Garante della Privacy – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 10 Oct 2018 08:49:09 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Garante della Privacy – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Facebook e Cambridge Analytica: per i Garanti Ue chiedere scusa non basta https://www.datamanager.it/2018/04/facebook-e-cambridge-analytica-per-i-garanti-ue-chiedere-scusa-non-basta/ Wed, 11 Apr 2018 17:30:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145518 L’associazione dei Garanti della privacy Ue (WP29) ritiene che le scuse di Facebook non siano sufficienti e per questo ha istituito un gruppo di lavoro per determinare una strategia a lungo termine Ieri il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, si è assunto la responsabilità dello scandalo Cambridge Analytica davanti al Congresso USA e ha confermato […]

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L’associazione dei Garanti della privacy Ue (WP29) ritiene che le scuse di Facebook non siano sufficienti e per questo ha istituito un gruppo di lavoro per determinare una strategia a lungo termine

Ieri il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, si è assunto la responsabilità dello scandalo Cambridge Analytica davanti al Congresso USA e ha confermato il blocco per altre aziende coinvolte nella raccolta illecita di dati come CubeYou e AggregateIQ. Secondo i Garanti della privacy europei riuniti nella WP29 nei propri uffici di Bruxelles chiedere scusa “non è abbastanza”. Le autorità hanno quindi deciso di accogliere l’appello del collega italiano, Antonello Soro, per fondare un “Social Media Working Group” per imporre regole più stringenti ai social network in vista dell’entrata in vigore del nuovo regolamento sulla protezione dei dati il 25 maggio.

“Mentre Cambridge Analytica e Facebook sono in cima a tutti i nostri pensieri, dobbiamo estendere la nostra rete e pensare a lungo termine, per questo creiamo il gruppo Social Media. – ha detto Andrea Jelinek, presidente del WP29 – Quello che vediamo oggi è probabilmente solo un esempio di una pratica più ampia di raccolta di dati personali dai social media per motivi economici o politici”. “Dobbiamo ripulire i social network da tutta la sporcizia, devo essere diretta su questo” ha sottolineato la commissaria Ue alla Giustizia Vera Jourova. Bruxelles chiede a Facebook e altre piattaforme online di rispettare le regole dell’unione sulla privacy e di lavorare in tandem con l’autorità per eliminare contenuti che istigano all’odio, terrorismo, pedopornografia ed estremismo. La Jourova non esclude che possano essere intraprese azioni illegali in caso il social network, che ha anche spento centinaia di account fabbricatori di troll, non rispetti le sue direttive.

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Il Garante indaga sullo scambio di dati da WhatsApp a Facebook https://www.datamanager.it/2016/09/garante-indaga-sullo-scambio-dati-whatsapp-facebook/ Wed, 28 Sep 2016 14:50:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=110056 Il Garante vuole garanzie sulla correttezza dello scambio di dati tra WhatsApp e Facebook permesso dall’ultimo aggiornamento delle policy Ad agosto WhatsApp ha modificato le proprie policy consentendo lo scambio di dati con Facebook. ”WhatsApp potrebbe offrire il marketing per i Servizi di Facebook, società di cui fa ora parte”, si legge nel nuovo regolamento. La […]

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Il Garante vuole garanzie sulla correttezza dello scambio di dati tra WhatsApp e Facebook permesso dall’ultimo aggiornamento delle policy

Ad agosto WhatsApp ha modificato le proprie policy consentendo lo scambio di dati con Facebook. ”WhatsApp potrebbe offrire il marketing per i Servizi di Facebook, società di cui fa ora parte”, si legge nel nuovo regolamento. La cosa ha scatenato una certa polemica tra gli utenti e ha attirato l’attenzione anche del Garante della Privacy. L’autorità ha quindi avviato un’istruttoria per valutare se le direttive siano conformi alle norme che regolano la protezione dei dati personali.

Nello specifico l’indagine è finalizzata a conoscere quali dati verranno condivisi con Facebook ma soprattutto con quale modalità verrà richiesto il consenso degli utenti all’operazione. Il Garante ha infatti sottolineato che il cliente può revocare il consenso o opporsi al trasferimento solo per un arco di tempo limitato. “La nuova privacy policy adottata da Facebook e WhatsApp pone serie preoccupazioni dal punto di vista della protezione dei dati personali. – ha dichiarato all’Ansa Antonello Soro, presidente dell’autorità a protezione della privacy – Il flusso massiccio di dati non riguarda solo gli utenti di Facebook o WhatsApp ma si estende anche a chi non è iscritto a nessuno dei due servizi, i cui dati vengono comunicati per il semplice fatto di trovarsi in una rubrica telefonica di un utente di WhatsApp”.

