettendo in campo moltissime iniziative» – conferma Surace, citando esempi – per l’ambito degli shop online – quali le consegne sul punto vendita, il “prenota e ritira”, i contenuti aggiuntivi come i book trailer o le tracce audio per la musica, oppure – per l’ambito dei negozi fisici – i touch point, la digitalizzazione della carta fedeltà e molte altre iniziative che si sono succedute nel tempo. «Sicuramente, siamo stati i primi nel nostro settore a introdurre il “prenota online e ritira in negozio”, oppure a installare nei punti vendita i touch point digitali» – evidenzia Surace, sottolineando che «se in termini di timing siamo stati molto rapidi, nel senso che siamo partiti prima degli altri, oggi a queste iniziative sono arrivati un po’ tutti coloro che operano nel retail».

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PUNTARE SUI CONTENUTI

Pur in questo scenario per così dire classico, «c’è un aspetto che ci contraddistingue rispetto ad altre realtà, anche perché è da sempre nel nostro DNA. È quello di far parlare gli utenti, con la creazione di contenuti di tipo user generated completamente automatizzata nei nostri canali digital». L’idea di Feltrinelli è sempre stata quella di far parlare molto gli utenti, in una modalità «sicuramente differente rispetto ad altri settori come può essere per esempio la moda, dove questo aspetto non è presente nei canali digital, ma lo è in quelli social, soprattutto per volontà autonoma degli utenti che commentano spontaneamente» – fa notare Davide Surace. In sostanza, nel caso di Feltrinelli, nei canali digital è da tempo rilevante «la marketing automation, che a seconda di un’action effettuata da parte dell’utente, prevede determinate attività di creazione suggerite» – continua Surace, facendo l’esempio dell’acquisto di un libro, al quale dopo un mese segue la richiesta di recensione, oppure quella di raccontare la propria esperienza, oppure ancora l’invito a partecipare a progetti per la creazione della Feltrinelli del futuro. «Si tratta di attività di comunicazione bidirezionale che abbiamo instaurato da tempo con tutti i nostri clienti, governate da precise attività di marketing automation, per cui al verificarsi di un’azione viene innescata una comunicazione predefinita per avere poi un “batch” di informazioni centralizzate sul nostro mondo» – sintetizza Surace.


#Marketing La creazione di contenuti generati dagli utenti sui canali digitali ha un impatto positivo sul livello di #engagement e di #loyalty – Davide Surace CDO di @LaFeltrinelli – @ADICO_mkt_sales
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PROGETTO A PIÙ MANI

Più in dettaglio, la volontà di puntare molto sui contenuti generati dagli utenti come potente strumento di marketing digitale è frutto di un progetto partito circa due anni fa, che si è completato nel 2017, attraverso la creazione di un «database centralizzato delle informazioni sui consumatori finali dal quale partono tutte le attività di marketing automation o di marketing clusterizzato nel caso in cui si vogliano effettuare campagne o attività slegate dagli algoritmi già previsti» – spiega Surace, ricordando che «ovviamente, sono anche presenti le diverse comunicazioni legate al programma di fidelizzazione che creano una serie di contenuti interessanti per il consumatore associato al nostro programma loyalty». Per quanto riguarda la realizzazione dell’attività di marketing automation, soprattutto per la parte di big data, il progetto è stato creato da Feltrinelli in collaborazione con Contactlab, la nota società milanese di digital marketing multicanale, «di cui siamo molto soddisfatti» – precisa Surace, spiegando che vi sono anche «altri fornitori un po’ più tattici, cioè che si occupano dei prodotti o delle recensioni, ma poi tutto entra a far parte di un unico contenitore».

RITORNI INTERESSANTI

Parlando di ritorni, Surace non esita a dire che «sono molto positivi, grazie alla nostra differenziazione, che è molto evidente nel caso dei contenuti aggiuntivi che ci distinguono da altri: se quest’anno il mercato del libro online ha avuto un incremento del 22 per cento, noi siamo cresciuti del 40». Non solo: «Anche in termini di direct email marketing, abbiamo avuto ottimi risultati grazie al nostro nuovo sistema che ci consente di valorizzare le comunicazioni che inviamo, cioè SMS, email oppure notifiche push, non solo sugli ambienti digital ma anche nell’ambito offline. In sostanza, se un cliente che ha avuto un nostro messaggio entra in un nostro punto vendita nell’arco dei 15 giorni successivi e fa un acquisto, possiamo capire che quella comunicazione ha avuto una sua efficacia. Rispetto allo scorso anno, questa attività ha portato a un aumento del 40 per cento del volume transato, arrivando a cifre considerevoli per l’ambito offline» – spiega Surace. Ma quello che più conta è il miglioramento della relazione con i consumatori: «Mentre prima sparavamo per così dire lo stesso identico messaggio a tutti, oggi è tutto molto one-to-one. La comunicazione è più personalizzata e legata a chi è davvero il singolo individuo, che in questo modo si sente più vicino al brand a tutti gli effetti» – fa notare Surace.

