Hong Kong – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:44:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Hong Kong – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Xiaomi, debutto sottotono alla Borsa di Hong Kong https://www.datamanager.it/2018/07/xiaomi-debutto-sottotono-alla-borsa-di-hong-kong/ Mon, 09 Jul 2018 12:05:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150907 Xiaomi ha raggiunto una capitalizzazione sulla Borsa di Hong Kong di 54 miliardi, molto inferiore rispetto alle attese. Si tratta comunque di una delle quotazioni più importanti del settore hi-tech in Asia Xiaomi ha fatto ufficialmente il suo debutto alla Borsa di Hong Kong ma le aspettative iniziali sono state decisamente deluse. L’azienda cinese ha […]

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Xiaomi ha raggiunto una capitalizzazione sulla Borsa di Hong Kong di 54 miliardi, molto inferiore rispetto alle attese. Si tratta comunque di una delle quotazioni più importanti del settore hi-tech in Asia

Xiaomi ha fatto ufficialmente il suo debutto alla Borsa di Hong Kong ma le aspettative iniziali sono state decisamente deluse. L’azienda cinese ha raccolto 4,7 miliardi di dollari americani con la sua IPO ma il suo titolo ha aperto a 16,6 dollari di Hong Kong per azione, il 2,4% in meno rispetto al collocamento a 17 dollari. Sebbene si tratti di una delle capitalizzazioni più importanti nella storia sul mercato asiatico per quanto riguarda il settore tecnologico, i titoli di Xiaomi hanno fatto peggio dell’indice Hang Seng in deciso rialzo. Il quinto produttore di smartphone al mondo era partito con l’idea di raccogliere più di 10 miliardi di dollari americani con la sua offerta pubblica iniziale, salvo poi rivedere le attese al ribasso nelle settimane successive.

Xiaomi ha raggiunto una capitalizzazione di 54 miliardi di dollari americani ma non è riuscita a convincere i possibili acquirenti sulle sue possibilità di espansione dal punto di vista commerciale in un settore come quello degli smartphone che sembra ormai saturo. “Gli investitori sono scettici sulle prospettive di crescita di Xiaomi, visto che il mercato globale degli smartphone sembra essere su una curva discendente”, ha detto Jacky Zhang, analista di Boc International. A ciò si aggiunge la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina che non solo ha posticipato il debutto della società nel grande mercato americano ma soprattutto alimenta i timori degli investitori. La fiducia nei confronti di molte aziende cinesi del comparto hi-tech è andata calando in questi giorni e si prevede che le future IPO raccoglieranno meno risorse del previsto.

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Xiaomi prepara il debutto alla Borsa di Hong Kong con una IPO da record https://www.datamanager.it/2018/05/xiaomi-prepara-il-debutto-alla-borsa-di-hong-kong-con-una-ipo-da-record/ Thu, 03 May 2018 14:48:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146890 Xiaomi intende quotarsi alla Borsa di Hong Kong con una IPO da 100 miliardi di dollari. Sarebbe la seconda offerta di acquisto più alta dopo quella di Alibaba nel 2014 Xiaomi in appena 7 anni è passata dall’essere una sconosciuta startup cinese che copiava il design di Apple a quarto produttore mondiale di smartphone dietro […]

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Xiaomi intende quotarsi alla Borsa di Hong Kong con una IPO da 100 miliardi di dollari. Sarebbe la seconda offerta di acquisto più alta dopo quella di Alibaba nel 2014

Xiaomi in appena 7 anni è passata dall’essere una sconosciuta startup cinese che copiava il design di Apple a quarto produttore mondiale di smartphone dietro Samsung, l’azienda di Cupertino e Huawei. La società fondata da Lei Jun punta a espandersi ulteriormente all’estero e per farlo ha presentato i documenti per la sua quotazione alla Borsa di Hong Kong con una IPO da record. Entro l’inizio di luglio Xiaomi conta di raccogliere ben 10 miliardi di dollari che, stando alle previsioni degli analisti, gli consentirebbero di raggiungere una valutazione di poco inferiore ai 100 miliardi. Il produttore diventerebbe l’azienda tecnologica cinese più importante dietro a Tencent e Alibaba. Inoltre, la sua IPO sarebbe la più ricca da quando il colosso dell’e-commerce asiatico si è presentato in Borsa nel 2014 con 25 miliardi di finanziamenti.