Anche altri Garanti europei si sono interessati alla questione. In Germania l’autorità a tutela della privacy presieduta da Johannes Caspar ha imposto a Facebook la cancellazione di qualunque dato riguardante i 35 milioni di utenti tedeschi di WhatsApp, che nel frattempo ha inserito le “menzioni” all’interno della chat. In quell’occasione il Garante aveva sottolineato che spetta agli utenti decidere se vogliono o meno legare il proprio account Facebook all’app di messaggistica.

Sia Facebook che WhatsApp si sono dimostrate disponibili al colloquio con il Garante e tramite i rispettivi portavoce hanno sottolineato che i loro servizi sono conformi alla legge sulla protezione dei dati dell’Unione Europea. In ogni caso, chi volesse evitare che i propri dati finiscano nelle mani del social network di Menlo Park dovrà semplicemente eliminare la spunta su “Condividi le informazioni del mio account” nelle impostazioni dell’app.

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Change.org sotto indagine per il trattamento dei dati https://www.datamanager.it/2016/07/change-org-indagine-trattamento-dei-dati/ Thu, 28 Jul 2016 13:45:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=107006 Il Garante della privacy ha aperto un’indagine su come Change.org raccoglie e protegge i dati dei firmatari e promotori delle petizioni online Change.org è una delle piattaforme di petizioni online più importanti a livello globale. Solo in Italia il portale conta oltre 5 milioni di utenti e ogni giorno vengono caricate richieste a governi e istituzioni […]

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Il Garante della privacy ha aperto un’indagine su come Change.org raccoglie e protegge i dati dei firmatari e promotori delle petizioni online

Change.org è una delle piattaforme di petizioni online più importanti a livello globale. Solo in Italia il portale conta oltre 5 milioni di utenti e ogni giorno vengono caricate richieste a governi e istituzioni in ambito sociale e politico. Il Garante della privacy vuole però conoscere quale sia il trattamento dei dati degli utenti previsti dal servizio e gli ha quindi recapitato un’istruttoria in cui elenca gli ambiti dove desidera ricevere chiarimenti.

Nello specifico il Garante vuole capire come viene tutelata la privacy dei firmatari delle petizioni e come vengono informati sulle regole riguardo la protezione dei dati personali. L’autorità inoltre ha chiesto il numero effettivo degli utenti italiani e dove sono situati i server che ne immagazzinano i dati e quali misure di sicurezza sono previste per la loro protezione.

Change.org ha immediatamente risposto al Garante tramite una dichiarazione a L’Espresso e si dice pronta a collaborare con l’autorità per la privacy. “Operiamo in maniera pulita. – ha dichiarato l’organizzazione – Non c’è nessun gioco sporco dietro a quello che facciamo. Anche se sappiamo bene che purtroppo il fango fa sempre più clamore, voglio sperare che ci siano ancora tante persone che vogliano ascoltare i fatti, prima di giudicare. Nessuno, per aver firmato una petizione su Change.org, ha poi ricevuto una email commerciale. C’è chi lo permette, noi non lo permettiamo”.

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La Regione Puglia sceglie Exprivia per la gestione dei dati sanitari https://www.datamanager.it/2016/05/la-regione-puglia-sceglie-exprivia-la-gestione-dei-dati-sanitari/ Thu, 19 May 2016 06:40:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101556 ePrivacy permette di gestire i consensi dei pazienti mediante un’unica piattaforma sia per il Dossier che per il Fascicolo Sanitario Elettronico La Regione Puglia, conformandosi alle linee guida emanate dal Garante della Privacy in tema di protezione dei dati personali in ambito sanitario, ha adottato la soluzione ePrivacy realizzata da Exprivia, volta alla gestione del […]

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ePrivacy permette di gestire i consensi dei pazienti mediante un’unica piattaforma sia per il Dossier che per il Fascicolo Sanitario Elettronico

