Mobile, cloud e big data. Come cambiano gli ERP?

Mercato del software ERP: SAP al primo posto per fatturato

Digital transformation, quarta rivoluzione industriale e nuovi paradigmi. App, cloud e integrazione in primo piano. Ma il classico sistema di Enterprise Resource Planning assume sempre più importanza come fornitore di dati per le applicazioni di analytics e riesce a destreggiarsi con successo anche nei nuovi scenari

Come cambiano i sistemi ERP nell’era della digital transformation? Quello che una volta veniva designato come il “gestionale” rimane pur sempre una spina dorsale per molte aziende. Ma non c’è dubbio che tra app, cloud, mobile e big data, cioè alcuni degli elementi di spicco che connotano la trasformazione digitale, il “classico” Enterprise Resource Planning (ERP) si trovi a vivere nuove stagioni. E a modificare di conseguenza i propri connotati, in ossequio all’immutabile assioma dell’IT che per la sua stessa natura è in trasformazione continua. In sostanza, anche in questo ambito, se vogliamo un po’ tradizionale dell’IT, le novità non mancano, come Data Manager ha avuto modo di verificare intERPellando, oltre agli analisti, alcune tra le principali aziende che operano nel settore dei gestionali.

I CAMBIAMENTI IN ATTO

Giancarlo Vercellino, research and consulting manager di IDC Italia, inquadra il cambiamento in atto, alla luce della trasformazione digitale, spiegando che «pur non essendoci un riferimento immediato e diretto tra applicazioni consolidate come gli ERP e processi molto meno strutturati legati alla trasformazione digitale, di fatto molto spesso nei dati si osserva un certo grado di correlazione». Per esempio, «se nel 2016, il 31,5 per cento delle imprese con oltre 50 addetti in Italia dava indicazione per un incremento degli investimenti nell’area delle applicazioni gestionali, la stessa percentuale saliva al 36,4 per cento nel sottogruppo che dichiarava di portare avanti progetti di trasformazione digitale» – prosegue Vercellino. Ma è in atto «in molti casi un effetto “halo”, per cui le iniziative di trasformazione digitale fanno emergere nel management delle imprese un mindset che porta a guardare in modo del tutto nuovo anche le applicazioni business più tradizionali» – nota ancora Vercellino.

NUOVI PARADIGMI

Al cambiamento degli ERP, non è estraneo l’emergere dei nuovi paradigmi, come le app, il successo del cloud e la fruizione via mobile, anche se «più che di cambiamento della percezione dei sistemi ERP, forse sarebbe più opportuno parlare di cambiamento della percezione del lavoro, e in modo particolare del lavoro dei colletti bianchi più a contatto con i sistemi informativi aziendali», non manca di sottolineare Vercellino, evidenziando che la società è cambiata molto negli ultimi 15 anni: «In parte, per la maturazione contemporanea di tante tecnologie diverse, ma soprattutto perché sono cambiate le relazioni industriali a livello nazionale e internazionale. Per effetto del web, il concetto stesso di azienda sta diventando sempre più fluido, visto che non si guarda più a un’azienda come a uno spazio fisico dai confini fissi e convenzionali. Quando negli anni Novanta, gli accademici parlavano dell’impresa-rete e dell’impresa “olonica”, cioè una organizzazione virtuale priva di strutture immediatamente riconducibili alle categorie tradizionali, all’epoca sembravano concetti piuttosto astratti, mentre oggi sappiamo bene quanto siano reali e tangibili, e ogni giorno ne vediamo fiorire tanti esempi sia in startup dal successo più o meno credibile, sia in tanti colossi dalle quotazioni miliardarie in Borsa».