Xiaomi, che ha realizzato un proprio assistente vocale, ha già conquistato il mercato dei Paesi in via di sviluppo e detiene il primato in India. L’azienda ottiene quasi un terzo del fatturato da queste nazioni ma in realtà il suo margine di profitto non viene tanto dalle vendite di smartphone quanto dal suo ecosistema software, videogiochi e pubblicità. Questa strategia le ha permesso quest’anno di triplicare gli utili rispetto al 2016 arrivando a 1,6 miliardi di dollari. Xiaomi, che sta valutando di spendere una cifra mostruosa per l’acquisizione di GoPro, ha chiesto il sostegno di Morgan Stanley e Goldman Sachs per preparare il suo debutto in Borsa e nonostante abbia intenzione di espandersi in tutto il mondo potrebbe trovare qualche difficoltà a farlo negli Stati Uniti. Il nuovo governo infatti è piuttosto ostile nei confronti delle aziende cinesi come possono testimoniare Huawei e Zte. Il produttore potrebbe anche avere problemi con Pechino e quindi pare che per rasserenare gli animi del governo locale abbia deciso di diventare una tra le prime aziende a scegliere una seconda quotazione alla Borsa di Shanghai o Shenzhen, possibilità appena introdotta dalla Cina per riportare nel paese i colossi della tecnologia.

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Le vendite di Apple Watch fanno scivolare quelle di Swatch https://www.datamanager.it/2015/09/le-vendite-di-apple-watch-fanno-scivolare-quelle-di-swatch/ Wed, 23 Sep 2015 18:00:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84230 La compagnia svizzera sarebbe in difficoltà a causa del maggiore interesse dei consumatori per i modelli di fascia alta Più Apple Watch, meno Swatch al mondo? Non è proprio così ma il trend non è di certo dei migliori per il marchio svizzero. Secondo gli analisti, le spedizioni di modelli di Swatch nel mese di […]

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La compagnia svizzera sarebbe in difficoltà a causa del maggiore interesse dei consumatori per i modelli di fascia alta

Più Apple Watch, meno Swatch al mondo? Non è proprio così ma il trend non è di certo dei migliori per il marchio svizzero. Secondo gli analisti, le spedizioni di modelli di Swatch nel mese di agosto hanno subito un pesante ribasso per la prima volta negli ultimi sei anni e la colpa potrebbe essere proprio del prodotto di Apple che si è lanciata nel mondo degli smartwatch a metà di quest’anno. Stando ai dati della Federation of the Swiss Watch Industry, le vendite di Swatch sono calate dell’1,6% con un dettaglio che parla di un -13% per i modelli da meno di 200 franchi al -24% per quelli fino a 500 franchi.

Tre motivi dietro il calo

“Suppongo che qualcosa c’entri con il lancio di Apple Watch – ha spiegato Jon Cox a Bloomberg, analista della Kepler Cheuvreux di Zurigo – lo smartwatch sta mettendo pressione alla fascia medio-alta del settore, anche nel mercato svizzero. In realtà il deficit di Swatch non si spiega solo in questo modo. La disponibilità in Europa di Apple Watch è arrivata in contemporanea con l’aumento del franco svizzero e della crisi economica di Pechino che, secondo gli esperti, ha invitato i cittadini a fare a meno di spese “stravaganti”. Non a caso a subire le conseguenze maggiori sono state le spedizioni di Swatch ad Hong Kong, il più grande mercato per la compagnia, e in Cina, dove rispettivamente si è registrato un -18% e un -39%.

