Il 5G di Huawei? Gli USA invitano l’Europa a pensarci bene

Il 5G Huawei? Gli USA invitano l’Europa a pensarci bene

Gli Stati Uniti intensificano gli sforzi per convincere gli operatori continentali a evitare le infrastrutture di Huawei per il rischio sicurezza

Questo 5G non s’ha da fare. La lunga lotta degli Stati Uniti contro Huawei prosegue a ritmi serratissimi. Dopo aver invitato, e convinto, molti alleati a porre più di un dubbio in merito alle infrastrutture di rete della cinese, ora Washington calca la mano, ufficialmente. Secondo la Reuters, i funzionari americani hanno tenuto colloqui con l’Unione Europea e il governo belga a Bruxelles, proprio per porre dei paletti sulla questione.

“Stiamo avvertendo i paesi di essere molto cauti, esortandoli a non firmare contratti con fornitori non fidati che vengono dall’estero, come la Cina. Legarsi a vendor come Huawei o ZTE darà conseguenze tangibili alla sicurezza nazionale e poiché siamo alleati militari con quasi tutti i membri dell’Unione Europea, anche sulla nostra sicurezza nazionale” – questo avrebbe spifferato una gola profonda all’agenzia di stampa.

Cosa succederà a Huawei

La base principale per i timori di Washington è la percezione che Huawei sia collegata al governo cinese e che l’uso delle attrezzature dell’azienda dia la possibilità alle backdoor intrinseche di aprirsi la strada in ogni dove telematico. Queste paure sono accentuate dall’avvento del 5G e delle innumerevoli informazioni sensibili che permetterà di veicolare in quantità e velocità mai viste. Huawei ha ripetutamente negato le accuse di spionaggio, sottolineando di lavorare da anni con aziende e agenzie di sicurezza di tutto il mondo (tranne gli States da poco, ovviamente) e che vende prodotti a più di 500 operatori in 170 paesi, senza problemi.

Certo è che fare a meno del colosso di Shenzen vorrà dire rallentare la corsa verso le reti di nuova generazione, per una ragione: Huawei è tra le prime tre compagnie al mondo, per forza economica e know-how, attiva nel campo del networking. Senza di lei il 5G si avrà comunque, ma con tempistiche e forze innovative teoricamente minori. Ce ne faremo una ragione? Dalla Casa Bianca senza alcun dubbio.

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