sonda Rosetta – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 20 Oct 2016 19:18:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png sonda Rosetta – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Ian Carnelli – Alla scoperta degli asteroidi https://www.datamanager.it/2016/10/ian-carnelli-alla-scoperta-degli-asteroidi/ Wed, 19 Oct 2016 15:15:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111507 Come deviare la traiettoria degli asteroidi in rotta verso la Terra? Ian Carnelli dell’ESA: «Solo la passione e la collaborazione ci portano lontano» L’Europa della ricerca e dell’esplorazione spaziale sembra funzionare meglio di quella politica. La Stazione Spaziale Internazionale, la missione Rosetta, da poco conclusa con grande successo, e la missione ExoMars, con il lander Schiapparelli, […]

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Come deviare la traiettoria degli asteroidi in rotta verso la Terra? Ian Carnelli dell’ESA: «Solo la passione e la collaborazione ci portano lontano»

L’Europa della ricerca e dell’esplorazione spaziale sembra funzionare meglio di quella politica. La Stazione Spaziale Internazionale, la missione Rosetta, da poco conclusa con grande successo, e la missione ExoMars, con il lander Schiapparelli, rappresentano i migliori investimenti in ricerca in termini di ROI. Un euro investito in ricerca di base permette di avere un ritorno misurabile dai 4 ai 5 euro di tecnologia applicata. L’ESA è la porta di accesso dell’Europa sullo spazio, ma rappresenta anche una finestra sul futuro. L’Italia non brilla in cima alle classifiche per gli investimenti in R&D, ma è uno dei partner più apprezzati nei programmi di esplorazione spaziale. Merito soprattutto dei nostri ricercatori che sono nei laboratori di tutto il mondo. La strategia Europa 2020 prevede che i paesi membri contribuiscano a innalzare la quota di investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del prodotto interno lordo dell’Unione europea. L’obiettivo stabilito per l’Italia è pari all’1,5% del PIL: ci fermiamo poco sopra l’1,3%. L’Agenzia spaziale europea (ESA) è al lavoro in questo momento con il satellite Gaia che sta facendo una mappa del cielo dettagliatissima che rivoluzionerà le basi dell’astrofisica, moltiplicando di un fattore dieci la conoscenza della quantità di asteroidi potenzialmente pericolosi. Prima dell’era dei viaggi spaziali, gli asteroidi (o meglio Near-Earth Object) erano soltanto dei puntini luminosi. La loro forma e le caratteristiche della superficie rimanevano un mistero. Con la missione Rosetta, l’ESA ha già esplorato da vicino una cometa con il lancio e l’atterraggio di una sonda sulla superficie per analizzarne la composizione. L’ESA si occupa di monitorare l’ambiente spaziale intorno alla Terra utilizzando grandi telescopi, antenne e satelliti con il programma di osservazione SSA.

Ian Carnelli, ingegnere aerospaziale laureato al Politecnico di Milano, meglio noto come “il cacciatore di asteroidi”, tra gli ospiti più attesi della XIV edizione di BergamoScienza, è responsabile del General Studies Program dell’ESA e si occupa della missione Asteroid Impact Mission (AIM), candidata a essere il nuovo programma dell’agenzia. In collaborazione con la NASA, infatti, è in fase di implementazione il progetto AIDA che ha l’obiettivo di deflettere un satellite naturale di un asteroide fuori dalla sua orbita naturale tramite l’impatto con un veicolo-proiettile lanciato dalla Terra. Come ci spiega Carnelli, la missione nasce come prodotto congiunto di due missioni: AIM dell’ESA e DART, Double Asteroid Redirection Test della NASA. Le due agenzie spaziali hanno convenuto che unire le missioni avrebbe fatto risparmiare i costi e incrementato i risultati scientifici. L’asteroide scelto come obiettivo della missione è 65803 Didymos (un sistema binario, con un corpo principale di 800 metri di diametro) che possiede un piccola luna (di 160 metri) e che passerà a soli 16 milioni di kilometri dalla Terra. La scienza è di fatto una grande attività di investigazione e gli scienziati sono tutti in qualche modo un po’ come Sherlock Holmes alla ricerca di indizi per rispondere alle grandi domande sull’origine dei pianeti del sistema solare di cui questi strani oggetti celesti dalle forme irregolari fanno parte. Secondo la teoria più accreditata, l’impatto di un asteroide sulla Terra avrebbe provocato cambiamenti climatici tali da essere la causa dell’estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni fa. Ma ci sono anche superbolidi che possono esplodere vicino alle città come è accaduto nel 2013 a Čeljabinsk, la cui onda d’urto ha provocato migliaia di feriti. Come ci si comporta in questi casi? In un futuro già prossimo, una complessa rete di sensori collegati alla rete di telecomunicazioni potrebbe mandare un segnale di allerta alla popolazione via SMS con le istruzioni di come proteggersi. Nel frattempo, l’ESA ha un sito aperto a tutti dove vengono monitorati gli asteroidi a rischio con le previsioni di impatto. E la questione del calcolo delle probabilità per elaborare modelli predittivi è un nodo centrale. Qual è la probabilità che uno di questi corpi celesti caschi sulla terra? Uno su centomila ovvero 10 alla meno 5. L’attività di osservazione e diminuzione della probabilità di un possibile impatto fanno parte dell’attività del Centro di Coordinamento delle attività asteroidali. Muoversi intorno a corpi piccoli con gravità deboli richiede tecniche molto complesse che sono state sviluppate solo di recente per la missione Rosetta e rappresentano un primato europeo di cui andare orgogliosi.