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Cina: contrabbandiere si cuce un vestito di iPhone https://www.datamanager.it/2015/01/cina-contrabbandiere-cuce-vestito-iphone/ Tue, 13 Jan 2015 14:14:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67744 In Cina un uomo è stato fermato alla dogana con Hong Kong per aver cercato di contrabbandare iPhone attaccandoli al proprio corpo In Cina i prodotti Apple sono dei veri e propri oggetti di culto. Immagini degli iPhone vengono utilizzati come doni durante le celebrazioni per i morti e uno studente universitario è arrivato addirittura ad […]

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In Cina un uomo è stato fermato alla dogana con Hong Kong per aver cercato di contrabbandare iPhone attaccandoli al proprio corpo

In Cina i prodotti Apple sono dei veri e propri oggetti di culto. Immagini degli iPhone vengono utilizzati come doni durante le celebrazioni per i morti e uno studente universitario è arrivato addirittura ad affittare la sua fidanzata pur di avere un iPhone 6 in cambio. Il commercio illegale dei device della Mela è quindi molto sviluppato. Oggi nella provincia di Shenzen, vicina al confine fra Cina ed Hong Kong, è stato fermato un contrabbandiere con numerosi iPhone nascosti sotto i vestiti.

Il vestito di iPhone non è invisibile ai metal detector

Il giovane trafficante aveva acquistato gli smartphone ad Hong Kong a un prezzo ridotto rispetto a quello cinese. Per attraversare il confine senza essere scoperto, l’uomo si è attaccato al corpo con il nastro adesivo ben 94 fra iPhone 5S e iPhone 6. Gli agenti doganali, insospettiti dal suo incedere pesante nonostante il piccolo bagaglio a mano, hanno quindi deciso di controllarlo. Un’analisi al metal detector ha permesso di scoprire merce di contrabbando per 300mila yuan, circa 41mila euro.

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DDoS e geopolitica, analisi degli attacchi durante le proteste a Hong Kong https://www.datamanager.it/2014/11/ddos-geopolitica-analisi-degli-attacchi-durante-proteste-hong-kong/ Fri, 14 Nov 2014 13:41:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64987 A cura di Kirk Soluk, Threat Intelligence and Response Manager di Arbor Networks Agli inizi di agosto avevamo esaminato i dati che dimostravano un’evidente correlazione tra i conflitti del mondo reale e quelli online, che l’ASERT tiene costantemente sotto controllo. Recenti tumulti politici rappresentano un’ulteriore situazione nella quale emergono chiari indicatori di correlazione quando si […]

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A cura di Kirk Soluk, Threat Intelligence and Response Manager di Arbor Networks

Agli inizi di agosto avevamo esaminato i dati che dimostravano un’evidente correlazione tra i conflitti del mondo reale e quelli online, che l’ASERT tiene costantemente sotto controllo. Recenti tumulti politici rappresentano un’ulteriore situazione nella quale emergono chiari indicatori di correlazione quando si effettuano analisi delle serie temporali sui dati degli attacchi DDoS.

L’ultima ondata di proteste a favore della democrazia verificatasi a Hong Kong è iniziata il 22 settembre quando “…studenti di 25 scuole e università hanno avviato una settimana di boicottaggi per protestare contro la decisione di Pechino di procedere a elezioni indirette per la carica di capo del governo della Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong“. Le proteste si sono rafforzate il 28 settembre quando un gruppo pro-democrazia più ampio, Occupy Central with Love and Peace, ha unito le forze con gli studenti. Il 1′ ottobre la piazza ha preannunciato un aumento del livello di disobbedienza civile in caso di mancate dimissioni dell’attuale governatore di Hong Kong, Leung Chun-Ying. Da quel momento le tensioni sono salite con cariche della polizia, lancio di lacrimogeni, barricate, scontri, chiusura di edifici pubblici, blocco delle infrastrutture e forte ricorso ai social media per promuovere i punti di vista sia dei contestatori che dei supporter governativi. Esaminando i dati sulla visibilità degli attacchi Internet raccolti da Arbor ATLAS abbiamo identificato le attività DDoS nella regione APAC correlate con l’andamento della protesta di Hong Kong.

L’iniziativa Arbor ATLAS

Le informazioni DDoS fornite nel resto di questo report sono attinte dall’iniziativa Arbor ATLAS, che riceve statistiche anonimizzate su traffico Internet ed eventi DDoS da oltre 290 ISP di tutto il mondo equipaggiati con le soluzioni per la mitigazione DDoS fornite da Arbor. Mentre numerosi eventi osservati sono sintomatici di attacchi avvenuti nel corso di questo periodo, è importante notare che non è possibile identificare con certezza le motivazioni di ogni singolo evento.

