QlikTech – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 05 Oct 2018 15:04:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png QlikTech – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Con QlikTech gli analytics diventano “natural” https://www.datamanager.it/rivista/con-qliktech-gli-analytics-diventano-natural-53140.html Mon, 17 Feb 2014 09:41:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/con-qliktech-gli-analytics-diventano-natural/ La piattaforma QlikView abilita la Natural Analysis per ottenere le risposte alla stessa velocità con cui vengono concepite le domande, individuando i trend di business nascosti e facendo scoperte che favoriscono decisioni innovative   Nell’ambito della business intelligence si nota una crescita sempre più accentuata del fatturato mondiale e una biforcazione nelle scelte fatte dagli […]

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La piattaforma QlikView abilita la Natural Analysis per ottenere le risposte alla stessa velocità con cui vengono concepite le domande, individuando i trend di business nascosti e facendo scoperte che favoriscono decisioni innovative

 

Richard Timperlake senior vice president worldwide sales di QlikTechNell’ambito della business intelligence si nota una crescita sempre più accentuata del fatturato mondiale e una biforcazione nelle scelte fatte dagli utilizzatori. Gli acquirenti dei dipartimenti IT prediligono ancora i fornitori di BI tradizionale, con architetture prevalentemente incentrate sui report, mentre gli utenti business si rivolgono a chi è in grado di fornire soluzioni orientate alla più immediata information discovery.

In questo secondo settore – però – i fornitori non sono ancora molti e tra questi una posizione di leadership è tenuta sicuramente da QlikTech (www.qlikview.com/it), posizionata da Gartner nel Leaders Quadrant per il terzo anno consecutivo. La società americana di origini svedesi specializzata nella business discovery ha deciso di rafforzare la presenza in Italia e così QlikView (dopo il completamento dell’acquisizione) diventa parte integrante di QlikTech sotto la guida di Massimo San Giuseppe, che – già presidente di QlikView Italy – ha assunto  la carica di acting managing director della nuova filiale. «I clienti considerano il nostro prodotto QlikView come un’evoluzione della business intelligence più classica grazie alle sue caratteristiche user driven che aiutano a rivelare il significato dei dati in modo facile e naturale, affinché le persone possano agire in base ai risultati ottenuti» – ha detto Massimo San Giuseppe.

Potenza del self-service

Per supportare il modo in cui la curiosità umana ricerca ed elabora le informazioni, QlikTech ha sviluppato la tecnologia natural analytics, che permette di determinare gli aspetti più significativi in un complesso di informazioni. La piattaforma QlikView offre – agli utenti di piccole e grandi imprese – la conoscenza immediata, di cui hanno bisogno per decidere in modo veloce e sicuro – e agli specialisti IT – fornisce la semplicità di gestione e di controllo.

«Grazie a QlikView, il valore dei big data può essere messo a disposizione degli utenti aziendali condensando tutte le informazioni e presentando in modo intelligente solo ciò che è rilevante e contestuale al problema analizzato – ha dichiarato durante la visita in Italia Richard Timperlake, senior vice president worldwide per le vendite di QlikTech».

Ad esempio, come ha spiegato Timperlake, un direttore generale potrebbe essere interessato a dati di riepilogo delle varie linee di prodotti dell’azienda, mentre il responsabile di prodotto potrebbe richiedere un maggiore grado di dettaglio, ma solo per le aree di sua competenza. In alcuni casi, come quello di un manager dell’assistenza clienti, che deve interagire con tutte le informazioni di un cliente specifico, può essere indispensabile navigare facilmente e velocemente tra vari dati.

Non solo. «Le organizzazioni che adottano piattaforme di business intelligence tradizionale per utilizzare al meglio la potenza dei big data devono assumere esperti, creare complessi algoritmi e compiere ingenti investimenti in infrastruttura e software» – ha messo in evidenza  Massimo San Giuseppe. «Oggi, gli utenti vogliono disporre di strumenti semplici, come quelli che sono abituati a utilizzare per uso privato oppure per svago. Scaricando dal nostro sito la versione QlikView Personal Edition, chiunque può provare le caratteristiche esclusive, facili e potenti del nostro software di business discovery».

Natural analytics

L’architettura associativa della Natural Analysis, offerta dalla piattaforma QlikView, consente una grande scalabilità, per poter navigare una quantità di dati virtualmente illimitata, in combinazione con numerose funzionalità rivolte alla gestione delle informazioni e una user experience agevole, gradevole e altamente proattiva. «La nostra soluzione – ha rimarcato Timperlake – in virtù della modalità di accesso intuitivo, dell’esplorazione associativa delle informazioni e della visualizzazione sofisticata, consente alle aziende di sfruttare meglio gli asset già esistenti, costituiti da precedenti investimenti fatti in altre procedure software e in complessi archivi di dati sviluppati nel tempo».

Le aziende hanno sostenuto notevoli trasformazioni negli ultimi tempi e le loro strutture hanno dovuto adattarsi ai cambiamenti, passando da livelli gerarchici verticali a rapporti partecipativi orizzontali. Ciò ha portato all’aumento del numero di utenti chiamati a un processo decisionale sempre più “social”, attraverso la collaborazione sicura e in tempo reale. Grazie a connettori specificamente progettati per alcune delle principali applicazioni esistenti nell’ambito business, QlikView garantisce il consolidamento dei dati importanti da più origini in un’unica applicazione, agevola l’accesso a qualsiasi informazione aziendale e ne facilita l’analisi in modo integrato, permettendo la formulazione di decisioni più immediate e ai giusti livelli.

Business & dynamic solution

Che cosa rende speciale QlikView e in cosa differisce dalle altre soluzioni di business intelligente?

Per Massimo San Giuseppe, «gli utenti aziendali non sono più disposti ad attendere i report in modo passivo, ma desiderano partecipare attivamente al processo di analisi. Questa esigenza porta le imprese a sostituire la business intelligence tradizionale con QlikView al fine di mettere la conoscenza nelle mani di chi prende le decisioni, aumentando la flessibilità operativa e creando la domanda di business discovery come piattaforma centrale». Il mercato evolve molto rapidamente e la capacità connettiva di QlikView fornisce risposte alla stessa velocità con cui vengono concepite le domande. Basta digitare una richiesta in modo naturale nella casella di ricerca di QlikView per ottenere esiti associativi immediati, che consentono di vedere nuove relazioni tra i dati e di generare risultati secondo modalità impreviste.

Porre domande e cercare informazioni, autonomamente oppure in collaborazione con altri, in tempo reale e «anche per strada» – ha assicurato Timperlake – permette di sfruttare i vantaggi della business intelligence self-service di QlikView, senza la necessità di rivolgersi agli specialisti IT per ottenere nuove procedure di ricerca e generare ulteriori report. «Nei momenti di crisi, il mercato tende a contrarsi» – ha detto Massimo San Giuseppe. «Con l’aiuto di QlikView, facendo scoperte che favoriscono decisioni innovative, le società possono individuare trend nascosti e nuove opportunità. Successivamente, nei momenti di espansione dell’economia, con una soluzione di business discovery possono – invece – essere maggiormente competitive e contrastare meglio gli effetti della concorrenza».

QlikTech Italy

Massimo San Giuseppe ha una consolidata esperienza nel mondo della business intelligence ed è stato pioniere delle tecnologie di QlikTech in Italia. Nel 2002 ha fondato QlikView Italy, master reseller e primo centro di competenza italiano, diventandone il presidente. Dallo scorso ottobre, in seguito all’acquisizione di QlikView Italy da parte di QlikTech, Massimo San Giuseppe è alla guida della nuova filiale italiana.

«La presenza di QlikView in Italia era già molto solida – ha confermato Timperlake – e questa acquisizione rappresenta il complemento di un altro step della nostra strategia di espansione. Negli scorsi anni, è stato costruito un modello di business che ora si abbina perfettamente con quello centrale».

Potendo beneficiare dell’immutata competenza del team italiano, ma anche delle risorse globali e delle accresciute capacità di investimento messe a disposizione dall’organizzazione internazionale, la nuova filiale potrà proseguire nello sviluppo della clientela e nel potenziamento del canale di vendita.

«Dopo questa operazione – ha dichiarato Massimo San Giuseppe – ci aspettiamo un rafforzamento della nostra penetrazione di mercato e il proseguimento della migrazione verso la piattaforma QlikView Business Discovery da parte di nuovi utenti».