CARATTERISTICHE VINCENTI

In questo nuovo scenario, secondo l’analista di IDC, i principali elementi vincenti sul mercato degli ERP sono molto articolati: «Se si guarda a quali siano le caratteristiche più importanti che determinano la scelta di una soluzione ERP, in Italia le imprese, soprattutto quelle piccole e medie e gli studi professionali, indicano in primo luogo le caratteristiche tecniche della soluzione, nel 23 per cento dei casi, oppure la qualità dei servizi di supporto, per il 19 per cento, ed è solo una piccola parte, pari al 3 per cento circa del mercato, a cercare uno specifico grado di innovazione della soluzione». È in sostanza un riflesso di quanto visto poco sopra: «Non è nelle soluzioni ERP che si cerca l’innovazione, ma è piuttosto l’innovazione che cerca molto spesso determinate soluzioni. Per esempio, incrociando il dato presentato sopra con le priorità delle imprese – distinguendo le imprese che hanno priorità legate a efficienza e costi da quelle che hanno obiettivi più tipicamente innovativi legati allo sviluppo di nuovi prodotti o l’ingresso in nuovi mercati – si osserva una differenza importante nel valore attribuibile alle funzionalità tecniche, che da un dato medio del 23 per cento salgono fino a raggiungere il 27 per cento dei rispondenti nel sottogruppo di chi è mosso da priorità che si potrebbero definire di sostanziale innovazione». Da queste considerazioni, discende l’unico suggerimento che IDC potrebbe dare agli operatori per avere successo sul mercato italiano: «Rivolgersi ad aziende che hanno esigenze complesse e spingono oltre i limiti tecnici delle soluzioni, costringendo a guardare in modo del tutto nuovo quella che è l’architettura di una soluzione, come l’ERP, che potrebbe sembrare ormai perfettamente consolidata. Questo è l’unico modo per posizionarsi stabilmente nell’alveo delle trasformazioni imprevedibili di questi anni».

QUALCOSA IN PIÙ

È Alberto Carrai, chief sales officer di ARXivar International e direttore marketing di ARXivar Italia, a notare come «big data, realtà aumentata, cloud, intelligenza artificiale (AI) e machine learning, cioè tutte le nuove tecnologie, stanno modificando rapidamente abitudini e modelli di business. In questo contesto altamente complesso e in continua evoluzione, le aziende necessitano di strumenti evoluti per adattare processi e organizzazione in tempi rapidi. In questo senso, se è vero che l’ERP è ancora il sistema centrale in azienda, è altrettanto vero che è fonte di profondo scontento: non supporta decisioni rapide, non offre funzioni collaborative, è troppo complesso per poterlo personalizzare e integrare con altri applicativi e non garantisce l’integrazione di tutti i dati gestiti». Ecco perché c’è bisogno di qualcosa in più: «ARXivar NEXT, la nuova release di ARXivar, è la piattaforma che si integra perfettamente ai più diffusi sistemi ERP e mette assieme tutte le più moderne funzionalità di Enterprise Information Management: gestione di dati e informazioni, gestione dei processi, tool per la collaboration e strumenti per analisi interne e report, da qualsiasi device. Grazie all’integrazione con ARXivar NEXT, gli ERP possono evolvere, confluendo in un unico sistema operativo centralizzato per una gestione digitale dell’intera azienda anche via mobile» – prosegue Carrai, spiegando che «tutte le fasi di un flusso sono impostate attraverso strumenti grafici e senza necessità di scrivere codice: questo permette di adattare tempestivamente i flussi di lavoro alle esigenze organizzative. Inoltre, la chat integrata favorisce l’interazione tra talenti e aree di business, indispensabile per mantenere la capacità di innovare e immaginare. Tutto con una totale libertà di personalizzazione di menu, layout e contenuti, in base al device utilizzato e alle preferenze dell’utente».

GESTIONALI DI NUOVA GENERAZIONE

«La competitività delle aziende e la loro capacità a vivere proattivamente il mercato dipende, in grande parte, da una definizione chiara della strategia, dal modello organizzativo e dalla flessibilità e velocità di esecuzione dei processi. Le soluzioni gestionali di nuova generazione, per esempio Microsoft Dynamics 365, grazie alla capacità di proporre strumenti, funzionalità estese e processi flessibili, offrono piena collaborazione all’azienda e grande capacità a supportare le scelte strategiche future. Questo significa che un partner con conoscenza dei processi tipici di quel settore di mercato e una soluzione ERP di nuova generazione sono e saranno, sempre di più, asset strategici dell’azienda» – spiega Paolo Ferrario, sales manager di Würth Phoenix, Gold Partner Microsoft Dynamics. Più in dettaglio, «soluzioni come Microsoft Dynamics 365 possono essere fruite in cloud o cloud ibrido e, se parliamo di ERP, anche puramente on premise. E offrono app integrate e anche la possibilità di scriverne di dedicate integrabili con la soluzione. Sono tutti aspetti che le aziende, sempre con maggiore interesse, ci chiedono di affrontare insieme» – continua Ferrario. «Si tratta di un tema ricorrente in ogni opportunità, ma non esistono oggi indicazioni univoche. In relazione alle scelte strategiche contingenti, alla tipologia di azienda e alle sue dimensioni, si valuta il miglior approccio». Quello che però conta è anche la «focalizzazione del partner verso mercati definiti. Il successo di un progetto ERP dipende, in grande parte, da due fattori: forte commitment, ai massimi livelli, dell’azienda e conoscenza approfondita, da parte del partner di progetto, del settore di mercato, ovvero dei processi, al quale l’azienda appartiene. Solo così infatti la consulenza del partner diventa veramente proattiva» – conclude Ferrario.