Data Manager: Come nasce la missione Asteroid Impact?

Ian Carnelli: La missione è nata nel 2011 quando i colleghi della NASA e l’Applied Physics Laboratory (APL) della Johns Hopkins University ci hanno contattato proponendoci questa collaborazione internazionale che chiamiamo AIDA.

Ma l’ESA aveva già fatto studi dello stesso tipo?

Nel 1999, avevamo già studiato come deflettere un asteroide in caso di impatto. Erano gli anni del film Armageddon. Eravamo avanti rispetto a tutti gli altri e neppure la NASA aveva ancora un programma di questo tipo. Tra le diverse tecniche, l’ESA stabilì che quella dell’impattatore cinetico era la più matura. La missione si chiamava Don Chisciotte, ma il progetto fu messo da parte perché le due sonde erano particolarmente costose e mancavano le condizioni per portare a termine il progetto. Nel frattempo, quella tecnica era diventata una referenza nella comunità scientifica, tanto che il National Research Council (NRC) americano la cita come tecnica da utilizzare per un certo tipo di asteroidi a potenziale impatto.

Una missione congiunta che ha lo stesso obiettivo?

Gli americani della NASA sono interessati a impattare la luna dell’asteroide con una piccola sonda di cinquecento kilogrammi e a modificare il periodo orbitale del satellite attorno al corpo principale. Questo è il nucleo dell’esperimento. La cosa interessante è quella di sperimentare in scala reale la variazione dell’orbita di un asteroide senza modificarne la traiettoria rispetto al sole. Gli americani possono fare il loro test senza di noi. Ma noi siamo interessati ad arrivare sull’asteroide per misurare tutte le proprietà fisiche e dinamiche prima e dopo la deflessione. I parametri ottenuti ci permetteranno di riprodurre l’esperimento su supercalcolatori in modo da calibrare tutti quei modelli che serviranno un domani per progettare una vera missione spaziale per deflettere un asteroide in rotta di collisione con la Terra.

È più probabile l’impatto di un asteroide o la diminuzione del debito pubblico?

Ci sono scelte che dipendono dalla nostra volontà e altre che non si possono prevedere. Diciamo che la probabilità di morire per un attentato terroristico è una su dieci milioni, mentre nel caso di un asteroide è una su 700mila. Eppure la percezione dell’opinione pubblica è diversa. In tutti i casi, bisogna essere preparati alle conseguenze.

Come riuscite ad analizzare i dati?

Attraverso l’analisi dei meteoriti cerchiamo di capire le proprietà dell’asteroide e come queste cambiano nel tempo. C’è una comunità scientifica in Europa che si occupa di modellizzare impatti ad alta velocità in laboratorio su campioni di roccia a diversa densità e con cannoni ad aria compressa. La stessa community studia anche gli impatti dovuti alla spazzatura spaziale ancora in orbita come i pannelli solari di sonde in disuso che vengono abbandonati.

Quando è previsto il lancio?

Il lancio è previsto a novembre del 2020 dalla Guyana francese, a bordo di un lanciatore Soyuz. Si tratta di una traiettoria balistica molto semplice che raggiunge direttamente l’asteroide un anno e mezzo dopo il lancio. La prima cosa che faremo è la cartografia dell’asteroide con un livello di precisione al centimetro. Saranno i primi dati che trasmetteremo e che saranno molto utili alla NASA per calibrare il loro sistema di puntamento per l’impatto. A Natale del 2022 la missione sarà conclusa.