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QlikTech nel cuore dei Giochi Invernali Sochi 2014 https://www.datamanager.it/news/qliktech-nel-cuore-dei-giochi-invernali-sochi-2014-53413.html Wed, 05 Feb 2014 17:00:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/qliktech-nel-cuore-dei-giochi-invernali-sochi-2014/ Con l’app QlikView Global Games, i dati su tutte le edizioni dei Giochi Olimpici Invernali dal 1908 al 2010 sono oggi disponibili per gli amanti dello sport. I tifosi possono cercare notizie di interesse personale, trovare statistiche e scoprire curiosità su atleti e gare in un vasto patrimonio di informazioni, e in tempo reale, su Sochi 2014 utilizzando la piattaforma di Business Intelligence di QlikTech

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Con l’app QlikView Global Games, i dati su tutte le edizioni dei Giochi Olimpici Invernali dal 1908 al 2010 sono oggi disponibili per gli amanti dello sport. I tifosi possono cercare notizie di interesse personale, trovare statistiche e scoprire curiosità su atleti e gare in un vasto patrimonio di informazioni, e in tempo reale, su Sochi 2014 utilizzando la piattaforma di Business Intelligence di QlikTech

Per celebrare Sochi 2014, XXII edizione dei Giochi Invernali, QlikTech ha realizzato la Winter Edition dell’applicazione Global Games, creata nel 2012 in occasione dei Giochi estivi di Londra. L’applicazione, unica nel suo genere e sviluppata utilizzando la piattaforma di Business Discovery di QlikView, consente agli appassionati di sport di tutto il mondo di monitorare, visualizzare, analizzare e confrontare i risultati e le statistiche di tutte le edizioni dei giochi invernali – dal 1908 al 2010, con aggiornamenti in tempo reale su Sochi 2014.

Sebbene sia ormai frequente l’impiego delle tecnologie di big data per l’elaborazione di statistiche in ambito sportivo, con Global Games – Winter Edition la business intelligence è ora nelle mani di tutti i tifosi del mondo che, in modo gratuito, possono accedere ai dati degli atleti del proprio Paese, confrontando i risultati raggiunti nelle precedenti edizioni dei giochi invernali.

Global Games – Winter Edition di QlikTech, accessibile online e da tutti i tipi di device, consente ai tifosi di analizzare le informazioni sulle discipline preferite, gli eventi, i paesi, per scoprire curiosità e ipotizzare i vincitori delle medaglie d’oro di Sochi 2014.

Scorrendo i dati contenuti in Global Games – Winter Edition, abbiamo scoperto che:

• la Norvegia detiene il maggior numero di ori olimpici nei Giochi Invernali (306) e l’atleta con più medaglie – anch’esso norvegese – è il fondista Bjørn Dæhlie, arrivato sul podio ben 12 volte

• I Paesi che hanno ottenuto il maggior numero di medaglie d’oro ai Giochi invernali appartengono all’emisfero settentrionale, che ha ospitato tutte le edizioni

• L’atleta più anziano nella storia dei Giochi invernali è svedese, ha partecipato ai Giochi all’età di 58 anni, mentre il più giovane è coreano, in gara a 13 anni

• L’anno migliore per l’Italia è stato il 1994 – anno in cui ha vinto 20 medaglie (56% donne, 44% uomini), tra cui 7 ori

Massimo San Giuseppe, Acting Managing Director QlikTech Italia, dichiara “Dopo il successo della Global Game App dedicata ai Giochi estivi di Londra, siamo lieti di presentare la nuova versione dell’app per i Giochi invernali. Abbiamo voluto condividere con i tifosi e gli sportivi di tutto il mondo questa grande mole di dati, per dare la possibilità di scoprire nuove correlazioni secondo gli interessi di ciascuno. La Business Discovery consente di scoprire in modo intuitivo curiosità su atleti, gare, sport, record e Paesi portandoci sempre più vicini all’azione. Speriamo che gli appassionati di sport invernali, entrando nel cuore della Winter Edition, possano vivere fino in fondo lo spirito dei Giochi”.

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L’aeroporto di Zurigo vola alto con QlikView https://www.datamanager.it/news/laeroporto-di-zurigo-vola-alto-con-qlikview-52894.html Mon, 20 Jan 2014 11:51:55 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/laeroporto-di-zurigo-vola-alto-con-qlikview/ Il più importante aeroporto svizzero ha scelto QlikView per ottimizzare le operazioni di volo

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Il più importante aeroporto svizzero ha scelto QlikView per ottimizzare le operazioni di volo

QlikTech ha annunciato che Flughafen Zürich AG, la società che gestisce l’aeroporto di Zurigo, il più grande della Svizzera, ha implementato QlikView per analizzare i dati sulle performance allo scopo di garantire operazioni di volo efficienti e affidabili. QlikView è stato scelto anche per sostituire SAP BW in quanto offre migliori livelli di scalabilità, flessibilità e performance.

Lo scorso anno, dall’aeroporto di Zurigo, sono transitati più di 24,8 milioni di passeggeri, creando enormi volumi di dati elaborati da ogni livello della società. Allo scopo di migliorare le operazioni, Flughafen Zürich AG ha deciso di capitalizzare il patrimonio di dati per aumentare la visibilità in tutta l’azienda, controllare le performance con maggiore precisione e scoprire nuovi modi per semplificare il lavoro e ridurre i ritardi dei voli. Per raggiungere questo obiettivo ha sostituito una serie di strumenti di Business Intelligence distribuiti e isolati all’interno dell’organizzazione, incluso SAP BW, e ha implementato un programma di BI self-service centralizzato, basato su QlikView. La nuova soluzione QlikView è a disposizione di circa 500 utenti interni all’azienda.

“Nei prossimi due anni prevediamo di estendere ulteriormente il nostro programma di BI e di aumentare la quantità di dati analizzati con QlikView di oltre un miliardo di dataset”, ha dichiarato Konrad Zöschg, Head Aviation Competence Center, Information and Communication Technology di Flughafen Zürich AG. “QlikView è facilissimo da utilizzare e semplifica la creazione di analisi e applicazioni; inoltre, gli utenti possono trovare informazioni importanti in pochi secondi”.

Con QlikView i dipendenti possono eseguire analisi approfondite sui dati relativi alle operazioni dell’aeroporto, i parcheggi, la gestione delle strutture, gli aspetti finanziari e la tecnologia IT. Questa piattaforma consente di misurare i dati confrontandoli con KPI (key performance indicator) predefiniti oppure eseguire ricerche mirate in tempo reale che spaziano dall’analisi della capacità nell’ambito dell’infrastruttura aeroportuale, fino alle valutazioni dei tempi di processo nei voli diretti. La disponibilità di queste informazioni consente al gestore dell’aeroporto di individuare aree che richiedono un miglioramento allo scopo di garantire la regolarità delle operazioni di volo.

“Essendo uno degli aeroporti più trafficati del mondo, lo scalo di Zurigo deve necessariamente offrire il massimo in termini di informazioni sulle performance dei viaggi per soddisfare gli obiettivi relativi alle operazioni di volo”, ha spiegato Jeff Boehm, vice presidente, Global Product Marketing di QlikTech. “Grazie a QlikView gli utenti possono affidarsi ai processi decisionali naturali e analizzare i dati in base alle proprie specifiche esigenze, formulando tutte le domande necessarie e tracciando collegamenti tra i diversi punti dati. Il risultato è una migliore comprensione di quello che succede all’interno dell’aeroporto e quindi la possibilità di prendere decisioni migliori in merito alla sua gestione”.

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L’intelligence per gestire l’azienda. Utile se integrata nel business https://www.datamanager.it/rivista/l-intelligence-gestire-l-azienda-utile-se-integrata-nel-business-52246.html Fri, 13 Dec 2013 08:29:20 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/lintelligence-per-gestire-lazienda-utile-se-integrata-nel-business/ La business intelligence è sempre una delle priorità dei CIO, per questo si prevede una crescita quasi del 10% annuo fino al 2017. Sfruttare al meglio questi strumenti significa integrarli con gli ERP. Meglio ancora, inserirli nei processi aziendali: così nasce l’active intelligence    Oggi, in molte organizzazioni, i sistemi di business intelligence (BI) e […]

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La business intelligence è sempre una delle priorità dei CIO, per questo si prevede una crescita quasi del 10% annuo fino al 2017. Sfruttare al meglio questi strumenti significa integrarli con gli ERP. Meglio ancora, inserirli nei processi aziendali: così nasce l’active intelligence 

 

L’intelligence per gestire l’azienda Utile se integrata nel businessOggi, in molte organizzazioni, i sistemi di business intelligence (BI) e di business analytics (BA) sono ormai ben consolidati per supportare il processo decisionale in molti settori. Attualmente, la maggioranza degli utenti di questi sistemi è costituita, tipicamente, da business analyst che analizzano i dati e da manager che prendono decisioni strategiche e tattiche. Il mercato del software della BA, secondo un’analisi dello scorso giugno di IDC (www.idc.com), crescerà a un tasso medio annuo del 9,7% fino al 2017. La domanda di soluzioni di BA continuerà a svilupparsi, guidata dalla richiesta di decisioni migliori e più veloci, e dal vantaggio competitivo che risulta dall’abilità di analizzare e agire rapidamente a partire dalle informazioni messe a disposizione da questi strumenti.

