mp3 – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 13 Oct 2020 13:07:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png mp3 – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Il “padre” dell’MPEG e dell’MP3 al #WeChangeIT Forum 2020 di Data Manager https://www.datamanager.it/2020/10/il-padre-dellmpeg-e-dellmp3-al-wechangeit-forum-2020-di-data-manager/ Tue, 13 Oct 2020 13:07:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=203242 Anche Leonardo Chiariglione sul palco virtuale dell’evento di Data Manager che ogni anno unisce CIO e C-Levels attorno ai temi dell’innovazione. Durante l’evento ci parlerà, tra gli altri argomenti, anche di MPAI – Moving Picture, Audio and Data Coding by Artificial Intelligence, organizzazione no-profit per lo sviluppo di standard di codifica dei dati abilitati dall’intelligenza […]

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Anche Leonardo Chiariglione sul palco virtuale dell’evento di Data Manager che ogni anno unisce CIO e C-Levels attorno ai temi dell’innovazione.

Durante l’evento ci parlerà, tra gli altri argomenti, anche di MPAI – Moving Picture, Audio and Data Coding by Artificial Intelligence, organizzazione no-profit per lo sviluppo di standard di codifica dei dati abilitati dall’intelligenza artificiale, colmando il divario tra gli standard e il loro uso pratico

Per seguire il suo intervento, registrazione gratuita direttamente a questo link https://wechangeit.liveforum.space/membership/visitor/register

Qui invece potrete visionare l’agenda, gli altri relatori, le tematiche http://www.wechangeit.it/

Conosciuto come il padre dell’MPEG, Leonardo Chiariglione si è laureato al Politecnico di Torino e ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Tokyo.
È stato in prima linea in una serie di iniziative che hanno contribuito a plasmare la tecnologia e il business dei media come li conosciamo oggi. Tra questi il Moving Picture Experts Group (MPEG) da lui fondato, presieduto per 32 anni .

Attualmente conduce MPAI – Moving Picture, Audio and Data Coding by Artificial Intelligence, organizzazione no-profit per lo sviluppo di standard di codifica dei dati abilitati dall’intelligenza artificiale.

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Mighty è il primo player per Spotify https://www.datamanager.it/2017/10/mighty-primo-player-spotify/ Mon, 09 Oct 2017 18:30:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132417 Finalmente si possono portare sempre con sé i brani del servizio di streaming salvati localmente e senza necessità di uno smartphone o una connessione internet Quanti di voi conoscono Mighty? Si tratta di un piccolo player musicale che assomiglia tanto all’iPod Nano. In realtà con Apple ha ben poco in comune, visto che il gadget […]

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Finalmente si possono portare sempre con sé i brani del servizio di streaming salvati localmente e senza necessità di uno smartphone o una connessione internet

Quanti di voi conoscono Mighty? Si tratta di un piccolo player musicale che assomiglia tanto all’iPod Nano. In realtà con Apple ha ben poco in comune, visto che il gadget in questione è nato solo per riprodurre i brani della propria libreria di Spotify. A cosa serve quando tale opportunità è già possibile con uno smartphone? Mighty, collegandosi solo quando serve al telefonino dove è impostato un account Spotify Premium, sincronizza le canzoni salvandole nella sua memoria da circa 1.000 pezzi, riproducendoli poi in modalità offline, senza necessità di collegamento a internet o pairing con il cellulare, il tablet o il computer. Tramite un accesso periodico al proprio profilo (Mighty ha comunque l’antenna Wi-Fi e il Bluetooth), l’accessorio si accorge se l’utente non ha più i privilegi dell’abbonamento Premium, disattivando a quel punto la riproduzione musicale.