Hong Kong come bersaglio di attacchi DDoS (settembre-ottobre)

Numero di attacchi DDoS osservati

Il grafico seguente illustra come il numero di attacchi DDoS osservati diretti contro proprietà online associabili a Hong Kong sia più che raddoppiato tra settembre e ottobre passando da 1.688 a 3.565 attacchi discreti da un mese all’altro.

hong kong
Numero totale di attacchi diretti contro Hong Kong (settembre e ottobre 2014)

Sebbene il numero di attacchi DDoS sia aumentato significativamente da settembre a ottobre, non vi è stata una differenza percepibile in termini di altri attributi come dimensioni o durata degli attacchi. Per esempio, i grafici seguenti mostrano la distribuzione percentuale degli attacchi DDoS rispetto a determinati intervalli di dimensioni nei mesi di settembre e ottobre, indicando anche il numero assoluto di eventi registrati:

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Percentuale di attacchi entro un determinato intervallo di dimensioni

Nel complesso la percentuale di attacchi DDoS compresi entro un certo intervallo di dimensioni è rimasta tutto sommato omogenea da settembre a ottobre con la differenza più rilevante in una riduzione del 4% nel numero di attacchi DDoS nell’intervallo da 2gb/sec a 5gb/sec.

L’analisi del numero e delle dimensioni degli attacchi DDoS relativi a Hong Kong esposti nelle Figure 1 e 2 può essere riassunta così: “ottobre ha visto ripetersi gli eventi di settembre, ma con molta più frequenza!”.

Dimensioni degli attacchi e avvenimenti di cronaca correlati

La Figura 3 illustra gli attacchi DDoS più grandi di ogni giornata in termini di bandwidth tra quelli che hanno interessato proprietà online associabili a Hong Kong nel mese di ottobre:

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I picchi quotidiani nelle dimensioni degli attacchi (Gbps)

Spiccano tre grandi attacchi DDoS avvenuti il 14 ottobre (45,4gb/sec), il giorno 17 (38,3gb/sec) e il giorno 19 (45,6gb/sec). Anche il numero totale di attacchi DDoS osservati contro proprietà online associabili a Hong Kong ha registrato dei picchi nelle stesse giornate (rispettivamente 289, 419 e 427 attacchi). Dal momento che la stragrande maggioranza degli eventi DDoS riportati tramite ATLAS è anonimizzata, non è possibile determinare con certezza l’esatta correlazione tra questi specifici attacchi DDoS e le proteste in corso. Tuttavia sembra che questi attacchi siano coincisi con i report apparsi su Twitter e sul Wall Street Journal relativi ai tentativi dei supporter filogovernativi di impedire fisicamente all’editore pro-democrazia Apple Daily di distribuire i propri quotidiani. In particolare, il WSJ ha notato come Apple Daily “abbia dovuto affrontare contemporaneamente un cyberattacco che ha bloccato per intere ore il proprio sistema di posta elettronica”. Il 14 ottobre, Computerworld Hong Kong ha raccolto la dichiarazione di un dipendente di Next Media (la parent company di Apple Daily) secondo cui: “La rete non funzionava più, bloccando non solo Apple Daily ma tutte le pubblicazioni di Next Media”.

E poi?

In base alle statistiche regionali degli attacchi DDoS della prima settimana di novembre, sembra proprio che gli attacchi DDoS contro proprietà Internet associabili a Hong Kong stiano proseguendo. Il seguente grafico illustra le dimensioni di picco degli attacchi DDoS nell’intervallo dei 30gb/sec in quattro giorni consecutivi (3 – 6 novembre):

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I picchi quotidiani nelle dimensioni degli attacchi (Gbps) nella prima settimana di novembre

In conclusione

Per quanto sia difficile stabilire con certezza relazioni causali e attribuzioni, è evidente come gli attacchi DDoS siano divenuti la normalità nel corso di agitazioni politiche ovunque nel mondo. In questo caso abbiamo osservato un incremento del 111% nel numero di attacchi DDoS diretti contro proprietà Internet associabili a Hong Kong analizzando i mesi immediatamente prima e dopo la richiesta di dimissioni – avanzata il 1′ ottobre – del governatore di Hong Kong. Inoltre, attacchi DDoS su vasta scala sono avvenuti in coincidenza di azioni condotte contro mezzi di informazione favorevoli al movimento di protesta.