 

La diffusione della BI

Per Alessio Lo Turco, manager systems consulting di Dell Software (www.dell.it), la BI è in continua evoluzione, con una costante crescita sia qualitativa sia quantitativa. «Mediante il suo utilizzo, è possibile sviluppare analisi previsionali basate su KPI che aiutano le aziende stesse a prendere decisioni tempestive e definire strategie future basate sulle informazioni in loro possesso. L’andamento del mercato delle soluzioni di BI – dice Lo Turco – risulta tra i più dinamici del comparto software, spinto dalla domanda e dall’innovazione dell’offerta. La BI è sempre tra le priorità di tutti i CIO, di aziende di ogni dimensione e in tutti i mercati verticali. Molta attenzione viene posta a soluzioni che forniscono ambienti self-service, che coinvolgono l’IT solo nella fase di set-up dello strumento e non nel processo di analisi. In questo modo si lascia all’utente la possibilità di accedere in modo interattivo ai dati, arrivando fino al dettaglio necessario. L’analisi self-service è una mentalità, non una serie di strumenti, ma ne esistono alcuni, come quelli proposti da Dell Software, che supportano questa nozione meglio di altri». Solo un decennio fa, per gestire un’azienda poteva essere sufficiente un atteggiamento rivolto al mercato e al cliente. «Oggi, l’estremo dinamismo del mercato e la forte competizione richiedono, anche alle imprese di piccole e medie dimensioni, di avere capacità analitiche e previsionali» – mette in evidenza Gualtiero Bazzana, amministratore delegato di Alten Italia (www.alten.it). «La BI offre alle aziende strumenti adatti ad aumentare l’efficienza della produzione, della relazione con la clientela e della supply chain, ottimizzare le performance e individuare le opportunità di crescita. A questi elementi base si aggiungono inoltre strumenti di analisi statistica e di analisi predittiva, in grado di attivarsi autonomamente in base ai dati raccolti e di segnalare azioni da compiere».

Ma quale BI? 

Bisogna però accordarsi su cosa si intende per BI. E’ frequente incontrare aziende che sfruttano i più comuni applicativi da ufficio o la reportistica dei sistemi gestionali per analizzare e distribuire informazioni, ma dobbiamo interrogarci se questa sia veramente BI. «Se per BI intendiamo un insieme di processi e tecnologie strutturate secondo precise metodologie a supporto del processo decisionale, le cose cambiano» – spiega Mirko Menecali, responsabile Service Line Business Intelligence di Sinfo One (www.sinfo-one.it). Secondo un’indagine del 2011, dell’osservatorio SDA Bocconi sulla BI nelle PMI italiane, appena il 41,6% delle aziende usa tali sistemi. «Un sistema di BI moderno in grado di gestire anche dati prospettici (EPM) può agire sia sulla efficienza sia sull’efficacia». Ma che cosa vogliono i clienti? Menecali ribatte: «Rispondere più rapidamente a nuove opportunità di mercato. Migliorare i processi di pianificazione e controllo. Dare una visione centralizzata della redditività del cliente o del prodotto. Analizzare ogni elemento della catena del valore aziendale, anche le informazioni contenute nei sistemi CRM e PLM. Ridurre i costi operativi, automatizzando le procedure di manipolazione e distribuzione del dato. Questi sono gli obiettivi ricercati dai nostri clienti». Gli strumenti di BI sono in generale largamente diffusi in tutte le aziende e a tutti i livelli, anche se spesso sono poco sfruttati o addirittura non si ha la percezione di lavorare con un sistema di BI. «Quello che invece varia molto è il grado di maturità dei sistemi di BI e della loro gestione, tanto che spesso si assiste a un proliferare incontrollato di strumenti di personal reporting non gestiti dall’IT» – come fa notare Roberto Chinelli, direttore della Service Line Business Intelligence e direttore del team di Innovation & Incubation in Avanade Italia (www.avanade.com/it-it). Nonostante questi strumenti rappresentino un modo agevole di monitorare il business, non consentono altresì di avere un quadro chiaro e soprattutto univoco sullo stato del business stesso di una azienda, e con il tempo risultano più onerosi da mantenere di quanto ci si aspetti». La BI, però, se ben integrata con i dati dei sistemi ERP, può ridurre l’utilizzo fuori controllo di fogli Excel. «Le piattaforme di BI vengono utilizzate nelle aziende di tutte le dimensioni e di tutti i settori merceologici. Nella gran parte delle realtà aziendali, molte funzioni gestiscono i dati con fogli Excel o con database dipartimentali che nulla hanno a che fare con la logica dei sistemi ERP» – afferma Jean-Pierre Giannetti, country manager di MicroStrategy Italy (www.microstrategy.it). «Questo è il motivo per il quale la BI è così diffusa e continua a crescere. Per esempio, l’adozione del nostro sistema di BI in Sara Assicurazioni nasce dalla volontà di mettere ordine nella pletora di strumenti di reporting e analisi che, pensati e cresciuti in modo anarchico nelle varie linee di business e funzioni aziendali, avevano generato il classico problema dell’inaffidabilità del dato e della conseguente perdita di controllo. In seguito all’adozione della BI di MicroStrategy, il controllo che i dipendenti di Sara possono esercitare sul business viene implementato, oltre che con i report e dashboard dinamici, anche con indicatori molto efficaci in grado di evidenziare in tempo reale se le prestazioni di ogni agente sono in linea con gli obiettivi prefissati. A loro volta, le agenzie, possono sfruttare gli strumenti di BI per capire da quali clienti o potenziali clienti ricavare i maggiori risultati».

Chi ha avuto benefici dalla BI

Tutti i settori traggono beneficio dalla corretta gestione dei dati sia per prendere decisioni in tempi immediati, sia come supporto alla pianificazione e al controllo dei business. «Alcuni settori hanno maturato prima di altri l’esperienza di BI, come le aziende che producono e vendono alla grande distribuzione» – spiega Iuris Cella, offering manager Sage ERP X3 di Gruppo Formula (www.formula.it). «Quelle manifatturiere, invece, si sono mosse successivamente per analizzare soprattutto il rapporto con i fornitori e la gestione della domanda». E secondo Bazzana di Alten Italia, il fatto che i clienti che domandano soluzioni di BI appartengano a tutti i settori, dal banking alle telecomunicazioni, passando dal manufacturing ai media, è segno che non c’è manager che non voglia imparare qualcosa in più dai propri dati. «Il Business Intelligence Centre of Excellence di Alten – infatti – viene coinvolto in progetti di data warehousing, business analytics e performance management e qui nascono soluzioni e competenze in grado di creare valore aggiunto, vero obiettivo di ogni consulenza intelligente». Anche per Angelo Cian, responsabile soluzioni di Business Intelligence in Zucchetti (www.zucchetti.it), i campi di applicazione della BI sono tanti quanti i clienti che la utilizzano, perché ognuno ha la sua specificità. «InfoBusiness è già utilizzato da quasi seimila clienti di differenti tipologie e dimensioni, proprio per la sua semplicità e facilità d’integrazione» – afferma Cian. «Per esempio, Perletti ha tratto grandi vantaggi in termini di controllo di gestione. Il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati utilizza la soluzione per gestire le informazioni di ogni singolo processo operativo e ricavarne analisi statistiche. Unicef può effettuare valutazioni sui dati contabili e sugli incassi relativi alle donazioni». È chiaro – però – che il valore che l’impiego di una soluzione di BI porta a una organizzazione sia strettamente legato al contesto e alle finalità, come mette in evidenza Mauro Tuvo, principal consultant information management di System Evolution (www.systemevolution.it): «In questo senso, un’esperienza emblematica cui possiamo fare riferimento – racconta Tuvo – è quella recente di realizzazione di un sistema per la misurazione delle prestazioni aziendali basato su balanced scorecard per una azienda del settore finance. Il contesto in questo caso ha giocato un ruolo veramente rilevante. L’applicazione BSC rappresenta una componente di un sistema complessivo di governo del business fortemente sostenuto dal management. Gli indicatori rilevati periodicamente monitorano il perseguimento di una strategia d’impresa, hanno effetto sul sistema premiante, fanno parte del linguaggio comune dei manager. E solo in un contesto così fertile l’applicazione contribuisce in modo determinante al valore di impresa. Sappiamo, invece, quanto sistemi di questo tipo non sorretti da una visione in grado di integrarli nel governo dell’azienda siano destinati all’indifferenza e all’oblio». Il passaggio della BI da strumento solo dipartimentale a strumento capace di integrare le fasi dei processi di business aziendale è decisivo. Tra i vantaggi ci sono la certificazione del dato, la diffusione web della reportistica, il controllo delle fasi dei processi, la modellazione dei parametri dei processi aziendali. Anche Cella di Gruppo Formula cita un caso utente: «I nostri clienti Sage ERP X3 beneficiano della BI integrata nell’ERP in vari modi. Madel, settore grande distribuzione, usa la BI nell’ambito della gestione del rapporto con la GD (contratti, sconti, campagne, premi, contributi). Nel manufacturing, Salami che produce e vende componenti oleodinamici, usa cruscotti per la valutazione e l’analisi delle performance aziendali modellando un processo articolato che interessa demand chain e rotazione di magazzino».