La Regione Puglia, conformandosi alle linee guida emanate dal Garante della Privacy in tema di protezione dei dati personali in ambito sanitario, ha adottato la soluzione ePrivacy realizzata da Exprivia, volta alla gestione del consenso informato.

ePrivacy è il primo sistema in Italia che permette di organizzare i dati sensibili dei pazienti – raccolti anche mediante gli strumenti più avanzati come la firma grafometrica – sia nell’ambito dei Dossier Sanitari Elettronici gestiti dalle singole strutture visitate dal paziente, sia all’interno del Fascicolo Sanitario Elettronico gestito a livello di Asl o di Regione. Nello specifico, il modulo avviato dall’ente Regione Puglia è denominato “Gestione Privacy Edotto” (GPE), in quanto è integrato con il Sistema Informativo Edotto e gode della stessa interfaccia grafica, consentendo l’interazione con tutte le applicazioni presenti nel Sistema stesso.

La soluzione ePrivacy di Exprivia gestisce l’acquisizione del consenso generale e del consenso alla costituzione del FSE – Fascicolo Sanitario Elettronico, oltre che il consenso all’alimentazione sia del Fascicolo che del Dossier Sanitario, in maniera tale da favorire l’accesso alla documentazione clinica del paziente contenuta in essi e prodotta dai vari applicativi del sistema informativo.

ePrivacy è stato realizzato da Exprivia Healthcare IT, società del Gruppo Exprivia specializzata in tecnologia informatica per il mercato sanitario e della pubblica amministrazione locale, e per la prima volta in Italia è stato avviato dall’Azienda ULSS 1 di Belluno all’interno delle strutture sanitarie aziendali, per la gestione dei dati sensibili dei 126.000 mila utenti residenti nell’area.

«L’avvio in esercizio del nuovo prodotto ePrivacy – commenta Francesco Guindani, Direttore Commerciale di Exprivia Healthcare IT – conferma la capacità di Exprivia di proporre soluzioni innovative per risolvere le esigenze specifiche del mercato Healthcare, che in questo momento manifesta grande attenzione per i temi della Privacy nel quadro di una amministrazione della sanità snella e al contempo efficiente».

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Garante della Privacy chiede a Facebook maggiore trasparenza https://www.datamanager.it/2016/04/garante-della-privacy-chiede-facebook-maggiore-trasparenza/ Thu, 28 Apr 2016 12:54:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=100149 Il Garante della Privacy impone a Facebook di comunicare tutti i dati dell’utente presenti nella piattaforma, compresi quelli su falsi profili Il Garante della Privacy torna a chiedere a Facebook maggiore trasparenza in merito ai dati degli utenti. L’autorità ritiene di poter intervenire direttamente negli affari del social network in Italia sulla base di due […]

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Il Garante della Privacy impone a Facebook di comunicare tutti i dati dell’utente presenti nella piattaforma, compresi quelli su falsi profili

Il Garante della Privacy torna a chiedere a Facebook maggiore trasparenza in merito ai dati degli utenti. L’autorità ritiene di poter intervenire direttamente negli affari del social network in Italia sulla base di due diverse sentenze emesse dalla Corte di Giustizia Ue e chiede che vengano comunicati agli iscritti tutti i dati che lo riguardano. In particolare, l’utente deve essere a conoscenza di quelle informazioni utilizzate dai falsi profili come dati anagrafici, foto e post. Facebook, che ha raggiunto risultati finanziari straordinari nel primo trimestre fiscale del 2016, dovrà inoltre bloccare i fake profile per permettere eventuali indagini della magistratura. Il Garante della Privacy afferma nella sua newsletter che Facebook dovrà fornire “in modo chiaro e comprensibile, informazioni anche sulle finalità, le modalità e la logica del trattamento dei dati, i soggetti cui sono stati comunicati o che possano venirne a conoscenza”.

La questione è nata quando un iscritto al social network ha lamentato “minacce, tentativi di estorsione, sostituzione di persona da parte di un altro utente”. Quest’ultimo avrebbe inizialmente intrattenuto con lui una corrispondenza confidenziale dopo averne ottenuto l’amicizia ma poi ha iniziato a seguire un comportamento illecito, sfociato nella creazione di un falso profilo con “fotomontaggi di fotografie e video gravemente lesivi dell’onore e del decoro oltre che della sua immagine pubblica e privata”. L’utente ha quindi chiesto a Facebook la cancellazione del fake profile e di conoscere tutti i dati che lo riguardavano. Non avendo ottenuto una risposta soddisfacente si è quindi rivolto al Garante.