Quanto costa

Dopo un breve periodo su KickStarter, Mighty è entrato nella sua seconda fase, quella della produzione di massa. Il gingillo costa 86 dollari e si compra solo dal sito ufficiale, questo qui, in tre colori: nero, bianco e ambra, con spedizioni anche in Italia. Per gestire i brani serve un’app dedicata, sia per iOS che Android, con cui selezionare le canzoni da sincronizzare individualmente così come gli album o intere playlist. Da Mighty Audio si accede anche alle impostazioni per gli auricolari senza fili, qualora si preferissero a quelli con jack classico da 3,5 mm, e alle opzioni di memoria e batteria. Nel pieno rispetto del tutto e ovunque, il player è pure resistente all’acqua, o almeno a qualche schizzo durante camminate sotto la pioggia o stancanti sessioni di allenamento.

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L’Mp3 è morto https://www.datamanager.it/2017/05/lmp3-e-morto/ Tue, 16 May 2017 09:07:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124926 Gli sviluppatori tedeschi hanno deciso che i brevetti e il software relativi al formato musicale più famoso sono terminati Il Fraunhofer Institute ha deciso: il tempo degli Mp3 è terminato. Gli sviluppatori tedeschi hanno infatti spiegato come le licenze per i brevetti e il software di uso del formato sono scaduti e non verranno più […]

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Gli sviluppatori tedeschi hanno deciso che i brevetti e il software relativi al formato musicale più famoso sono terminati

Il Fraunhofer Institute ha deciso: il tempo degli Mp3 è terminato. Gli sviluppatori tedeschi hanno infatti spiegato come le licenze per i brevetti e il software di uso del formato sono scaduti e non verranno più rinnovati. Ovvero, le richieste da parte di terzi verso l’utilizzo dei file audio non verranno più accettate a seguito della dismissione della tecnologia che vi è alla base, dopo oltre 30 anni dalla sua invenzione. Erano appena cominciati gli anni ’80 quando il mercato musicale si apprestava a vivere una vera rivoluzione, paragonabile all’arrivo delle musicassette e dei CD. Non a caso, proprio gli archivi compressi hanno permesso uno svecchiamento delle librerie audio in tutto il mondo, tramite l’arrivo delle raccolte digitali, sia su computer che dispositivi mobili, tra cui l’iPod, vera icona degli anni d’oro della new wave sonora.

Soppiantato dal futuro

La mossa del Fraunhofer Institute, una delle principali organizzazioni che ha incentivato lo sviluppo degli Mp3, è dovuta a un dato di fatto: la repentina ascesa di altri formati, che con il tempo hanno soppiantato la più famosa iterazione di canzone digitale. A farla da padrone oggi è l’Advanced Audio Codec, la famiglia di nuova generazione a cui fa capo l’AAC. Il comunicato ufficiale del Fraunhofer spiega in questo modo l’abbandono degli Mp3: “Molti servizi di primo livello, come lo streaming TV e quello radio, usano oramai sistemi moderni, come l’ISO-MPEG e codec del tipo AAC”. La conseguenza non sarà certo la sparizione dei file Mp3 o un’impossibilità di riproduzione a casa come in giro. Il panorama si sta però evolvendo ed è lecito attendersi, tra qualche anno, l’inserimento del formato tra quelli che hanno fatto la storia della musica, come i vinili, sorpassato da modelli più versatili e qualitativamente migliori.

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Rhapsody rinasce con il nome di Napster https://www.datamanager.it/2016/06/rhapsody-rinasce-nome-napster/ Thu, 16 Jun 2016 12:40:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103544 Ricordate il famoso servizio di file sharing incentrato sulla nuvola? Sta per tornare con un nuovo aspetto Rhapsody è un servizio di streaming musicale lanciato nel 2001 con il nome di Listen.com. Nel corso degli anni ha poi cambiato nome e lo farà ancora, assumendo contorni ben più conosciuti. Presto infatti Rhapsody diventerà Naspter, azienda acquisita […]

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Ricordate il famoso servizio di file sharing incentrato sulla nuvola? Sta per tornare con un nuovo aspetto

Rhapsody è un servizio di streaming musicale lanciato nel 2001 con il nome di Listen.com. Nel corso degli anni ha poi cambiato nome e lo farà ancora, assumendo contorni ben più conosciuti. Presto infatti Rhapsody diventerà Naspter, azienda acquisita nel 2011. Come si legge sul blog ufficiale della compagnia, Rhapsody prenderà il nome del più famoso brand mantenendo però le stesse funzioni oggi attive: “Nessun cambiamento alla vostra playlist, ai favoriti, album e artisti. La stessa musica, lo stesso servizio, stesso prezzo. Il 100% della musica che amate”.