Più valore al capitale informativo

Per massimizzare il valore del capitale informativo è necessario far leva su fattori tecnologici abilitanti, quali l’integrazione delle fonti, l’integrità dei dati e l’analisi applicata, limitando il peso dei fattori inibitori che ostacolano l’adozione della BI da parte degli utenti inesperti. «Il 70% degli utilizzatori di strumenti operazionali (ERP, CRM, SFA) – spiega Roberto Mariotti, technical manager di Information Builders Italia (www.informationbuilders.it) – è rappresentato da utenti non specialistici e sono proprio quelli che più necessitano delle informazioni. Recentemente, Compar Bata ha rilasciato la piattaforma informativa per la forza vendita, dove l’utilizzo della piattaforma di Information Builders e un approccio agile al progetto hanno permesso non solo la distribuzione della reportistica, ma anche la raccolta di informazioni dal campo, creando di fatto un canale di comunicazione continuo tra la sales force e la sede. La flessibilità ha portato un ritorno dell’investimento tangibile in poche settimane, evitando la ricostruzione e il test di nuovi report e accedendo direttamente alle informazioni aziendali». Un’altra azienda utente che ha ottenuto grandi vantaggi dalla BI è Luxottica, che ha scelto di implementare QlikView, la piattaforma di Business Discovery di QlikTech, per fornire report sui KPI e analisi personalizzate e dashboard semplici da usare, in tempo reale. In particolare, l’azienda necessitava di una soluzione add-on al proprio sistema ERP che potesse interagire anche con i sistemi utilizzati dai partner. «Partendo dal reparto commerciale, dove è stata sviluppata una soluzione di forecasting per supportare la forza vendita – racconta Massimo San Giuseppe, VP & managing director di QlikTech Italy (www.qlikview.com) – Luxottica ha esteso l’utilizzo di QlikView anche al top management dell’azienda e a numerosi altri reparti, tra cui il dipartimento finanziario, il marketing, le risorse umane e la logistica, fino a comprendere circa mille e 500 utenti, di cui mille e 200 parte dello staff vendite internazionale. Con QlikView, Luxottica ha oggi a disposizione report più precisi, approfonditi e dinamici per un miglior processo decisionale, un monitoraggio di KPI tramite filtri specifici e report self-service a tutti i livelli dell’organizzazione che consentono al reparto IT di concentrarsi sui task amministrativi importanti, anziché affrontare le continue richieste dei singoli utenti. Inoltre, con la Business Discovery, l’azienda ottiene una migliore pianificazione, grazie alla possibilità di includere i partner nel processo». Descrive un caso interessante anche Andrea Maderna, direttore commerciale di BOARD Italia (www.board.com). «L’esigenza di una nota azienda italiana – dice Maderna – era quella di avere un cruscotto che contenesse non solo dati numerici, informazioni, report e grafici provenienti da diverse fonti dati, ma anche degli indicatori che rappresentassero in modo intuitivo e veloce una serie di KPI selezionati dalla direzione, e che li supportasse nel prendere decisioni. Lo strumento doveva essere semplice e immediato in modo da rendere più veloce l’adozione da parte degli utenti, anche a livello internazionale, comprendendo rivenditori e distributori. Ogni utente, oggi, è completamente autonomo e indipendente: può estrarre e visualizzare il dato come preferisce, crearsi dei report o modificare quelli distribuiti dall’azienda centralmente, senza dover necessariamente utilizzare uno standard aziendale. BOARD è stata la scelta dell’azienda in quanto, già in fase di selezione, si è dimostrato il migliore sia dal punto di vista tecnico-funzionale, che dal punto di vista economico, in quanto garantiva rapidi tempi di implementazione».  

Integrare BI e strategia 

La strada per sfruttare al meglio gli strumenti di BI è la stretta integrazione tra essi e le fasi dei processi di business aziendale gestiti dagli ERP. «Per avere dati di marketing, vendita e amministrazione integrati e giungere a una visione d’insieme di alto livello servono strumenti sempre più decisionali» – afferma Massimiliano Salin, direttore commerciale di Reitek (www.reitek.com). Reitek sta accelerando su questa strada: poter prendere decisioni condivise e intelligibili fra aree aziendali che magari fino a ieri usavano strumenti diversi o parlavano lingue diverse. La maggiore comunicazione fra CRM, ERP e BI è un vantaggio che incrementa l’usabilità degli strumenti, la condivisione delle informazioni e l’utilità di analisi effettivamente correlate al bilancio e al controllo di gestione. Attività come il credit check o il recupero crediti possono trasformarsi da strettamente amministrative a insight di marketing, specie in contesti di crisi». Dello stesso avviso è Chinelli di Avanade Italia: «Avere a colpo d’occhio l’immagine di cosa succede al business di un’azienda consente di avere il polso sull’andamento degli affari e rilevare anomalie in tempi brevi, la possibilità di fare in seguito indagini approfondite consente di rilevare le cause e prendere decisioni che possono rappresentare un vantaggio competitivo non banale. L’analisi quantitativa dei dati in molti casi permette di analizzare scenari potenziali e pianificare con anticipo i fabbisogni. Senza sistemi di analisi dei dati non si sarebbero potuti migliorare modelli produttivi come il just-in-time». Non solo. Nelle aziende multi-società e multi-business, l’utilizzo di sistemi di BI integrati al CPM è sempre più diffuso e guidato da una logica di monitoraggio e misurazione della performance di specifici processi aziendali (pianificazione, consolidamento e analisi della profittabilità…) per evidenziare rapidamente le criticità nascenti e consentire l’attuazione di interventi di correzione e di miglioramento. «Le aziende che hanno sistemi informativi eterogenei, magari in più paesi, devono gestire con applicativi non troppo invasivi e complessi il recupero e l’elaborazione dei dati» – dice Marco Bossi, managing director di Talentia Software (www.talentia-software.it). «I nostri clienti hanno sempre più l’esigenza di avere sistemi di BI che integrino le logiche di CPM. Una soluzione come Talentia CPM, che integra un modulo di business intelligence, risponde perfettamente a tali esigenze fornendo una piattaforma unica, condivisa all’interno del gruppo societario, sia per l’analisi della performance sia per la gestione del budget, della pianificazione e del consolidamento. La disponibilità di strutture preconfigurate semplificano e velocizzano l’avvio dell’uso del sistema e garantiscono una perfetta adesione alle specificità dell’azienda-cliente». Se gli strumenti di BI sono molto diffusi nelle aziende di medie e grandi dimensioni, lo sono ancora poco nelle PMI, alle quali servono soluzioni di BI direttamente integrate con il gestionale per compiere analisi in modo facile e veloce. «È proprio in questa direzione – afferma Angelo Cian di Zucchetti – che abbiamo investito su InfoBusiness con il modulo che chiamiamo “IB Connector” e che permette di dare la possibilità a tutti i clienti delle soluzioni gestionali di estrapolare le informazioni strategiche per valutare l’andamento aziendale e prendere le decisioni migliori». In tutti i casi, parlare di BI oggi è allo stesso tempo sempre più attuale e generico. Gli strumenti e le tecniche di BI si applicano ad ambiti informativi distinti, in contesti e con finalità molto differenti. «Tutte le imprese – chiarisce Tuvo di System Evolution – e non solo le più grandi, riconoscono ormai la necessità di supportare la gestione del business con funzionalità e con strumenti specifici, in grado di rappresentare, a partire dagli eventi gestiti nei sistemi operazionali, i fenomeni significativi per il governo dei processi e del business». Ogni settore ha le sue peculiarità. «Nel mondo finance – continua Tuvo – assumono particolare rilevanza aspetti quali il monitoraggio dei crediti o l’analisi dei rischi. Le aziende che operano nel settore del commercio hanno la necessità di misurare le performance della rete di vendita. Le aziende industriali utilizzano strumenti di BI per gestire la propria supply chain. Per questo motivo sono sempre più diffusi i sistemi che fanno uso di tecnologie di BI, ma si caratterizzano, anche nella denominazione, in modo più specifico. Da questa caratterizzazione, deriva anche una specializzazione degli strumenti proposti dai vendor: così ad esempio funzionalità statistiche, forme particolari di rappresentazione grafica dei fenomeni, gestione del workflow, modalità specifiche per la gestione dei big data sono presenti con differenti intensità in diversi strumenti anche in funzione degli ambiti di applicazione». Per Salin di Reitek,  «gli strumenti di BI non sono ancora diffusi al pari degli ERP, i quali contengono informazioni vitali su clienti, prodotti e fornitori ma purtroppo non sono pensati per fare analisi e reporting. Gli strumenti di BI sono ancora pochi ma cresceranno di certo, con maggiori integrazioni su dati amministrativi e controllo di gestione. In Reitek, stiamo lavorando su un progetto di monitoraggio dell’andamento delle commesse e di analisi delle marginalità reali e abbiamo evidenze di come molti nostri clienti stiano valutando soluzioni simili».