I “CONTATTABILI”

Del resto, i numeri sui quali si può lavorare con la massima customizzazione sono di tutto rilievo, visto che gli iscritti al programma loyalty della Feltrinelli Card sono attualmente circa 5 milioni. Parlando di loyalty, Surace spiega che «con questi numeri, l’obiettivo principale non è più quello di incrementare il numero degli iscritti al programma, ma quello di aumentare il numero degli iscritti contattabili, che è già aumentato moltissimo e ci sta dando molte soddisfazioni». Se sul numero preciso dei “contattabili” la società mantiene il riserbo, Surace non si tira indietro nel dire che «in passato, sono stati commessi molti errori, anche materiali, soprattutto nel processo di data entry che era affidato all’esterno, mentre oggi con la digitalizzazione abbiamo potuto superare questo tipo di problemi».

VERSO IL FUTURO

Infine, parlando di progetti futuri, c’è un’idea: «Intendiamo far entrare sempre più il digitale nel punto vendita, per proporre anche ai frequentatori dei nostri negozi fisici un’esperienza che sia il più digitale possibile, ma senza correre il rischio di far diventare “troppo digitale” il retail fisico: sembra un gioco di parole, ma in realtà lo scopo che ci siamo prefissi è quello di utilizzare il digitale per far amare di più il punto vendita fisico» – conclude Davide Surace. La sfida è aperta. E sicuramente affascinante.


Investire in conoscenza

ADICO è l’Associazione Italiana per la Direzione commerciale, vendite e marketing. Dal 1964, riunisce i
direttori di queste funzioni, imprenditori, area manager, consulenti per condividere i valori della professione, la crescita professionale, per valorizzare esperienze manageriali e creare relazioni commerciali per la crescita delle aziende. Le attività culturali ADICO prevedono un programma di tavole rotonde, seminari, workshop e incontri conviviali sulla attualità manageriale. Accademia ADICO offre corsi di formazione specialistica per i manager e i loro collaboratori, con docenti di alto profilo. Per informazioni: www.adico.it tel. 02.6704080.

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Firefox porta le storie sponsorizzate dentro i tab https://www.datamanager.it/2018/01/firefox-porta-le-storie-sponsorizzate-dentro-tab/ Wed, 31 Jan 2018 15:06:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139996 All’apertura di una nuova scheda gli utenti vedranno alcune notizie scelte dal team di Mozilla e prelevate direttamente dalle informazioni di Pocket Se uno dei pochi luoghi digitali rimasti in bianco erano le nuove tab dei browser tra un po’ anche queste verranno popolate da vari suggerimenti. Almeno sarà così per Firefox, che tramite la […]

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All’apertura di una nuova scheda gli utenti vedranno alcune notizie scelte dal team di Mozilla e prelevate direttamente dalle informazioni di Pocket

Se uno dei pochi luoghi digitali rimasti in bianco erano le nuove tab dei browser tra un po’ anche queste verranno popolate da vari suggerimenti. Almeno sarà così per Firefox, che tramite la funzione Pocket, mostrerà ai navigatori gli articoli e le storie che più potrebbero essere d’interesse, stando alle ricerche precedenti. No, non si tratta dell’ennesima violazione della privacy ma di una conseguenza voluta dagli utenti stessi.

Pocket for Firefox è infatti un tool con cui salvare contenuti da leggere in un secondo momento, direttamente dalle schede del software di Mozilla. Raccogliendo le informazioni sui post memorizzati, Pocket crea un database di quelli attuali e originali non ancora visualizzati, come storie sponsorizzate da piazzare nella finestra dei raccomandati.

