Huawei e ZTE vietati nelle basi militari USA

Continua l’operazione di ban del governo americano nei confronti delle due multinazionali cinesi accusate di utilizzare dispositivi e infrastrutture a scopo di monitoraggio

Dopo aver bannato ufficialmente i telefonini Huawei dal portafoglio degli operatori nazionali e messo al bando le infrastrutture di comunicazione di ZTE, ora il governo di Washington si focalizza sui reparti militari. Il Pentagono, tramite un suo portavoce, ha infatti dichiarato che i dispositivi di entrambe pongono un forte rischio sicurezza ai dipartimenti, dunque non sono ammissibili.

Per questo, la rete di vendita dei partner di ogni divisione della U.S. Army non potrà più proporre terminali con i marchi di cui sopra. A dare la notizia è il Wall Street Journal, che cita una fonte anonima interna, a conoscenza delle forti preoccupazioni che negli ultimi mesi girano tra le alte cariche militari americane.

Cosa succede

Molto più che in ambito consumer, il problema spionaggio è evidentemente elevato tra i ranghi dell’esercito. La paura, stando al Journal, è che la Cina possa creare backdoor apposite per tracciare i movimenti dei soldati e intercettare le comunicazioni, sia per mezzo di dispositivi Huawei che ZTE. C’è da dire, che il ban del Pentagono riguarda smartphone utilizzati a scopo lavorativo e non personale, dunque chiunque può ancora recarsi in negozio e acquistare un Mate 10 Pro, ad esempio, senza incorrere in violazioni di alcun codice, almeno per il momento.

Commentando la decisione del governo, un portavoce di Huawei avrebbe sostenuto: “Ribadiamo che I prodotti Huawei sono venduti in 170 paesi in tutto il mondo e soddisfano i più elevati standard di sicurezza, privacy e ingegneria ovunque operiamo, compresi gli Stati Uniti”.

Se il gigante di Shenzen può relativamente essere tranquillo visto il suo business globale, per ZTE va un attimino peggio, visto che dopo lo stop del Dipartimento del Commercio all’acquisto di componenti da aziende americane, come Dolby e Qualcomm, la società rischia di perdere la licenza Android e di chiudere il reparto smartphone, con dirette conseguenze sulla produzione internazionale.

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