L’Active Intelligence

La BI può essere integrata col business non solo a valle dei processi, ma anche in un modo più profondo e utile. Oggi, si lavora per portare la BI al cuore dell’impresa, all’interno dei processi: l’integrazione con tutti i processi operativi dell’impresa potrebbe consentire che tutti gli utenti possano sfruttare l’Intelligence durante lo svolgimento del proprio lavoro. Così, l’intera organizzazione potrebbe operare cercando il raggiungimento degli obiettivi strategici. Come si può realizzare? «Mentre fornisce valore al business, la BI è ancora nelle mani di pochi, quando molti dirigenti oggi preferirebbero di gran lunga che fosse anche nelle mani delle persone nelle loro operazioni quotidiane» – spiega Mike Ferguson, IT analyst e consultant, speaker di Technology Transfer (www.technologytransfer.it). Ad esempio, cosa succederebbe se tutto il personale e le applicazioni rivolte ai clienti avessero accesso on-demand all’Intelligence su ogni cliente specifico con il quale si confrontano? E cosa succederebbe se fossero guidati a prendere le migliori azioni per aumentare la redditività del cliente, offrire un migliore servizio clienti, ed evitare i rischi? Ma questo è solo il front-office. E le altre aree operative? Perché anche loro non possono dotarsi di Intelligence? «Soddisfare tali requisiti significa che i sistemi di BI possano essere utilizzati al di là del supporto decisionale tattico e strategico, supportando anche le decisioni operative pure. L’obiettivo – afferma Ferguson – è quello di arrivare al punto in cui i sistemi di analisi sono in continuo monitoraggio, gestendo e guidando tutte le operazioni di business su base 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno. Il raggiungimento di operazioni “intelligenti” richiede alle aziende, innanzitutto, di riconoscere che, per supportare le richieste on-demand, i sistemi di BI hanno bisogno di dati near-real-time, e di gestione automatizzata delle decisioni (analisi automatizzata e azioni automatizzate), oltre che delle tradizionali funzioni di query, analisi e reporting. C’è, poi, la necessità di integrare la BI nei processi di business operativi centrali e, infine, di monitorare gli eventi su base continua per rilevare i problemi e le opportunità, come e quando si manifesteranno. Perchè questo sia implementato con successo è necessario che i ruoli, i processi, gli eventi e le azioni siano del tutto chiari». Per aiutare a formulare i requisiti per integrare correttamente BI nelle operazioni di business – spiega Ferguson – bisogna poi trovare le giuste risposte a tutta una serie di domande: in quali processi la BI è necessaria? Quali ruoli e applicazioni richiede la BI on-demand? Quale BI è necessaria per aiutare a prendere decisioni operative in modo più efficace? L’utente dispone di tempo per utilizzare uno strumento di BI o no? L’azione dovrebbe essere automatica, cioè senza persone coinvolte? Quali eventi devono essere monitorati? Quali dati sono necessari per monitorare questi eventi? «Per contribuire al successo dell’Active Intelligence – conclude Ferguson – tutte quelle domande hanno bisogno di una risposta».

 

Business ad alte prestazioni

Aumenta la domanda di analytics in tutti i settori di mercato

La domanda di soluzioni di business analytics registrerà, da oggi fino al 2020, una crescita del 9% anno su anno, per un giro d’affari globale che passerà da 70 a 136 miliardi di dollari (dati Gartner). Le aziende, soprattutto nell’ultimo anno, stanno affrontando un’evoluzione tecnologica che riguarda le infrastrutture e l’adozione di soluzioni analitiche, perché manager e decisori abbiano accesso istantaneo ai dati e possano comprendere eventi e trend futuri. I settori di mercato? Dalle banche alla PA, dalle telco alle assicurazioni, passando per le utility. L’industria delle telecomunicazioni – per esempio – è un settore sempre più affollato per concorrenza e numero di offerte. Gli utenti valutano i diversi operatori, mettendo a confronto velocità, prezzo e vantaggi. Gli analytics consentono di analizzare una serie di KPI a diversi livelli di aggregazione sia per il traffico voce sia per quello dati. Gli indicatori di performance – tra cui l’accessibilità, il tasso di abbandono e così via – possono essere visualizzati su un unico schermo e svolgono un ruolo chiave nel traffico di instradamento delle chiamate. Ciascuno di questi componenti può influire sulla caduta delle chiamate e avere un impatto negativo sulla qualità generale percepita del servizio e di conseguenza sui ricavi dell’operatore di rete. Molti fornitori di servizi wireless lavorano continuamente per migliorare e aggiornare le loro reti in modo da minimizzare le chiamate cadute, errori di accesso, le zone morte.

Angelo Tenconi, Analytics &Technology director di SAS Italia

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La Data Governance non riceve supporto adeguato a livello dirigenziale https://www.datamanager.it/news/la-data-governance-non-riceve-supporto-adeguato-livello-dirigenziale-52316.html Thu, 12 Dec 2013 18:00:09 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/la-data-governance-non-riceve-supporto-adeguato-a-livello-dirigenziale/ Secondo la nuova indagine commissionata da QlikTech a livello mondiale, le Istituzioni finanziarie rischiano una gestione non corretta dei dati: il 63% dei dirigenti del settore sostiene di non considerare la data governance una questione di competenza del consiglio di amministrazione

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Secondo la nuova indagine commissionata da QlikTech a livello mondiale, le Istituzioni finanziarie rischiano una gestione non corretta dei dati: il 63% dei dirigenti del settore sostiene di non considerare la data governance una questione di competenza del consiglio di amministrazione

QlikTech ha condotto una ricerca sulla Data Governance secondo cui, nonostante questa abbia assunto un’importanza cruciale con la crisi finanziaria globale, oltre due terzi (63%) dei dirigenti del settore finanziario non la considera un problema di competenza del Consiglio di Amministrazione. Lo studio, eseguito da Lepus per conto di QlikTech, mostra infatti che un terzo (31%) delle Istituzioni finanziarie non ha definito ruoli e responsabilità in ambito di data governance sebbene numerosi fattori di business spingano in tale direzione.

In linea con lo straordinario aumento del volume di dati elaborati su base quotidiana, sulla gestione dei dati è stata introdotta un’ampia serie di normative, come la Sarbanes-Oxley, la SEC-17a, Basilea III, Solvency II e BCBS 239 (Risk Data Aggregation). Le Istituzioni finanziarie hanno dovuto stabilire procedure standard per quanto riguarda l’architettura e il modelling dei dati per cui la governance rappresenta una soluzione.

La ricerca, realizzata tra le banche di Europa, Nord America e Asia-Pacifico per sondare le iniziative di data governance, evidenzia quindi la necessità di rappresentanza e titolarità a livello di board al fine di garantire che la struttura di data governance sia conforme agli obiettivi di business.