 

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Anonymous si schiera con gli studenti di Hong Kong https://www.datamanager.it/2014/10/anonymous-si-schiera-gli-studenti-hong-kong/ Fri, 10 Oct 2014 14:52:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62770 Anonymous si è schierata al fianco dei manifestanti di Hong Kong che chiedono la democrazia. Gli hacker minacciano di bloccare i server di Pechino Dopo aver appoggiato la protesta in Brasile contro la corruzione legata ai Mondiali di Calcio 2014, Anonymous questa volta si è schierata con gli studenti di Hong Kong, scesi in piazza […]

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Anonymous si è schierata al fianco dei manifestanti di Hong Kong che chiedono la democrazia. Gli hacker minacciano di bloccare i server di Pechino

Dopo aver appoggiato la protesta in Brasile contro la corruzione legata ai Mondiali di Calcio 2014, Anonymous questa volta si è schierata con gli studenti di Hong Kong, scesi in piazza per chiedere al governo cinese una maggiore libertà di espressione e la possibilità di eleggere i propri candidati democraticamente. La posizione di Anonymous si è indurita dopo che l’esecutivo guidato da Leung Chun-ying, considerato dai manifestanti una marionetta nelle mani di Pechino, ha annullato l’incontro con i leader del movimento di protesta perché non avrebbe portato a un risultato costruttivo. Gli studenti, che utilizzano l’app FireChat per evitare la censura, accusano invece il governo di Hong Kong di  “non essere mai stato sincero nel voler ascoltare le preoccupazione del popolo”.

Anonymous minaccia Pechino e il governo di Hong Kong

Con un altisonante post su Pastebin gli ethical hacker, che tra le loro file contano anche militanti giovanissimi, avevano minacciato la polizia locale e oggi hanno minacciato Pechino e il governo dell’ex colonia britannica di oscurare i i loro siti web e di diffondere migliaia di indirizzi e-mail delle autorità. Inoltre Anonymous, che in passato ha messo in difficoltà anche il sistema informatico delle istituzioni italiane, afferma di essere pronta a bloccare i server governativi cinesi attraverso un massiccio attacco DDoS.

“Cina, non ci puoi fermare.  – recita il comunicato degli hacker – Ti saresti dovuta aspettare (la nostra azione) quando hai abusato dei tuoi poteri contro i cittadini di Hong Kong”.

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FireChat: la nuova app per le proteste di piazza https://www.datamanager.it/2014/09/firechat-nuova-app-per-proteste-piazza/ Tue, 30 Sep 2014 15:19:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61972 FireChat è un’app che sfruttando il Multipeer Connectivity Framework permette di comunicare senza connessione a Internet Durante gli eventi della Primavera Araba, i fautori del crollo dei regimi totalitari in Egitto, Libia, Tunisia, Turchia e Iran hanno utilizzato Twitter e WhatsApp per comunicare tra loro e organizzare le proteste. Oggi che gli strumenti dei governi per […]

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FireChat è un’app che sfruttando il Multipeer Connectivity Framework permette di comunicare senza connessione a Internet

Durante gli eventi della Primavera Araba, i fautori del crollo dei regimi totalitari in Egitto, Libia, Tunisia, Turchia e Iran hanno utilizzato Twitter e WhatsApp per comunicare tra loro e organizzare le proteste. Oggi che gli strumenti dei governi per reprimere il dissenso si sono evoluti, come si è visto nel caso del conflitto in Siria, anche i manifestanti sono costretti a trovare nuovi strumenti per far filtrare le notizie all’estero. Oggi l’app più sfruttata è FireChat, un software di messaggistica istantanea che non necessita di connessione Internet per poter essere utilizzata.