Stesso brand, nuova notorietà

In realtà, Rhapsody sta già sfruttando l’immagine di Naspter in alcuni mercati, come il Canada. La volontà è però quella di mostrare il simpatico gattino con un paio di cuffie in ogni dove dell’etere digitale, puntando tutto sul famoso marchio tanto in voga nei 2000. In merito al cambio di nome, il CEO delle due società, Mike Davis, ha confermato la necessità di ristrutturare la compagnia, lasciando a casa un po’ di persone, nell’ottica di alleggerire i costi globalmente. Davis ha sottolineato come Rhapsody/Napster abbia riscontrato, nell’ultimo anno, il +35% di abbonamenti, concludendo il 2015 con 3,5 milioni di utenti. “Siamo orgogliosi delle innovazioni dei nostri prodotti – ha detto – introdotte per connettere i fan tra di loro, così da scoprire nuova musica all’interno di esperienze che migliorano l’ascolto e la condivisione in tutto il mondo”. La multinazionale ha sede a Seattle ma gestisce uffici dislocati anche a San Francisco, New York, San Paolo e Francoforte.

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Apple presenta i nuovi iPod https://www.datamanager.it/2015/07/apple-presenta-i-nuovi-ipod/ Thu, 16 Jul 2015 12:57:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81097 Rinnovata la gamma di Touch, Nano e Shuffle con aggiornamenti hardware e software di spessore. Eccoli Tutti a parlare di iPhone, MacBook e Apple Pay e gli iPod non se li filava più nessuno. Eppure il lettorino musicale di Apple pare avere ancora il suo degno seguito, altrimenti l’azienda non avrebbe speso tempo a rinnovarne […]

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Rinnovata la gamma di Touch, Nano e Shuffle con aggiornamenti hardware e software di spessore. Eccoli

Tutti a parlare di iPhone, MacBook e Apple Pay e gli iPod non se li filava più nessuno. Eppure il lettorino musicale di Apple pare avere ancora il suo degno seguito, altrimenti l’azienda non avrebbe speso tempo a rinnovarne le diverse gamme. Ciò che salta all’occhio è che il modello Touch assomiglia sempre di più ad un iPhone: schermo Retina da 4 pollici, nuovo chip A8 a 64-bit (lo stesso di iPhone 6) e motion coprocessor M8 che consente l’utilizzo delle applicazioni dedicate al fitness; qui i giochi vanno alla perfezione e alla fine quello che manca è solo un po’ di display e un modulo 4G, per il resto c’è una fotocamera da 8 Megapixel iSight e il Wi-Fi. I tagli sono da 16 GB, 32 GB, 64 GB e per la prima volta anche 128 GB con prezzi rispettivamente di 239, 289, 349 e 469 euro.

Gli altri

“iPod touch offre ai clienti in tutto il mondo accesso ad Apple Music, App Store e iOS, il sistema operativo mobile più evoluto al mondo – ha affermato Greg Joswiak, Vice President Product Marketing Phone, iPod e iOS di Apple – grazie ai notevoli miglioramenti apportati, come il chip A8 e la fotocamera iSight da 8 megapixel, i clienti possono accedere ad una esperienza di gioco di livello superiore, scattare foto ancora più belle e godersi la propria musica, i programmi TV e film preferiti. Per quanto riguarda iPod Nano e Shuffle, gli unici cambiamenti riguardano nuove colorazioni, ora le stesse della gamma dei nuovi iPod Touch; per il resto non ci sono aggiornamenti a livello hardware. I prezzi sono 189 euro per il Nano da 16 GB e 59 euro per lo Shuffle da 2 GB.