Ciò è ancora più importante se si considera che – come mostra l’indagine – vi sono molteplici fattori di business che richiedono politiche di data governance e funzioni primarie differenti di una struttura di data governance. A questo proposito, la soddisfazione della conformità alle normative e la riduzione del rischio legato alle norme sono stati riconosciuti dal 94% dei dirigenti bancari come fattori chiave per il business, seguiti dalla garanzia di coerenza dei dati in tutta l’azienda (88%) e dal miglioramento della trasparenza dei dati e delle informazioni di natura finanziaria (63%).

Tuttavia, la funzione primaria di una struttura di data governance varia notevolmente fra le banche intervistate. Mentre il 44% degli intervistati ha indicato la riduzione del rischio e la distribuzione dei vantaggi del business quali funzioni primarie, solo il 13% degli Istituti considera il rispetto delle norme fattore prioritario.

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QlikTech lancia la filiale italiana https://www.datamanager.it/news/qliktech-lancia-la-filiale-italiana-51785.html Thu, 28 Nov 2013 10:11:41 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/qliktech-lancia-la-filiale-italiana/ La società americana di origini svedesi, leader nella Business Discovery, investe nel mercato nazionale completando l’acquisizione di QlikView Italy e costituendo una propria filiale. L’azienda ha più di 30 mila clienti e oltre 1.500 partner in tutto il mondo

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La società americana di origini svedesi, leader nella Business Discovery, investe nel mercato nazionale completando l’acquisizione di QlikView Italy e costituendo una propria filiale. L’azienda ha più di 30 mila clienti e oltre 1.500 partner in tutto il mondo

QlikTech annuncia l’acquisizione di QlikView Italy, già Master Reseller e centro di competenza dell’azienda in Italia. Massimo San Giuseppe, già Presidente di QlikView Italy, assume la carica di Acting Managing Director della nuova filiale, mentre Wolfgang Kobek, RVP Southern Europe & Managing Director DACH assume il ruolo di Vice President.

“Con questa acquisizione, ci aspettiamo che i nostri clienti in Italia, confermando il gradimento dimostrato per la piattaforma QlikView Business Discovery possano beneficiare della competenza e dell’esperienza del team italiano, come delle risorse globali di QlikTech e delle sue accresciute capacità di investimento”, ha dichiarato Massimo San Giuseppe.

Il Master Reseller QlikView Italy è nato ufficialmente nel 2006 capitalizzando l’esperienza pluriennale del team di professionisti di Dike2 che a partire dal 2002 ha svolto il ruolo di importatore italiano della soluzione Business Discovery di QlikTech. In pochi anni l’azienda si è affermata come uno dei partner principali di QlikTech ricevendo premi fra cui “Partner Of The Year” e ”Partner With Highest Revenue” e registrando una crescita esponenziale in termini di risultati economici e numero di clienti.

Diventando parte di un’organizzazione più grande, QlikView Italy ora ottiene l’accesso a un ventaglio di risorse molto più ampio. La nuova filiale sarà in grado di offrire ai partner e ai clienti attuali un supporto ancora più esteso come i servizi di marketing, la formazione, i servizi tecnici e non tecnici. Queste nuove e maggiori risorse dovrebbero consentire alla nuova filiale di capitalizzare il successo che ha raggiunto da reseller.

Con questa operazione, tutti i dipendenti sono diventati ora dipendenti di QlikTech, pur mantenendo i propri ruoli e la struttura organizzativa esistente. Massimo San Giuseppe e Diego Leveghi continueranno a guidare e gestire il team durante il periodo di transizione.

“Con QlikView Italy e l’attuale rete di partner, la presenza di QlikView in Italia è molto solida. QlikView Italy è un buon complemento nell’ambito della strategia vendite di QlikTech perché negli scorsi anni l’azienda ha costruito un modello di business equilibrato che si abbina perfettamente con il modello di QlikTech. L’operazione ci permetterà di proseguire lo sviluppo del nostro modello, costruendo il canale di vendita italiano, e dovrebbe consentire a QlikTech di aumentare la propria presenza nel mercato europeo”, ha affermato Richard Timperlake, Senior Vice President, Worldwide Sales di QlikTech. “L’Italia è un mercato importante, strategico e sano: da diversi anni nel settore della BI si osserva una crescita continua”.

Con l’acquisizione, i contratti in essere con i partner sono trasferiti automaticamente a QlikTech, permettendo loro di continuare a sfruttare le opportunità del mercato della business intelligence e di far crescere il proprio business con QlikView.

“Nevis è tra i primi partner in Italia ad aver creduto nella tecnologia QlikView e a capire come questa potesse valorizzare il ruolo strategico della Business Intelligence all’interno delle aziende. L’ingresso diretto di QlikTech Inc. nel mercato Italiano consente a Nevis di avere a disposizione competenze, strumenti di marketing e supporto alla vendita ancor più efficienti, fattori che ci permetteranno di gestire al meglio la relazione con i clienti finali fornendo servizi sempre più dedicati”, ha affermato Enrico Gasparoni, Sales Director di Nevis Srl – Horsa Business Analytics, Elite Solution Provider per l’Italia.

“Con l’arrivo di QlikTech in Italia e con la presenza diretta della multinazionale, le opportunità di business, già numerose, non potranno che ampliarsi. Ci aspettiamo che anche le occasioni di collaborazione sul fronte tecnico e su quello marketing ricevano un impulso positivo dall’acquisizione, così da sfruttare ancora meglio le grandi potenzialità del mercato e della soluzione”, ha dichiarato Marco Santambrogio, fondatore e Managing Director di VALUE LAB (società di consulenza e soluzioni IT in ambito CRM, marketing e sales), Solution Provider per l’Italia e Technology partner di QlikTech a livello globale.

Per celebrare l’acquisizione, Richard Timperlake e Massimo San Giuseppe hanno presentato ai media la piattaforma di Business Discovery di nuova generazione che sostituisce la Business Intelligence tradizionale: QlikView.Next, questo è il nome del software, concilia le esigenze del business e dell’IT, offrendo agli utenti informazioni mirate e al reparto IT il controllo. Grazie all’approccio Natural AnalyticsTM, che attinge alla naturale capacità umana di elaborare informazioni complesse, QlikView Business Discovery e il Qlik Customer Success Framework mettono a disposizione persone, tecnologia e servizi per aiutare le aziende a ottimizzare l’uso dei dati come risorsa strategica.

In Italia QlikView Business Discovery vanta referenze in ogni settore, dalle piccole imprese alle grandi aziende, incluse amministrazioni pubbliche e Istituti universitari. Si distinguono, fra gli altri: Eni, Fiat, H3G, Inticom-Yamamay, Luxottica, Telecom Italia, Trenitalia, Unicredit.

QlikTech Italy stabilisce la propria sede centrale a Cernusco sul Naviglio in Via Gobetti 2/a (MI) e mantiene l’ufficio commerciale di Roma in Viale Luca Gaurico 9 e la sede amministrativa di Ravina (TN) in Via Stella 11/a.

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QlikTech presenta il Customer Success Framework che supporterà la nuova era della Business Discovery https://www.datamanager.it/news/qliktech-presenta-il-customer-success-framework-che-supporter-la-nuova-era-della-business-disco Sat, 28 Sep 2013 17:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/qliktech-presenta-il-customer-success-framework-che-supportera-la-nuova-era-della-business-discovery/ Un ecosistema di persone, servizi e tecnologia per rispondere alle esigenze dei clienti man mano che avanzano nella strategia di Business Intelligence

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Un ecosistema di persone, servizi e tecnologia per rispondere alle esigenze dei clienti man mano che avanzano nella strategia di Business Intelligence

QlikTech ha annunciato il lancio del Qlik Customer Success Framework per aiutare i clienti a ottimizzare progressivamente l’uso dei dati come risorsa strategica. Una novità che si basa sulla roadmap strategica di QlikView.Next per trasformare il mercato della BI attraverso l’approccio Natural Analytics e aiutare le persone a utilizzare e comprendere i dati in modo più naturale durante il processo decisionale. Per supportare questa trasformazione, il Customer Success Framework fornisce un ecosistema costituito da persone, servizi e tecnologia per rispondere alle diverse esigenze del cliente attraverso un percorso che aiuta tutti gli utenti aziendali a impiegare i dati in modo più efficiente.

Il Qlik Customer Success Framework incoraggia i clienti a considerare i servizi come un universo interconnesso anziché come soluzioni separate, progettate per esigenze specifiche in determinato momento. Per ottimizzare il valore della Business Discovery e ridurre la complessità affinché gli utenti possano prendere decisioni basate su informazioni più specifiche, un software non è sufficiente. Il Qlik Customer Success Framework aiuta le aziende a concentrarsi correttamente sulla BI e sulle analisi, mettendo a disposizione tutte le risorse correlate necessarie per trasformare le strategie in realtà.