GUARDARE ANCHE ALLA USER EXPERIENCE

Giorgio Mini, vicepresidente di Zucchetti, non ha dubbi: «Sicuramente gli incentivi governativi stanno dando una spinta agli investimenti tecnologici e per molte aziende questa è un’opportunità per dotarsi di un sistema ERP di ultima generazione. Con la piattaforma Infinity, infatti, ci siamo posti l’obiettivo di coprire tutte le esigenze funzionali delle aziende clienti: dalle componenti amministrative e contabili, a quelle gestionali e organizzative, sino agli aspetti più avanzati di automazione, proponendo in sostanza una digitalizzazione totale dei processi, con il vantaggio di un’integrazione nativa di tutte le applicazioni Zucchetti per la gestione aziendale». Ma oltre agli incentivi di Industria 4.0, si nota oggi un cambiamento notevole sul fronte della user experience: «I clienti vogliono applicazioni intuitive, semplici da utilizzare e anche gradevoli dal punto di vista dell’interfaccia grafica. Ovviamente, questo ha richiesto un grande sforzo ai produttori di software, ma Zucchetti ha lavorato con grande anticipo su questo fronte, riscrivendo le proprie soluzioni in tecnologia web ben prima dell’avvento del cloud e della fruizione dei sistemi ERP via mobile» – prosegue Giorgio Mini. Sottolineando anche che «oggi il modello vincente è l’ERP “collaborativo”, ossia un sistema aperto che genera flussi documentali in formato digitale che possono essere condivisi in modo facile e veloce con tutti gli interlocutori dell’impresa: dipendenti, clienti, fornitori, enti amministrativi, e altro. Un esempio concreto di tutto questo è la fattura digitale, della quale noi gestiamo tutto il processo, dalla generazione, alla trasmissione fino alla conservazione sostitutiva».

TRA INDUSTRIA 4.0 E TRASFORMAZIONE DIGITALE

Sempre in tema Industria 4.0, «diverse ricerche hanno previsto che entro il 2020, almeno il 30 per cento delle aziende manifatturiere interessate al 4.0, acquisteranno algoritmi di machine learning da fornitori esterni o dal marketplace. Queste sono le Industry 4.0 che guardano avanti, credono nella digital transformation e la vedono come differenziale rispetto ai competitor sul mercato» – sottolinea Stefano Boaretto, CEO di Altea IN, che fa parte della galassia di Altea Federation. Si tratta di aziende che «rivedono i propri processi e si riorganizzano secondo nuovi modelli gestionali, dove la pianificazione dipende soprattutto da analisi di informazioni basate su processi tecnologici moderni. I veri innovatori, inoltre, aggiorneranno i propri sistemi gestionali per adattarli al cosiddetto Internet of Things: Industry 4.0 e trasformazione digitale significano, per esempio, connettere su un unico bus tutti i processi aziendali, cioè quelli produttivi, logistici, service, finanziari, marketing e comunicazione, e avere accesso a una base dati strutturata e certificata che possa trasformare semplici dati in informazioni strategiche» – prosegue Boaretto. Oggi, che «la diffusione delle app e dei sistemi cloud hanno esteso l’utilizzo di piattaforme ERP, chi ha scelto un sistema ERP internazionale ha il vantaggio di avere una struttura pronta per l’aumento quantitativo e qualitativo delle informazioni: l’integrazione dei dati provenienti dalle macchine e dalle linee produttive, con tecnologia IoT, permette di effettuare interventi utili a seguire correttamente l’andamento del mercato» – spiega ancora Boaretto, indentificando come elementi vincenti «gli strumenti nativi di integrazione come la suite XI (ION, Mingle, Infor BI, Document management, etc.), un bus che permette di gestire piattaforme diverse in un unico sistema generatore di informazioni strategiche».