“L’Autorità non ha invece ritenuto opportuno ordinare alla società la cancellazione delle informazioni,  – si legge ancora nella nota – poiché esse potrebbero essere valutabili in sede di accertamento di possibili reati. Ha di conseguenza imposto all’azienda di Menlo Park di non effettuare alcun ulteriore trattamento dei dati del ricorrente e di conservare quelli finora trattati ai fini della eventuale acquisizione da parte dell’autorità giudiziaria”.

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I consigli di Facebook per proteggere la privacy https://www.datamanager.it/2015/11/i-consigli-di-facebook-per-proteggere-la-privacy/ Thu, 12 Nov 2015 13:51:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=88358 Facebook lancia “Vivere in un mondo connesso” per sensibilizzare gli italiani ad una gestione sicura e consapevole dei propri dati personali online E’ partito il progetto “Vivere in un mondo connesso“, sito informativo promosso da Facebook, ma separato dal social network, dedicato alla tutela dei dati personali su Internet e nella vita di tutti i giorni. […]

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Facebook lancia “Vivere in un mondo connesso” per sensibilizzare gli italiani ad una gestione sicura e consapevole dei propri dati personali online

E’ partito il progetto “Vivere in un mondo connesso“, sito informativo promosso da Facebook, ma separato dal social network, dedicato alla tutela dei dati personali su Internet e nella vita di tutti i giorni. Il sito, i cui contenuti sono stati elaborati tenendo conto delle indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali, è corredato anche da uno strumento di autovalutazione delle competenze in materia di privacy online sviluppato da Unione Nazionale Consumatori.

L’iniziativa fa parte di un progetto sviluppato su scala europea, tanto che proprio oggi il sito viene lanciato anche in Francia. Il progetto è stato sviluppato anche in Germania e Austria, con riferimenti e collegamenti ai siti delle Autorità di protezione dati locali.

Il sito è suddiviso in 3 sezioni “consapevolezza”, “controllo” e “protezione”:

– La sezione “consapevolezza” fornisce semplici e chiare indicazioni agli utenti sul tipo di dati che generalmente rilasciano nell’ambito delle loro attività quotidiane, come navigare online, effettuare il check-in in un albergo o un acquisto con carta di credito, o sottoscrivere una carta fedeltà in un negozio. Nella sezione sono forniti anche consigli utili per decidere se e con quali garanzie condividere i propri dati personali, in particolare attraverso i social network.

– Se il primo passo è quello di essere consapevoli dei dati personali condivisi attraverso le proprie attività quotidiane, il secondo è certamente quello di conoscere gli strumenti per decidere quali dati condividere, quando, e con chi. E’ l’obiettivo della sezione “controllo”, che si concentra in particolare sui vari strumenti a disposizione dell’utente e del consumatore per esercitare, appunto, un maggiore controllo sui propri dati e scoprire perché così tante aziende chiedono di poterli utilizzare.

– La sezione “protezione” è rivolta a tutte le persone che desiderano avere ulteriori informazioni o hanno bisogno di chiedere aiuto per tutelare la loro privacy. La prima parte offre quindi un contributo estremamente dettagliato, sviluppato in collaborazione proprio con il Garante per la protezione dei dati personali, con consigli e indicazioni utili per utenti e consumatori italiani.

– Il sito si conclude con le risorse messe a disposizione dall’Unione Nazionale Consumatori. In un’ottica di partnership, infatti, Unione Nazionale Consumatori ha sviluppato uno specifico e semplice strumento di autovalutazione in materia di privacy online, accessibile dalla sezione “protezione” del sito. Il quiz, realizzato in collaborazione con Facebook, consentirà ai consumatori di valutare le proprie competenze su questi temi e di approfondirle attraverso le risorse messe a disposizione sul sito “Vivere in un mondo connesso”.

Chiunque potrà accedere a “Vivere in un mondo connesso” anche se non è iscritto a Facebook.