“Oggi più che mai le aziende stanno passando alla nuova generazione di BI self-service per rispondere a domande strategiche e a carichi di lavoro complessi che hanno un impatto cruciale sul business”, ha dichiarato Les Bonney, Chief Operating Officer di QlikTech. “Il nuovo concetto di BI richiede nuovi tipi di servizi per la Business Discovery. Per questo motivo riteniamo che il nostro Qlik Customer Success Framework metta i clienti sulla strada giusta, permettendo loro di ottimizzare gli investimenti in QlikView e aggiungere valore al business per ottenere risultati strategici”.

Il Qlik Customer Success Framework include tutte le risorse che QlikTech considera necessarie ai clienti per ampliare i propri programmi dalle analisi per le piccole e medie imprese a progetti basati sui Big Data. Le risorse comprendono:

• Qonnect Partner Program: Un’estesa rete globale di partner, tra rivenditori, OEM, aziende di tecnologia e System Integrator per offrire accesso a infrastruttura e know-how e soddisfare le esigenze specifiche dei clienti.

• Qlik Community: Una community online straordinariamente attiva nel settore, con quasi 100.000 membri fra clienti, partner, sviluppatori e appassionati per offrire un forum attraverso il quale interagire e continuare a sviluppare best practice e analisi.

• Qlik Market:Una vetrina online di applicazioni, estensioni e connettori per aiutare i clienti a sfruttare al meglio la potenza della piattaforma QlikView Business Discovery.

• Qoncierge: Un servizio con un unico punto di contatto che consente ai clienti di accedere alle risorse di cui hanno bisogno.

• Comprehensive Services: Una vasta gamma di servizi, formazione e supporto per ottimizzare la strategia di ciascun cliente. Le offerte includono:

o Servizi didattici per formare rapidamente gli utenti sull’uso di QlikView e permettere loro di sfruttare al meglio la piattaforma;

o Servizi di consulenza, quali servizi di base, applicativi e aziendali utili nelle fasi di pianificazione, progettazione e crescita dei progetti QlikView, per velocizzare l’implementazione, limitare i rischi associati al programma e ridurre i costi non necessari dovuti a una pianificazione non corretta;

o Servizi di supporto per ottimizzare i tempi di operatività della soluzione e aiutare i clienti a superare la complessità del proprio ambiente IT. I servizi di supporto includono anche la consulenza da parte di un tecnico designato che ha il compito di semplificare il processo di assistenza.

“La Qlik Community è notevolmente cresciuta perché è realmente diversa”, ha spiegato Oleg Troyansky, presidente di Natural Synergies. “Nel corso degli anni ha rappresentato per me quello che Facebook, Twitter e LinkedIn hanno significato per altri. È uno strumento globale collaudato che intreccia social media, relazioni e potenza delle connessioni, tutti aspetti che mi hanno aiutato a sviluppare non solo la mia attività, ma anche il valore del mio brand”.

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Da QlikTech la piattaforma di nuova generazione QlikView.Next che cambierà la BI tradizionale https://www.datamanager.it/news/da-qliktech-la-piattaforma-di-nuova-generazione-qlikviewnext-che-cambier-la-bi-tradizionale-499 Thu, 26 Sep 2013 08:09:25 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/da-qliktech-la-piattaforma-di-nuova-generazione-qlikview-next-che-cambiera-la-bi-tradizionale/ Qliktech presenta la Roadmap della piattaforma di Business Discovery di nuova generazione che sostituirà la Business Intelligence tradizionale

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Qliktech presenta la Roadmap della piattaforma di Business Discovery di nuova generazione che sostituirà la Business Intelligence tradizionale

QlikTech, leader nella Business Intelligence (BI) basata sull’utente, ha annunciato la roadmap strategica dell’azienda, destinata a stravolgere ancora una volta il settore della BI con una piattaforma di nuova generazione che migliora il processo decisionale. QlikView.Next è stata progettata per ampliare il focus di QlikTech volto a colmare il divario tra le soluzioni di visualizzazione o dashboard e le complesse piattaforme di BI associate a modalità di business incentrate sui report. In un momento in cui la Business Discovery viene adottata come piattaforma di BI alternativa, QlikView.Next offrirà immediatamente agli utenti le informazioni significative di cui hanno bisogno e ai professionisti IT la semplicità di gestione e il controllo richiesti. L’approccio Natural Analytics di QlikView, che attinge alla naturale capacità umana di elaborare informazioni complesse, è fondamentale per rendere la BI di nuova generazione accessibile e utile a un’ampia gamma di utenti; supporta il modo in cui la curiosità umana cerca, filtra, interroga e trova associazioni nei dati per individuare il significato delle informazioni – rivelando in modo più semplice informazioni significative e consentendo di prendere decisioni.

“I clienti non sono più disposti a ricevere report in modo passivo ma desiderano partecipare attivamente alle analisi. Queste esigenze in evoluzione portano le aziende a sostituire la BI tradizionale con QlikView, per mettere la conoscenza nelle mani di chi prende le decisioni, aumentando la flessibilità competitiva e creando domanda per la Business Discovery come piattaforma centrale”, afferma Anthony Deighton, CTO e senior vice president, Products di QlikTech. “Abbiamo dato origine alla categoria della BI self-service guidata dall’utente e continuiamo a espandere il mercato con una piattaforma estensibile che le aziende possono considerare il fulcro della propria strategia di intelligence utile e necessaria”.

L’Analisi Naturale Attinge all’Istinto Umano per Elaborare le Informazioni

Il valore fondamentale di QlikView.Next come piattaforma BI alternativa è l’uso della Natural Analytics – l’analisi naturale – che colloca i dati nel normale flusso di pensieri che le persone hanno quando devono prendere delle decisioni. Natural Analytics consente a chiunque di esplorare dati complessi, facendo scoperte e condividendole utilizzando le capacità umane naturali. Questa piattaforma consente di:

Scoprire attraverso l’Associazione e il Confronto: Supportando la naturale curiosità umana, Natural Analytics aiuta le persone a progredire da un singolo dato facendo collegamenti ad altri dati; guida gli utenti in modo intuitivo verso le risposte che stanno cercando, scoprendo al tempo stesso nuove e impreviste relazioni tra i dati. Gli utenti possono notare facilmente le connessioni o scoprire possibili interruzioni o informazioni inaspettate.

Decidere attraverso Collaborazione e “Dialoghi dei Dati” (Data Dialogs): Gli utenti possono avviare conversazioni interattive sui dati e sui percorsi decisionali in diretta anziché utilizzando dati statici o percorsi predefiniti. I Data Dialogs aiutano a raggiungere un opinione condivisa, perché più persone fanno scoperte, le segnalano, le condividono e lavorano insieme in sessioni collaborative. In questo modo la Natural Analytics consente una BI realmente social.

Fare attraverso la Persuasione e l’Azione: La Natural Analytics consente agli utenti di mostrare facilmente le relazioni tra i dati alla base delle proprie conclusioni e di esplorare in modo interattivo punti di vista differenti sui dati quando vengono attuate le decisioni. Non è più necessario “trasferire una discussione offline” per avere il tempo di creare nuovi report o visualizzazioni, perché è possibile trovare risposte e convalidarle immediatamente nel corso di una discussione o di una presentazione.

La strada verso QlikView.Next

QlikView.Next va oltre gli upgrade delle funzionalità per offrire una piattaforma del tutto nuova, incentrata sul potente motore di ricerca associativa di QlikView. Per consentire una transizione lineare a questa nuova generazione di implementazioni, la GA-quality release QlikView.Next Limited Availability sarà utilizzata dai primi clienti in un ambiente di produzione nel corso di quest’anno. QlikTech lavorerà a stretto contatto con questi clienti per testare la piattaforma di nuova generazione in un ambiente reale prima del lancio, previsto nel 2014.

Con oltre 29.000 clienti che ogni giorno utilizzano QlikView in tutto il mondo e aziende che lo considerano la soluzione migliore per la propria strategia di BI, QlikTech sta adottando un approccio strategico in più fasi per la distribuzione di QlikView.Next. I clienti di QlikView 11 saranno supportati per almeno tre anni dopo il lancio di QlikView.Next, questo offrirà la flessibilità necessaria per una transizione secondo i propri ritmi e in linea con i propri obiettivi aziendali.