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Musica assordante, udito a rischio per un miliardo di giovani https://www.datamanager.it/2015/03/musica-assordante-miliardo-giovani-rischiano-ludito/ Tue, 03 Mar 2015 09:14:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70560 La musica a volumi altissimi, che fa vibrare le casse durante i concerti e in discoteca, così come i suoni sparati al massimo direttamente nelle orecchie dalla cuffie collegate a smartphone e lettori mp3, mettono seriamente a rischio l’udito di adolescenti e giovani Sono ben 1,1 miliardi di persone di età compresa tra i 12 […]

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La musica a volumi altissimi, che fa vibrare le casse durante i concerti e in discoteca, così come i suoni sparati al massimo direttamente nelle orecchie dalla cuffie collegate a smartphone e lettori mp3, mettono seriamente a rischio l’udito di adolescenti e giovani

Sono ben 1,1 miliardi di persone di età compresa tra i 12 e i 35 anni a rischiare l’udito a causa della musica assordante, che ascoltano anche per diverse ore consecutive al giorno.

L’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che celebra oggi l’International Ear Care Day 2015, giornata mondiale per la salute dell’udito.
Un’ottima occasione per lanciare l’iniziativa ‘Make Listening Safe’, una campagna di sensibilizzazione all’ascolto sicuro, che informa sui comportamenti da tenere per salvare l’udito, come ridurre le ore di ascolto di musica con cuffie o utilizzare protezioni auricolari quando si ascolta la musica ad alto volume in discoteche e stadi. Se è vero che l’udito umano filtra i suoni che ci infastidiscono, nulla può fare contro la musica assordante sparata per ore nelle orecchie e a lungo andare viene irrimediabilmente danneggiato.

Gli accorgimenti salva-udito

Le conseguenze negative per l’udito di questi comportamenti a cui ormai i giovani sono abituati sono spiegate in una nota Amplifon da Antonio Cesarani, Direttore Unità Operativa Complessa di Audiologia Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; se la musica raggiunge i 120 decibel andando oltre la soglia del rumore, si rischiano gravi danni all’udito.

«Per salvaguardare l’udito – aggiunge – è sufficiente qualche piccolo accorgimento, ad esempio abbassare il volume del proprio smartphone e limitare l’uso di lettori MP3 a non più di 2 ore di seguito al giorno.
Inoltre in discoteca o in un locale rumoroso, adottare la ‘regola dell’in&out’, prendendosi una pausa di un quarto d’ora ogni 90 minuti».

L’OMS ha evidenziato che quasi un adolescente su due è esposto a suoni ad alto volume per l’uso sempre più frequente di smartphone e dispositivi analoghi per ascoltare la musica; il 40% circa di loro è esposto a livelli sonori dannosi in luoghi di divertimento come le discoteche.

Attenzione a durata dell’esposizione

Ma qual è la soglia da considerare pericolosa? Gli esperti parlano di otto ore consecutive di esposizione a rumori superiori a 85 decibel (dB) e l’esposizione per appena 15 minuti a 100dB.
Etienne Krug dell’OMS invita i giovani ad una maggior consapevolezza:

«Dovrebbero divenire consapevoli che la perdita di udito è un processo irreversibile e che adottando semplici azioni preventive ci si può continuare a divertire senza rischi per il proprio udito».
Prima che i danni diventino irreparabili, sarebbe quindi opportuno sottoporsi a un esame audiometrico periodico, soprattutto alle prime avvisaglie di fastidi all’udito.