Presto per tutti

“Le storie raccomandate sono il risultato di milioni di contenuti salvati ogni giorno su Pocket – ha scritto Mozilla sul proprio blog – quello che viene presentato dovrebbe rispecchiare gli interessi delle persone, che possono dare un occhio a quello che gli altri, con gli stessi gusti e trend di ricerca, hanno memorizzato per una lettura approfondita”. Il team dell’iniziativa ha spiegato che seppur gran parte del lavoro venga svolto dagli algoritmi, dietro c’è pur sempre un elevato controllo umano, per favorire la qualità ed evitare la diffusione di bufale e fake news, sempre dietro l’angolo.

“Pensiamo di poter creare una piattaforma dove ci sia spazio solo per articoli premium, che rispettino la privacy dei navigatori e mettano il controllo di quello che sta succedendo nelle loro mani, così da poter spegnere o limitare quanto suggerito, per un web più trasparente e user-friendly” – ha concluso la Foundation.

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Giuffrè Holding cede il 100% di Giuffrè Editore a Editions Lefebvre Sarrut https://www.datamanager.it/2017/11/giuffre-holding-cede-100-giuffre-editore-editions-lefebvre-sarrut/ Thu, 02 Nov 2017 17:30:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134328 In un mercato sempre più concentrato, la storica casa editrice italiana, leader nel mercato dell’editoria professionale, entra a fare parte di uno dei principali Gruppi in Europa Giuffrè Holding, società che detiene il totale del pacchetto azionario di Giuffrè Editore, ha ceduto il 100% della storica Casa Editrice italiana a Editions Lefebvre Sarrut (ELS), Gruppo […]

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In un mercato sempre più concentrato, la storica casa editrice italiana, leader nel mercato dell’editoria professionale, entra a fare parte di uno dei principali Gruppi in Europa

Giuffrè Holding, società che detiene il totale del pacchetto azionario di Giuffrè Editore, ha ceduto il 100% della storica Casa Editrice italiana a Editions Lefebvre Sarrut (ELS), Gruppo leader in Europa nell’editoria professionale legale e fiscale.

Con un’esperienza di oltre 80 anni, 140 dipendenti e un fatturato a chiusura dell’esercizio 2016 di circa €50 milioni, Giuffrè Editore si posiziona tra i leader di mercato in Italia nell’editoria professionale, grazie a un modello di business innovativo che punta sull’integrazione tra l’editoria tradizionale e le nuove funzionalità garantite dall’uso di software e strumenti digitali.

Antonio Giuffrè, nipote del fondatore, dal 2005 alla guida della casa editrice italiana, mantiene la carica di Direttore Generale, con l’obiettivo di consolidare la crescita e di portare avanti la strategia di digitalizzazione dell’offerta editoriale.

Editions Lefebvre Sarrut è un Gruppo europeo nato nel 1999 dalla fusione tra Editions Francis Lefebvre et Editions Législatives. Da allora il Gruppo è cresciuto sia per linee interne, grazie a un deciso orientamento verso l’innovazione, sia per linee esterne, attraverso l’acquisizione di importanti player di mercato in Europa, consolidando la propria posizione.

ELS è presente sul mercato italiano dal 1991 con la joint venture “Memento”, con la quale ha sviluppato un concetto editoriale originale, unico nel settore, che si è affermato nel mercato dell’editoria professionale giuridica e fiscale. Con questa operazione ELS amplia il suo catalogo e rafforza la posizione di leadership nell’editoria professionale in Italia, un mercato da 550 milioni di Euro, specializzato nelle aree giuridica e fiscale, che coprono il 75% dei volumi d’affari, molto concentrato, con elevate barriere all’ingresso e con una decisa spinta all’innovazione e alla digitalizzazione.

“Questa acquisizione è un’unione vincente. Condividiamo valori e visione sul futuro dell’editoria professionale. La nostra storia, la qualità editoriale che da sempre ci distingue e la capillarità della rete distributiva di Giuffrè in Italia, unita alle competenze manageriali e all’esperienza internazionale di ELS, ci permetteranno di crescere ancora di più nel mercato italiano”, ha commentato Giuseppe Giuffrè, Presidente di Giuffrè Holding, che ha anche guidato, alla scomparsa del padre e con la collaborazione del fratello Gaetano, la casa editrice milanese dal 1964 al 2005.