Il Nuovo Ciclo di Fornitura del Prodotto Offre Flessibilità ai Clienti

Oltre a presentare una nuova piattaforma, QlikTech introduce un cambiamento significativo nella modalità di distribuzione del software. I clienti che passano alla piattaforma QlikView.Next trarranno vantaggio dalla nuova cadenza iterativa di release del prodotto. I clienti che scelgono una piattaforma BI in genere oscillano tra due esigenze diverse: necessità di stabilità a livello aziendale, importanza critica e prevedibilità da un lato, e il desiderio di adattare continuamente le nuove funzionalità per trarne il massimo vantaggio dall’altro. QlikView.Next sarà distribuito secondo una nuova cadenza per soddisfare questi due requisiti spesso in contraddizione. Le aziende con lunghi processi interni o altri requisiti possono scegliere un upgrade importante all’anno. I clienti che preferiscono avvalersi di nuove funzionalità con maggiore frequenza possono optare per tre aggiornamenti annuali.

I Servizi per il Futuro della Business Intelligence

Per supportare il percorso dei clienti verso l’ottimizzazione progressiva dell’uso strategico dei dati, QlikTech ha sviluppato un ecosistema formato da persone, servizi e tecnologia. Il Qlik Customer Success Framework sostiene la piattaforma QlikView Business Discovery per ottimizzarne l’efficacia e accelerare il time-to-value. Quest’ approccio permette di ottimizzare il percorso di ciascun cliente con un design di sistema di base orientato allo sviluppo di applicazioni, l’integrazione aziendale, la formazione e l’adozione, oltre che il supporto continuo.

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QlikTech indice un concorso per sviluppatori e progettisti “Take Action Open Data Challenge” https://www.datamanager.it/news/qliktech-indice-un-concorso-sviluppatori-e-progettisti-take-action-open-data-challenge-49777.ht Wed, 18 Sep 2013 10:19:48 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/qliktech-indice-un-concorso-per-sviluppatori-e-progettisti-take-action-open-data-challenge/ Il concorso "Take Action Open Data Challenge” incoraggia partecipanti da tutto il mondo a utilizzare QlikView per ottenere informazioni importanti che possono favorire un cambiamento positivo e fruttare premi fino a $10.000

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Il concorso “Take Action Open Data Challenge” incoraggia partecipanti da tutto il mondo a utilizzare QlikView per ottenere informazioni importanti che possono favorire un cambiamento positivo e fruttare premi fino a $10.000

QlikTech ha annunciato la partenza del concorso Take Action Open Data Challenge, con cui invita i partecipanti a utilizzare QlikView per scoprire informazioni inattese dai dati pubblici e privati che potrebbero avere un impatto per cambiare positivamente il mondo.

L’iniziativa: Le fonti di dati aperte e pubbliche su popolazioni, povertà, problemi sanitari, istruzione, trasporti e ambiente contengono un mare di informazioni. Se correttamente sfruttati, questi dati potrebbero portare a intuizioni importanti da mettere a disposizione di un pubblico più vasto. Il concorso “Take Action Open Data Challenge” invita i clienti, i partner, gli sviluppatori e i neofiti di QlikView a creare un’applicazione che scopra tendenze, riveli modelli o mostri come i programmi potrebbero essere distribuiti in modo più efficiente. Anche gli studenti di analisi aziendale e coloro che partecipano al QlikView Academic Program sono invitati a presentare un’applicazione.

Premi: Le tre applicazioni vincitrici saranno pubblicate su http://demo.qlikview.com e premiate in denaro.

1° posto: $10.000

2° posto: $5.000

3° posto: $2.500

Date importanti:

31 ottobre 2013: scadenza presentazione applicazioni

15 novembre 2013: annuncio cinque semi-finalisti

15-29 novembre 2013: inizio votazione da parte dei membri della QlikCommunity

2 dicembre 2013: Annuncio primi tre classificati

Come partecipare: Creare un’applicazione utilizzando i dati pubblicamente disponibili da siti come il catalogo dati internazionale: http://www.datacatalogs.org/, che contiene i set di dati curati da esperti di “open data” di fama internazionale. I partecipanti possono scaricare QlikView Personal Edition gratuitamente.

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Grande successo mondiale del QlikView Academic Program https://www.datamanager.it/news/grande-successo-mondiale-del-qlikview-academic-program-49661.html Sat, 14 Sep 2013 14:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/grande-successo-mondiale-del-qlikview-academic-program/ Circa 100 istituti universitari di 35 paesi migliorano le competenze di analisi con QlikView

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Circa 100 istituti universitari di 35 paesi migliorano le competenze di analisi con QlikView

QlikTech ha annunciato che, a un anno dal lancio, il QlikView Academic Program ha assegnato quasi 100 concessioni in 35 paesi. Parte del Programma di Responsabilità Sociale (CSR) globale di QlikTech, il QlikView Academic Program consente agli istituti universitari accreditati di richiedere licenze gratuite per la piattaforma QlikView Business Discovery da utilizzare nei propri curricula accademici.

Tra le università di tutto il mondo che traggono vantaggio dal QlikView Academic Program ci sono: Universidad Nacional de La Pampa (Argentina); Macquarie University (Australia); British Columbia Institute of Technology (Canada); University of Economics, Prague (Repubblica Ceca); Tallinn University of Technology (Estonia); Polytech Lyon (Francia); Dresden University of Technology (Germania); Thammasat University (Tailandia); Stockholm University (Svezia); University of Derby (Regno Unito); Idaho State University (Stati Uniti) e Hult International Business School (Stati Uniti).

La National University of Singapore Business School risponde all’esigenza degli studenti di creare solide competenze di analisi nei corsi dedicati all’acquisto e alla gestione dei materiali tenuti da Keith Carter, ex Executive Director, Global Supply Chain Intelligence, di Estee Lauder Companies. Carter ha utilizzato molto QlikView e sa di poter impiegare il programma per dimostrare in modo efficace le procedure del settore. Gli studenti traggono vantaggio dalle funzionalità avanzate di analisi e dalle conseguenti nuove opportunità che sfruttano l’analisi per risolvere complessi problemi di business e societari. I corsi offrono agli studenti la possibilità di applicare le competenze di analisi a scenari aziendali reali.

“Grazie al QlikView Academic Program, anziché utilizzare i libri, i nostri studenti possono acquisire un’esperienza concreta con gli strumenti per i Big Data e ottenere informazioni su numerosi settori, come trasporti, food and beverage e commercio al dettaglio”, ha commentato Carter, Professore Associato Aggiunto, Decision Sciences National, presso la University of Singapore Business School. “Di conseguenza gli studenti che preparano la loro carriera acquisiscono solide competenze di analisi e imparano a sfruttare i dati per adottare decisioni migliori. Sapere come utilizzare uno strumento rivoluzionario come QlikView permette loro di spiegare ai rispettivi futuri responsabili cosa è possibile fare”.

RJ Podeschi, Professore Assistente dei Sistemi Informativi presso la Millikin University (USA) ha avuto un’esperienza simile utilizzando QlikView nel suo corso. Ad esempio, ha chiesto agli studenti di creare applicazioni QlikView in grado di analizzare il traffico aereo commerciale per identificare le cause che più facilmente provocano ritardi dei voli. Gli studenti hanno inoltre creato applicazioni capaci di analizzare i dati dei donatori per individuare correlazioni tra aspetti quali partecipazione ed elargizione, attributi che rappresentano un buon donatore, e l’analisi del territorio per lo staff dedicato allo sviluppo.

“Di conseguenza gli studenti che preparano la loro carriera acquisiscono solide competenze di analisi e imparano a sfruttare i dati per prendere decisioni strategiche”, ha spiegato Podeschi. “Dato che QlikView è uno strumento semplice e facile da utilizzare per gli studenti, sono riuscito a passare più tempo in classe lavorando con loro alla creazione di applicazioni e a perfezionare le competenze, anziché cercare di far funzionare un complicato strumento di BI. Vedere i miei studenti ottenere risultati grazie a QlikView ha reso questo uno dei miei semestri più memorabili”.

Wenhong Luo, professore associato di Contabilità e Sistemi Informativi della Villanova School of Business (USA), ritiene che l’analisi si stia diffondendo, cosa che rende importante rafforzare il corso integrando la tecnologia innovativa nel curriculum. Per ascoltare la testimonianza del professor Luo e la sua esperienza con QlikView, potete scaricare il video all’indirizzo: http://www.qlikview.com/us/videos/how-to/academic-villanova-luo.

Il QlikView Academic Program è destinato agli istituti universitari accreditati, sia pubblici che privati. I rappresentanti delle università accreditate interessati possono compilare la richiesta di partecipazione al QlikView Academic Program.

 

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