“Abbiamo ritenuto interessante questa iniziativa di Facebook, lanciata anche in Germania e Austria e oggi in Francia, perché consente di raggiungere in maniera diretta gli utenti dei social network affinché prestino sempre maggiore attenzione alla tutela della propria privacy in rete” – sottolinea Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali. “Le pagine del nuovo sito hanno l’obiettivo di sensibilizzare gli iscritti a Facebook, ma non solo quelli, ad un uso consapevole dei social network e degli altri strumenti offerti dalle nuove tecnologie. E forniscono inoltre indicazioni indispensabili per conoscere quali sono i diritti riconosciuti sul web, le forme di tutela in caso di violazione della propria privacy”.

“In una società sempre più digitalizzata, una corretta informazione su temi come sicurezza on-line e trattamento dei dati personali è fondamentale” – dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori. “Proprio per raggiungere questo obiettivo abbiamo voluto realizzare, insieme a Facebook Italia, un semplice e veloce quiz per scoprire il grado di consapevolezza dei consumatori su questi temi e al contempo fornire loro gli strumenti per tutelare la privacy. Al termine del quiz il consumatore potrà scoprire il proprio profilo e condividere il quiz su Facebook: sarà ‘attento’ chi sa come mantenere il controllo delle informazioni che condivide quando naviga in Internet, ‘istintivo’ sarà invece il profilo di chi si fa travolgere dall’euforia del condividere online senza prestare molta attenzione ai propri dati, ‘inconsapevole’ sarà l’utente completamente all’oscuro del fatto che quando naviga online condivide i propri dati personali ed è necessario che faccia più attenzione”.

“Siamo orgogliosi di questa iniziativa, sviluppata in collaborazione con il Garante per la protezione dei dati personali e Unione Nazionale Consumatori” – dichiara Laura Bononcini, Responsabile delle Relazioni Istituzionali di Facebook Italia – “Si tratta di un chiaro esempio della volontà di Facebook di lavorare con esperti e istituzioni locali per sviluppare contenuti e strumenti che possano essere rilevanti per il pubblico italiano.  La tutela della privacy e della sicurezza sono certamente una assoluta priorità per Facebook in Italia e nel mondo.  Altra caratteristica rilevante di “Vivere in un mondo connesso” è quella di andare ben oltre la nostra piattaforma, fornendo informazioni e strumenti che rendano i consumatori italiani consapevoli dei dati che condividono nell’ambito delle loro attività quotidiane online e offline, capendo come controllarle e come proteggere la propria privacy”.

Lo strumento online sviluppato da UNC, inoltre, permette in maniera semplice, alle persone di testare le proprie competenze, per poi approfondire nelle 3 sessioni dedicate singoli aspetti sui quali si sentono meno sicuri.

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Vietato spiare le conversazioni Skype dei dipendenti https://www.datamanager.it/2015/09/vietato-spiare-le-conversazioni-skype-dei-dipendenti/ Tue, 29 Sep 2015 13:40:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84615 Secondo il Garante della privacy le conversazioni su Skype non possono essere utilizzate dal datore di lavoro per motivare il licenziamento Il Garante della privacy ha stabilito che le conversazioni su Skype non possono essere utilizzate come motivo per il licenziamento e che queste non possono essere monitorate dal datore di lavoro senza previo avvertimento […]

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Secondo il Garante della privacy le conversazioni su Skype non possono essere utilizzate dal datore di lavoro per motivare il licenziamento

Il Garante della privacy ha stabilito che le conversazioni su Skype non possono essere utilizzate come motivo per il licenziamento e che queste non possono essere monitorate dal datore di lavoro senza previo avvertimento al dipendente. La decisione arriva in seguito al caso di una donna che era stata licenziata per alcuni messaggi scambiati con clienti e fornitori.

La privacy protegge le conversazioni su Skype

Il Garante della Privacy ha confermato che le conversazioni su Skype, che qualche giorno fa ha subito qualche disservizio, sono protette dal diritto di segretezza sancito dalla Costituzione. Nel caso specifico, il datore di lavoro aveva installato un software che permetteva di scaricare le conversazioni via Skype della dipendente anche quando non si collegava dall’ufficio. Il Garante ha ritenuto che i messaggi scambiati via Skype sono stati ottenuti in modo illecito e violando diverse norme. Le chat infatti contenevano numerose dati personali che non possono essere conservati dalle aziende. Queste hanno il diritto di monitorare le attività online dei dipendenti nell’orario lavorativo ma devono informali preventivamente dell’operazione di controllo in modo da evitare la condivisione di informazioni sensibili.