In un mercato sempre più concentrato e specializzato, negli ultimi anni abbiamo investito molto sull’innovazione. Questa strategia si è rivelata vincente, con un fatturato che quest’anno cresce del 3%, con oltre il 65% del volume d’affari che deriva dall’area digital e con una crescita dell’utile a doppia cifra. Sono fiero di dare continuità a Giuffrè Editore e gestire il passaggio da azienda familiare a grande Gruppo europeo”, ha commentato Antonio Giuffrè, dal 2005 alla guida della Casa Editrice.

Dominique Illien, amministratore delegato del Gruppo ELS, ha salutato l’ingresso di Giuffrè Editore dichiarando, “Benvenuto in ELS ad Antonio Giuffrè e al suo team. Giuffrè Editore è indubbiamente un punto di riferimento nel mercato editoriale professionale legale italiano. L’unione delle nostre competenze garantirà ai nostri clienti le migliori soluzioni possibili per ottimizzare le proprie attività professionali”.

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Medium: adesso i blog possono monetizzare https://www.datamanager.it/2017/10/medium-adesso-blog-possono-monetizzare/ Thu, 12 Oct 2017 18:00:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132673 Dopo anni di accesso gratuito ora la piattaforma allarga la sua strategia di paywall, accettando le proposte degli iscritti Era prevedibile una mossa del genere prima o poi. Medium, la piattaforma che ospita migliaia di blog indipendenti, ha esteso il suo programma di partnership, per permettere a chiunque di entrare a far parte del meccanismo […]

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Dopo anni di accesso gratuito ora la piattaforma allarga la sua strategia di paywall, accettando le proposte degli iscritti

Era prevedibile una mossa del genere prima o poi. Medium, la piattaforma che ospita migliaia di blog indipendenti, ha esteso il suo programma di partnership, per permettere a chiunque di entrare a far parte del meccanismo interno di paywall. Per accedere basta cliccare su questo link e sottomettere la propria proposta di blog, ovviamente già aperto sul client. In questo modo, parte dei 5 dollari che gli utenti paganti versano a Medium ogni mese, andranno a riempire il borsellino degli scrittori, oltre a consentire di leggere tutte le notizie pubblicate e gli audiolibri caricati online. Il sistema gode di una trasparenza estrema, tanto che ogni abbonato può scegliere quanto versare al singolo autore, in base al credito rimanente sul suo account.

Come un editore

In un certo senso, è come se Medium fosse diventato un vero e proprio editore, appartenente però già al futuro, in cui la qualità paga più della quantità. Ma quanto si può guadagnare dai propri articoli? Stando a TechCrunch, la media nel mese di settembre per ogni autore è stata di circa 93 dollari, con picchi, per un singolo post, arrivati a oltre 2.000 dollari. Non è poi molto, almeno secondo gli standard internazionali, ma per un brand che si è costruito un’ampia base di utenti e che da poco ha esteso il suo Partner Program si tratta di un inizio più che soddisfacente. Bisognerà capire quanto la scelta di ampliare la platea possa pagare in futuro. Al momento Medium è il solo big name che offre un’opportunità di remunerazione per gli iscritti, con un canone peraltro concorrenziale, a fronte di ciò che si può trovare nel suo archivio.

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Google sostiene l’editoria con nuovi strumenti https://www.datamanager.it/2017/10/google-sostiene-leditoria-nuovi-strumenti/ Mon, 02 Oct 2017 10:57:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132032 Google si impegna con gli editori per aiutarli nell’aumentare il numero di abbonamenti Il mondo dell’editoria ha ormai compreso che l’informazione passa innanzitutto dal web e che la pubblicità da sola non basta a sostenere il modello economico di questo settore. Fortunatamente per il mondo delle news, Google ha deciso di tendergli la mano realizzando […]

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Google si impegna con gli editori per aiutarli nell’aumentare il numero di abbonamenti

Il mondo dell’editoria ha ormai compreso che l’informazione passa innanzitutto dal web e che la pubblicità da sola non basta a sostenere il modello economico di questo settore. Fortunatamente per il mondo delle news, Google ha deciso di tendergli la mano realizzando nuovi strumenti che consentiranno alle testate di aumentare il numero di abbonati. “Le persone usano Google per cercare contenuti di qualità e il nostro lavoro è aiutarli a trovarli”, afferma Richard Gingras, direttore della sezione news e social di Big G. Il colosso di Mountain View comunque già da tempo ha allestito diverse iniziative per sostenere il giornalismo per mettere fine a qualche scaramuccia sulla suddivisione dei ricavi pubblicitari.