NON SOLO INDUSTRIA 4.0

Il nuovo paradigma dell’Industria 4.0 è al centro anche dell’analisi di Daniele Lombardo, Direttore Marketing and Digital di TeamSystem, in quanto esprime “una forte esigenza da parte delle aziende per recuperare produttività e competitività sui mercati, come dimostra il successo del piano Calenda nel corso del 2017. TeamSystem è da tempo impegnata nel fornire soluzioni che completano i sistemi ERP con componenti che supportano i processi di automazione di fabbrica, in linea con i principi di Industria 4.0. Rilevatori IoT posti sulle macchine di lavorazione allineano costantemente il sistema gestionale con le informazioni provenienti dai centri di lavorazione”. Ma non solo: oggi la società sta anche facendo evolvere la propria proposta, “in collaborazione con Leonardo, su due fronti: la realizzazione di Shop Floor Analytics per monitorare la situazione del sito produttivo, e l’utilizzo di tecnologie Big Data per la raccolta e l’elaborazione della grande massa di informazioni che i rilevatori IoT sono oggi in grado di collezionare”, prosegue Lombardo. Un altro fenomeno di rilievo è quello del cloud, che come noto “è entrato nel mercato dell’ERP da diverso tempo, ma oggi, con la trasformazione digitale, sta vivendo una nuova prospettiva di utilizzo.

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Abbiamo realizzato una piattaforma in cloud, AGYO, che mette in comunicazione clienti, fornitori, professionisti, pubblica amministrazione e circuito bancario, permettendo lo scambio di informazioni e documenti in formato digitale. AGYO è utilizzato oggi da più di 42mila realtà del mercato italiano e sono stati effettuati oltre 4,5 milioni di invii”, sottolinea Lombardo, precisando che data la crescita anche in Italia della domanda di sistemi gestionali in cloud, “abbiamo recentemente investito in una nuova piattaforma ERP, Reviso, dedicata alle piccole aziende nata per essere fruita in SaaS. Reviso conta oggi oltre 3mila utilizzatori in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito”. Infine, nell’individuare i principali elementi vincenti oggi sul mercato degli ERP, Daniele Lombardo evidenzia che “il nostro ERP è in continua evoluzione grazie a un piano di investimenti che considera sia i più importanti trend del mercato sia le esigenze raccolte in molti momenti di ascolto in cui coinvolgiamo la nostra base clienti. Accanto alle evoluzioni legate alla copertura funzionale delle nostre applicazioni, anche in importanti settori verticali di mercato, abbiamo indirizzato l’evoluzione del prodotto verso l’esperienza d’uso dell’utente: all’ERP si accede attraverso un portale, Polyedro Experience, che guida in modo facile e intuitivo l’utente nell’utilizzo del sistema. In funzione del profilo dell’utente apposite widget app mettono subito in evidenza le informazioni principali e le criticità rilevate”.

PER LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Gian Domenico Ceroni, president & CEO di VM Sistemi punta l’attenzione sull’industria. Le prime tre rivoluzioni industriali si potrebbero riassumere con tre parole: «La prima è “forza”, ovvero strumenti di produzione meccanici (macchine a vapore). La seconda, “scala”, cioè linee di montaggio alimentate a energia elettrica. La terza, “velocità”, nel senso di automazione, elettronica e informatica. La quarta rivoluzione industriale spinge invece all’interconnessione di macchine e persone, grazie alle nuove tecnologie digitali, che porteranno produzione, distribuzione e consumi all’istantaneità. Il concetto di Industria 4.0 risulta perciò riduttivo e, trasversalmente ai settori di attività, riteniamo doveroso ragionare in termini di Impresa 4.0, nonché di cliente 4.0». In questo scenario, «per giocare un ruolo da protagonisti e supportare le aziende nello sfidante obiettivo di raggiungere l’istantaneità, forniamo soluzioni infrastrutturali e applicative iperintegrate. Aggiungiamo cioè valore alla somma delle singole componenti, mettendo in campo tutte le nostre competenze, finalizzate al governo di tecnologie, in grado di segnare una netta e profonda linea di demarcazione fra il tradizionale e il nuovo» – prosegue Ceroni, sottolineando che «nel concreto abbiamo appena lanciato la nostra nuova soluzione ERP, basata su SAP Business One, realizzata specificatamente per i distributori di materiale elettrico: lightOne. Connubio della potenza di SAP, dell’innovatività della piattaforma HANA e della nostra esperienza ultratrentennale maturata al fianco degli operatori del settore, lightOne rappresenta solo la prima di una serie di soluzioni, che permetteranno a tutte le imprese della Distribuzione di compiere un importante salto verso il futuro».