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Apple: mai più iPod Classic https://www.datamanager.it/2014/09/apple-mai-ipod-classic/ Fri, 12 Sep 2014 13:17:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60731 Apple non vederà più il suo lettore musicale iPod Classic sul suo store online A pochi giorni dalla presentazione dei nuovi Apple Watch e iPhone 6/Plus Apple ha deciso di abbandonare una vera e propria icona che evidentemente ormai ha fatto il suo tempo. iPod Classic, il lettore musicale lanciato nel 2007 che ha rivoluzionato una generazione […]

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Apple non vederà più il suo lettore musicale iPod Classic sul suo store online

A pochi giorni dalla presentazione dei nuovi Apple Watch e iPhone 6/Plus Apple ha deciso di abbandonare una vera e propria icona che evidentemente ormai ha fatto il suo tempo. iPod Classic, il lettore musicale lanciato nel 2007 che ha rivoluzionato una generazione di utenti, non sarà più in vendita sul suo store online. iPod touch, iPod nano e iPod Shuffle continueranno invece ad essere disponibili, almeno per ora.

iPod Classic non è più disponibile

Il primo iPod è nato nel 2001 ma con l’avvento di servizi di streaming musicale come Spotify e Deezer, che ha appena stretto un accordo con Fastweb, il suo declino è stato inesorabile. iPod Classic, la sesta generazione dei suoi lettori Mp3 non touchscreen, nella versione da 160 GB conta 54.830.000 unità distribuite in tutto il mondo ma ormai è diventato un dispositivo obsoleto. iPhone, device Android e tablet sopperiscono perfettamente al bisogno di musica degli utenti fornendogli altre e più interessanti funzioni. Non deve quindi sorprendere che l’azienda di Cupertino, che permette di effettuare pagamenti contactless con Visa sui suoi nuovi prodotti, abbia preso questa decisione.

Dopo l’addio ad iPod Classic quanto ci metterà Apple a salutare anche la linea Touch? A settembre 2014 le vendite di questo device hanno raggiunto le 12 milioni di unità, meno della metà di quelle distribuite nello stesso periodo dell’anno precedente. Recentemente la Mela ha lanciato una versione low cost del suo lettore Mp3 ma alla luce di questi numeri sembra che anche il tempo di iPod Touch sia arrivato alla fine.

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Musica tra vintage e hi-tech: Sony rilancia il Walkman https://www.datamanager.it/2014/07/musica-vintage-hi-tech-sony-rilancia-walkman/ Tue, 22 Jul 2014 09:35:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=58849 Un tuffo nel passato che sa di “Ritorno al futuro”, dato che il walkman ZX1 pensato dalla Sony torna nei negozi come un prodotto top della gamma, desinato ad un target di audiofili d’eccellenza, che non badano a spese pur di avere il massimo in fatto di qualità e pulizia del suono Il nuovissimo prodotto […]

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Un tuffo nel passato che sa di “Ritorno al futuro”, dato che il walkman ZX1 pensato dalla Sony torna nei negozi come un prodotto top della gamma, desinato ad un target di audiofili d’eccellenza, che non badano a spese pur di avere il massimo in fatto di qualità e pulizia del suono

Il nuovissimo prodotto Sony strizza l’occhio al passato, conquistando quindi un mercato di nostalgici e cavalcando sicuramente l’onda del boom per il vintage, ma si rivolge ad una fascia di mercato diversa rispetto all’utenza dei Walkman di una volta. A 35 anni di distanza dal mitico lettore di musicassette creato da Akio Morita, Masaru Ibuka e Kozo Ohsone, e prodotto dalla Sony, venduto per la prima volta nel luglio del 1979, il nuovo lettore ZX1 si posizione decisamente in fascia alta di mercato. Con il lancio a gennaio dello smartphone Sony Xperia E1, l’azienda aveva già regalato ai suoi clienti un piccolo gioiello per la musica hi-tech, offrendo un’esperienza unica grazie all’altoparlante da 100dB ultra-nitido e all’accesso gratuito per 30 giorni a milioni di brani di Sony Entertainment Network.