FireChat: l’app delle proteste di Hong Kong e Iraq

A Hong Kong i manifestanti guidati dal giovanissimo Joshua Wong, che sono scesi in piazza per chiedere maggiori libertà da parte del governo cinese, utilizzano quotidianamente FireChat per organizzarsi e comunicare con persone all’estero. L’app al contrario di WhatsApp e WeChat, che è diventata la testa di ponte di Apple in Cina, non necessita di connessione a Internet. Il software di Open Garden sfrutta il Multipeer Connectivity Framework, un sistema inserito dall’azienda di Cupertino su iOS 7 che crea una serie di collegamenti fra i dispositivi connessi utilizzando in alternanza Bluetooth e Wi-Fi. I pacchetti di dati viaggiano da device a device attraverso il cosiddetto mesh network fino a raggiungere il destinatario del messaggio. Oltre ad aggirare la possibile chiusura della Rete da parte del governo, FireChat permette di evitare il rallentamento delle comunicazioni dovuto alla congestione della Rete.

Con la compatibilità di questa tecnologia anche per Android, FireChat ha registrato 100mila nuovi utenti in 24 ore. Nel momento in cui è circolata voce che il governo cinese volesse disattivare la rete mobile per impedire ai manifestanti di comunicare, Open Garden ha registrato 33mila utenti connessi a FireChat contemporaneamente.

FireChat è utilizzata moltissimo anche dagli oppositori in Iraq dell’Isis, che recentemente ha diffuso un proprio magazine in cui annuncia la “fine del mondo”.

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Cina: marciapiede per gli smartphone https://www.datamanager.it/2014/09/cina-marciapiede-per-gli-smartphone/ Mon, 15 Sep 2014 10:17:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60781 In Oriente hanno pensato di dedicare una corsia a chi guarda fisso nel display per non rischiare la vita Si chiama Chongqing ed è la città della Cina che potrebbe segnare una svolta storica. La metropoli è infatti la prima ad adottare un marciapiede specifico per chi usa di continuo il cellulare, mandando sms, email […]

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In Oriente hanno pensato di dedicare una corsia a chi guarda fisso nel display per non rischiare la vita

Si chiama Chongqing ed è la città della Cina che potrebbe segnare una svolta storica. La metropoli è infatti la prima ad adottare un marciapiede specifico per chi usa di continuo il cellulare, mandando sms, email e messaggi su WhatsApp, rischiando ogni giorno la propria vita mentre cammina. Per far fronte a questo trend, che in Cina coinvolge milioni di persone, le autorità cittadine  hanno così pensato di dedicare una corsia di marcia agli smartphone di strada, causando al massimo qualche incidente “face-to-face”. La scelta è singolare soprattutto per le conseguenze a cui porta. La corsia adiacente a quella speciale prevede, in teoria, il divieto di utilizzare lo smartphone mentre si cammina, se non spostandosi sull’altro lato. Una scelta che di certo fa discutere ma che può realmente salvare la vita di tutti coloro che ogni giorno vagano per le strade poco incuranti di ciò che li succede attorno.

Esempio da seguire?

La notizia della corsia di Chongqing è stata riportata dai giornali di tutto il mondo come esempio per responsabilizzare l’utilizzo del telefono in mezzo agli altri. A quanto pare la vicenda è stata voluta non dalle autorità cinesi ma dai gestori di un parco tematico che circonda la strada tanto discussa. Come detto, più che una scelta pubblicitaria, l’idea è quella di far capire ai pedoni che la strada è piena di pericoli, non solo per loro ma anche per gli automobilisti. In giro per le città non è infatti così strano ritrovarsi a dover frenare per evitare un passante che è assorto sul suo display, invece di controllare che il semaforo pedonale non sia rosso. Proprio in Oriente, a Hong Kong, la MTR Corporation, azienda che gestisce i trasporti pubblici di alcune città del paese, ha cominciato a pensare a misure cautelative per indirizzare meglio il traffico pedonale nelle ore di punta, per ridurre il numero di incidenti causati, anche, dai pedoni distratti.