Qual è il contributo dell’IT all’esplorazione spaziale?

Senza l’IT non avremmo neppure pensato di mettere insieme una missione ambiziosa come AIDA. A tutti i livelli, l’IT riveste un ruolo fondamentale. Basti pensare ai processori di nuova generazione e alla capacità computazionale che permettono ad AIM di essere la prima sonda che navigherà con un sistema di guida completamente automatico. Un altro campo è quello della compressione dei dati per fare misurazioni iperspettrali e trasmetterle a Terra. Anche i tempi di analisi di grandi moli di dati si sono notevolmente ridotti. Tutte le nuove tecniche di collaborazione online hanno cambiato il modo di lavorare in tempo reale e senza confini. Durante la missione, vorremmo portare con noi dei “cubesats”, microsatelliti di dieci centimetri di lato, che si assemblano in moduli di tre e operarli tramite AIM nello spazio profondo. Testeremo anche strumenti di comunicazione ottica e cercheremo di capire se gli asteroidi possono essere una risorsa economica per le attività di mining. Questa missione beneficia dell’eredità importante di Rosetta, come la telecamera di navigazione, il braccio robotico e stiamo utilizzando le immagini vere di Rosetta per calibrare il software di navigazione.

Che ruolo ha l’Italia nella ricerca spaziale?

L’Italia è all’avanguardia non solo per l’analisi dei dati ma anche nella costruzione dei transpoder. Abbiamo una startup che sta costruendo una nuova antenna parabolica che ci permetterà di comunicare con la Terra in modo completamente innovativo. Si tratta di un’antenna leggerissima, completamente piatta che poterebbe essere stampata sul pannello della sonda e consente flessibilità di comunicazione mai raggiunte prima. L’Italia ha molti punti di forza e tanti giovani talenti che meritano di essere valorizzati e andare avanti. Forse, manca la volontà di spingere tutti nella stessa direzione. Non dimentichiamo che l’Italia ha realizzato il lanciatore VEGA per il lancio in orbita di piccoli satelliti, che su sette lanci ha avuto sette successi. E in America, la stazione spaziale internazionale viene chiamata “italian space station” perché è stata costruita per il 90% a Torino.

Qual è la lezione più importante che ha imparato?

Non sono mai stato uno studente modello. Avevo tanti interessi. Da bambino sognavo di fare l’astronauta. La passione è l’unica cosa che ci porta lontano. Dare fiducia alle persone con cui lavoriamo è il vero segreto del successo. Non si vince mai da soli.

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Rosetta scopre i mattoni della vita sulla cometa https://www.datamanager.it/2016/05/rosetta-scopre-mattoni-della-vita-sulla-cometa/ Mon, 30 May 2016 14:56:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=102515 La sonda dell’Esa Rosetta ha trovato tracce di fosforo e glicina, due elementi base della vita, nella chioma della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko Da tempo gli scienziati stanno cercando di verificare la teoria che le componenti fondamentali per la vita siano arrivate sulla Terra grazie alle comete e gli asteroidi. Oggi l’Esa ha diffuso alcuni dati raccolti dalla […]

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La sonda dell’Esa Rosetta ha trovato tracce di fosforo e glicina, due elementi base della vita, nella chioma della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

Da tempo gli scienziati stanno cercando di verificare la teoria che le componenti fondamentali per la vita siano arrivate sulla Terra grazie alle comete e gli asteroidi. Oggi l’Esa ha diffuso alcuni dati raccolti dalla sonda Rosetta su 67P/Churyumov-Gerasimenko ed è arrivata la conferma della presenza di alcuni elementi base della vita sul nostro Pianeta, ovvero il fosforo e la glicina. Il primo è un elemento chiave del DNA e viene utilizzato per la costruzione delle membrane cellulari. Il secondo è invece un amminoacido che si trova comunemente nelle proteine.

Nel 2006 la missione Stardust della NASA aveva già scoperto la presenza di alcuni elementi organici in alcuni campioni prelevati dalla chioma della cometa Wild 2. Gli scienziati però credevano che ci fosse stata una contaminazione durante la fase di rientro sulla Terra e questo aveva frenato i loro entusiasmi. Le rilevazioni di Rosetta sono state invece effettuate direttamente e nonostante i primi risultati fossero contraddittori, successive analisi hanno confermato la presenza di glicina e fosforo.