Google, che è tornato a essere il motore di ricerca predefinito per Siri, ha pensato a due soluzioni per le testate che vorranno aderire al suo progetto. Il primo strumento permette ai giornali a pagamento di presentare una prova gratuita molto simile al paywall. Gli editori potranno scegliere in autonomia quanti articoli rendere visibili a costo zero prima di richiedere l’abbonamento. Google poi offre la possibilità di usufruire di nuovi sistemi di profilazione per individuare il lettore ideale. Big G mette a disposizione il suo sistema di pagamento per facilitare l’operazione di abbonamento e l’accesso completo ai dati degli utenti. Inoltre, all’interno di Google Search e News verranno messi in evidenza gli articoli della testata a cui l’utente è abbonato.

Questa operazione da parte di Google non è ovviamente beneficenza. L’azienda di Mountain View, così come molte realtà del web, è stata accusata di favorire la diffusione di notizie false e bufale. Il sostegno all’editoria permetterà di migliorare l’accesso a un’informazione verificata e autorevole. Anche Facebook, ad esempio, ha introdotto nuovi strumenti per il giornalismo allo stesso scopo.

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Facebook: si avvicinano le news a pagamento https://www.datamanager.it/2017/09/facebook-si-avvicinano-le-news-pagamento/ Thu, 28 Sep 2017 10:16:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131853 Facebook conferma che l’anno prossimo partiranno i test per accedere a pagamento alle notizie con varie modalità Facebook è diventata tra le fonti primarie da cui gli utenti traggono informazioni e notizie. Lo stesso Google è stato superato dai social network per quanto riguarda questa attività. Lo scandalo fake news ha un po’ minato la […]

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Facebook conferma che l’anno prossimo partiranno i test per accedere a pagamento alle notizie con varie modalità

Facebook è diventata tra le fonti primarie da cui gli utenti traggono informazioni e notizie. Lo stesso Google è stato superato dai social network per quanto riguarda questa attività. Lo scandalo fake news ha un po’ minato la credibilità della piattaforma agli occhi del mondo e per questo da tempo si parla dell’introduzione delle news a pagamento per garantire un’informazione certa e verificata. Ieri durante un incontro a Milano l’azienda di Menlo Park ha confermato che la sperimentazione di questa funzione partirà entro la fine dell’anno.

“Le persone vogliono informazione di qualità e credibile sulla nostra piattaforma”, ha spiegato Alex Hardiman, direttore della sezione news di Facebook ed ex dipendente del New York Times per un decennio. Facebook sta trattando con 10 partner editoriali di grande prestigio in Europa e Stati Uniti per questo progetto. Hardiman ha inoltre confermato che potrebbero essere coinvolte anche realtà italiane. Il social network adotterà il formato Instant Articles e proporrà due modalità di accesso alle notizie. Con il paywall gli utenti potranno leggere un determinato numero di articoli prima di dover sottoscrivere l’abbonamento. La modalità freemium invece consentirà agli editori di decidere cosa proporre gratis e cosa a pagamento. Il flusso di denaro non verrà gestito attraverso Facebook e tutti i ricavi finiranno ai partner, che potranno decidere i prezzi e le modalità per le transazioni.

Le news a pagamento consentiranno a Facebook di ottenere un doppio risultato anche senza un importante ritorno economico. Innanzitutto verrà garantita un’informazione corretta ma soprattutto si metteranno a tacere le lamentele degli editori circa i guadagni a loro corrisposti dal social network. Nel frattempo Facebook desidera ampliare i suoi sforzi nella lotta alle bufale anche in Italia ed è alla ricerca di un partner che verifichi le notizie. Gli articoli certificati avranno accanto al titolo il logo della testa e saranno accompagnati da contenuti correlati che offriranno punti di vista diversi per garantire la pluralità dell’informazione.