L’antitesi dell’iPod

Il nuovo gadget di Sony viene definito dal Wall Street Journal come l’antitesi dell’iPod di Apple e un’evoluzione dei modelli precedenti di Walkman. Il corpo ospita 128 gigabyte di memoria, per file musicali di altissima qualità. Il lettore supporta risoluzioni fino a 24 bit di profondità e 192 kHz di frequenza, contro i 16 bit e i 44.1 kHz del Cd. Il nuovo Walkman è pensato per riprodurre brani musicali in formati audio che, a differenza del più comune MP3, non subiscono un degrado della qualità durante la riproduzione (Wav e Aiff). Questi tipi di file hanno però dimensioni molto più elevate rispetto ai file MP3, per questo motivo necessitano di molto spazio per l’archiviazione.
Sony dichiara che ogni ZX1 viene intagliato a mano da un blocco di alluminio costoso, per favorire la riduzione del rumore durante l’ascolto. “Il messaggio per i nostri progettisti e ingegneri è stato: si prega di creare un buon prodotto senza preoccuparsi dei costi”, ha detto Kenji Nakada, che si occupa della qualità del suono dei prodotti di Sony.
Per il momento sembra che, almeno in Giappone, il nuovo prodotto Sony di fascia altra stia avendo il successo sperato, contrariamente ad altri precedenti tentativi di inserirsi in questa fascia di mercato.
I primi prodotti sono andati rapidamente in esaurimento dopo essere usciti nei negozi giapponesi a dicembre. Da febbraio, il nuovo ZX1 ha debuttato anche in Europa e in altre parti dell’Asia, mentre non si conosce ancora la data di lancio negli Stati Uniti.

Un prodotto di nicchia

Tuttavia lo ZX1 è destinato a rimanere un prodotto esclusivo, che in pochi possono permettersi. Forse per questo motivo Sony ha rifiutato di diffondere i dati ufficiali delle vendite, ma gli analisti stimano che diverse migliaia di unità sono state vendute finora solo in Giappone. Nonostante il successo del nuovo gadget, probabilmente nessun analista scommetterebbe che la Sony grazie a questa novità possa risollevarsi dalla crisi che l’ha colpita recentemente: l’azienda ha dichiarato di avere perso 1,3 miliardi di dollari nell’anno fiscale terminato a marzo, e si aspetta di rimanere in rosso fino a marzo 2015. Sony rimane sicuramente un’azienda competitiva per i televisori e i giochi, i suoi prodotti di punta nell’ambito dell’elettronica di consumo.

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Playlist contest: il concorso Ford che ripercorre la storia delle compilation dalle musicassette a Spotify https://www.datamanager.it/2014/07/playlist-contest-concorso-ford-ripercorre-storia-delle-compilation-dalle-musicassette-spotify/ Tue, 08 Jul 2014 15:33:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=57777 Ford Italia ha lanciato ‘Playlist contest’, il concorso che ripercorre la storia delle compilation dalle musicassette alle playlist digitali, mettendo in palio buoni Spotify Premium Ford Italia ha lanciato ‘Playlist contest’, il concorso che ripercorre la storia delle compilation dalle musicassette alle playlist digitali, mettendo in palio buoni Spotify Premium. Il video che accompagna l’iniziativa è un viaggio nella memoria […]

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Ford Italia ha lanciato ‘Playlist contest’, il concorso che ripercorre la storia delle compilation dalle musicassette alle playlist digitali, mettendo in palio buoni Spotify Premium

Ford Italia ha lanciato ‘Playlist contest’, il concorso che ripercorre la storia delle compilation dalle musicassette alle playlist digitali, mettendo in palio buoni Spotify Premium. Il video che accompagna l’iniziativa è un viaggio nella memoria che tra nostalgia ed emozioni rievoca i diversi modi con cui in passato si personalizzava il proprio consumo musicale creando, per esempio, le proprie compilation prima su nastro, accompagnato dall’immancabile penna per riavvolgerlo in caso d’emergenza, e poi su CD, il cui miglior amico era il classico pennarello dalla punta morbida utilizzato per scrivere sul disco senza danneggiarlo.

Nei tempi più recenti, la smaterializzazione della musica è passata attraverso i lettori mp3, che hanno esteso i confini del numero delle tracce da portare con sé limitandolo solo alla quantità di spazio disponibile nella memoria del lettore digitale. Questo limite è stato definitivamente abbattuto con l’introduzione dei servizi di streaming musicale di Spotify, che mette a disposizione una libreria globale di musica di ogni epoca e luogo per creare playlist i cui estensione è delimitata solo dalla propria fantasia.