“Questa è la prima prova inequivocabile della presenza di glicina su una cometa – ha spiegato Kathrin Altwegg, responsabile dello strumento Rosina utilizzato per la scoperta – “La glicina è l’unico aminoacido noto per essere in grado di formarsi senza la presenza di acqua liquida, e il fatto che lo vediamo insieme alle molecole precursori e alla polvere suggerisce che si sia formata all’interno dei grani di polvere di ghiaccio interstellare, per poi essere conservata all’interno della cometa per miliardi di anni”.

La presenza di questi elementi nella cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è un’ottima notizia per gli scienziati ma è ancora presto per dire che la vita sulla Terra sia arrivata con le “stelle cadenti”. “Ci sono ancora molte domande aperte circa gli elementi chimici che erano presenti sulla Terra primordiale, e c’è anche un gap evolutivo enorme da colmare tra l’arrivo di questi elementi tramite gli impatti cometari e la nascita della vita. – ha sottolineato il co-autore dello studio, Hervé Cottin –  Il punto importante è che le comete non sono davvero cambiate in 4,5 miliardi di anni, pertanto ci forniscono l’accesso diretto ad alcuni degli ingredienti che probabilmente hanno fatto parte della zuppa prebiotica, che alla fine ha portato all’origine della vita sulla Terra”.

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Rosetta scopre tracce della vita sulla cometa https://www.datamanager.it/2014/12/rosetta-scopre-tracce-vita-cometa/ Thu, 18 Dec 2014 17:59:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67069 La sonda dell’Esa Rosetta ha scoperto che la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko è ricoperta da uno strato di materiale organico Pochi giorni fa, il rover della NASA Curiosity ha trovato tracce di metano che potrebbe avere origine biologica in alcune rocce marziane. Oggi, la sonda Rosetta dell’Esa ha fatto una scoperta altrettanto importante. Grazie alle analisi dello spettrometro Virtis […]

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La sonda dell’Esa Rosetta ha scoperto che la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko è ricoperta da uno strato di materiale organico

Pochi giorni fa, il rover della NASA Curiosity ha trovato tracce di metano che potrebbe avere origine biologica in alcune rocce marziane. Oggi, la sonda Rosetta dell’Esa ha fatto una scoperta altrettanto importante. Grazie alle analisi dello spettrometro Virtis (Visible and Infrared Mapping Spectrometer) si è scoperto che la superficie della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko è ricoperta da uno strato di polveri organiche.

Le prime analisi sul corpo celeste avevano permesso di accantonare la tesi che le comete avessero portato l’acqua sulla Terra miliardi di anni fa.

Rosetta scopre materiale organico sulla cometa

Fabrizio Capaccioni, responsabile di Virtis, ha spiegato in una conferenza stampa che il materiale che ricopre la cometa è composto principalmente da carbonio, ovvero uno dei mattoni della vita. Ovviamente è ancora presto per parlare di vita aliena, anche se alcuni ufologi ritengono di aver intravisto delle strutture aliene nelle immagini trasmesse da Rosetta. La presenza del carbonio sulla cometa lascia comunque ipotizzare che questo elemento sia molto più diffuso nel Sistema Solare di quanto pensassimo.

Questi materiali, inoltre, hanno una temperatura molto più elevata rispetto agli standard delle “stelle cadenti” (-50 gradi sotto zero). Secondo gli esperti ciò è dovuto al fatto che le polveri in questione hanno una capacità riflettente ridotta.

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L’acqua sulla Terra non arriva dalle comete, lo dice Rosetta https://www.datamanager.it/2014/12/lacqua-terra-non-arriva-dalle-comete-dice-rosetta/ Thu, 11 Dec 2014 18:29:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66621 Le analisi dei dati della sonda Rossetta sulla cometa 67/P hanno dimostrato che le comete non possono essere la causa della presenza di acqua sulla Terra La sonda dell’Esa Rosetta, che è riuscita a far atterrare il lander Philae sulla cometa 67/P  Churyumov-Gerasimenko, ha fatto una scoperta sulla storia del nostro pianeta. Uno studio del team […]

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Le analisi dei dati della sonda Rossetta sulla cometa 67/P hanno dimostrato che le comete non possono essere la causa della presenza di acqua sulla Terra

La sonda dell’Esa Rosetta, che è riuscita a far atterrare il lander Philae sulla cometa 67/P  Churyumov-Gerasimenko, ha fatto una scoperta sulla storia del nostro pianeta. Uno studio del team dell’Università di Berna diretto da Kathrin Altwegg, che ha analizzato i primi dati sul corpo celeste, afferma che le comete non possono essere il mezzo che ha portato l’acqua sulla Terra come ipotizzano gli astronomi.