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Facebook pensa di aprire una sede in Cina per la pubblicità https://www.datamanager.it/news/facebook-pensa-di-aprire-una-sede-cina-la-pubblicit-56312.html Tue, 13 May 2014 18:00:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/facebook-pensa-di-aprire-una-sede-in-cina-per-la-pubblicita/ Facebook sta pensando di aprire in Cina una sede rivolta agli investitori pubblicitari. Il social network è ancora bloccato nel Paese Facebook, dopo aver inaugurato la nuova sede di Milano, potrebbe aprire un ufficio commerciale in Cina dedicato agli investitori pubblicitari. L’enorme utenza potenziale offerta dal Paese asiatico fa certamente gola al social network così […]

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Facebook sta pensando di aprire in Cina una sede rivolta agli investitori pubblicitari. Il social network è ancora bloccato nel Paese

Facebook, dopo aver inaugurato la nuova sede di Milano, potrebbe aprire un ufficio commerciale in Cina dedicato agli investitori pubblicitari. L’enorme utenza potenziale offerta dal Paese asiatico fa certamente gola al social network così come ad altri prima di lui (Apple e LinkedIn in primis). La piattaforma di Menlo Park attualmente ha già una sede rivolta alla pubblicità ad Hong Kong ma è bloccato in tutto il resto della nazione a parte l’area di libero scambio di Shanghai.

Facebook valuta una sede in Cina

L’indiscrezione era partita inizialmente da Bloomberg ma oggi la conferma è arrivata direttamente da Vaughan Smith, vice presidente di Facebook. “Stiamo esplorando modi per fornire più supporto locale – ha spiega il dirigente di Menlo Park – e potremmo considerare l’idea di avere un ufficio vendite in Cina in futuro”.

Al momento Facebook è ancora bloccato in Cina per impedire ai dissidenti anti-governativi di interagire senza controllo sulla piattaforma. Altri servizi di sua proprietà come Instagram e WhatsApp, che alcuni temono possa essere chiuso per favorire Messenger, sono invece liberamente fruibili dai cittadini cinesi.

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Il Galaxy S4 è una bomba… https://www.datamanager.it/news/il-galaxy-s4-una-bomba-49217.html Tue, 30 Jul 2013 14:11:22 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/il-galaxy-s4-e-una-bomba/ Nel vero senso del termine visto che un intero appartamento a Hong Kong ha preso fuoco dall'esplosione dell'ultimo modello di smartphone Samsung

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Nel vero senso del termine visto che un intero appartamento a Hong Kong ha preso fuoco dall’esplosione dell’ultimo modello di smartphone Samsung

Non si placano le polemiche sugli incidenti domestici causati dai recenti device elettronici. Dopo i casi degli iPhone scoppiati (sembra a causa di caricabatterie non ufficiali) anche la concorrenza non è esente da vicende simili. Mentre era seduto sul divano della sua abitazione ad Hong Kong, il Signor Duche stava giocando a Love Machine sul suo Galaxy S4 quando questo ha cominciato a spargere fiamme fino ad esplodere, costringendolo a buttarlo sul divano che immediatamente ha preso fuoco.

Qualità Samsung inferiore?

Secondo il quotidiano locale Xianguo.com, fortunatamente nessuno è rimasto ferito in modo grave, sia Duchen che la moglia sono usciti dall’appartamento senza ferite. Entrambi però ora si trovano senza una casa visto che le fiamme si sono propagate dal divano al resto dell’appartamento, riducendolo in cenere (come si vede dalla foto). Secondo le prime ricostruzioni, a differenza di quanto accaduto con Apple, il caricabatteria dell’S4 sarebbe quello originale e ufficiale in bundle con il terminale.

samsung galazy s4 scoppia casa brucia hong kong

Terze parti sotto accusa?

In ogni caso Samsung Hong Kong ha affermato di star esaminando i resti carbonizzati del device per stabilire se davvero sia venuto fuori dalla fabbrica ufficiale visto che indagini precedenti hanno già dimostrato che la colpa potrebbe essere di parti non-Samsung ma prodotte da terzi.

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