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Il Belgio attacca Facebook: “Ci spia come la NSA” https://www.datamanager.it/2015/09/il-belgio-attacca-facebook-ci-spia-come-la-nsa/ Wed, 23 Sep 2015 14:13:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84210 Il Garante della privacy del Belgio accusa Facebook di utilizzare senza consenso i cookies per raccogliere dati sugli utenti a scopo pubblicitario Lo scandalo Datagate che ha coinvolto l’intelligence statunitense ha portato alla luce il problema della protezione della privacy online. Le rivelazioni di Edward Snowden sembravano aver scoperchiato la trama dello spionaggio digitale ma […]

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Il Garante della privacy del Belgio accusa Facebook di utilizzare senza consenso i cookies per raccogliere dati sugli utenti a scopo pubblicitario

Lo scandalo Datagate che ha coinvolto l’intelligence statunitense ha portato alla luce il problema della protezione della privacy online. Le rivelazioni di Edward Snowden sembravano aver scoperchiato la trama dello spionaggio digitale ma in Belgio alcuni sono convinti che non è solo la NSA a violare l’intimità dei cittadini. La Commission de la Protection de la Vie Privée (CPVP), ovvero il garante della privacy locale, ha accusato Facebook di utilizzare impropriamente i cookies per tracciare le attività degli utenti a loro insaputa. Oggi il caso è arrivato nelle aule di tribunale.

Il Garante belga: “Facebook spia gli utenti a scopo pubblicitario”

“Quando si è saputo che la NSA stava spiando le persone di tutto il mondo, tutti sono rimasti sconvolti: Facebook sta facendo la stessa identica cosa, ma in un modo diverso”, ha dichiarato in tribunale l’avvocato che rappresenta la CPVP. Il social di Menlo Park ha rilasciato qualche mese fa nuove policy in materia di privacy che gli consentono di rastrellare i dati degli utenti anche utilizzando senza consenso esplicito dell’utente appositi plugin. Il Garante della privacy ha quindi chiesto al giudice di “non farsi intimorire” e pretende che Facebook si adegui alla normativa locale sulla privacy.

Facebook, che, ha ribadito che le sue policy rispettano le leggi irlandesi in materia (Il social network ha la sua sede fiscale europea a Dublino) e ha sottolineato che il sistema di raccolti dati è utilizzato per proteggere gli utenti da “spam, malware e da altri tipi di attacchi”.

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Cookie Law: ecco il Kit di implementazione https://www.datamanager.it/2015/05/cookie-law-ecco-il-kit-di-implementazione/ Tue, 05 May 2015 12:21:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74256 Il kit di implementazione della cookie law realizzato dalle Associazioni sulla base delle indicazioni del Garante della Privacy, porterà un sostegno concreto agli operatori di mercati in costante crescita come quelli dell’informazione, dell’online advertising e dell’e-commerce Consapevolezza e sensibilità al tema della privacy da un lato, poca attenzione alle note informative, soprattutto a causa della lunghezza, dall’altro: […]

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Il kit di implementazione della cookie law realizzato dalle Associazioni sulla base delle indicazioni del Garante della Privacy, porterà un sostegno concreto agli operatori di mercati in costante crescita come quelli dell’informazione, dell’online advertising e dell’e-commerce

Consapevolezza e sensibilità al tema della privacy da un lato, poca attenzione alle note informative, soprattutto a causa della lunghezza, dall’altro: quella che emerge dall’indagine – commissionata dalle associazioni promotrici e condotta da Doxa Marketing Advice su un campione rappresentativo – è una fotografia di utenti attenti alle tematiche legate alla sicurezza dei propri dati, il 72% è consapevole del diritto di cancellazione e il 64% del diritto di visione, che chiede però una maggiore semplificazione, con il 33% che non leggono le informative perché troppo lunghe e di difficile decodifica.