Il deuterio smentisce la teoria sulle comete

La teoria consolidata vuole che quando il nostro pianeta è nato, ovvero 4,5 miliardi di anni fa, l’acqua non fosse presente a causa delle elevatissime temperature. Circa 3,8 miliardi di anni fa, la molecola della vita avrebbe raggiunto la Terra a seguito di un intenso bombardamento di comete e asteroidi.

Il fattore che ha permesso ai ricercatori di affermare che l’acqua non è stata portata sul nostro pianeta dalle cosiddette stelle cadenti è l’elevata presenza di deuterio nei gas emessi da 67/P Churyumov-Gerasimenko. Questo isotopo dell’idrogeno, componente principale dell’acqua pesante, è uno dei segnali utilizzati dagli scienziati per identificare da quale zona dell’Universo ha avuto origine la Terra. Nei gas della cometa visitata da Rosetta è stata trovata una quantità di deuterio superiore di oltre tre volte a quella contenuta nell’acqua terrestre, ciò significa che al momento nessuna cometa nata nel Sistema Solare può aver portato l’H2O sul nostro pianeta.

Se non sono state le comete a portare l’acqua sulla Terra rimangono quindi solo gli asteroidi. Alcuni studi del 2012 e del 2014 sembrano corroborare questa ipotesi. In alcuni meteoriti è stata infatti trovata la stessa percentuale di deuterio di quella terrestre.

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Rosetta, le scuse di Matt Taylor per la camicia “sessista” https://www.datamanager.it/2014/11/rosetta-pianto-scuse-fisico-matt-taylor-per-camicia-sessista/ Mon, 17 Nov 2014 13:59:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65059 Arrivano le scuse del fisico britannico Matt Taylor dell’Agenzia spaziale Esa e il pianto in diretta tv: “Chiedo scusa per la camicia con le pin-up” Aveva scatenato polemiche accesissime l’abbigliamento dello scienziato durante l’intervista di mercoledì scorso, mentre descriveva le fasi di atterraggio sulla cometa del lander Philae staccatosi dalla sonda Rosetta. Matt Taylor indossava […]

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Arrivano le scuse del fisico britannico Matt Taylor dell’Agenzia spaziale Esa e il pianto in diretta tv: “Chiedo scusa per la camicia con le pin-up”

Aveva scatenato polemiche accesissime l’abbigliamento dello scienziato durante l’intervista di mercoledì scorso, mentre descriveva le fasi di atterraggio sulla cometa del lander Philae staccatosi dalla sonda Rosetta. Matt Taylor indossava infatti una camicia sgargiante, che tappezzata di immagini di pin-up senza veli.

Lacrime in diretta tv

Tuttavia le scuse commosse del fisico britannico non hanno tardato ad arrivare:

“Ho fatto un grande errore e ho offeso molte persone”, ha detto scoppiando in lacrime. “Sono molto dispiaciuto di questo”, ha aggiunto.

Lo scienziato, che aveva anche messo in mostra un tatuaggio colorato con il disegno di Philae e Rosetta, era stato attaccato duramente per via della camicia “sessista” anche dal Guardian, che in un post pubblicato su un suo blog denunciava: “L’Esa può far atterrare un robot su una cometa. Ma non riescono ancora a vedere la misoginia che hanno sotto il naso”.

Una pesante critica quella rivolta all’Esa, che con l’atterraggio sulla cometa potrebbe essere riuscita in quello in cui la Nasa ha più volte fallito, ovvero trovare segni di vita aliena. Secondo il Centro Ufologico Mediterraneo (C.UFO.M) nelle prime immagini della superficie del corpo celeste inviate dalla sonda si possono vedere delle strutture che difficilmente possono essere di origine naturale.

 

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Rosetta ha trovato strutture aliene sulla cometa? https://www.datamanager.it/2014/11/rosetta-trovato-strutture-aliene-cometa/ Fri, 14 Nov 2014 11:35:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64974 Secondo il C.UFO.M, le foto scattate dalla sonda Rosetta alla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko mostrano i segni di una civiltà aliena La NASA, nonostante le convinzioni di alcuni esperti, ha fallito nel tentativo di trovare i segni di forme di vita su Marte ma la sonda dell’Esa Rosetta, che è riuscita ieri a far atterrare il lander Philae […]

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Secondo il C.UFO.M, le foto scattate dalla sonda Rosetta alla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko mostrano i segni di una civiltà aliena

La NASA, nonostante le convinzioni di alcuni esperti, ha fallito nel tentativo di trovare i segni di forme di vita su Marte ma la sonda dell’Esa Rosetta, che è riuscita ieri a far atterrare il lander Philae sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, potrebbe esserci riuscita. Secondo il Centro Ufologico Mediterraneo (C.UFO.M) nelle prime immagini della superficie del corpo celeste inviate dalla sonda si possono vedere delle strutture che difficilmente possono essere di origine naturale.