Ma se una delle destinazioni ideali di una compilation è il viaggio, portare in auto la propria playlist richiede un’attenzione alla sicurezza. Per questo Ford mette a disposizione dei propri modelli, a partire dalla nuova EcoSport, il sistema SYNC integrato con AppLink, grazie al quale è possibile avvalersi dei comandi vocali avanzati del SYNC per utilizzare alcune celebri App, tra le quali Spotify. Questa tecnologia esclusiva Ford consente di concentrarsi sulla strada e sulla guida senza rinunciare alla propria musica preferita.

Per partecipare al concorso e vincere i buoni Spotify Premium basta accedere al sito www.playlistcontest.it e proporre la propria playlist selezionando i brani preferiti grazie ai suggerimenti di Spotify. E’ possibile inoltre personalizzare la compilation con una cover e condividerla su Facebook.

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Libri in prestito su Internet? Biblioteche digitali in aumento https://www.datamanager.it/news/libri-prestito-su-internet-biblioteche-digitali-aumento-56492.html Tue, 20 May 2014 07:37:07 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/libri-in-prestito-su-internet-biblioteche-digitali-in-aumento/ Nonosante riguardo ai fenomeni hi-tech l’Italia risulti spesso il fanalino di coda, sembra che finalmente le biblioteche digitali stiano prendendo piede anche nel nostro Paese: il fascino del “sapere a portata di mouse” ha spinto numerose biblioteche italiane a realizzare piattaforme di prestito in digitale, dando agli utenti di Internet la possibilità di accedere al servizio […]

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Nonosante riguardo ai fenomeni hi-tech l’Italia risulti spesso il fanalino di coda, sembra che finalmente le biblioteche digitali stiano prendendo piede anche nel nostro Paese: il fascino del “sapere a portata di mouse” ha spinto numerose biblioteche italiane a realizzare piattaforme di prestito in digitale, dando agli utenti di Internet la possibilità di accedere al servizio con una semplice iscrizione ai portali. Ne è un valido esempio MediaLibraryOnLine, creata nel 2009.

La biblioteca ha un archivio immenso, che annovera tra i suoi titoli non solo i principali editori in italiano (oltre 50mila titoli), ma anche 8 milioni di mp3, quotidiani, audiolibri, 80mila dischi e numerosi altri file.

“Abbiamo almeno dieci anni di ritardo rispetto al resto del mondo, ma qualcosa sta finalmente cambiando. Lo dimostra la rapida crescita dei punti di prestito che hanno deciso di modernizzarsi e aprire, virtualmente, le porte ai propri lettori 2.0”, ha dichiarato Giulio Blasi, Ceo dell’azienda Horizons Unlimited, che amministra il portale.

Sì alle biblioteche 2.0

E il fenomeno è decisamente in crescita: sono attualmente circa 3.900 le biblioteche che hanno aderito al progetto, dando la possibilità ai propri lettori di noleggiare i contenuti in formato digitale.

Ma come funziona il sistema? Le modalità di fruizione e restituzione in realtà non sono uguali per tutto, ma variano a seconda dell’editore: c’è chi applica una protezione Drm, che rende illeggibile l’e-book dopo 14 giorni, altri (circa 50) invece danno la possibiltà di leggerlo per sempre, come una sorta di “dono digitale”. L’aspetto che crea un legame con la tradizione delle biblioteche fisiche è la disponiblità dei libri: le copie per il download non sono infinite, ma in numero limitato. Inoltre, nonostante esista anche un prestito interbibliotecario digitale, il servizio rimane comunque territoriale.

Tuttavia dai dati emersi sembra che in Italia le biblioteche abbiano un impatto molto basso. L’Istat rivela che l’11% della popolazione le frequenta con regolarità, contro una media nazionale che negli Stati Uniti sfiora il 70 %.

Proprio negli Stati Uniti in Texas nascerà presto una biblioteca di soli e-book: addio ai libri cartacei, solo testi in digitale.

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