VALORE PER IL BUSINESS CON LE APP

Sicuramente nel mobile, app e cloud hanno rappresentato nuove sfide e nuovi traguardi per l’offerta ERP, dando la possibilità di portare ai clienti nuovi vantaggi e di trasformare, ancora una volta, la tecnologia in valore per il business, come ci spiega Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One. Più in particolare, «le piattaforme Sinfo One sono state predisposte per poter generare app specifiche, con un nuovo concetto di user experience, per le varie funzioni che il cliente richiede in mobilità». Infatti, sono già disponibili app su ambiti specifici quali, per esempio, le approvazioni delle richieste di acquisto, l’inserimento e l’approvazione delle note spese, la compilazione di rapporti d’intervento, dashboard di controllo degli andamenti aziendali in vari ambiti. E tutto questo è solo l’inizio. «Per noi – continua Paola Pomi – è stato importante spingere sulla tecnologia per poter trasformare qualsiasi applicazione in una app». Ma non solo: «Il cloud è una nuova modalità di fruizione delle applicazioni. La flessibilità delle applicazioni, in termini di personalizzazione e customizzazione, è un grande valore aggiunto per i nostri clienti. Abbiamo quindi scelto per le nostre applicazioni, specialmente per l’ERP, ambienti cloud dedicati, sfruttando essenzialmente i layer cloud IaaS e PaaS, cioè infrastruttura e piattaforma come servizio».

PAROLA D’ORDINE: INTEGRAZIONE

Stefania Donnabella, amministratore delegato di Cegeka, sottolinea che «un ERP moderno è la base su cui costruire la propria strategia digitale e la parola d’ordine per noi è integrazione, tra processi aziendali, canali digitali e mercato. Le aziende richiedono con sempre maggiore insistenza costi certi di implementazione e, soprattutto, sono sempre più attente alla raccolta di dati derivanti dai processi. I sistemi MES e l’IoT rappresentano i maggiori punti di contatto dell’ERP con l’Industry 4.0, insieme all’integrazione verticale e orizzontale dei processi resa possibile dall’ERP anche oltre i confini aziendali. Inoltre l’ERP assume sempre più importanza come fornitore di dati per le applicazioni di analytics». Rilevato che «il cloud è un elemento centrale dell’Industry 4.0 e che la richiesta di soluzioni cloud è consistente», Stefania Donnabella spiega che «l’impatto sull’ERP è evidente soprattutto in termini di velocità di implementazione, senza contare gli aggiornamenti garantiti e i dati sempre disponibili. Però, occorre avere competenze specifiche nei settori merceologici ed essere in grado di eseguire un corretto Business Impact Assessment: capire qual è l’impatto che il progetto può avere sull’azienda, comprendere e condividere gli obiettivi e le esigenze del cliente e ridurre i rischi di progetto».

CLOUD IN PRIMO PIANO

«L’Industria 4.0 è la risultante di una serie di innovazioni tecnologiche, ormai alla portata di tutti, che rappresentano indubbiamente un vantaggio competitivo per le aziende che sapranno adottare prontamente questi cambiamenti, pur mantenendo inalterate le operazioni quotidiane» – fa notare Roberto Gandini, director professional services e CPIM di QAD Italy. Trattandosi di «una vera e propria “rivoluzione”, catalizzata da una vasta accessibilità delle reti di comunicazione, dalle crescenti prestazioni dei nuovi sensori intelligenti che permettono una conoscenza e una condivisione di informazioni prima impossibili, dalle evolutissime capacità di analisi anche predittive e dalla infinita potenza di calcolo raggiungibile grazie alla scalabilità dei sistemi cloud, diventa fondamentale identificare un partner tecnologico e competente a cui demandare questa transizione, pur continuando a focalizzarsi sul proprio core business» – prosegue Gandini, spiegando che «da quasi otto anni, ci proponiamo sul mercato come azienda cloud, fornitore di un gestionale completo, internazionale, specifico per i principali verticali del manifatturiero, accessibile da ogni tipo di device, al quale affianchiamo una serie di servizi complementari, anch’essi rigorosamente cloud, tra cui la raccolta dei dati di produzione in tempo reale, l’integrazione applicativa attraverso le più moderne architetture SOA, oltre che attraverso lo scambio di messaggistica EDI, la pianificazione del forecast e di tutta la supply chain aziendale, la qualità e i trasporti».