Rosetta ha trovato gli UFO sulla cometa?

Grazie alla collaborazione dell’esperto di fotografia Angelo Maggioni, gli ufologi Ennio Piccaluga e Angelo Carannante, rispettivamente presidente onorario e presidente del C.UFO.M, si sono convinti che Rosetta possa aver scoperto i segni di forme di vita aliene. In un approfondito articolo, gli esperti affermano che negli scatti inviati dalla sonda si vede una struttura “con involucro liscio, che potremmo ipotizzare di natura artificiale e magari gonfiato dalla pressione interna sicuramente più elevata rispetto a quella del vuoto cosmico”. Nella stessa immagine si può inoltre osservare un altro costrutto simile a un parallelepipedo che sembra troppo perfetto per non essere stato costruito ad arte.

Rosetta UFO

Infine, gli esperti sottolineano come in un’altra foto scattata da Rosetta sia visibile “un oggetto perfettamente cilindrico che – sembra – si discosta cromaticamente da tutto ciò che c’è intorno…stranamente, la sua ombra non sembra conforme né con l’oggetto che dovrebbe produrla, né con le ombre circostanti”.

Gli ufologi non escludono che “poi giunga una spiegazione razionale a tutto questo” (come è successo per il bagliore immortalato da Curiosity su Marte) ma sono comunque aperti alla possibilità che Rosetta abbia trovate le prime testimonianze di una civiltà aliena.

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Rosetta: il lander Philae ha l’ok all’atterraggio https://www.datamanager.it/2014/11/rosetta-lander-philae-lok-allatterraggio/ Wed, 12 Nov 2014 11:03:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64770 Oggi alle 17 ora italiana, il lander Philae si distaccherà dalla sonda dell’Esa Rosetta per atterrare sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko Alle 10:03 di oggi il centro di controllo dell’Esa di Darmstadt, in Germania, ha dato l’ok allo sgancio del lander Philae dalla sonda Rosetta, la cui missione è quella di esplorare per la prima volta […]

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Oggi alle 17 ora italiana, il lander Philae si distaccherà dalla sonda dell’Esa Rosetta per atterrare sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko

Alle 10:03 di oggi il centro di controllo dell’Esa di Darmstadt, in Germania, ha dato l’ok allo sgancio del lander Philae dalla sonda Rosetta, la cui missione è quella di esplorare per la prima volta la superficie di una cometa. “Ci sono stati diversi problemi nelle attività di preparazione condotte durante la notte, ma abbiamo deciso di dare il “GO” e Rosetta è pronta per la manovra di separazione”, ha riferito responsabile della missione, Paolo Ferri.

Dopo la paura arriva l’ok per il distacco di Philae

Nella notte i tecnici dell’agenzia spaziale europea hanno passato ore di apprensione per alcuni problemi tecnici riscontrati nel funzionamento della sonda Rosetta, realizzata con un grande contributo da parte delle aziende e dei ricercatori italiani. Il sistema di discesa di Philae, che permette al lander di atterrare senza troppi scossoni, sembrava essere in avaria così come il motore per rallentare la caduta. In mattinata i problemi sono stati risolti e l’Esa ha dato il via libera alla discesa sul sito denominato Agilkia sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko. “È un oggetto molto difficile e a rischio, che nessuno ha mai avvicinato tanto in precedenza”,ha sottolineato Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).

La missione di Rosetta

Rosetta ha iniziato il suo viaggio nello spazio il 2 marzo 2004. La sonda ha raggiunto una distanza di 511 milioni di chilometri della Terra per poter prendere lo slancio necessario per raggiungere la cometa. Dopo essere entrata in modalità standby per diversi mesi, Rosetta si è avvicinata agli asteroidi Steins e Lutetia per poi raggiungere la sua “stella cadente”. Oggi verso le 17:00 ora italiana la sonda lancerà i cavi di aggancio al corpo celeste e pochi secondo dopo avverrà il distacco del lander Philae che, una volta atterrato dopo sette ore di discesa, analizzerà la composizione della superficie di una cometa per la prima volta nella storia.