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Facebook conferma le notizie a pagamento https://www.datamanager.it/2017/07/facebook-conferma-le-notizie-pagamento/ Thu, 20 Jul 2017 12:36:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129092 Facebook inserirà un modello di paywall all’interno di Instant Articles per sostenere gli editori Facebook è probabilmente il più importante aggregatore di notizie insieme a Google e per gli editori è certamente un’opportunità ma a quanto pare anche un limite, almeno fino ad oggi. Il social network ha avviato un progetto chiamato Journalism Project per […]

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Facebook inserirà un modello di paywall all’interno di Instant Articles per sostenere gli editori

Facebook è probabilmente il più importante aggregatore di notizie insieme a Google e per gli editori è certamente un’opportunità ma a quanto pare anche un limite, almeno fino ad oggi. Il social network ha avviato un progetto chiamato Journalism Project per favorire i rapporti con i media ma nonostante ciò diversi importanti quotidiani hanno chiesto al Governo statunitense una legge che gli imponga una più equa ripartizione dei ricavi pubblicitari. Da qualche tempo si vocifera che l’azienda di Menlo Park voglia fermare le polemiche con un sistema di pagamento di notizie e oggi è arrivata la conferma che la nuova funzione è già nei suoi programmi.

Durante il Digital Publishing Innovation Summit di New York l’ex giornalista della CNN e ora responsabile per le nuove partnership di Facebook, Campbell Brown, ha annunciato che il social network avvierà i primi test per il paywall delle notizie a partire da ottobre. Il sistema sarà probabilmente inserito all’interno di Instant Articles, la piattaforma che velocizza la lettura e pubblicazione degli articoli direttamente all’interno del social network. Il servizio fino ad oggi si è dimostrato molto utile per gli editori ma poco remunerativo, tanto che diversi importanti quotidiani hanno deciso di abbandonarlo momentaneamente. Facebook pare sia intenzionata a proporre un modello in cui successivamente alla lettura di 10 articoli verrà proposto all’utente di abbonarsi alla testata. Non è al momento ancora stato chiarito quale sarà la percentuale richiesta dal social network per questa operazione. “Una delle cose che gli editori di giornali digitali ci hanno chiesto è di attivare un paywall in Facebook. Lo stiamo facendo”, ha dichiarato la Brown.

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La stampa USA contro Facebook e Google: “Sono un monopolio” https://www.datamanager.it/2017/07/la-stampa-usa-facebook-google-un-monopolio/ Tue, 11 Jul 2017 16:59:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128423 L’associazione che raccoglie oltre 2mila quotidiani chiede una legge che imponga a Google e Facebook una più equa distribuzione dei ricavi pubblicitari Il potere di Facebook e Google nell’ambito dell’informazione è talmente lampante che le due piattaforme sono state accusate di aver influenzato le elezioni statunitensi consentendo la condivisione di fake news e bufale da […]

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L’associazione che raccoglie oltre 2mila quotidiani chiede una legge che imponga a Google e Facebook una più equa distribuzione dei ricavi pubblicitari

Il potere di Facebook e Google nell’ambito dell’informazione è talmente lampante che le due piattaforme sono state accusate di aver influenzato le elezioni statunitensi consentendo la condivisione di fake news e bufale da entrambi gli schieramenti. La stampa statunitense però non ci sta a perdere il suo ruolo e ha presentato al Congresso un documento per chiedere una legge che fermi l’utilizzo gratuito dei loro articoli da parte delle due multinazionali.

La proposta è partita dalla News Media Alliance (Nma), un’associazione che rappresenta oltre 2mila quotidiani americani tra cui il New York Times e il Washington Post. Nel documento si chiede una migliore ridistribuzione dei guadagni derivanti dalla pubblicità online. La Nma infatti sottolinea che insieme Google e Facebook detengono il 60% delle quote di questo mercato negli USA e il 50% a livello globale. Sulla carta stampata invece la raccolta pubblicitaria ha perso quasi il 75% rispetto al 2007. Le nuove policy dettate da Facebook per Instant Articles non bastano a soddisfare gli editori che chiedono la creazione di un modello di business basato sul paywall realizzato in collaborazione con il social network e Google. Poco tempo fa si vociferava che l‘azienda di Menlo Park stesse lavorando ad un progetto di questo tipo ma al momento non sono arrivate ulteriori conferme sull’argomento.

La Nma inoltre esige una maggiore condivisione dei dati raccolti attraverso i propri articoli e maggiore visibilità al proprio marchio. La stampa lamenta che Facebook e Google non garantiscono un collegamento diretto tra l’utente e il quotidiano ma soprattutto chiedono maggiore chiarezza su chi sia a creare i contenuti. Stando a una ricerca quasi il 10% degli americani è infatti convinto che un articolo condiviso su Facebook sia stato realizzato direttamente dal social network.

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