LE PMI COME MERCATO DI ELEZIONE

Claudio Ferrari, presidente CdA di Four Solutions e Target Cross development manager, ritiene fondamentale chiarire che «pure in un contesto mainstream, nel quale interagiscono le declinazioni dell’Industry 4.0, la disponibilità di app a uso aziendale, le modalità cloud e la fruizione dell’ERP via mobile, le soluzioni non sono necessariamente le stesse per i diversi segmenti del mercato. Perché il passaggio alla quarta rivoluzione industriale, e a quello che il legislatore ha definito come necessariamente “interconnesso”, può avvenire positivamente in due modalità distinte: o le aziende sviluppano internamente, sul tema dell’IT, modelli di integrazione verticale o richiedono al fornitore strategico di sviluppare propri modelli di integrazione orizzontale. Per le PMI la prima ipotesi non è realistica e, perciò, la sfida si gioca sulla nostra capacità di proporci come sistema articolato di relazioni e competenze, al centro del quale porre l’ERP, le soluzioni complementari e le modalità d’utilizzo». È anche per questo che, conclude Ferrari, «per noi le sfide sono il mobile e le app nell’ottica della fruizione e, dal punto di vista funzionale, la strumentazione in grado di offrire capacità “coerente” di analisi su una mole di dati via via crescente e diversificata per natura e provenienza».

PUNTARE SU RICERCA & SVILUPPO

«L’investimento in innovazione digitale spinto da Industry 4.0 non sembra uniforme e appare diretto verso varie direzioni. La consapevolezza dell’importanza sia strategica sia tattica dell’innovazione digitale è chiara sul mercato, ma spesso le decisioni d’investimento non sono così focalizzate come ci si dovrebbe aspettare. Il mercato delle soluzioni gestionali ed ERP, di converso, non attraversa un momento di particolare vivacità. Registriamo una tenuta del mercato e non ci aspettiamo impennate nel corso dell’esercizio» – rivela Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia. Dovendo invece identificare i fenomeni in atto, Angeleri fa notare che «commercialmente il cloud è ancora in fase di sviluppo. Presi percentualmente, i numeri di crescita sono decisamente più importanti dei numeri complessivi, ma in termini assoluti il prodotto “as a Service” non è ancora un prodotto di utilizzo massivo. Le motivazioni sono molteplici: il passato forte investimento sull’on premise ancora da ammortizzare, una connettività che talvolta è ancora difficile e disomogenea nel nostro Paese. Detto questo, Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia riscontra buone reazioni alle varie declinazioni digitali che propone nell’area dei gestionali ed ERP». In questo scenario, la società è «concentrata sull’R&D, orientata dal dialogo e dai consigli che ci giungono direttamente dai nostri clienti. La collaborazione diretta è, secondo noi, l’elemento determinante per proporre soluzioni digitali innovative e adeguate alle esigenze del mercato. L’obiettivo è quello di una crescita comune sostenibile».

L’ERP AUTOMATIZZATO VIA CLOUD

«La quarta rivoluzione digitale parla di un sistema completamente interconnesso, il cui panorama tecnologico fornisce alle aziende gli strumenti per essere agili, veloci e flessibili, in grado di elaborare e organizzare in modo integrato e immediato l’immensa quantità di dati su cui lavorano ogni giorno» – conferma Antonello Morina, presidente di Mayking. In questo senso, «l’ERP gioca un ruolo strategico perché – di fatto – è il centro di governo delle informazioni di un’azienda e, per essere realmente strategico, deve interconnettersi con tutti gli attori coinvolti nella vita aziendale, come collaboratori, clienti, fornitori, potenziali clienti, e così via. Starty ERP è la soluzione cento per cento cloud realizzata da Mayking per fornire alle PMI italiane una piattaforma applicativa completa in grado di supportare tutti i processi core dell’azienda, dal CRM al bilancio. Ai nostri utenti, mettiamo a disposizione un servizio ERP pronto all’uso, che si attiva rapidamente e che consente a tutti di accedere ai dati aziendali in tempo reale da qualsiasi luogo. Grazie alle integrazioni con servizi quali Google Suite, Twilio VoIP, Shopify e-Commerce, i nostri clienti possono gestire tutta l’azienda in cloud realizzando scenari avanzati di automazione dei processi di lavoro» – conclude Morina.

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