Una fotografia in linea, quindi, con il provvedimento del Garante per la Protezione dei Dati Personali, esecutivo dal 2 giugno, che mira all’“Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie”. Per aiutare le aziende – e quindi di riflesso tutti gli utenti – le principali associazioni di categoria DMA Italia, Fedoweb, IAB Italia, Netcomm, UPA hanno realizzato il kit di implementazione delle Cookie Law, presentato oggi alla presenza del Garante per la Privacy, Antonello Soro, Fabrizio Vigo, Presidente DMA, Claudio Giua, Consigliere Fedoweb – Direttore Sviluppo e Innovazione del Gruppo Editoriale l’Espresso, Daniele Sesini, Direttore Generale IAB Italia, Roberto Liscia, Presidente Netcomm – Il Consorzio del commercio elettronico italiano, Cinzia Gaeta, Presidente Commissione Giuridica UPA – General Counsel Southern Europe Procter & Gamble. Il kit, elaborato sulla base delle misure prescritte dal Garante della Privacy e degli approfondimenti svolti nell’ambito di un apposito lavoro costituito dall’Autorità, permetterà sia di potenziare i diritti degli utenti internet sia di salvaguardare le possibilità di svolgimento delle attività economiche responsabili basate proprio sull’utilizzo dei cookies.

In particolare, il kit è stato promosso dalle Associazioni che rappresentano editori online, siti di e-commerce, operatori online e data driven advertising, investitori pubblicitari, in rappresentanza di circa 1.000 aziende associate.
La volontà che ha mosso il Garante e le Associazioni è quella di una sempre maggiore trasparenza nei modelli di business volta ad accrescere la consapevolezza degli utenti. Internet è sempre di più una fonte di primaria importanza per il pluralismo informativo. È quindi fondamentale, per lo sviluppo dell’ecosistema digitale e per continuare a garantire una pluralità di informazioni, il rispetto di regole fra tutti gli operatori anche sotto il profilo della privacy.

“La vera sfida di oggi per l’Autorità di fronte alla complessità e alla rapidità delle innovazioni, è quella di rendere concreti i principi di protezione dei dati, effettiva la trasparenza dei trattamenti, agevole l’esercizio dei diritti degli utenti. Si tratta di un obiettivo che comporta la necessità di superare la logica di informative troppo dispersive o formule di acquisizione del consenso complesse, adottando piuttosto soluzioni che siano flessibili e tecnicamente compatibili con le nuove realtà. Con il provvedimento sui cookie, il Garante ha potuto concretamente dimostrare come sia possibile, se non anticipare, almeno governare le innovazioni, imponendo il rispetto della trasparenza di operazioni di profilazione, spesso occulte, compiute sui dati degli utenti. Chi naviga on line deve poter decidere in maniera libera e consapevole se far usare o no le informazioni raccolte sui siti visitati per ricevere pubblicità mirata”. Ha dichiarato il Garante per la Protezione dei Dati Personali, Antonello Soro.

Grazie al kit di implementazione gli utenti saranno infatti informati con più chiarezza e trasparenza sulle caratteristiche e le finalità dei cookie installati dai diversi siti (comprese le terze parti) operanti sul web e potranno esprimere agevolmente il proprio consenso informato al uso e installazione dei cookie stessi: per siti che utilizzano non solo cookie tecnici, gli utenti troveranno al loro primo accesso anche un banner informativo sintetico. Questo è in linea con la domanda di semplificazione chiesta da metà del campione interrogato dall’indagine Doxa, una proiezione di circa 15 milioni di utenti, che ritiene che un’informativa più sintetica porti a una maggiore tutela. L’indagine condotta da Doxa Advice ha messo in risalto come per il 90% del campione la condivisione di informazioni personali faccia sempre più parte della vita moderna e rappresenti anche vantaggi ed opportunità. Risulta infatti molto diffusa e consistente la consapevolezza che il consenso all’utilizzo di alcuni dati personali (di contatto, socio-demografici, sugli stili di consumo) permette di ricevere proposte commerciali, editoriali, di entertainment vantaggiose economicamente, di migliore qualità e più in linea con i propri interessi: oltre il 90% degli intervistati riconosce tali benefici e quasi il 70% considera un valore ricevere offerte commerciali personalizzate.

In merito alle informazioni da tutelare con maggiore attenzione, gli Internauti italiani sembrano avere le idee piuttosto chiare, confermando alcuni tratti archetipici della cultura diffusa del nostro Paese. Nell’ordine il denaro (91%), la famiglia (81%) e la salute (80%) sono gli ambiti per cui si pretende la massima riservatezza.

