Il data center del futuro: piccolo, smart e multi-cloud

Il data center del futuro: piccolo, smart e multi-cloud

Il data center del futuro, afferma IDC, sarà meno monolitico. Il primo obiettivo è supportare modelli applicativi completamente diversi e un business digitale basato sui dati

Dopo la lunga fase di consolidamento che ha caratterizzato la piena maturità del concetto di informatica distribuita, il data center sta attraversando un periodo di forte trasformazione, dettata anch’essa dall’affermazione del business digitale e dal suo impatto su architetture applicative molto diverse rispetto al passato. Intervenendo alla giornata di studio organizzata da IDC Italia sul futuro del data center, l’ICT manager della multiutility Gruppo Iren, Alessandro Cattelino, ha paragonato questa recente evoluzione al moto di un pendolo. Anche sull’onda delle concentrazioni che hanno assistito, in molti settori, alla nascita di nuove entità frutto di merger o acquisizioni, il data center ha assunto una forma monolitica, legata alla necessità di ottimizzare l’uso delle risorse fisiche ed energetiche. Virtualizzazione e cloud hanno contribuito molto a invertire la direzione di questo passo, puntando piuttosto verso uno scenario di supporto alle applicazioni di nuova generazione della mobilità e delle architetture basate su microservizi e container. In questo scenario assume una diversa importanza il cosiddetto edge delle infrastrutture IT, chiamato a servire con un supplemento di risorse fenomeni come l’IoT, la distribuzione di contenuti multimediali, l’elaborazione intermedia di grandi volumi di dati locali. Ma soprattutto conta la capacità di orchestrare un insieme di risorse infrastrutturali fisiche o virtuali, private o pubbliche, in un’ottica sempre più ibrida e multi-cloud.

«Molti si stanno chiedendo se il data center è morto» ha detto Sergio Patano, associate research director di IDC nel suo keynote di apertura. «Lo è certamente quando pensiamo al data center monolitico e indistruttibile di un passato neanche troppo lontano». Questa sorta di elefante nella cristalleria, progettato più come alternativa al mainframe che come efficiente substrato di linguaggi e applicazioni completamente diversi, lascia oggi il posto a un data center software defined, dove le stesse infrastrutture fisiche sono iperconvergenti e perfettamente modulari, capaci di adattarsi alle necessità di workload semplicemente agendo sul numero di nodi attivati. Per rispondere alla sfida di nuovi servizi da realizzare e mettere “in produzione” non più nel giro di qualche semestre, ma nei termini di poche settimane dettato dalla digitalizzazione e consumerizzazione del business, chi gestisce questi data center deve dotarsi di strumenti diversi, ricchi di automatismi e capacità di orchestrazione autonoma. Deve abituarsi a pensare a carichi di lavoro molto più mobili distribuiti sul territorio, con una periferia altrettanto dinamica e in grado di mettere al servizio del “core”, del centro, una forte componente di pre-trattamento, indispensabile per affrontare tematiche come Big Data in un contesto che richiede tempi di risposta e decisioni praticamente real time.

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La trasformazione digitale del data center troverà sicuramente un valido stimolo nella consapevolezza dei ritorni associati agli investimenti in tal senso. «Investire in trasformazione digitale significa triplicare i fatturati generati rispetto a investimenti più convenzionali» ha poi osservato Patano prima di concludere il suo intervento con le dieci previsioni a medio termine che IDC ha formulato su scala globale, basandosi sulle ricerche svolte in Europa e in tutto il mondo. Nell’arco dei prossimi tre-cinque anni, crescerà l’adozione di tecnologie di data vaulting per raccogliere e proteggere informazioni che arriveranno da sorgenti di elaborazione diverse. Grandi aspettative anche per tecnologie come il software defined networking, per la gestione smart del data center e delle sue articolazioni multi-cloud. Fin da quest’anno però, il 25% delle aziende si sposterà dal consolidamento di grandi data center verso la modernizzazione di centri più piccoli e ben localizzati, in grado di supportare meglio le nuove applicazioni di calcolo data-intensive.


Le videointerviste ai protagonisti

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Videointervista a Davide Suppia, Country Manager – DATA4 Group

Videointervista a Riccardo Perrotta, Responsabile Operations IT & Qualità Del Servizio – Cattolica Assicurazioni e Simone Armari, Services Alliances Manager – Dedagroup

Videointervista a Roberta Marchini, Technical Sales Manager – Lenovo Data Center Group Italia

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