(Photo credits Esa)

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La sonda Rosetta atterrerà sulla cometa il 12 novembre https://www.datamanager.it/2014/09/sonda-rosetta-atterra-cometa-12-novembre/ Mon, 29 Sep 2014 18:00:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61867 La sonda Rosetta sta ultimando le procedure per il rilascio del lander Philae sulla cometa 67P previsto per il 12 novembre 2014 La sonda Rosetta continua la sua strada di avvicinamento alla cometa 67P o Churyumov-Gerasimenko. Il satellite dell’Esa, che con Sentinel A1 vigila dallo Spazio sui terremoti,  continua sistematicamente la sua attività di monitoraggio […]

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La sonda Rosetta sta ultimando le procedure per il rilascio del lander Philae sulla cometa 67P previsto per il 12 novembre 2014

La sonda Rosetta continua la sua strada di avvicinamento alla cometa 67P o Churyumov-Gerasimenko. Il satellite dell’Esa, che con Sentinel A1 vigila dallo Spazio sui terremoti,  continua sistematicamente la sua attività di monitoraggio della superficie del corpo celeste per preparare il lancio del lander Philae. Il veicolo atterrerà sulla cometa il 12 novembre prossimo e ne analizzerà la composizione per aiutare gli astronomi a scoprire nuovi segreti dell’Universo, come il processo che porta alla formazione della cosiddetta scia.

Rosetta prepara lo sbarco di Philae

L’Esa ha attualmente individuato cinque zone della cometa adatte allo sbarco di Philae e, sebbene il più accreditato sia il “settore J”, la scelta finale dovrebbe avvenire per la fine di ottobre. Rosetta, costruita grazie al contributo fondamentale di diverse aziende italiane, al momento si trova a circa 20 km dalla cometa 67P dopo un viaggio di avvicinamento durato 10 anni. La data del 12 novembre è stata scelta per le particolari condizioni in cui la “stella cadente” si ritroverà in quel momento. La cometa sarà a una distanza dal Sole adatta all’osservazione ma non troppo vicina per pregiudicare l’allunaggio di Philae. Nel caso in cui l’atterraggio fallisse, è stato comunque individuato un sito di riserva denominato “C”.

[blockquote style=”4″]”Il “Sito J”  è quello che meglio tra tutti riesce a coniugare le esigenze degli scienziati con i vincoli di sistema e della dinamica di volo – ha commentato Mario Salatti, membro dello staff dedicato al lander – il tempo di discesa dal momento di distacco dall’orbiter all’atterraggio è di poco più di 7 ore e permette di svolgere le operazioni pianificate nella prima sequenza di investigazioni con l’energia a disposizione nelle batterie e con l’energia solare garantita dalle buone condizioni di illuminazione di questo sito”.[/blockquote]

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La sonda Rosetta nello Spazio grazie all’Italia https://www.datamanager.it/2014/09/sonda-rosetta-nello-spazio-grazie-allitalia/ Mon, 08 Sep 2014 17:29:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60409 La sonda Rosetta, a 10 anni dall’inizio della sua missione, si prepara ad atterrare per la prima volta su una cometa. Gran parte della sua tecnologia è Made in Italy La missione della sonda spaziale Rosetta, il cui compito è quello di studiare la composizione delle comete, compie 10 anni. In una decade, il sistema […]

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La sonda Rosetta, a 10 anni dall’inizio della sua missione, si prepara ad atterrare per la prima volta su una cometa. Gran parte della sua tecnologia è Made in Italy

La missione della sonda spaziale Rosetta, il cui compito è quello di studiare la composizione delle comete, compie 10 anni. In una decade, il sistema realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che attraverso il satellite Sentinel 1A vigilerà dall’alto sui terremoti, ha viaggiato per 405 milioni di chilometri. Nel 2008 la sonda ha sorvolato l’asteroide Steins e due anni dopo il Lutetia. La parte più importante del sua missione è però iniziata solo l’8 agosto scorso, quando Rosetta ha avviato le procedure per l’invio di un lander sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Le analisi della sonda sulla composizione della “stella cometa” serviranno a meglio comprendere come si è formato il nostro sistema solare, che è circa 95 milioni di anni più vecchio della nostra Luna.