Il kit di implementazione della cookie law, realizzato dalle Associazioni sulla base delle indicazioni del Garante della Privacy, porterà un sostegno concreto agli operatori di mercati in costante crescita come quelli dell’informazione, dell’online advertising e dell’e-commerce. In particolare, l’online advertising in Italia vale nel 2014 circa 2 miliardi di Euro, con una crescita del 12,7% rispetto all’anno precedente (rielaborazione IAB, Nielsen e Polimi). Come dimostrato da una ricerca McKinsey commissionata da IAB Europe, relativa allo studio del valore economico di tutti i servizi gratuiti della Rete, per ogni euro speso in advertising online dalle aziende gli utenti ricevono l’equivalente di 3 euro in servizi erogati, con un valore del “consumer surplus” generato dall’online advertising in Europa e negli USA di 190 miliardi di euro nel 2015 rispetto al 2010 quando era di circa 100 miliardi, pari a circa l’85% del surplus totale generato dai servizi web.
Anche l’eCommerce, uno dei fenomeni economici più rilevanti a livello mondiale, in grado di dare impulso anche a contesti economici recessivi, prosegue una crescita annua a doppia cifra dal 2010 ad oggi. Infatti, dopo aver ottenuto un incremento del 16% nel 2014, l’eCommerce registrerà per il 2015 un’ulteriore crescita del 15% che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di € (previsioni Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano). Nel 2014 gli acquirenti online italiani sono oltre 16 milioni, pari a più del 25% della popolazione italiana. Tra questi, 11 milioni effettuano almeno un acquisto online al mese. Le potenzialità dell’eCommerce sono davvero molto incoraggianti: in Europa sta già coinvolgendo direttamente ed indirettamente quasi 2,5 milioni di lavoratori.
Il kit di implementazione, a cui hanno collaborato anche Anorc, Assirm, Assocom, FCP, Unicom sarà disponibile liberamente per tutte le aziende interessate all’applicazione della cookie law sui siti delle associazioni stesse.

Scarica gratuitamente il KIT di implementazione della Cookie Law

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Google si arrende al Garante della privacy https://www.datamanager.it/2015/02/google-si-arrende-garante-privacy/ Fri, 20 Feb 2015 18:29:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70042 Google si adegua alla nuova normativa del Garante della privacy e si sottoporrà a verifiche regolari sull’avanzamento dei lavori Google, che rischia di vedersi imporre anche in Italia una legge ad hoc, ha deciso di seguire alla lettera le nuove regole imposte dal Garante della privacy. Per la prima volta in Europa, Big G si sottoporrà […]

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Google si adegua alla nuova normativa del Garante della privacy e si sottoporrà a verifiche regolari sull’avanzamento dei lavori

Google, che rischia di vedersi imporre anche in Italia una legge ad hoc, ha deciso di seguire alla lettera le nuove regole imposte dal Garante della privacy. Per la prima volta in Europa, Big G si sottoporrà a verifiche periodiche che valutino il processo di adeguamento alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, che deve tassativamente concludersi entro il 15 gennaio 2016. Qualche mese fa il Garante della privacy europeo aveva criticato Google proprio in merito a questo argomento.

“Come abbiamo detto a luglio dello scorso anno, abbiamo collaborato costantemente con il Garante nel corso di questa vicenda e continueremo a collaborare”, ha commentato un portavoce di Big G.

Google si adegua alle norme del Garante della privacy

Google dovrà aggiornare il Garante sullo stato di avanzamento all’adeguamento alla normativa a cadenza trimestrale e permetterà di effettuare verifiche di conformità alle nuove regole presso la sede di Mountain View. Big G si impegna a migliorare l’informativa sulla privacy, che dovrà essere diversificata per servizio e chiara in merito allo scambio di dati. Inoltre, Google dovrà ottenere il consenso dell’utente per profilare chi utilizza i suoi strumenti e adeguarsi al provvedimento generale in merito ai cookie. Infine, l’azienda di Mountain View rivedrà la politica di conservazione e cancellazione dei dati e garantire una collaborazione costante con le autorità in merito al diritto d’oblio, che secondo il Garante non è un limite alla libertà di espressione.

“Con il protocollo di verifica sulla privacy adottato dal Garante per la protezione dei dati personali e da Google, l’Italia può tracciare una strada nuova in Europa”, ha dichiarato Antonello Giacomelli, sottosegretario alle Comunicazioni. Questo, ha continuato, “è un segnale di disponibilità importante e non scontato, da valorizzare anche in risposta ad alcune iniziative adottate in altri paesi europei che si sono rivelate un boomerang“.

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