Rosetta, un gioiello di tecnologia Made in Italy

Gran parte dei sistemi utilizzati da Rosetta sono stati progettati in Italia. Alla realizzazione della sonda hanno partecipato l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che presto spedirà sulla Stazione Spaziale Internazionale il suo primo astronauta donna, INAF, Selex ES, Telespazio e Thales Alenia Space, che ha realizzato il primo dimostratore di rientro atmosferico europeo, e diversi atenei come il Politecnico di Milano, l’Università di Padova e la Parthenope di Napoli. Tra i dispositivi messi a punto in Italia ci sono lo spettrometro di massa Virtis che studierà il nucleo della cometa, il sistema SD2 che raccoglierà campioni di rocce e le tecnologie Giada che analizzerà la chioma del corpo celeste. Anche i sistemi Osiris e Wac, il cui compito sarà quello di fotografare la cometa e di gestire le fasi atterraggio del lander, e le celle solari che alimentano Rosetta sono state sviluppate nel nostro Paese.

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Il risveglio di Rosetta https://www.datamanager.it/news/il-risveglio-di-rosetta-52960.html Tue, 21 Jan 2014 15:42:18 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/il-risveglio-di-rosetta/ Ieri, 20 gennaio 2014 alle 19:18 il segnale inviato dalla sonda Rosetta raggiungeva le antenne della NASA a Goldstone in California, e da lì veniva rilanciato al centro di controllo dell’Agenzia Spaziale Europea ESOC a Darmstadt, graziosa cittadina vicina a Francoforte

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A cura del prof. Cesare Barbieri, Università degli Studi di Padova

Ieri, 20 gennaio 2014 alle 19:18 il segnale inviato dalla sonda Rosetta raggiungeva le antenne della NASA a Goldstone in California, e da lì veniva rilanciato al centro di controllo dell’Agenzia Spaziale Europea ESOC a Darmstadt, graziosa cittadina vicina a Francoforte.

La sonda infatti era stata per così dire ‘ibernata’ nel giugno del 2011, dato che la sua traiettoria l’avrebbe di lì a poco portata a attraversare l’orbita di Giove, una zona di sistema solare in cui la temperatura esterna scende sotto i meno 130 gradi centigradi. La scarsa luce solare a quella distanza non permetteva di tener attivi i vari sistemi i controllo, ma solo di fornire l’energia necessaria a tenere in temperatura le parti più critiche dell’elettronica, e in particolare il ‘timer’ che avrebbe risvegliato Rosetta esattamente alle ore 11 italiane, e avviato le lunghe procedure di trasmissione verso Terra del segnale.

Terminava così alle 19:22 una fase di spasmodica attesa iniziata alle 18:30. A quel momento, di là dal vetro della sala di controllo, un apparentemente tranquillo Andrea Accomazzo, giovane ingegnere italiano, direttore delle operazioni, saltava felice in piedi e tutti applaudivano il lieto evento.

Avemmo il piacere di ospitare a Padova Andrea l’anno scorso, quando tenne apprezzate lezioni agli studenti del corso di studio in Ingegneria Aerospaziale e della Scuola Galileiana di Studi Superiori. Ingegnere giovane ma già in un posto di altissima responsabilità.

Si scioglieva in quel momento anche la tensione del team padovano, che da oggi sarà in piena operatività per preparare il risveglio dello strumento Osiris. Già alle 19:30 si iniziava uno scambio di telefonate con i due ricercatori tedeschi che coordinano tutto Osiris: Uwe Keller, il grande vecchio cui dobbiamo anche la missione GIOTTO del 1986, e il suo più giovane successore Holger Sierks, di base al Max Planck Institute fur SonnenSystemForschung a Goettingen. Telefonate di felicitazioni, ma già di pianificazione della prossima riunione tra un paio di settimane. Rosetta è ancora distante dalla cometa alcuni milioni di chilometri, ma è una distanze che si colmerà velocemente nei prossimi mesi. Già a marzo speriamo di fare le prime osservazioni della cometa 67P (dal difficile nome di Churyumov Gerasimenko), per determinarne con la maggior precisione possibile il periodo e il verso di rotazione. Da agosto poi la distanza diminuirà sotto i 100 km e allora Osiris dovrò identificare la miglior zona di superficie cometaria su cui far atterrare il modulo Philae l’11 novembre.

Il team padovano, che comprende ricercatori universitari di Astronomia e Fisica, Ingegneria Industriale e dell’Informazione, di Geoscienze, astronomi dell’INAF Osservatorio Astronomico di Padova e del Luxor CNR, ha ricevuto ieri una potente iniezione di fiducia. La missione è ancora lunga quasi due anni, ma ieri ha superato indenne forse la fase più critica della sua lunga vita.

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